ursula von der leyen

PENSAVATE CHE IL PIANO MIGRANTI DI URSULA FOSSE UNA MANO TESA ALL’ITALIA? VI SBAGLIAVATE – COME AL SOLITO SI PARLA TANTO DI IMPEGNI E DI SOLIDARIETÀ MA NON SI PREVEDE ALCUN MECCANISMO CHE RENDA DI FATTO OBBLIGATORIO IL RICOLLOCAMENTO, DI FATTO NON DANDO ALCUN TIPO DI SOSTEGNO CONCRETO AI PAESI DI PRIMO APPRODO COME ITALIA, SPAGNIA O GRECIA - SICURI CHE I PAESI DELL’EST SARANNO D’ACCORDO NEL PAGARE I RIMPATRI QUALORA NON VOGLIANO I RICOLLOCAMENTI?

 

 

 

Mauro Indelicato per https://it.insideover.com/

 

URSULA VON DER LEYEN BY EDOARDOBARALDI

Il giorno X è arrivato: in questo mercoledì Ursula Von Der Leyen ha reso pubblico il piano suo e della commissione europea da lei presieduta per la gestione dell’immigrazione e del diritto d’asilo nel vecchio continente. Già alcuni giorni fa, nel corso delle dichiarazioni rese a Bruxelles sullo stato dell’unione, l’ex delfino di Angela Merkel aveva anticipato alcuni punti del suo piano.

 

Si era parlato, in primo luogo, del superamento del trattato di Dublino, ossia di quel documento che assegna unicamente al Paese di primo approdo l’onere dell’accoglienza. Un argomento delicato specialmente per l’Italia, che per via di questo regolamento ha dovuto sobbarcarsi i numeri più importanti relativi alle crisi migratorie. Ma proprio per Roma il piano della commissione potrebbe portare in dote non poche insidie.

 

I tre pilastri del nuovo piano

migranti

Così come diramato dalle note della Commissione Europea, ad emergere in primo luogo è il fatto che il piano ideato da Ursula Von Der Leyen si poggia su tre punti fondamentali. Il primo riguarda la cosiddetta “procedura di frontiera integrata”. Si tratta di un vero e proprio screening pre ingresso, come viene nominato dalla stessa commissione, con il quale verranno identificate tutte le persone entrate in Unione Europea senza autorizzazione oppure dopo le missioni di salvataggio e ricerca in mare: “Ciò comporterà – riferiscono da Bruxelles – anche un controllo sanitario e di sicurezza, rilevamento delle impronte digitali e registrazione nella banca dati Eurodac, già prevista dalle regole in vigore”. Una volta identificati i migranti, questi ultimi verranno “indirizzati nella giusta procedura – si legge ancora nella nota della commissione – sia alla frontiera per determinate categorie, sia nell’ambito di una normale procedura di asilo per coloro che chiedono lo status di rifugiato”.

GIUSEPPE CONTE URSULA VON DER LEYEN

 

In poche parole, in questa fase è previsto un monitoraggio dei migranti che arrivano alle frontiere esterne comunitarie e l’obiettivo è quello di prendere subito dopo le decisioni necessarie che saranno valutate caso per caso: al migrante dunque o verranno aperte le procedure per la richiesta di asilo oppure quelle per il rimpatrio.

 

Il secondo pilastro poggia su un termine ambiguo per le velleità dell’Italia sul tema: si richiama infatti alla solidarietà, che potrebbe voler significare un aiuto concreto ai Paesi di primo sbarco, così come potrebbe invece apparire come l’ennesima promessa del genere. Il piano prevede infatti solo degli impegni che però non ammette alcun tipo di obbligo.

 

migranti a pozzallo 2

Questione che evidentemente cambia di molto la percezione di questo nuovo patto dell’unione europea sui migranti dal momento che un’assenza di meccanismo che renda obbligatorio il ricollocamento, di fatto non darebbe alcun tipo di sostengo concreto ai Paesi di primo approdo, a partire da Italia, Grecia e Spagna. Infine, il terzo pilastro prevede accordi con i governi extra europei sia per la gestione dei flussi migratori che per i rimpatri.

