leyen draghi euro recovery

I PARTITI SI RASSEGNINO: NON ESISTE UN PIANO B A DRAGHI - LA FREDDEZZA CON CUI E' STATO ACCOLTO IL RECOVERY PLAN SI DEVE ALLA CONSAPEVOLEZZA CHE LE RIFORME ANDRANNO A SCARDINARE BACINI D'INTERESSE ELETTORALE E PREGIUDICANO MOLTE RENDITE DI POTERE - E NON SI POSSONO EVITARE: SUPERMARIO HA USATO TUTTO IL SUO PRESTIGIO PER GARANTIRE ALL'EUROPA OGNI SEI MESI UNO STATO DI AVANZAMENTO DEI LAVORI SULLE RIFORME...

Francesco Verderami per il "Corriere della Sera"

 

mario draghi

L'altro giorno, parlando delle magnifiche sorti e progressive del governo, Giorgetti aveva illustrato il Pnrr e il piano delle riforme intercalandoli con un amletico «se dura...». Non si sa se il ministro dello Sviluppo economico si riferisse (solo) all'orizzonte temporale di un esecutivo sostenuto da forze che nascondono la loro irrilevanza nelle beghe quotidiane. O se individuasse il problema (anche) in quegli apparati dello Stato che si preparano a opporre una vischiosa resistenza al cambiamento.

 

giancarlo giorgetti

È un fatto che nei giorni in cui si è discusso di Recovery plan, il Parlamento - tranne rare eccezioni - non è parso sintonizzarsi con l'asprezza della sfida sulle riforme di sistema. Piuttosto ha trovato il tempo per incendiarsi sugli ordini del giorno che riguardavano l'orario del coprifuoco. Ieri sul tema, pur di scongiurare una rottura alla Camera tra le forze di maggioranza, il ministro per i Rapporti con il Parlamento D'Incà era dovuto andare fino al Senato per parlarne con il premier e con Giorgetti.

 

È stato un viaggio a vuoto, come temevano alcuni leghisti, secondo i quali «se Giancarlo è d'accordo non è detto lo sia Matteo». Infatti Salvini, per non farsi scavalcare dalla Meloni, ha disatteso il compromesso insieme a Forza Italia. E ha minacciato di replicare oggi al Senato, dove si vota la mozione di sfiducia presentata da FdI contro il ministro della Salute, Speranza. Il capo del Carroccio sa di non poter oltrepassare certe colonne d'Ercole, ma c'è un motivo se Giorgetti si è lasciato andare a quel «se dura».

DRAGHI 8

 

Perché se da un lato con le sue sortite Salvini appare come una sorta di capitan Fracassa, dall'altro i vedovi di Conte lanciano messaggi minacciosi per quanto meno rumorosi. «Il riformismo calato dall'alto è sempre destinato alla sconfitta», ha detto ieri sibillino l'ex viceministro all'Economia Misiani, durante il dibattito sul Pnrr.

 

LUIGI MARATTIN

E a molti nel suo partito, che è il Pd, sono fischiate le orecchie, perché le parole pronunciate da uno degli uomini più vicini al titolare del Lavoro Orlando segnalano come nel centrosinistra la sfida sia «speculare a quella in atto nel centrodestra», testimoniano lo scontro tra chi convintamente sostiene l'attuale gabinetto e chi lo considera «una minacciosa parentesi». «È come se i partiti non avessero capito che stavolta non c'è un piano B», afferma il renziano Marattin: «È scritto nero su bianco nel Def presentato dal governo. Se le riforme programmate da Draghi e che accompagnano il Recovery plan non venissero varate, il debito pubblico andrebbe fuori controllo. E purtroppo il sentiero delle riforme è in salita».

