conte coronavirus

PERCHÉ IL GOVERNO HA RETTO NONOSTANTE LA CRISI DA CORONAVIRUS - BECCHI E ZIBORDI: ''IL GROSSO DEGLI ELETTORI VIVE IN UN LIMBO TRA SUSSIDI, CASSA INTEGRAZIONE, BLOCCO DI LICENZIAMENTI, TASSE, SANZIONI E PROCESSI. DIPENDENTI PUBBLICI E PRIVATI HANNO GIOVATO DEI 100 MILIARDI DI EXTRA-DEFICIT CREATO DAL NULLA. GLI UNICI A SOFFRIRE DAVVERO SONO AUTONOMI E IMPRENDITORI CHE PERÒ SONO UNA MINORANZA NELLE URNE. MA A UN CERTO PUNTO I NODI DI UN'EMERGENZA GONFIATA (LA MORTALITÀ È QUASI INSIGNIFICANTE) VERRANNO AL PETTINE. E ALLORA…''

 

Testo di Paolo Becchi e Giovanni Zibordi

 

PAOLO BECCHI

Il SI era la solita trovata demagogica per cui Grillo e DiMaio sono famosi e che li ha portati (vedi  il taglio degli stipendi dei parlamentari ora quasi dimenticato) a governare l’Italia negli ultimi quattro anni con risultati deprimenti. Su “Facebook” o su “Twitter” sembrava che il NO avrebbe vinto con il 90%,ma  gli italiani che lavorano e tirano su famiglia e specialmente i più anziani passano il loro tempo libero altrimenti e se hanno l’occasione di protestare contro i politici (“ne riduciamo il numero ?”) non stanno molto a pensarci. E così è stato. Amen.

 

Anche l’impressione che la maggioranza del paese fosse stufa del governo Conte e del suo lockdown e avrebbe usato elezioni regionali per cercare di mandarli a casa era un pio desiderio che non teneva conto della realtà  della maggioranza degli italiani. Questo  governo “del lockdown” in queste elezioni regionali ha tenuto, contro molte aspettative a contrario, proprio perché ha bloccato e chiuso mezza Italia e anche adesso cerca di tenere vivo l’allarme su una emergenza  sanitaria che non c’è più, prolungando con buone probabilità ulteriormente lo stato di emergenza.

 

Gli  italiani  però in estate hanno potuto  di nuovo avere il sollievo di uscire liberamente di casa e fare vacanze per cui si è creato l’effetto psicologico positivo dell’”uscita di prigione”.  Ma la cosa che più gioca al momento per Conte, Grillo, DiMaio e Zingaretti è che possono approfittare della “sospensione” di tante attività connessa all’emergenza.

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Innanzitutto, una parte dei lavoratori dipendenti e non solo nel settore pubblico, ha lavorato di meno (“a distanza”, che però è qualcosa che funziona veramente a Google o se sei un programmatore, non all’ufficio del registro o nelle scuole elementari di Palermo). Più in generale, l’insieme delle misure di emergenza ha creato una situazione di sospensione o “limbo” non solo per il lavoro negli uffici pubblici,  scuole, università, banche (senza sospendere gli stipendi), ma anche per il pagamento delle rate dei mutui sospeso per cinque mesi da maggio, per licenziamenti e sfratti, sospesi fino a fine anno, pignoramenti, sospesi fino al 15 ottobre.

 

Anche  se uno non pagava le bollette finora di fatto il taglio del servizio  era sospeso. Chi non pagava fatture o altro da qualche mese non doveva temere decreti ingiuntivi avendo in sostanza paralizzato i tribunali per mesi con il lockdown. Quindi è vero che c’è stata un enorme perdita di reddito e produzione (le statistiche parlano di quasi 300 miliardi di euro in meno rispetto all’anno scorso), ma a parte che sono anche stati distribuiti un poco di sussidi e la cassa integrazione è stata utilizzata pesantemente, c’è anche che chi aveva pagamenti di tasse, affitti e mutui in arretrato non ha dovuto finora preoccuparsi.

