domenico giani

I PARTI-GIANI - IL GENERALE RAPETTO SI SCHIERA CON IL GENDARME DIMISSIONARIO: ''LE SUE DIMISSIONI SONO UN BRUTTO CAPITOLO PER LA STORIA, CELEBRANO LA FINE DI OGNI SPERANZA CHE IL MERITO E IL SACRIFICIO VALGANO ANCORA QUALCOSA'' - NUZZI INVECE LO ATTACCA: ''O NON ERA UN BRAVO INVESTIGATORE OPPURE HA ACCETTATO CHE LE SUE INCHIESTE VENISSERO INSABBIATE, VISTO CHE IN QUESTI ANNI NON CI SONO STATE MOLTE INDAGINI E CONDANNE, SE NON CONTRO ME E FITTIPALDI''

PAPA FRANCESCO BERGOGLIO DOMENICO GIANI

1. VI DICO (E VORREI DIRE A PAPA FRANCESCO) PERCHÉ DIFENDO DOMENICO GIANI.

Umberto Rapetto (ex generale della Guardia di Finanza) per www.startmag.it

 

 

Ne hanno già scritto molto. Lo hanno già fatto in tanti, forse troppi. Ciò nonostante sento di dover dire la mia.

 

Conosco bene Domenico Giani e ne ho sempre apprezzato la totale dedizione, domandandomi quanto la correttezza e l’altruismo portati all’estremo gli sarebbero stati nocivi in un mondo in cui certi valori sono una colpa e non un pregio.

 

L’aver scelto di essere l’ombra di tre Pontefici, rinunciando a qualsivoglia briciola della propria esistenza, è fin troppo evidente. L’averlo fatto con serietà professionale e slancio è stata la sua condanna. La sua capitolazione è ora un brutto capitolo della storia contemporanea perché celebra la fine di ogni speranza che il merito e il sacrificio valgano ancora qualcosa.

 

papa francesco domenico giani

All’indiscutibilmente sgradevole vicenda della diffusione del manifesto che ricordava quelli che nei western riportavano a caratteri cubitali la scritta “Wanted” (e quindi “ricercati”), fa eco l’invisibile “pizzino” che circolava da tempo Oltretevere: “Non lo vogliamo più”. Il messaggio – dopo un lungo e non impercettibile sibilare – è arrivato a destinazione, veicolato dalla furente indignazione collettiva per la gogna di cinque presunti poco di buono che bazzicavano oltre le mura del Vaticano.

 

Domenico Giani ha rassegnato le dimissioni nel bisbiglìo dei giornali che hanno catalizzato la loro attenzione su una uscita che – pur tutt’altro che plateale – non poteva passare inosservata.

 

UMBERTO RAPETTO

Gli sono stati riconosciuti i meriti di aver trasformato la Gendarmeria da “pizzardoni” della Santa Sede in un apparato operativo, investigativo e di intelligence che rappresentava il “bonsai” delle grandi organizzazioni a tutela di Nazioni con ben diverse dimensioni e mezzi.

 

Ma nel non negare il suo apporto nel processo evolutivo del reparto di cui ha avuto per tanti anni il comando, si è sempre trascurato di ricordare l’atmosfera tossica in cui ha cercato (ed è riuscito) ad operare.

 

La rete di relazioni che ha instaurato con gli “organi collaterali” (come in gergo vengono definite le Polizie e i Servizi segreti degli altri Paesi) è il frutto di imponenti sforzi e, soprattutto, il risultato della stima che si era guadagnato in giro per il mondo nonostante la lillipuziana dimensione del suo schieramento.

 

Non nascondo una profonda preoccupazione per il Pontefice. Chiunque vada a ricoprire il ruolo di Giani, il Santo Padre adesso sarà davvero solo.

PAPA RATZINGER E DOMENICO GIANI

 

Subentrare nell’incarico lasciato da Domenico Giani è missione impossibile anche per il più preparato degli sbirri, per la più arguta delle “barbe finte”, per il più tecnologico dei cyberdetective e anche per chi riesca sommare in sé le più significative competenze ed esperienze.