 

La presidente della Commissione Ue ha detto che lei e i suoi commissari hanno l’impegno di rendere questo accordo qualcosa che eviti le gestioni ad hoc delle emergenze. “L’Europa deve lasciarsi alle spalle le soluzioni ad hoc e mettere in piedi un sistema di gestione delle migrazioni prevedibile ed affidabile” ha detto la Von der Leyen. Ma l’impressione è che per mettere d’accordo tutti (e soprattutto i paesi più recalcitranti) si vada incontro a un bluff.

ursula von der leyen incontra giuseppe conte a palazzo chigi 3

 

Doccia fredda per l’Italia

Il piano presentato di fatto non annullerebbe il trattato di Dublino, né tanto meno andrebbe ad inserire meccanismi automatici sui ricollocamenti. Elementi questi ultimi che invece erano stati chiesti a più riprese dal nostro Paese, soprattutto dal governo giallorosso guidato da Giuseppe Conte. I principi attuali su cui si regge l’impostazione della gestione dell’immigrazione e delle domande d’asilo di fatto non sono stati annullati, bensì solo scalfiti e modificati.

 

hotspot pozzallo

 Inoltre l’applicazione pratica di quanto previsto dal piano è tutta da verificare. Ci si chiede, soprattutto in ambito politico, come verrà resa fattibile la fase di screening lungo le frontiere esterne e se funzioneranno le agenzie europee preposte allo scopo. Ma non solo: durante questa fase, è molto probabile che il migrante sbarcato resterà all’interno del territorio del Paese di primo approdo. E quindi, in sostanza, non cambierebbe nulla né per l’Italia e né per le altre nazioni i cui confini marittimi sono anche i confini esterni dell’Ue.

 

migranti lampedusa 1

Eppure, da parte sua, il presidente del consiglio ha provato a mascherare la delusione parlando di primi potenziali passi in avanti: “Il Patto sulla Migrazione è un importante passo verso una politica migratoria davvero europea – ha scritto Conte su Twitter – Ora il Consiglio europeo coniughi solidarietà e responsabilità. Serve certezza su rimpatri e redistribuzione: i Paesi di arrivo non possono gestire da soli i flussi a nome dell’Europa”.

hotspot lampedusa

 

La difficile partita in Europa

C’è anche un’altra considerazione non secondaria: al netto della bontà o meno della proposta della commissione, adesso in ogni caso il piano dovrà passare al vaglio delle varie istituzioni comunitarie e degli Stati membri. La discussione all’interno del vecchio continente è tutt’altro che lineare: molte sono le posizioni divergenti, molti i punti di disaccordo tra i 27 governi.

 

SEBASTIAN KURZ CON LA MASCHERINA

C’è il blocco di Visegrad ad esempio che non intende accettare la suddivisione in quote del numero di migranti, c’è l’Austria del cancellerie Kurz che non appare disponibile a concessioni sulla sua linea contraria ai principi di solidarietà tra i Paesi Ue. E poi c’è da capire soprattutto il ruolo della Germania, presidente di turno dell’Ue fino a dicembre. I negoziati saranno lunghi e faticosi, il piano presentato in queste ore potrebbe vedere la luce, se tutto va bene, solo con il nuovo anno.