 

Questo è stato possibile ovviamente perché  il deficit pubblico si è espanso di 100 miliardi circa senza che succedesse niente allo “spread”. Questa sospensione del lavoro da una parte e del pagamento dei debiti o anche tasse o bollette o rate dall’altra ovviamente non serve molto a chi ha avuto una attività o azienda distrutta o danneggiata dal lockdown o a chi lavorava in nero e si è ritrovato di colpo senza reddito. Ma il piccolo segreto dell’economia è che se il PIL crolla del 17%, come accade quest’anno per l’Italia, questa contrazione cade addosso in gran parte alle aziende, lavoro autonomo e parte del lavoro nero, cioè su una minoranza statistica degli elettori. Non ai dipendenti pubblici, non a molti dipendenti privati e non ai pensionati e quindi non alla maggioranza degli elettori.

 

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Dulcis in fundo, per la fascia più benestante c’è stato anche un rialzo spettacolare dei mercati globali specialmente quelli americani e anche dei titoli di stato in eurozona e quindi un aumento del valore dei loro fondi o titoli o azioni. Come forse si è letto l’indice delle borse mondiali è tornato ai livelli pre-Covid. Un dato poi abbastanza incredibile, riportato di recente sul Sole24ore da Vito Lops, è che da marzo i BTP sono aumentati di valore (incremento di quotazioni e quindi capital gain) di 150 miliardi. Questo enorme guadagno patrimoniale ha beneficiato oltre che le Banche Centrali, banche, assicurazioni, fondi (oltre che investitori esteri).

 

Conte, DiMaio e Zingaretti  hanno avuto in sostanza  fortuna: le elezioni regionali sono cadute nel momento più favorevole, al ritorno delle vacanze e non a dicembre o gennaio nel mezzo di  molto probabili licenziamenti, pignoramenti, sfratti e fallimenti. Anche i mercati finanziari che indirettamente contano parecchio, sono risaliti per tutta l’estate e solo da qualche giorno si avvertono sintomi di smottamento che possono  provocare un altro panico come a marzo.

 

Questa situazione di “limbo” è resa possibile solo dalla famosa politica di “QE”  delle Banche Centrali, che hanno creato centinaia e centinaia di miliardi dal niente, usandoli per sostenere banche, titoli di stato e mercati finanziari e in pratica finanziando i deficit. Questa creazione di denaro  dal nulla sfugge ai nostri esperti economici che parlano sempre del debito pubblico e finora non provoca conseguenze negative evidenti.

 

Fino a quando è in vigore consente di sospendere pagamenti di tasse, mutui e prestiti, bollette e rate e anche (per alcuni) di lavorare meno. Ecco dunque il miracolo: si producono e vendono meno beni e servizi, causa lockdown,  e lo stesso si sta a galla  perché non si pagano (si rimandano) debiti e (alcune) tasse e si danno sussidi in più.

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Il governo Conte ha finora fortuna anche perché, a differenza di altri paesi dove c’è opposizione al “lockdown” sui media e in politica, in Italia non lo si critica per avere chiuso tutto senza motivo (noi siamo modestamente tra i pochi che ci proviamo). Caparbiamente, cerchiamo di richiamare l’attenzione sul fatto che in realtà la mortalità è tornata normale dopo due mesi anche da noi, come era successo in Cina e Asia e come è sempre successo nei casi di pandemie precedenti nella storia (quella del 2003, del 1968, del 1958…).

 

L’Osservatorio Europeo sulla Mortalità, EuroMoMo, che raccoglie i dati ufficiali sulla mortalità settimanale in tutti i paesi europei, è a disposizione di tutti con un paio di click https://www.euromomo.eu/graphs-and-maps e mostra anzi che in settembre la mortalità ha toccato il livello più basso mai registrato in Europa.

 

 

 

Si dirà che in marzo e aprile non era così, ma appunto questo accadeva sei mesi fa e anche allora al centro-sud la mortalità non è mai aumentata (neanche quando a Bergamo, Lodi e Piacenza esisteva una emergenza sanitaria).