DRAGHI 19

 

Basti vedere il modo in cui il Parlamento ha accolto l'annuncio di Draghi sui progetti di revisione del sistema in materia di fisco, pubblica amministrazione e giustizia. «Quando il premier ha citato il nodo della concorrenza - racconta Marattin - alla Camera un solo deputato ha applaudito. Io». La freddezza dei partiti è figlia della consapevolezza che le riforme mettono in discussione vecchie parole d'ordine, bacini d'interesse elettorale.

GIANCARLO GIORGETTI E MATTEO SALVINI

 

E pregiudicano inoltre le rendite di poteri consolidati. Lo spiega l'ex capogruppo del Pd Delrio, quando rammenta che «Palazzo Chigi ha dovuto garantire all'Europa ogni sei mesi uno stato di avanzamento dei lavori sulle riforme. Sono impegni ambiziosi da affrontare però con un'auto dal motore in panne. E il governo si prepara alla sfida avendo a che fare anche con certe strutture dello Stato che sono refrattarie. L'elenco è lungo».

 

GIANCARLO GIORGETTI E MATTEO SALVINI

Come non bastasse, Draghi si porta appresso l'handicap del fattore tempo. In tal senso, molti parlamentari hanno colto ieri un passaggio della sua replica alla Camera. Mentre leggeva il testo, citando le riforme e indicandone le scadenze, il presidente del Consiglio si è interrotto e ha esclamato: «Certo che ne abbiamo di cose da fare tra maggio e giugno...». Di fronte a uno scenario fatto di scontri tra partiti che sognano la rivincita e di resistenze degli apparati dello Stato, si capisce allora cosa voleva dire ieri sera al Senato, quando ha sottolineato che «il piano si può attuare solo se c'è volontà di successo». Che poi è il «se dura» con cui Giorgetti mette tutti davanti alle loro responsabilità. Siccome per l'Italia non esiste «un piano B».

Ultimi Dagoreport

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…

elly schlein giuseppe conte roberto vannacci

FLASH – IL CAMPO LARGO LITIGA ANCHE SU VANNACCI! SCHLEIN, CONTE E COMPAGNI SONO DIVISI SU COME FRONTEGGIARE LE SPARATE E I VIDEO INDECENTI DELL’EX GENERALE - C’È CHI VORREBBE DENUNCIARLO, PRENDERLO DI PETTO E INCALZARLO PER LA SUA PROPAGANDA NEO-FASCIA CONVINTO CHE VADA ARGINATO CON LE CATTIVE. MA ALTRI, TRA CUI GIUSEPPE CONTE, CHE INVECE PENSANO SIA MEGLIO LASCIARLO SCORRAZZARE LIBERO. IL RETROPENSIERO È: “PIÙ CRESCE VANNACCI, PEGGIO È PER LA MELONI” (ALMENO FINCHÉ NON SI ALLEANO)

giuseppe conte elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - MENTRE CASA ITALIA BRUCIA, TRA PISTOLERI E GENERALI, NON DISTURBATE ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE: I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) PROPRIO NON SI RENDONO CONTO CHE IL "CAMPO LARGO" VA ALLARGATO A TUTTE LE FORZE MODERATE E RIFORMISTE. AD OGGI, DI UNA COALIZIONE ALTERNATIVA ALL'ARMATA BRANCA-MELONI, NON C’È TRACCIA - SE CONTE E SCHLEIN TENESSERO DAVVERO ALLA VITTORIA DELLA COALIZIONE, PIÙ CHE ALLA PERSONALE AMBIZIONE DI ANDARE A PALAZZO CHIGI, AVREBBERO DA TEMPO FATTO UN PASSO INDIETRO A FAVORE DI UN "PAPA STRANIERO" (IL FAVORITO E' ROBERTO GUALTIERI) - MA I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) NON RIESCONO A FICCARSI NELLA TESTA CHE, IN CASO DI SCONFITTA ALLE POLITICHE DEL 2027, RISCHIAMO DAVVERO DI SVEGLIARCI UNA MATTINA CON MELONI AL QUIRINALE E VANNACCI A PALAZZO CHIGI…

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...