gas dalla libia 2

IL PIÙ PULITO DEI NOSTRI FORNITORI C'HA LA ROGNA - VOGLIAMO TANTO EMPANCIPARCI DALLA RUSSIA DI PUTIN, MA IL PROBLEMA È CHE PURE GLI ALTRI PAESI DA DOVE IMPORTIAMO GAS E PETROLIO NON SONO CAMPIONI DI DEMOCRAZIA E DIRITTI: PER ESEMPIO L'ALGERIA (IL 27,8% DELL'IMPORT), L'AZERBAIJAN PROTAGONISTA DELLA GUERRA DEL NAGORNO-KARABAKH DEL 2020, LA LIBIA (4,2%), IL QATAR CHE HA FOMENTATO E FINANZIATO NUMEROSI GRUPPI TERRORISTICI ISLAMICI - PER SOSTITUIRE CIÒ CHE COMPRIAMO DAI "CATTIVI" E PUNTARE SULLE RINNOVABILI CI VORRANNO DECENNI...

Stefano Piazza per “La Verità

 

gas algeria 1

Arrivati al quarantunesimo giorno di una guerra che non accenna a finire e viste le trattative a dir poco infruttuose, nella maggioranza di governo italiana, così come in altri Paesi europei, si sta saldando un fronte che vorrebbe bloccare l'importazione di gas e petrolio dalla Russia in modo da mettere definitivamente in ginocchio Vladimir Putin che ogni mese incassa qualcosa come 1 miliardo di euro da coloro che nell'Ue acquistano dai russi queste preziose risorse.

 

gas algeria 2

Tutto giusto se non fosse che gli effetti di una decisione come questa per l'Italia non sarebbero affatto semplici da gestire.

 

Prima di tutto occorre ricordare che il nostro Paese importa dall'estero quasi tutto il gas che utilizza e parliamo del 95,6% del gas del quale necessitiamo. Quanto ne importiamo? Circa 72,75 miliardi di metri cubi di gas naturale compresi i 9,97 miliardi di gas naturale liquefatto (Gnl).

 

gas algeria 3

E quanto gas russo compriamo? Nel 2021 è stato pari al 38,2% del gas che consumiamo pari a 29,07 miliardi di metri cubi di gas naturale, un numero che mostra come la Russia sia di gran lunga il nostro principale fornitore.

 

Un trend in grande crescita visto che nel 2012 l'Italia acquistava da Mosca circa il 30% di gas, poi il balzo del 2015 con il 44%.

 

gas azerbaijan 1

Chi sono gli altri nostri fornitori oltre alla Russia? Tra loro ci sono alcuni Paesi non proprio esempi e campioni di democrazia e di diritti umani come ad esempio l'Algeria (27,8%), l'Azerbaijan protagonista della guerra del Nagorno-Karabakh del 2020, un conflitto armato tra le forze azere e quelle armene per il controllo della regione caucasica. Dall'Azerbaijan importiamo il 9,5% del gas che ci occorre.

 

gas dalla libia 2

Poi c'è la Libia, diventata un vero e proprio «non Stato» in preda a continue violenze (4,2%), senza dimenticare il Qatar che ha fomentato e finanziato negli anni numerosi gruppi terroristici islamici (per questo sono aperte numerose inchieste negli Stati Uniti), oltre a essere lo Stato protettore della Fratellanza musulmana.

 

gas dalla libia 1

Il Qatar ci fornisce, senza sollevare in Italia nessuno scrupolo, il 13,1% di Gnl che consumiamo. Un 2,9% del gas arriva dalla Norvegia e dai Paesi Bassi.

 

Ma noi dobbiamo per forza acquistare il gas da guerrafondai dell'Est Europa oppure da generali libici o da emiri che applicano la sharia? Qui la storia si fa interessante perché di gas l'Italia ne ha, solo che non lo usa o meglio, ne usa pochissimo.