 

In Italia i decessi annuali oscillano tra 550mila e 590mila negli ultimi anni e quest’anno l’incremento totale sembra possa essere di circa 30mila. Questo però si è già verificato in passato, ad esempio nel 2015 quando l’incremento rispetto al 2014 fu di oltre 45mila morti.

http://www.ccm-network.it/imgs/C_27_MAIN_page_1046_listaFile_List11_itemName_0_file.pdf

 

 

Nel 2015 quindi ci fu un incremento di decessi maggiore che nel 2020 (+45 mila morti da gennaio ad agosto, contro +30 mila circa nel 2020, sempre da gennaio ad agosto). Questo dato da solo, che nessun giornale a citato e solo noi su alcuni social richiamiamo, è sufficiente a capire che la psicosi del Covid che ha fatto chiudere tutti in casa è stata  costruita ad arte.

 

 

 

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Questo lo si  capisce ora  perché quasi tutti gli articoli e servizi delle TV citano i numeri dei “positivi” e non più dei decessi e anche i grafici di questi ultimi siano spariti. Perché se li si andassa  a cercare  si vedrebbe  che da fine maggio i morti che risultano “positivi”, quindi classificati come “Covid” sono quasi spariti. Da mesi il loro numero è statisticamente irrilevante, parliamo di 1 o 2 decessi al giorno ogni 10 milioni di abitanti

 

 

 

La stessa cosa è avvenuta in tutta Europa (dopo che era accaduta in Cina e Est-Asia), vedi qui il grafico della mortalità giornaliera nei principali paesi europei)

 

Si può obiettare che comunque dei morti Covid ci sono anche oggi, anche se molto pochi. Se si scava però nelle notizie degli 8 o 9 decessi del Bollettino giornaliero, si scopre che si tratta di 87enni o 90enni che risultano anche positivi, persone con un aspettativa di vita minima e di cui è difficile stabilire la causa precisa del decesso.

 

Perchè l’età media dei pazienti deceduti positivi al Covid è di 79 anni per gli uomini e di 85 anni per le donne e l’aspettativa di vita media in Italia è di 80 anni per gli uomini e di 85 anni per le donne. Per cui l’aspettativa di vita media dei pazienti deceduti con Covid è quasi zero

 

 

 

 

Questi dati mostrano che, dal punto di vista sociale ed economico, cioè dal punto di vista di un intera nazione di 60 milioni di persone, il Covid-19 non è più da mesi un fenomeno rilevante (in rapporto agli altri problemi sanitari, sociali ed economici dell’Italia). Anche in America quando vengono  pubblicati referti di decesso “Covid” si nota  che si tratta spesso di 87enni e si indica come Causa A:“complications of  Covid” e come Causa B ”dementia,

Hypertensive and atherosclerotic cardiovascular disease, chronic renal failure”

 

 

Se però accendi una TV o apri un giornale trovi sempre e ogni giorno il conteggio dei “positivi” come se fosse un numero di ammalati o di morti, anche se in realtà ora si tratta di giovani e adulti che non soffrono di niente di rilevante, sono sani perché privi di sintomi e non contagiano. Ci si dimentica che di virus ne circolano sempre tanti, della tipologia “coronavirus” ce ne sono sei o sette in giro da anni, ma solo se fanno ammalare e morire migliaia di persone  sono un problema sociale.

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E se anche fosse un problema la “seconda ondata” dei contagi bisognerebbe chiedersi perché ha avuto ragione la Svezia, che come qualche giornale timidamente ora menziona, l’ha evitata sembra, a differenza di Spagna, Francia, UK, Italia, grazie al fatto che non ha chiuso niente e ha lasciato quindi diffondere il virus.