 

Difendere il Vip (non me ne voglia Santità) che rappresenta il bersaglio ideale per qualunque terrorista o scriteriato di turno non è compito facile. Occorre esser disposti a rinunciare alla propria vita per salvare quella della persona su cui pesa il futuro della Chiesa e della sua comunità. Occorre farlo fisicamente “fuori le mura” ma anche sapendo far scudo nella scrosciante pioggia di strali che cercano di trafiggere Bergoglio. È un mestiere che non ti insegna nessuno, che non si impara da nessuna parte. Era invece il mood di Domenico Giani che anche con quest’ultimo lacerante gesto ha dimostrato una fedeltà encomiabile all’uomo che rappresenta l’ultima speranza del pianeta.

 

Non è bastato a Giani il mitridatizzarsi, perché i veleni del Vaticano non consentono assuefazione ma al limite permettono di sopravvivere fino a dilaniare il malcapitato dopo lunga agonia.

 

Papa Francesco ogni volta che chiude l’Angelus a Piazza San Pietro invita i fedeli a pregare per lui. Non aspettiamo domenica prossima per farlo.

DOMENICO GIANI

 

 

2. VATICANO, NUZZI: "GIANI O NON È GRANDE INVESTIGATORE O ACCETTA INSABBIAMENTI"

Da www.adnkronos.com

 

"Il capo della polizia vaticana Domenico Giani si dimette ed escono articolesse che lo celebrano come grande inquirente". Ma "un grande investigatore fa indagini che portano a processi e condanne". Lo scrive sulla sua pagina Facebook il giornalista Gianluigi Nuzzi, autore di più libri sui segreti vaticani, che commenta: "In vent’anni i processi in vaticano si contano sulle dita di mezza mano e quindi o la gendarmeria non sa trovare prove dei reati consumati (gli scandali ne raccontano tanti) o la gendarmeria viene bloccata e le indagini insabbiate. Nel primo caso Giani non sarebbe un grande investigatore nel secondo sarebbe un investigatore che accetta insabbiamenti rimanendo vent’anni sempre lì al suo posto".

 

 

GIANLUIGI NUZZI

"Per sapere chi è Giani - prosegue Nuzzi - lo chiesi al maggiordomo di Ratzinger, Paolo Gabriele che venne arrestato e mi confidò che nella prima cella non poteva nemmeno allargare le braccia. Ah si perché Giani le maggiori indagini che ha portato a processo riguardano le fughe di notizie su malversazioni e corruzioni. Portò le presunte prove della colpevolezza di Fittipaldi e mia che costò un processo surreale nel 2016. Siamo stati prosciolti e sono convinto che in vaticano ci siano reati ben più gravi di passare notizie ai giornalisti".

 

Gianluigi Nuzzi

"Su chi è Giani lo chiesi anche a Libero Milone, scelto da Francesco per controllare i conti delle finanze vaticane: 'Giani mi disse: o si dimette o l’arresto'. Ma quando mai un investigatore minaccia un delinquente dell’arresto? O gli mette le manette se ci sono gli estremi o lo lascia andare. Con una postilla: Milone non è un delinquente e quella indagine agitata in faccia si è conclusa in un nonnulla, distruggendo il povero incensurato Milone. Insomma prima di incensare Giani io ci penserei un attimo... ancora un po’ di pazienza - conclude Nuzzi - e nel mio libro che esce lunedì troverete (quasi) tutto".

