mike pompeo pietro parolin

POCHE PAROLIN – L’INCONTRO TRA MIKE POMPEO E IL SEGRETARIO DI STATO VATICANO È STATO GELIDO: PAROLIN HA FATTO CAPIRE AL MINISTRO DEGLI ESTERI DI TRUMP DI METTERSI IL CUORE IN PACE PERCHÉ IL VATICANO HA INTENZIONE DI TIRARE DRITTO SULL’INTESA CON LA CINA - BASTA LEGGERE TRA LE RIGHE DELLA NOTA UFFICIALE PER CAPIRE IL FASTIDIO CON CUI L’EX CAPO DELLA CIA È STATO RICEVUTO OLTRETEVERE…

Domenico Agasso Jr per “la Stampa”

MIKE POMPEO PIETRO PAROLIN

 

Caro Mike Pompeo, insistere a chiederci di non rinnovare l' accordo con la Cina non serve. Può dire al suo presidente Trump di mettersi il cuore in pace. Il Vaticano tira dritto sulla via dell' intesa con Pechino.

 

Non sono parole letterali del cardinale segretario di Stato Parolin, ma la sintesi del faccia a faccia di ieri mattina nei Sacri Palazzi durante il quale «le parti hanno presentato le rispettive posizioni riguardo i rapporti con la Repubblica Popolare», spiegano dalla Santa Sede.

 

papa bergoglio e la bandiera cinese

Nel codice della diplomazia, in particolare quella ecclesiastica, questa precisazione sulle diverse (in questo caso diametralmente opposte) idee è tutt' altro che frequente, e conferma che nelle Sacre Stanze la volontà di chiarimento e di reazione alle entrate a gamba tesa dal fronte americano era forte.

 

E che c' è stata, con la puntualizzazione più importante: il concordato con la Cina è una questione «genuinamente» ecclesiale. Leggere tra le righe: i tweet e le ripetute richieste di dietrofront da parte del segretario di Stato Usa, con esempi sibillini come il confronto strumentale con il pontificato di Wojtyla, sono state considerate un' ingerenza. E infatti poche ore dopo Parolin ha confermato che «le posizioni restano distanti».

 

mike pompeo giuseppe conte

Prima di partecipare alla presentazione del libro di padre Enzo Fortunato «La tunica e la tonaca», il porporato ha precisato che «tutti cerchiamo la libertà religiosa, noi ci differenziamo sul metodo» rispetto agli Stati Uniti. E sia chiaro: «Rivendichiamo da parte nostra la scelta del Papa e la libertà di continuare ad andare avanti».

 

L' incontro con il suo omologo Usa «è andato bene - assicura - nel senso che abbiamo avuto un colloquio cordiale in cui Pompeo ha espresso le ragioni per le quali ha fatto questi interventi e noi abbiamo spiegato le ragioni per cui dobbiamo andare avanti per la strada» della distensione con Pechino.

mike pompeo luigi di maio

 

Anzi, Parolin guarda oltre e spiega che «finché l' accordo tra Vaticano e Cina» sulla nomina dei vescovi «sarà ad experimentum, resterà segreto, quindi per altri due anni dovrebbe restare segreto».

 

La sua speranza è «che continui a funzionare e che funzioni ancora meglio e che ci sarà la possibilità di nominare vescovi anche per le sedi vacanti».

 

Pompeo Bergoglio

Pompeo, al suo secondo appuntamento in Vaticano dopo l' incontro con papa Francesco di un anno fa, è un ospite puntualissimo, il che non guasta Oltretevere (le gerarchie mal sopportano le attese, anche dei capi di Stato): dopo la visita alla Comunità di Sant' Egidio in Roma, dove ha incassato la richiesta di intercedere presso Trump per concedere il perdono a quattro detenuti statunitensi condannati a morte, alle 11,20 spaccate, sul suo pick-up blindato dai vetri oscurati, varca le Sacre Mura, con un corteo di quattro automobili.

 

mike pompeo giuseppe conte

Giocando uno scherzo a cronisti e curiosi: entra nello Stato Pontificio da un ingresso laterale, mentre le forze di polizia presidiano e transennano via della Conciliazione. Nel Cortile di San Damaso si presenta con una mascherina dalla fantasia «stars and stripes» della bandiera degli Stati Uniti.

 

A fare gli onori di casa è monsignor Guillermo Karcher. Niente strette di mano per evitare il rischio contagio, solo inchini e cenni di cortesia. Presente l' ambasciatrice Callista Gingrich, moglie di Newt, ex leader del Partito repubblicano alla Camera.

 

mike pompeo con la moglie a roma

Nel dialogo Pompeo-Parolin «è stato applicato il principio del disaccordo espresso educatamente», racconta un alto prelato. Il dialogo è avvenuto in «un clima disteso». Anche il «ministro degli esteri» Paul Richard Gallagher ha smaltito l' irritazione del giorno prima, quando aveva lasciato intendere che l' amministrazione Usa aveva agito unilateralmente, «tirando in mezzo» i rappresentanti vaticani, rispetto all' organizzazione del simposio dell' Ambasciata statunitense presso la Santa Sede, dove sono esplose le scintille.

 

Nel frattempo, dalla capitale cinese arriva un nuovo assist alla linea aperturista di Papa Bergoglio. L' accordo sino-vaticano «è stato attuato con successo», scrive l' ufficio del portavoce del Ministero degli Esteri, e «le relazioni hanno continuato a migliorare».

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…