migranti sbarcano a lampedusa. ursula von der leyen

Ultimi Dagoreport

peter thiel donald trump papa leone xiv thomas joseph white

DAGOREPORT – PREVOST, CUOR DI LEONE: “NON ME NE FREGA NULLA DEI SOLDI CHE ARRIVANO DAGLI STATI UNITI. CANCELLATE LE CONFERENZE ALL'ANGELICUM DI PETER THIEL” - LA RISPOSTA TOSTA DEL SANTOPADRE AL RETTORE DELL'ANGELICUM, IL TRUMPIANO THOMAS JOHN WHITE, CHE GLI AVREBBE FATTO PRESENTE DI CORRERE COSI' UN SERIO RISCHIO: FAR SVANIRE L'OBOLO DEGLI STATI UNITI, PRIMO FINANZIATORE DEL VATICANO (13,7 MILIONI) – COLPO DI SCENA AL TERZO GIORNO DI PISTOLOTTI ROMANI, THIEL HA SVELATO IL NOME DI CHI AVREBBE AVVERTITO IL MONDO DELL’ARRIVO DELL’ANTICRISTO: RATZINGER, DEFINITO “IL PIÙ  GRANDE PENSATORE CRISTIANO DEGLI ULTIMI 100 ANNI” (NON A CASO FU BENEDETTO XVI CHE TOLSE LA SCOMUNICA AI SEGUACI ANTI-CONCILIARI DI MONS. LEFEVBRE) - IL NOME DI RATZINGER   SERVE SOLO A RINFOCOLARE LA SPACCATURA TRA LA CHIESA CONSERVATRICE USA E QUELLA PROGRESSISTA DI LEONE XIV…

donald trump e mark rutte a palm beach

DAGOREPORT – PEGGIO DI TRUMP CI SONO SOLO I CAMERIERI PAVIDI COME MARK RUTTE CHE, PER ACCONTENTARE IL "PADRONCINO" DI TURNO, SONO DISPOSTI A TUTTO – IL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO HA RICEVUTO UN “VAFFA” DAI PAESI EUROPEI, STUFI DEI SUOI APPECORONAMENTI DI FRONTE AL TYCOON – RUTTE, DOPO LO SCOPPIO DELLA GUERRA IN IRAN, HA GARANTITO A TRUMP IL MASSIMO SUPPORTO DELLA NATO, CIANCIANDO DI UN “AMPIO SOSTEGNO” DA PARTE DEI LEADER DELL’ALLEANZA. SOSTEGNO CHE NON C’È MAI STATO, TANTOMENO ADESSO CHE IL TYCOON MINACCIA GLI ALLEATI DI UN “FUTURO TERRIBILE”, E METTE IN DISCUSSIONE L’ESISTENZA STESSA DELLA NATO…

donald trump stretto di hormuz

DAGOREPORT – COME GODE XI JINPING! QUANDO TRUMP HA MINACCIATO DI RINVIARE IL SUO VIAGGIO IN CINA, LA RISPOSTA È STATA, PER USARE UN CINESISMO, UN SONORO “ESTICAZZI!” – IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO HA LA FACCIA COME IL CULO A CHIEDERE L’INTERVENTO DELLA NATO, LA STESSA CHE PER ANNI HA DEFINITO INUTILE, MINACCIANDO L’USCITA DEGLI USA: “VOI AVETE BISOGNO DELLA NATO, NOI NO” - ORA IL DEMENTE IN CHIEF FRIGNA PERCHÉ GLI STATI EUROPEI SI RIFIUTANO DI PARTECIPARE ALLA GUERRA IN IRAN – L’EFFETTO TRUMP SULLE ELEZIONI IN EUROPA (IN FRANCIA E SPAGNA, I PARTITI FILO-MAGA DELUDONO LE ASPETTATIVE) E IL PARADOSSO CHE OSSERVA IL “FINANCIAL TIMES”: “TEHERAN, DIMOSTRANDO AL MONDO CHE LA CHIUSURA DELLO STRETTO DI HORMUZ È UNA MINACCIA REALE E PRATICABILE, HA SCOPERTO UN POTENTE STRUMENTO DI DETERRENZA FUTURA. SE IL REGIME SOPRAVVIVERÀ A QUESTA GUERRA, POTREBBE PERSINO EMERGERE IN UNA POSIZIONE INTERNAZIONALE PIÙ FORTE” (BOMBA ATOMICA COMPRESA)

