1. PERCHÈ TANTO SCANDALO DAVANTI ALLA LAGARDE CHE SI ZERBINA A SARKOZY (“USAMI PER IL TEMPO CHE TI SERVE. HO BISOGNO DI TE COME GUIDA E COME SOSTEGNO”)? 2. DAGO: DA SEMPRE ATTI DI “SERVILISMO” SPINTO SONO NELLE REGOLE DI CHI GESTISCE POTERE: IL PIZZINO DI ENRICO LETTA A MONTI, LE LETTERE DI MINOLI E AMATO A CRAXI 3. CHI HA POTERE NON APPARE, PREFERISCE IMPORRE SOLERTI ESECUTORI, PERSONE FIDATE E AFFIDABILI. IL PREMIER DI QUESTO PAESE NON È LETTA MA DRAGHI. SI SCRIVE PRODI, SI LEGGE BAZOLI. IL SINDACO DI ROMA È IGNAZIO MARINO? NO, È GOFFREDO BETTINI 4. MA VERAMENTE CREDIAMO CHE GELLI, UNO CHE VENDEVA MATERASSI A FROSINONE, COMANDASSE MEZZA ITALIA O CHE UN BIFOLCO COME PROVENZANO MANOVRASSE LA MAFIA?

1 - IL SERVILISMO SECONDO MME LAGARDE
Alberto Mattioli per "la Stampa"

«Usami per il tempo che ti serve e serve alla tua azione e al tuo casting». Ma «se mi usi, ho bisogno di te come guida e come sostegno: senza guida, rischio di essere inefficace, senza sostegno rischio di essere poco credibile». Sembrerebbe la solita lettera di ordinario servilismo nei confronti del Grande Capo. Invece il documento è straordinario perché a indirizzarla a Nicolas Sarkozy fu, in data imprecisata, Christine Lagarde.

Sì, proprio lei, l'avvocatessa d'affari che arrivò alla testa del più grande studio di Chicago, la pluriministra (del Commercio estero, dell'Agricoltura e dell'Economia), la direttrice generale del Fondo monetario internazionale, la settima donna più potente del mondo secondo «Forbes».

Tosta ma elegante, preparatissima, mai una ciocca fuori posto nei capelli orgogliosamente lasciati bianchi a 57 anni, mai una parola di troppo oppure un congiuntivo sbilenco, sempre impeccabile come i suoi tailleur. E invece zac!, anche Lagarde casca sull'ossequio fantozziano al Pres. Lup. Mann. Guida Suprema. E dire che nei cinque punti della breve ma imbarazzante missiva, fra un «ho fatto del mio meglio e ho talvolta potuto sbagliare. Ti chiedo scusa» e un'«immensa ammirazione», Christine spiega a Nicolas: «Non desidero diventare un'ambiziosa servile come molti di quelli che ti circondano la cui lealtà è talvolta recente e poco duratura».

Sono gli effetti collaterali dello scandalo Tapie. Il 20 marzo, gli agenti che perquisivano la casa parigina di Lagarde hanno trovato la lettera, «Le Monde» l'ha pubblicata, tutta la Francia ci sta maramaldeggiando sopra. Le femministe sono arrabbiate, la rete divertita. Su Twitter è tutto un fiorir di parodie.

Fabrice Arfi, il giornalista d'assalto di «Mediapart», posta un baciamano al Padrino Marlon Brando. Didascalia: «Lagarde/Sarkozy. Dopo la lettera, la foto». Altri si sbizzarriscono paragonando i trasporti quasi erotici dell'algida Christine alle «Cinquanta sfumature di grigio» o ai telegiornali nordcoreani. E c'è chi si chiede se sulla lettera, da brava groupie, Lagarde ha aggiunto dei cuoricini e una spruzzata di Chanel numero 5.

Ma siamo davvero sicuri che simili zerbinate siano l'eccezione e non la regola? Il politologo Dominique Reynié, che conosce bene la politica in generale e quella francese in particolare, definisce «banale» la lettera. Viene in mente il sommo Flaiano: «A furia di leccare, qualcosa sulla lingua rimane sempre».

2 - D'AGOSTINO: L'IRRESISTIBILE TENTAZIONE DELL'ADULAZIONE
Michela Tamburrino per "la Stampa"

Le ovvietà non stupiscono, figurarsi quelle che attengono all'esercizio del potere. Oppure potrebbero stupire gli ingenui, categoria che non ha mai accolto tra le sue file Roberto D'Agostino. Lui, anzi, è un esegeta attento, i fatti li decifra prima che diventino fenomeni. Nelle sue mani, fenomeni di costume.

Per esempio il «servilismo», oggi di griffe francese a proposito della lettera che l'allora ministro delle finanze Lagarde scrisse all'allora presidente Sarkozy.

«Usami come vuoi». Così parla a un potente una delle donne più potenti del mondo?
«Lo è diventata proprio grazie a quella prova d'obbedienza. Non mi scandalizza, il meccanismo del potere comprende quella lettera, è nelle regole di chi il potere lo gestisce e pretende riconoscenza. Chi ha potere non appare, impone solerti esecutori, persone fidate che fanno al loro caso».

Per D'Agostino chi ha il potere in questo momento?
«Per me il premier di questo Paese è Mario Draghi. Da sempre i presidenti della Rai hanno risposto a chi lì li aveva messi. Prodi premier? No, era Bazoli. Il sindaco di Roma è Marino? No, è Goffredo Bettini. In questo senso il best seller di Bisignani, "L'uomo che sussurra ai potenti", è eclatante, racconta di come lui di fatto sceglieva con Letta o Andreotti la persona giusta per quello o quell'altro posto».