 

gas dal qatar

I dati aggiornati al 2021 del ministero dello Sviluppo economico ci dicono che l'Italia estrae il 4,4% del gas che consuma: significa che produciamo 3,34 miliardi di metri cubi di gas naturale, ma ne utilizziamo 76,1 miliardi. I giacimenti di gas sono 1.298 ma 752 di loro sono solo sulle cartine geografiche in ossequio alla legge 133 del 2008 che vieta l'estrazione di gas nell'area dell'Adriatico settentrionale (la stima è che in quella zona possano esserci fra i 30 e i 40 miliardi di metri cubi di gas).

 

algeria gas

Una legge resasi necessaria per evitare che si abbassi il livello del suolo meglio noto come fenomeno di subsidenza che provoca anche il crollo degli argini. Ora l'obbiettivo recentemente dichiarato dal ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani è quello di aggiungere altri 2,2 miliardi di metri cubi, che porterebbe così l'ammontare totale a oltre 5,5 miliardi di metri cubi di gas.

 

gas dalla libia 3

Ma anche così saremmo sempre obbligato a rivolgerci ai nostri abituali fornitori. E qui parte l'altro tormentone sull'utilizzo di energia pulita, pannelli solari ed eolico. Tutto bellissimo se non fosse che per sostituire gas e petrolio comprato dai «cattivi» ci vorranno vari decenni. Ma vai spiegarlo a chi crede di risolvere tutto su Twitter e Facebook.

 

gas azerbaijan 2

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni e il referendum - meme by vukic

DAGOREPORT - L’ITALIA HA DETTO “NO” ALL'ARMATA BRANCA-MELONI! SFANCULATA L'OSCENA RIFORMA DELLA COSTITUZIONE - PER LA DUCETTA, CHE CI HA MESSO FACCIA E MENZOGNE E HA ACCETTATO LA POLITICIZZAZIONE DEL VOTO, È UNA BATOSTA CHE METTE IN DISCUSSIONE IL SUO FUTURO - E ORA L'UNDERDOG DE' NOANTRI CHE FA? ABBOZZA E BALBETTA: "ANDREMO AVANTI", MA SARÀ COSTRETTA A PRENDERE PROVVEDIMENTI. PRIMO: SCARICARE SUBITO IL “TOSSICO” TRUMP, ODIATO DAGLI ITALIANI E CHE CON LA GUERRA ALL'IRAN L'HA AZZOPPATA TOGLIENDOLE CONSENSO - SECONDO: CAMBIARE LA LEGGE ELETTORALE IN MODALITA' ANTI-CAMPOLARGO, MA TRATTANDO CON LEGA E FORZA ITALIA – LA STATISTA ALLE VONGOLE VORREBBE ANTICIPARE LE ELEZIONI DEL 2027 ALLA PRIMAVERA. UN ELECTION DAY COL VOTO DEI COMUNI DI TORINO, MILANO E ROMA, MA LA FIAMMA MAGICA FRENA – LA CACCIA AL CAPRONE ESPIATORIO SARÀ FACILE: PORTA DRITTO A VIA ARENULA (SULLA GRATICOLA I TRE CACCIABALLE NORDIO, BARTOLOZZI E DELMASTRO) - VIDEO: IL MESSAGGIO DI STIZZA MASCHERATA DELLA PREMIER SU INSTAGRAM