andrea orcel friedrich merz giorgia meloni

DAGOREPORT – IERI ANDREA ORCEL HA FATTO VENIRE UN COCCOLONE A PALAZZO CHIGI - MA COME, PROPRIO ORA CHE  GIORGIA MELONI HA PERSO TRUMP E S’È ATTACCATA ALLA GIACCHETTA DEL CANCELLIERE TEDESCO MERZ, 'STO ORCEL CHE FA? L'UNICREDIT LANCIA L’OPS SUL 30% DI COMMERZBANK FACENDO INCAZZARE LA GERMANIA TUTTA!?! – IL MANAGER ROMANO HA CHIUSO LA "GUERRA" PRECISANDO CHE L'OPS NON IMPLICA LA GOVERNANCE DELLA SECONDA BANCA TEDESCA - IL PARADOSSO DELLA LEGA: IL PARTITO CHE SI È OPPOSTO A TUTTA GOLDEN POWER ALL’OPERAZIONE BANCO BPM, ORA DIFENDE UNICREDIT, PUR DI METTERLA IN QUEL POSTO ALLA DUCETTA…

alessandro giuli pietrangelo buttafuoco giorgia meloni

FLASH! – BUTTAFUOCO E FIAMME! PALAZZO CHIGI VOLEVA "SOPIRE, TRONCARE" LA FAIDA SULLA BIENNALE MA IL CORO DELLE PENNE DI SINISTRA IN DIFESA DI "JAFAR AL SIQILLI" ORA COSTRINGE GIORGIA MELONI A PRENDERE POSIZIONE SULLA DECISIONE DI RIAPRIRE IL PADIGLIONE RUSSO DEL SUO AMICO PIETRANGELO. E, IN MEZZO A 'STA CACIARA, TOVARISH SALVINI GODE – QUALCUNO RICORDI AI VARI MATTIA FELTRI E FILIPPO CECCARELLI, CHE CELEBRANO IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE COME UN GRANDE LIBERALE, CHE BUTTAFUOCO PUBBLICO' NEL 2003 UN LIBRO, "FOGLI CONSANGUINEI", EDITO DA "ARISTOCRAZIA ARIANA" DI FRANCO FREDA, CAMERATA DI "ORDINE NUOVO"…

peter thiel anticristo

DAGOREPORT - ARRIVA A ROMA IL MARZIANO PETER THIEL, CAVALIERE NERO DELLA TECNODESTRA? ESTICAZZI! - NELLA CITTA' DEI PAPI, DI GIULIO CESARE E DI NERONE, LA STORIA SE NE FOTTE DELLA CRONACA DEI THIEL E DEI MUSK - IN GIRO PER IL MONDO, IL GURU DI "PALANTIR" È STATO ACCOLTO DA PREMIER, MINISTRI, ALTI FUNZIONARI. SBARCA A ROMA E SI RITROVA QUATTRO SCAPPATI DI CASA - AL SECONDO GIORNO DI CONFERENZE, LA PLATEA S'È SVUOTATA IN PESO E QUANTITÀ: I POCHI "PINGUINI" ROMANI SUPERSTITI SONO USCITI FRASTRONATI DALLA NOIA – CERTO, TANTA SORPRESA...SORPRENDE: BASTAVA LEGGERE UN QUALUNQUE INTERVENTO DI THIEL PER CAPIRE CHE IL PIPPONE SULL’ANTICRISTO NON E' LETTERALE, DUNQUE RELIGIOSA O BIBLICA, MA E' UNO STRUMENTO DI MARKETING, UNA PARACULATA PER DARE DIGNITÀ FILOSOFICA ALLA SFIDA USA VS CINA E ALLA SOPRAVVIVENZA DELL'OCCIDENTE (E DEI SUOI BUSINESS) – SE IL MARZIANO DI FLAIANO VIENE SFANCULATO DAI ROMANI DOPO UNA SETTIMANA, PER L’ALGIDO E ARROGANTE TECH-PARAGURU DEL MONDO MAGA DI JD VANCE IL "VAFFANCULO" E' ARRIVATO DOPO 24 ORE....