pnrr raffaele fitto giorgia meloni sergio mattarella

IL PNRR STA DIVENTANDO UNA BRUTTA ROGNA PER IL GOVERNO MELONI – IL PROBLEMA È REALIZZARE I 55 OBIETTIVI PREVISTI DAL PIANO PER IL SECONDO SEMESTRE DEL 2022, RISULTATO DAL QUALE DIPENDE L'EROGAZIONE DELLA TERZA RATA DA 19 MILIARDI - IL MINISTRO FITTO DICE CHE LA SPESA SARÀ DISTANTE DAI 22 MILIARDI DI EURO PREVISTI, SALVINI CHIEDE DI RIVEDERE TEMPI E COSTI . L’ALLARME DI PICHETTO FRATIN: “DOBBIAMO TAGLIARE LE OPERE. STANZIATI 35 MILIARDI, NE SERVIREBBERO 40”. SUL RIGASSIFICATORE DI PIOMBINO: “NOI ANDIAMO AVANTI, SPERIAMO DI PORTARLO IN FUNZIONE TRA MARZO E APRILE”

Da open.online

 

gilberto pichetto fratin 2

Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin lancia oggi l’allarme in un’intervista a La Stampa: per le opere del Pnrr sono stanziati 35 miliardi. Ma ne servirebbero almeno 40, visto l’aumento dei costi delle materie prime. Fratin spiega che a causa dell’inflazione «o si taglia sulle opere o non ci stiamo dentro.

 

Sull’attuazione del Pnrr c’è un ritardo, ma il mio dicastero sta rispettando tutte le tappe e i target. Sto attrezzando il ministero perché abbia una struttura di consulenza per gli enti locali: l’80% dell’attuazione del Pnrr spetta a loro. Dobbiamo fare in modo che gli interventi non rimangano bloccati anni per un parere». Per il ministro è necessario un intervento dell’Europa per rivedere le scadenze. Altrimenti sarà impossibile rispettarle.

 

Il rigassificatore e la raffineria

berlusconi salvini meloni fitto

Pichetto Fratin ha anche parlato del rigassificatore di Piombino: «Noi andiamo avanti, speriamo di portarlo in funzione tra marzo e aprile. È un legittimo il diritto di Piombino anche il ricorso al Tar, lo Stato si difenderà. È una questione nazionale, al di là di quello che sarà il giudizio del Tar. Il venir meno di 5 miliardi di metri cubi di stoccaggi in prospettiva nel 2023 creerebbe enormi problemi al nostro Paese». E dal 15 dicembre scatterà l’embargo al petrolio russo, che dovrebbe in teoria colpire anche la raffineria di Priolo: «La Lukoil, che occupa con l’indotto circa 10 mila persone ed è molto rilevante anche per il settore della plastica, prima prendeva circa il 10-15% del proprio petrolio dalla Russia, ma essendo un gruppo russo con le sanzioni ha dovuto prendere il petrolio al 100% dalla Russia perché non aveva credito per acquistarlo altrove. Dopo il 5 dicembre si pone il problema perché non potrà più fornirsi e si blocca il sistema», premette il ministro.

 

 

gilberto pichetto fratin

Ma il governo sta ragionando su varie soluzioni: «Una, in attesa che si possa arrivare ad un compratore e una proprietà che non sia più russa, potrebbe essere un’ipotesi di intervento dello Stato, con garanzie se sono sufficienti. O al limite estremo con un’operazione di quasi nazionalizzazione. Oppure con deroga rispetto al meccanismo delle sanzioni. Le possibilità sono tre. O ci autorizzano la deroga come per la Bulgaria oppure la valutazione è dire se non c’è subito un compratore bisogna fare un’operazione ponte dello Stato».

 

 

PNRR, RITARDI SULLA SPESA

Enrico Marro per il Corriere della Sera

 

 

fitto meloni

Il governo italiano è convinto che si debbano rivedere tempi e costi previsti per la realizzazione del Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza. Ieri sono usciti allo scoperto diversi ministri, proprio mentre nella Capitale è in corso la visita della task force dei tecnici della commissione europea sul Pnrr. E nello stesso giorno in cui la Camera ha approvato la mozione di maggioranza che impegna il governo «a non approvare il disegno di legge di ratifica del Mes», il Meccanismo europeo di stabilità, che, a certe condizioni, può intervenire a sostegno dei Paesi in difficoltà nel finanziarsi sul mercato

fitto meloni

 

Il Pnrr, dice il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, «continua a essere un qualcosa che non va cambiato, ma ritoccato: vanno rivisti i tempi, perché chiudere tutte le opere e rendicontarle entro il 2026 mi sembra assolutamente ambizioso; e vanno rivisti i prezzi, molto banalmente come fa qualunque impresa a fine anno».