 

 

Il Covid-19, passato il picco che in tutti i paesi sembra duri al massimo due  mesi, contribuisce al decesso di un numero statisticamente non rilevante (2 decessi al giorno  x 10 milioni di abitanti al momento)  di 80enni con altre patologie gravi. Da mesi quindi il Covid concorre (forse) alla dipartita di qualche centinaio di 80enni già malati gravi, sia in Italia che in America. Ma  in Italia si verificano comunque circa 600 mila decessi per altre cause, oscillazioni annuali di 30 o 40 mila sono già capitate (vedi 2015) e milioni di persone affette da varie patologie sono state trascurate per la psicosi del Covid, anche nel CentroSud dove non c’era nessuna emergenza.  Nel frattempo si legge  di casi di ricoverati urgenti a cui ci si limita di fare il tampone e poi non vengono assistiti  e muoiono nell’attesa https://www.unionesarda.it/articolo/news-sardegna/gallura/2020/09/16/al-telefono-invocava-i-famigliari-chiamate-i-carabinieri-136-1059893.html?fbclid=IwAR2Z1aOKkq5PNwC6NhMN06NB5un8EUspXut0_DpCk9-z5c4lRkQ3MACjlOc

 

Adesso sono passati quasi 9 mesi da quando il Covid-19 è apparso in Wuhan e come si sa in Cina è scomparso e sono passati circa 6 mesi da quando ha smesso di provocare mortalità sopra la media in Italia. Rispetto agli altri problemi sociali dell’Italia  i “contagi” di positivi del Covid di cui si parla ossessivamente non sono un problema rilevante, come ad esempio invece lo è il crollo di 140mila nascite all’anno che si è verificato dal 2008 ad oggi. Anche prima del Covid gli italiani stavano sparendo al ritmo di oltre 300mila in meno l’anno causa crisi economica senza fine, ma si parla solo del fatto che ora qualche centinaio di persone oltre gli 80 anni che muore assieme ad altre patologie può essere stata anche affetta da un virus.

 

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Se si passa però di nuovo ora al livello politico, Conte, Di Maio e Zingaretti  beneficiano dell’impressione che i media hanno instillato: “chiudendo tutto abbiano però evitato migliaia di morti”, anche se l’esempio della Svezia che senza chiudere niente ha avuto lo stesso andamento smentisce questa tesi (come si può vedere dal grafico di cui sopra).  La psicosi dei “positivi”  in aumento dopo l’estate, per cui fa notizia la chiusura di una scuola perché un solo studente è positivo, distoglie l’attenzione dell’opinione pubblica dallo tsunami economico in arrivo (licenziamenti, fallimenti, pignorament, crac finanziarii…).

 

In America Trump e molti altri chiedono di riaprire tutto, fanno dimostrazioni senza mascherina e denunciano ad esempio il fatto che molti decessi Covid sono classificati tali perchè si ottengono così molti più soldi coi rimborsi pubblici. In Italia pochi hanno il coraggio di dire chiaramente queste cose e anche l’opposizione in Italia pare ancora  molto timida su questo. Di conseguenza la propaganda sui “positivi” e i tamponi continua ad occupare le prima pagine e di riflesso al governo Conte viene perdonato il disastro economico e passa indenne alle elezioni.

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Il conto alla rovescia però dei conti da pagare, dei licenziamenti, fallimenti, pignoramenti e sfratti in arrivo e del probabile crash dei mercati è partito. Il segnale nel mondo di oggi lo danno non più i movimenti politici o di piazza come una volta, ma i mercati finanziari, che da metà settembre cominciano a scricchiolare.

 

Il gioco dell’allarmismo sui contagi probabilmente verrà tenuto vivo fino al 4 novembre, all’elezione di Trump, perché è considerato come il nemico numero uno dell’élite globalista e immigrazionista. Basta vedere come i Democratici Biden, Harris o Pelosi si mostrino sempre, anche in comizi dove parlano a distanza di 20 metri da qualche giornalista presente, sempre con la mascherina di rigore.  Questo gioco  che l’élite globale per diversi motivi sta giocando è distruttivo per l’economia. L’Italia, che è in crisi da quando è entrata nell’euro e perde quest’anno più del 15% del PIL, con questo governo è alla deriva e sarà la prima in Europa  a collassare.

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