 

 

Ultimi Dagoreport

maria rosaria boccia sigfrido ranucci

IL LIBRO DI MARIA ROSARIA BOCCIA SU RANUCCI E’ UN LIBRO…SULLA BOCCIA – L’EX AMANTE DI SANGIULIANO ESCLUDE OGNI FORMA DI RELAZIONE SENTIMENTALE CON L’EX CONDUTTORE DI “REPORT” MA SCRIVE: “NON SO SE, IN QUALCHE MOMENTO, SIGFRIDO MI ABBIA CORTEGGIATA” - E LO SFOTTE PURE: “E’ UN SUPERMAN CHE AVREBBE AVUTO BISOGNO DI MANUTENZIONE”. LA DESCRIZIONE DELLA POLEMICA SULLA LOBBY GAY CON CERNO E GILETTI. LEI GLI CHIEDE: “VADO DA FORMIGLI IL GIOVEDÌ OPPURE DA GILETTI IL LUNEDÌ?” E LUI SUGGERISCE IL CIMITERO, “INDICANDOMI COME POSSIBILI ALTERNATIVE IL VERANO OPPURE PRIMA PORTA” - RANUCCI E SALLUSTI A PIEDI NUDI - LA GELOSIA DI LAURA CIANFONI…

bollo auto roberto vannacci giorgia meloni giancarlo giorgetti ursula von der leyen

DAGOREPORT - BOLLO CHE NON BALLA! LA TROVATA ELETTORALE DI SOSPENDERE PER UN ANNO IL BOLLO AUTO, PRESA IN AUTONOMIA DALLA MELONI, SI È RIVELATA UN PASTICCIO (ALTRO CHE "MISURA STRUTTURALE", DURA UN SOLO ANNO!) – DOVE SI PRENDONO I 2,3 MILIARDI DI EURO DI COPERTURE PER COMPENSARE I MANCATI INCASSI DELLE REGIONI? IL TESORO VUOLE USARE I "RISPARMI" DEI FONDI PNRR, BRUXELLES E' SCETTICA E GIORGETTI HA REAGITO IN MODO SCOMPOSTO: “QUELLI ORMAI SONO SOLDI NOSTRI” – LA MOSSA SPERICOLATA CONFERMA COME LA DUCETTA STIA ORMAI RINCORRENDO VANNACCI, CHE NEL PROGRAMMA DI "FUTURO NAZIONALE" AVEVA PREVISTO PROPRIO IL TAGLIO DEL BOLLO. IL GENERALE HA GIOCO FACILE A RINFACCIARE ALLA DUCETTA CHE LA MISURA È TUTT’ALTRO CHE “STRUTTURALE”, DAL MOMENTO CHE È VALIDA SOLO PER IL 2027, CIOE' L’ANNO ELETTORALE. UNA SORTA DI “BOLLO DI SCAMBIO”…

anna wintour e beppe sala - vogue world milano john galliano

DAGOREPORT – IL 22 SETTEMBRE SBARCA IN GALLERIA A MILANO VOGUE WORLD, QUEL BARACCONE A SCOPI SEMI-BENEFICI CHE ANNA WINTOUR ORGANIZZA UN ANNO QUI E UN ANNO LÀ, MA CHE IN REALTÀ MIRA A RIMPINGUARE LE CASSE DI CONDÉ NAST – LA WINTOUR SI PRESENTA MEZZA AZZOPPATA PER L’INCIDENTE DEL MET GALA, CON LA MOSTRA DEDICATA AL SUO AMICO JOHN GALLIANO, POI CANCELLATA PER LE POLEMICHE SULLE USCITE ANTISEMITE DELLO STILISTA – “LADY VOGUE” HA INGOLOSITO BEPPE SALA GARANTENDOGLI DUE MILIONI DI EURO PER RECUPERARE UNA BIBLIOTECA A QUARTO OGGIARO – POI GLI ORGANIZZATORI HANNO MESSO “SOTTO TORCHIO” CHIUNQUE FACCIA MODA PER FARSI DARE VESTITI E ACCESSORI PER LA SFILATA E HANNO FATTO SAPERE CHE L’EVENTO ERA SÌ GRATIS, MA LA PRESENZA ERA GARANTITA CON 25 MILA EURO PER LA PRIMA FILA E 15 MILA PER LA SECONDA. ALLA FINE SI È ARRIVATI ALL'OFFERTA LIBERA…