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - IL PALIO DI SIENA IN VERSIONE BANCARIA SI È RIDOTTO A UN REFERENDUM: CALTA SÌ, CALTA NO - DOPO LA DECISIONE DI MILLERI DI NON ENTRARE IN CDA, PROBABILMENTE IN VISTA DI DISMETTERE IL PROPRIO 17,5% (UNICREDIT CI COVA), SONO RIMASTI IN CAMPO GLI ALTRI DUE INDAGATI PER “CONCERTO OCCULTO”: ‘’GOLIA’’ CALTAGIRONE VS ‘’DAVIDE’’ LOVAGLIO - LA PARTITA DEL 15 APRILE, MALGRADO LA DISTANZA DI QUOTE, RIMANE MOLTO APERTA PERCHÉ “ALMENO LA METÀ DEL CAPITALE DEL MONTE È CONTROLLATO DA INVESTITORI ISTITUZIONALI, TRA CUI GRANDI FONDI” - LOVAGLIO HA QUALCHE BUON MOTIVO PER INCAZZARSI CON CALTARICCONE DI AVERLO BUTTATO FUORI DA CEO ‘’PER VIA DEI RISCHI LEGATI AL SUO COINVOLGIMENTO” NEL PAPOCCHIO DELLA SCALATA MEDIOBANCA. OGGETTIVAMENTE, NON AVENDO IN TASCA AZIONI DI MPS, QUALE “CONCERTO” POTEVA METTERE IN ATTO LOVAGLIO? IL SUO RUOLO ERA SOLO DI “ESEGUIRE L’INCARICO”, COME SI EVINCE DALLE INTERCETTAZIONI….

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…

donald trump benjamin netanyahu ali khamenei iran usa

DAGOREPORT – NON SIAMO ASSISTENDO AL DISORDINE POLITICO MONDIALE, MA PIUTTOSTO AL DISORDINE MENTALE DI GRAN PARTE DEI LEADER - LA STRATEGIA DELLA “DECAPITAZIONE” DI NETANYAHU  (BANG! BANG! UCCIDIAMO TUTTI I LEADER IRANIANI) È UNA MINCHIATA CHE RADICALIZZERA' ANCORA DI PIU' IL REGIME TEOCRATICO DI TEHERAN - PER OGNI AYATOLLAH SPEDITO A MAOMETTO, CE NE SONO ALMENO DUE ANCORA PIÙ ESTREMISTI PRONTI A SUBENTRARE - COME DIMOSTRANO GAZA E LIBANO: HAMAS E HEZBOLLAH, PUR DECIMATI, CONTINUANO A COMANDARE, GOVERNARE E COMBATTERE – L’UCCISIONE DI LARIJANI, CAPO DELLA SICUREZZA NAZIONALE CHE AVEVA PRESO LE REDINI DEL COMANDO DOPO KHAMENEI, AVEVA COME SCOPO DI NON FAR ''SCAPPARE'' TRUMP DALLA GUERRA (LA CASA BIANCA ERA STATA TENUTO ALL'OSCURO DAGLI ISRAELIANI) - CON LO STRETTO DI HORMUZ BLOCCATO E MINATO, LA BENZINA ALLE STELLE, TRAFFICI E COMMERCI IN TILT, UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE MINACCIA GLI STESSI STATI UNITI, CHE PERDONO ALLEATI: DOPO GLI STATI EUROPEI, ANCHE IL GIAPPONE RINCULA - UNICA VIA USCITA PER TRUMP? DICHIARARE "HO VINTO" E ANDARE A CASA...

andrea iervolino antoniozzi giuli santanche floriana gentile cinecitta

DAGOREPORT – “CIAK”, SI SCAZZA! NON BASTAVA LA LITE CON BUTTAFUOCO E UN VESPAIO DI NOMINE DEMENTI, ORA IL MINISTRO GIULI-VO DELLA CULTURA SI RITROVA CONTRO IL CINE-PRODUTTORE ANDREA IERVOLINO, A CUI IL MIC HA BLOCCATO 66 MILIONI DI TAX CREDIT – OLTRE A UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI FDI A SUO FAVORE (SIC!), LA SETE DI VENDETTA DI IERVOLINO SI ARMA DI UN "MANGANELLO DI CARTA": HA ACQUISITO DALLA SANTANCHE' LA RIVISTA “CIAK” PER SVELARE "DA VICINO E DA DENTRO TUTTI I MECCANISMI CHE MUOVONO I FILM: FINANZIAMENTI PUBBLICI, DINAMICHE DEL TAX CREDIT, PREMI E LORO MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE" - IERVOLINO HA GIA' DENUNCIATO CHE LE SOCIETÀ DA PUNTARE, QUANDO SI PARLA DI TAX CREDIT, NON SONO LE SUE, MA PIUTTOSTO...