Allora il servilismo serve solo per ottenere un finto potere?
«Invece frutta posti di prestigio che altrimenti andrebbero ad altri. Ricordiamoci una cosa: quando il potere sceglie l'uomo giusto per un posto chiave, non vuole la persona brava che poi lo potrebbe fregare ma la persona affidabile. È appunto affidabile la parola magica, rassicurante. Il gioco è che ti danno qualcosa poi tu devi mostrarti riconoscente».

Ma «Usami come credi»...
«...Ha anche un sottile rimando sessuale che arrapa l'ego maschile, perché in fondo l'uomo è questo, è debole, si lascia abbindolare».

C'è un potere che ci mette anche la faccia?
«Andreotti che non toccava soldi e donne, si sono dovuti inventare il bacio con Riina per abbatterlo. Comunque è rarissimo, il potere vero usa qualcun altro. I grandi industriali non avevano bisogno di andare in Parlamento, ma le leggi erano fatte esattamente come volevano loro. Ma veramente crediamo che Gelli, uno che vendeva materassi a Frosinone, comandasse mezza Italia o che un bifolco come Provenzano manovrasse la mafia? Loro sono manovali, amministratori delegati».

Altre lettere famose o «slurp» celebri, come li chiama lei?
«Storico è oramai il pizzino che Letta manda a Monti appena nominato premier offrendo tutta la sua collaborazione devota anche da esterno. O la telefonata di Saccà a Berlusconi: "Presidente, presidente, lei riempie un bisogno degli italiani!". "Se servo ci sono", scrive Gianni Minoli a Bettino Craxi in data 3 maggio 1989, vantandosi di essere lontano dalle manovre di corridoio. E ancora la lettera di Giuliano Amato a Craxi (archivio di Luca Josi) datata 27 luglio 1989 che si conclude con "...Ti auguro solo di avere dagli altri la lealtà assoluta che hai sempre avuto da me... Tuo Giuliano".

«Slurp» famosi che riguardano solo la politica?
«Il potere è soprattutto lì. Ovviamente coinvolgono anche personaggi di altri ambienti che ambiscono ad avvicinare la politica. Daria Bignardi il giorno prima delle elezioni, quando tutti pensavano avrebbe stravinto Bersani, ci tiene a farlo sapere a tutti e twitta: "Domani voterò Bersani"».

3 - MANUALE DI «UN'ARTE SOTTILE E REDDITIZIA»
Da "la Stampa"

Addirittura il genere viene elevato a teorema degno di un saggio, una fenomenologia del servilismo che ha fatto giurisprudenza: «Manuale del leccaculo, teoria e storia di un'arte sottile» è il libro di Richard Stengel edito da Fazi. L'autore, nel dimostra che l'adulazione è parte del nostro patrimonio genetico ed è un comportamento che ci ha aiutato a sopravvivere fin dalla preistoria. Richard Stengel la illustra con ricchezza di documentazione, partendo dai nostri progenitori e attraversando la storia di religioni e civiltà: dall'amore per il Dio geloso dell'Antico Testamento agli appassionati biglietti che una collaboratrice della Casa Bianca indirizza al presidente degli Stati Uniti, da Platone al mondo medievale dei trovatori, la cui indelebile traccia informa il nostro moderno discorso amoroso.

LETTERA DI AMATO A CRAXI (ARCHIVIO LUCA JOSI)

27 luglio 1989: «Caro Presidente... Cancella l'idea che io sia legato al giro di Repubblica. E' infondata. Solo con i loro giornali economici, come con quelli degli altri, ho avuto rapporti da Ministro del Tesoro... sai che ho incrociato Scalfari a qualche rara cena, quasi sempre, e cioè due o tre volte a casa di Elisa Olivetti. Non c'è altro. E chiunque capisce che Scalfari, dopo avermi bistrattato quando ero al Tesoro, ha ora usato disinvoltamente la mia uscita per criticare te. Pensa che anche Rodotà mi si è ridiventato improvvisamente amico... Malindi. Non ho altro da dire su un problema inesistente. Ti auguro solo di avere dagli altri la lealtà assoluta che hai sempre avuto da me... Tuo Giuliano».


LETTERA DI MINOLI A CRAXI «SE SERVO, CI SONO»
Questa lettera di Gianni Minoli è datata 3 maggio 1989: «Caro Bettino... In questi ultimi dieci anni ho prodotto molti dei programmi che hanno avuto più successo come Aboccaperta, Piccoli Fans, Blitz, o di immagine come Sì però, Soldi soldi soldi, Quelli della notte, e Mixer... Come capostruttura ho anche determinato molte delle scelte di fondo del palinsesto... Non sono come forse ti hanno fatto cedere solo "quello che fa Mixer" ma un Dirigente della Rai che ha fatto molte, delle non moltissime scelte qualificanti di Rai 2...

Per questo ritengo che avrei potuto essere considerato un interlocutore nel momento dell'ennesima difficilissima scelta circa il destino della Rete 2. Dico difficilissima perché il tempo degli errori è finito, i soldi della Rete anche, e l'egemonia del Pci e della Dc realizzata con un alto tasso di contenuto professionale qui in Rai è cosa fatta, e non contrastabile in modo approssimativo... Non sono mai stato capace di spendere tempo nelle manovre di corridoio e nelle chiacchiere (scrive proprio così, stiamo parlando di Minoli, ndr) ... Io credo di essere fatto così. Se servo, ci sono.... Con affetto».

 

 

sarkozy lagarde lagarde si inchina al ministro giapponese hsGetImage lagarde sarkozy tapie locandina lagarde e sarkozy su un tapie in fiamme LAGARDE SARKO ipad ario Draghi e Christine Lagardee cf fc e df c a d Foto del alle GIANNI MINOLI bettino craxi Giuliano Amato daria bignardi 003 lap

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...