vito petrocelli russia bandiera

È PARTITA LA MANOVRA DI ACCERCHIAMENTO SU PETROCELLI - CONTE CONTINUA A DIFENDERE IL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE ESTERI DEL SENATO, MA LA PRESENZA DI UN FILORUSSO IN UN ORGANISMO COSÌ DELICATO, IN QUESTO MOMENTO, DIVENTA SEMPRE PIÙ INGOMBRANTE - LE IPOTESI: CONVINCERLO A DIMETTERSI O ALMENO FARGLI ANNULLARE IL PROTOCOLLO D’INTESA CON IL PARLAMENTO DI MOSCA, SOTTOSCRITTO DA PETROCELLI IN UNO DEI NUMEROSI PELLEGRINAGGI AL CREMLINO

Laura Cesaretti per “il Giornale”

GIUSEPPE CONTE VITO PETROCELLI

 

È accettabile che un organismo delicato come la Commissione Esteri del Senato italiano sia guidato da un fiero supporter di Putin e della sua guerra all'Ucraina, apertamente ostile alla linea del governo italiano, dell'Ue e della Nato? La questione è aperta, e in Parlamento la spinta per liberare una postazione così delicata dal grillino filo-russo Vito Petrocelli, che ha legami affettuosi con Mosca (oltre che con Pechino) e pochi giorni fa ha votato contro la risoluzione di maggioranza sulla guerra in Ucraina, cresce di ora in ora.

 

Il redde rationem è fissato per questo pomeriggio, alle 15, quando si riunirà l'ufficio di presidenza della Commissione di Palazzo Madama. Non sarà una riunione ordinaria: alla seduta parteciperanno i capigruppo di tutti i partiti ma anche pezzi da novanta della politica estera come Pierferdinando Casini, che ha guidato lo stesso organismo, e l'ex premier Mario Monti.

 

vito petrocelli 7

E sul tavolo ci sarà la richiesta di dimissioni, ma anche un ipotesi di compromesso: Petrocelli, chiede il Pd con il capogruppo Alessandro Alfieri, prenda carta e penna disdica immediatamente il protocollo di intesa con la commissione Esteri della Duma putiniana, da lui sottoscritto durante uno dei suoi numerosi pellegrinaggi alla corte del Cremlino, per «dimostrare con chiarezza che sta con le democrazie occidentali e non con la dittatura russa».

 

Un gesto simbolico, che anche M5s (che non vuol perdere la poltrona) lo spinge a fare. Non a caso il redivivo Giuseppe Conte, da un po' sparito dai radar politici, è rispuntato ieri per assicurare che «non succederà nulla» e che il prode Petrocelli resterà sereno al suo posto, anche se «è giusto, in un contesto del genere, riprendere in considerazione alcuni accordi di collaborazione oggi non più attuali».

VLADIMIR PUTIN E GIUSEPPE CONTE

 

Del resto, quegli accordi con Putin furono pienamente avallati dal suo governo, che si spendeva animatamente per l'annullamento di ogni sanzione alla Russia e per una vicinanza strategica tra l'Italia e le principali autocrazie di Mosca e Pechino, in barba all'Occidente, e che autorizzò colonne militari russe a scorrazzare per l'Italia in piena pandemia. Oggi Conte e M5s sono stati costretti alla retromarcia, ma M5s è spaccato tra filo-occidentali e filo-putinisti, e il leader cerca di tenere insieme capra e cavoli, evitando la gogna delle dimissioni a Petrocelli.

 

VITO petrocelli

Il quale, del resto, non vuole assolutamente perdere i galloni e gli extra (anche monetari) da presidente, e dunque sarebbe in procinto di accettare la condizione e cancellare il protocollo pur di restare al proprio posto. Ma «si tratta di una condizione necessaria ma non sufficiente», dice la capogruppo di Italia viva Laura Garavini.

 

«Poniamo che, come probabile, Petrocelli dica di sì per salvare la poltrona: tra un paio di settimane, quando arriveranno al nostro esame di decreti sulla guerra in Ucraina, come voterà? Non possiamo mantenere in quel posto chiave un presidente che non è assolutamente di garanzia».

 

giuseppe conte vladimir putin

I renziani, con altri gruppi, sono pronti a «boicottare il funzionamento della Commissione», non partecipando alle sedute. E propongono anche di rivolgersi alla presidente del Senato Casellati per chiederle di sciogliere la commissione, visto che non è possibile, per regolamento, sfiduciare un presidente di commissione. Il Pd non scarta l'opzione e dice che «la disdetta del protocollo sarebbe un primo segnale che ha capito la gravità della situazione». Ma se oggi Petrocelli, come probabile, si piegherà per salvare la cadrega, l'imbarazzante scandalo del presidente filo-russo rischia di riproporsi presto.

vito petrocelli 4vito petrocelli 3vito petrocelli 2vito petrocelli 6

Ultimi Dagoreport

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…