 

«A causa dell'inflazione - aggiunge il titolare dell'Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin - solo il mio ministero ha un onere maggiore di 5 miliardi sui 35 previsti; quindi o si taglia sulle opere o non ci stiamo dentro». Il ministro spiega che l'80% degli interventi spetta agli enti locali e «per questo sto attrezzando una struttura di consulenza per fare in modo che gli interventi non rimangano bloccati per anni perché manca un parere». Secondo il ministro della Protezione civile, Nello Musumeci, «se la scadenza del 2026 non dovesse essere compatibile con le lentezze attuali, sarà necessario chiedere almeno due anni di proroga» e arrivare quindi al 2028. Conferma la lentezza, soprattutto nella spesa, il ministro per gli Affari europei e il coordinamento sul Pnrr, Raffaele Fitto: «La previsione di spesa del Pnrr quando fu approvato era di 42 miliardi al 31 dicembre, poi è stata corretta al ribasso a 33 miliardi una prima volta e a 22 miliardi lo scorso settembre.

gilberto pichetto fratin konstas skrekas roberto cingolani

 

Nei prossimi giorni noi prenderemo atto di quanto si è speso, temo che la percentuale di spesa non sarà molto alta e sarà distante dai 22 miliardi di euro».

 

Il problema immediato è realizzare i 55 obiettivi previsti dal Piano per il secondo semestre del 2022, risultato dal quale dipende l'erogazione della terza rata da 19 miliardi (finora l'Italia ha incassato 66,9 miliardi dei 191,5 complessivamente previsti fino al 2026). «Tutti ci impegniamo a raggiungere gli obiettivi al 31 dicembre - dice Fitto - ma dobbiamo avere la capacità di guardare oltre questa scadenza». Il tutto stando attenti a non compromettere i rapporti con Bruxelles. «È importante lavorare d'intesa con la commissione - sottolinea il ministro - e lo faremo con una relazione completa sullo stato di attuazione del Pnrr».

raffaele fitto

 

Dall'opposizione, il presidente dell'Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini (Pd), chiede al governo di convocare «un tavolo con parti sociali ed enti locali, perché l'aumento dei prezzi rischia di mandare deserte le gare per miliardi di lavori». A cominciare da quelle per la banda larga nelle cosiddette «aree grigie», conferma il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alessio Butti, mentre, sempre da Palazzo Chigi, Alfredo Mantovano annuncia che «in un decreto legge prossimo al varo si cercherà di razionalizzare qualche procedura».

SALVINI MELONI FITTO 1

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte matteo renzi alessandro onorato silvia salis

DAGOREPORT – CON L'ARMATA BRANCA-MELONI TRAVOLTA DAL BOMBASTICO VANNACCI E DA MILLE PROBLEMI IRRISOLTI, CONTINUA L'IRRESPONSABILE TAFAZZISMO DELL'OPPOSIZIONE - LA DISFIDA TRA SCHLEIN E CONTE PER CHI SARÀ IL CANDIDATO PREMIER ALLE POLITICHE 2027: CHE FARE? PRIMARIE ''SECCHE'' O CON BALLOTTAGGIO? - RIPIENA COME UN BIGNÉ DI AMBIZIONE, ELLY SA BENISSIMO CHE SOLO VINCENDO LE PRIMARIE HA LA GARANZIA DI POTER UN DÌ TRASLOCARE A PALAZZO CHIGI. ALTRIMENTI, UNA VOLTA APERTO IL TAVOLO CON I LEADER DEL CAMPOLARGO, FINIREBBE SUBITO MESSA DA PARTE COME PREMIER, A FAVORE DI UNA PERSONALITÀ CON CAPACITÀ DI GOVERNO - RINGALLUZZITA DA FRANCESCO BOCCIA E DAL SUO CIRCOLETTO DEL NAZARENO (I VARI BONAFONI, TARUFFI, BRAGA, FURFARO), ELLY NON SI RENDE CONTO DI POTER VANTARE, COME SUA UNICA ESPERIENZA POLITICA, IL RUOLO DI ‘’ASSESSORE CON DELEGHE AL WELFARE E AL COORDINAMENTO DI UN NUOVO PATTO PER IL CLIMA’’ DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA: UN PO' POCO PER OCCUPARSI DELLA GOVERNANCE DI UN PAESE ALLA FRUTTA - A FAVORE DI ELLY: L'ALLEANZA CON M5S E LA NECESSITA' DI DAR VITA ALLA ''TERZA GAMBA'' CENTRISTA - IL CASO SALIS - RENZI, "IL MALE NECESSARIO" PER MANDARE A CASA I MELONI MARCI...

legge elettorale giorgia meloni roberto zaccaria vannacci

DAGOREPORT – SALVATE IL SOLDATO MELONI DAL PANTANO DELLA LEGGE ELETTORALE! - SE VUOLE DAVVERO ANDARE AL VOTO NELL’APRILE 2027, MELONI HA UN’UNICA OPZIONE: AFFOSSARE IL SUO MELONELLUM – ANCHE SE VENISSE APPROVATO A FINE LUGLIO, CON IL CONSEGUENTE RICORSO ALLA CORTE COSTITUZIONALE,  I TEMPI TECNICI PER ANDARE ALLE URNE IN PRIMAVERA SONO UN SOGNO – IN PIU’ IL FATTORE VANNACCI HA FATTO SALTARE I PIANI DELLA DUCETTA SUL PREMIO DI MAGGIORANZA - CHE FARE? NIENT'ALTRO CHE ASPETTARE I TEMPI BIBLICI DELLA CONSULTA E VOTARE A OTTOBRE - ALTRIMENTI, TENERSI L'ATTUALE SISTEMA ELETTORALE VUOL DIRE PER GIORGIA E CAMERATI RITORNARE A LEGGERE TOLKIEN A COLLE OPPIO.....

