vladimir putin joe biden

PASSATE LE MID-TERM, WASHINGTON PUO' DEDICARSI ALLA PACE IN UCRAINA - L'ANALISI DI LUCIO CARACCIOLO: “SONO MESI CHE RUSSI E AMERICANI TRATTANO IN CANALI RISERVATI, DAI QUALI NON SEMPRE TUTTO TRAPELA A KIEV - ORA CHE SANZIONI E CONTROSANZIONI COMINCIANO A MORDERE SERIAMENTE IN EUROPA, A DIVIDERE GLI EUROPEI FRA LORO, L'ACCENNO DI DISIMPEGNO AMERICANO NON PROMETTE NULLA DI BUONO PER QUANTO RIGUARDA LA FATICOSA RICERCA DI UN COMPROMESSO EUROPEO FRA CHI VUOLE SBARAZZARSI DELLA RUSSIA E..."

lucio caracciolo foto di bacco

Lucio Caracciolo per “La Stampa”

 

L'America è spaccata in due. Non è la prima volta che accade in una elezione nazionale, non sarà l'ultima. La differenza è che le due metà della mela stavolta non esprimono solo opinioni e interessi politici diversi, ma due idee dell'America. Due identità in rotta di collisione perché inconciliabili. Esasperate dal fenomeno Trump, ma latenti da ben prima e soprattutto destinate a durare.

 

joe biden

Il voto di mezzo termine - che salvo sorpresa consegnerà la Camera dei rappresentanti ai repubblicani, mentre l'assetto del Senato è in bilico in attesa dello spareggio del 6 dicembre in Georgia - annuncia un biennio finale piuttosto arroventato per l'amministrazione Biden. Specie se la Camera alta finirà ai suoi oppositori.

 

comizio di donald trump in ohio 4

Di fatto, è il colpo d'avvio per l'elezione del prossimo presidente americano. E siccome i margini fra repubblicani e democratici resteranno certamente stretti nei prossimi anni, la possibilità che anche il futuro inquilino della Casa Bianca sia contestato come illegittimo dal perdente non è poi così remota.

 

spot elettorale di ron desantis 1

In campo repubblicano, spicca la netta vittoria del governatore della Florida, Ron DeSantis, quarantaquattrenne astro nascente del trumpismo. Rivale molto serio per l'ex presidente, che il 15 novembre dovrebbe annunciare di volersi ricandidare alla magistratura suprema. Tanto che Trump ha già insinuato di disporre di informazioni capaci di buttare fuori strada il suo molto più giovane rivale alla nomination repubblicana del 2024.

 

LA COPERTINA DEL NEW YORK POST SULLA VITTORIA DI RON DESANTIS

Stravincere con quasi il 60% dei voti in uno Stato chiave come la Florida, dove si è spesso deciso chi salisse alla Casa Bianca, è buona premessa per sfondare nel suo partito. Fors' anche fra una parte dei moderati, un tempo dominanti nel Pantheon del Grand Old Party, oggi in crisi depressiva.

 

Fra i rappresentanti eletti in questa tornata vi è una buona quota di radicali, che simpatizzano con gli assalitori di Capitol Hill o comunque aderiscono a cabale complottiste, come QAnon e affini. Convinti che da qualche parte a Washington si annidi un misterioso governo ombra, protetto dal Deep State.

 

Visto da questa lontana provincia dell'informale impero americano, che cosa può segnalare il voto dell'8 novembre? L'approccio geopolitico del Numero Uno al resto del mondo non subirà modifiche determinanti.

 

ZELENSKY BIDEN

Per questa amministrazione la partita è soprattutto interna: ricostruire la coesione nazionale, contro gli uccelli del malaugurio che preconizzano una seconda guerra civile. Stavolta lo scontro è fra i liberal delle coste atlantica e pacifica e i tradizionalisti radicali dell'interno - la cosiddetta Flyover America - dove classe operaia e ceti medio-bassi bianchi soffrono della deprivazione di status nei confronti delle minoranze più o meno colorate, mentre l'inflazione galoppa.

 

joe biden ursula von der leyen

Sentimento che indica fatica imperiale. Voglia di riconcentrarsi su casa propria dopo vent' anni di avventure (e sconfitte) nelle inutili "guerre al terrorismo". Diventerà comunque più esplicita la tendenza già visibile a negoziare con i russi un compromesso che consenta di congelare il conflitto in Ucraina.

 

xi jinping joe biden

Ciò che molto irrita gli ucraini, non convinti dalle rassicurazioni di Biden che nulla sarà deciso senza o contro di loro. Ma sono mesi che russi e americani trattano in canali riservati, dai quali non sempre tutto trapela a Kiev. Ora che sanzioni e controsanzioni cominciano a mordere seriamente in Europa, a dividere gli europei fra loro e nelle singole nazioni, l'accenno di disimpegno americano non promette nulla di buono per quanto riguarda la faticosa ricerca di un compromesso europeo fra nordici e baltici, trainati dalla Polonia, decisi a sbarazzarsi della Russia una volta per tutte, e i molto più tiepidi euroccidentali.

 

joe biden incontra i rifugiati ucraini a varsavia 8

Ma come dicono alla Casa Bianca, «abbiamo tre priorità: primo salvare la democrazia americana, secondo salvare la democrazia americana, terzo Cina». Piaccia o non piaccia, con questa realtà dovremo fare i conti. Tempo di varcare la linea d'ombra, anche per noi italiani. Non si vive in eterno di vincolo esterno.

joe biden incontra i rifugiati ucraini a varsavia 7joe biden incontra i rifugiati ucraini a varsavia 1joe biden incontra i rifugiati ucraini a varsavia 2joe biden ursula von der leyen

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