fabio rampelli giorgia arianna meloni

DAGOREPORT – FERMI TUTTI! DOMANI FABIO RAMPELLI, IL FONDATORE DELLA COMUNITÀ DEI GABBIANI DI COLLE OPPIO, LA BETLEMME DI FRATELLI D'ITALIA, PARLERÀ A FENIX AL LAGHETTO DELL'EUR DAVANTI AI GIOVANI FRATELLINI – IL TITOLO DEL DIBATTITO SARÀ “È RABBIA È AMORE”, CHE FU IL PRIMO MANIFESTO CON CUI SI PRESENTÒ ALLE COMUNALI DEL 1993 – FIBRILLAZIONE GENERALE: UNA PAROLA D'ORDINE QUASI, ANZI UN RICHIAMO ANCENSTRALE ALLA BATTAGLIA. SI CANDIDERÀ COME SINDACO DI ROMA? O MEGLIO, LO CANDIDERANNO LE SORELLE MELONI CHE CON LUI SONO CRESCIUTE?

trump netanyahu bin salman

DAGOREPORT – TRUMP IN CUL DE SAC: A UN MESE E MEZZO DALLE ELEZIONI DI MIDTERM, IN CUI RISCHIA DI PERDERE OLTRE ALLA CAMERA ANCHE IL SENATO, IL DISTURBATO DELLA CASA BIANCA E' POSSEDUTO DALL'URGENTE BISOGNO DI USCIRE DAL PANTANO IN CUI SI È INFILATO NEL GOLFO - PER RISOLLEVARE I SUOI CONSENSI AGONIZZANTI, HA DAVANTI TRE GLI SCENARI POSSIBILI: PER DIMOSTRARE CHE IL CIUFFO CE L'HA ANCORA DURO, CONTRO IL PARERE DEI SUOI GENERALI, TRUMP ORDINA UN NUOVO MASSICCIO BOMBARDAMENTO DELL’IRAN – SECONDO IPOTESI: IL TYCOON ABBASSA LA CRESTA E RAGGIUNGE UN COMPROMESSO CON IL REGIME DI TEHERAN (PASDARAN E CIA TRATTANO DA TEMPO SOTTOTRACCIA), USCENDONE DI FATTO CON L'IMMAGINE DELLO SCONFITTO – LA TERZA STRADA VEDE I PAESI DEL GOLFO, LE CUI ECONOMIE STANNO PAGANDO UN PREZZO ALTISSIMO PER LA SCELLERATA GUERRA TRUMPIANA, TENTARE UN ACCORDO DIRETTO CON IRAN E HOUTHI PER RIPRENDERE A MACINARE PETRODOLLARI – TRA LO STALLO IRANIANO, IL CONFLITTO CHE CONTINUA IN UCRAINA, NETANYAHU SCARICATO E MELANIA INVEPERITA DI PORTARE LE CORNA, “THE DONALD” E' UN ANIMALE FERITO, QUINDI PERICOLOSO...

urbano cairo enrico mentana

DAGOREPORT - VUOI VEDERE CHE ALLA FINE TRA URBANO CAIRO ED ENRICO MENTANA FINIRÀ A TARALLUCCI E VINO, INTONANDO: CHI HA AVUTO, HA AVUTO, CHI HA DATO, HA DATO, SCURDAMMOCE 'O PASSATO? - SE CHICCO NON HA ANCORA TROVATO UNA ALTERNATIVA AL SINISTRISMO DE LA7 (CHE FINE HANNO FATTO LA ''CNN ITALIANA'' DI KYRIAKOU, IL RITORNO A MEDIASET O LE VOCI SU SKY?), DA PARTE SUA URBANETTO NON HA ANCORA SCOVATO CON CHI SOSTITUIRLO AL TG E LASCIA LA PORTA APERTA AL RINNOVO DEL CONTRATTO IN SCADENZA IL 31 DICEMBRE PROSSIMO: "LA MIA STIMA PER MENTANA E' INTATTA..."