antonio marano simona agnes roberto sergio giampaolo rossi rai meloni

DAGOREPORT – RAI, CHE BORDELLO! COME SI E' ARRIVATI ALLE DIMISSIONI IN BLOCCO DEI COMPONENTI DELLA COMMISSIONE VIGILANZA? - È STATO SOLO L’ULTIMO TASSELLO DI UN DOMINO CHE NASCE CON IL PENSIONAMENTO, PREVISTO A NOVEMBRE, DEL DIRETTORE GENERALE ROBERTO SERGIO - LA DESTRA AVEVA CONVINTO LA GIANNILETTA-DIPENDENTE SIMONA AGNES A PRENDERE IL SUO POSTO, DIMETTENDOSI DAL CDA RAI - MOSSA CHE AVREBBE PERMESSO A TELEMELONI DI POTER FARE BINGO PRENDENDO, DOPO L'AD ROSSI, ANCHE IL PRESIDENTE - FIUTATA L’ARIA DI FREGATURA, I PARLAMENTARI DELLA VIGILANZA HANNO RIMESSO IL LORO MANDATO – PALINSESTI THRILLER: DOMANI SARANNO PRESENTATI I PROGRAMMI DELLA NUOVA STAGIONE, MA MOLTI CONTRATTI ANCORA NON SONO STATI NEMMENO FIRMATI…

giorgia meloni carabinieri

FLASH – I MARANZA SCATENANO IL PANICO NELLE STRADE DI ROMA, GLI APPARTAMENTI VENGONO SVALIGIATI E LE STAZIONI SONO UN SUK DOVE NON SI PUÒ GIRARE DA SOLI. E IL GOVERNO TUTTO LEGGE E SICUREZZA CHE FA? A FEBBRAIO IL COMANDANTE GENERALE DEI CARABINIERI, SALVATORE LUONGO, LANCIÒ L’ALLARME: “C’È UNA CARENZA DI QUASI 10.200 UNITÀ, CORRISPONDENTE ALL'8,5% DELLA FORZA PREVISTA DALLA LEGGE”. SONO PASSATI 5 MESI: COSA HA FATTO GIORGIA MELONI? AVRÀ ASSUNTO I MILITARI CHE SERVONO A CONTRASTARE L’EMERGENZA SICUREZZA? L’HA CAPITO CHE LE PROSSIME ELEZIONI SI GIOCANO SU QUESTO TEMA?

friedrich merz afd cdu

FLASH – COSA SUCCEDERÀ IN GERMANIA, ORA CHE LA LOCOMITIVA TEDESCA È DERAGLIATA? CI SONO I 100MILA LICENZIAMENTI DI VOLKSWAGEN, SIEMENS TAGLIERÀ ALMENO 6MILA POSTI DI LAVORO E IL GOVERNO DI QUELLO STOCCAFISSO DI FRIEDRICH MERZ È IN BAMBOLA. LA POPOLARITÀ DEL CANCELLIERE È IN CADUTA LIBERA E I POST-NAZISTI DI AFD SONO ORMAI IL PRIMO PARTITO – AD ANGOSCIARE IL GOVERNO DI BERLINO C’È ANCHE IL DOSSIER COMMERZBANK: VISTA L’ARIA CHE TIRA, SI TEME CHE LO SFORBICIATORE ANDREA ORCEL, ORA CHE UNICREDIT HA IL CONTROLLO DELLA BANCA TEDESCA, MANDI A CASA MIGLIAIA DI PERSONE…

donald trump benjamin netanyahu

FLASH – LA STRATEGIA ELETTORALE DI NETANYAHU? BOMBARDARE! “BIBI” CONTINUA A MARTELLARE IL LIBANO PER RISALIRE NEI SONDAGGI, IN VISTA DELLE ELEZIONI DI OTTOBRE, MA ORMAI IL SUO DESTINO SEMBRA SEGNATO – ANCHE DONALD TRUMP GLI HA CONSEGNATO UN BEL “VAFFA”: IL TYCOON HA CAPITO CHE DEVE PUNTARE LE SUE FICHES SU UN GOVERNO DI CENTRODESTRA CHE ABBIA UN PREMIER MENO COMPROMESSO DI “BIBI”. LO SPARTIACQUE CHE HA PORTATO TRUMP A SCARICARE NETANYAHU È STATO IL NO ALLA GRAZIA DA PARTE DEL PRESIDENTE ISAAC HERZOG…