giuseppe conte

LA POCHETTE TIRA FUORI GLI ARTIGLI - GIUSEPPE CONTE SMITRAGLIA CON IL SUO CIUFFO CALIBRO 12: “IL PD E’ ARROGANTE. DIRE CHE ABBIAMO TRADITO E’ INFAME. DRAGHI? IL PRESTIGIO NON BASTA - DI MAIO DICE CHE CON ME IL M5S HA PERSO 11 MILIONI DI VOTI? DIMENTICA CHE È STATO LUI A DIMEZZARE IN POCHI MESI IL CONSENSO OTTENUTO NEL 2018 – IL DOPPIO MANDATO? LA POLITICA NON DEVE PENSARE ALL'AUTOCONSERVAZIONE ALTRIMENTI SI RISCHIA DI TROVARE UN MINISTRO DEGLI ESTERI CHE INVECE DI PENSARE ALLA GUERRA SI DEDICA A GARANTIRSI UNA CARRIERA POLITICA” – LE APERTURE A LANDINI E IL COMMENTO FREDDINO SU DI BATTISTA

Estratto dell’articolo di Andrea Malaguti per “la Stampa”

 

GIUSEPPE CONTE

«Il Pd è arrogante. I progressisti siamo noi. Sul terzo mandato c'è la disponibilità di tutti di fare la cosa più giusta per il Movimento». Avvocato del Popolo con simpatie leghiste nel Conte Uno, centrista con lieve strabismo mancino nel Conte Due, malpancista draghiano nel Conte accantonato, infine eco-warrior e difensore dei deboli nella tragicomica estate pre-elettorale. Un Giuseppe Conte insolitamente amaro spiega in questa intervista a La Stampa come intende rimettere assieme i cocci del Movimento Cinque Stelle.

giuseppe conte enrico letta 2

 

[…] Presidente Conte, ha ucciso lei il governo Draghi?

[…] «Veramente il primo colpo di questa crisi l'ha sparato chi ha inserito nel decreto sugli aiuti una norma sull'inceneritore di Roma sapendo perfettamente di mettere due dita negli occhi al Movimento e di attaccare le nostre battaglie decennali per l'ambiente, la transizione energetica e l'economia circolare».

 

Perché nessuno si vuole prendere la responsabilità di avere affondato Draghi?

LETTA DRAGHI

«Perché c'è una diffusa forma di ipocrisia. E quindi si prova a scaricare la colpa sul Movimento che ha solo chiesto di risolvere alcune criticità. Ma il punto vero è un altro. Un governo di unità nazionale che non riesce a costruire un terreno di dialettica politica ma si affida a un decisionismo autoreferenziale, alimentato solo da una ristretta cerchia di collaboratori, finisce inevitabilmente per andare in cortocircuito e saltare».

 

[…] Letta, semplificando molto, le ha dato del traditore.

giuseppe conte mario draghi

«Ma io l'unico impegno l'ho preso con i cittadini. I nostri obiettivi sono chiari: portare avanti le battaglie sulla giustizia sociale e sulla tutela ambientale. Come avevamo spiegato sin dal primo momento erano queste le ragioni del nostro appoggio al governo Draghi: difendere le nostre riforme su ambiente e giustizia sociale».

 

Traditore è brutto. Non le fa male?

«È un'infamia, ma non mi fa male. […]».

 

Il campo largo non esiste più.

«L'ho sempre detto. Non si può pensare di definire con arroganza un perimetro di gioco e stabilire arbitrariamente chi vi è ammesso. […]».

GIUSEPPE CONTE

 

[…] Una ferita che non si cura?

«Tocca al Pd decidere che cosa fare. Ovvio che se i dem cercano una svolta moderata che possa accogliere anche l'agenda di Calenda noi non ci possiamo stare».

 

Immagino che Calenda pensi lo stesso.

«Immagino anch' io. Certamente è impossibile costruire qualcosa di utile per i cittadini con chi - dando sfogo a pulsioni antidemocratiche - ha dichiarato più volte che il suo scopo è distruggere il Movimento».

 

letta calenda

Al di là delle aspettative di Calenda, sono i sondaggi a dire che per il Movimento le cose non vanno bene.

«Ci risentiamo il 26 settembre, dopo che gli italiani si saranno espressi».

 

In attesa di un improbabile chiarimento col Pd, va avanti con Speranza e Articolo 1?

«Con loro c'è genuina consonanza di cose da fare».

 

GIUSEPPE CONTE

Landini può essere un vostro compagno di viaggio?

«Nel rispetto dei ruoli reciproci. Landini, come Bombardieri, si sta dimostrando molto sensibile al dramma che si sta abbattendo sull'Italia e sicuramente sono interlocutori che possono contribuire alla nostra agenda progressista».

 

Salvini, Calenda, Renzi, Draghi, ora Letta. Non è facile andare d'accordo con lei.

«Questa domanda può essere fatta a chiunque nel quadro attuale dove sembrano tutti contro tutti. Ma nella mia vita politica io non ho mai attaccato e non mi sono mai scontrato con nessuno per motivi personali. Ho sempre posto questioni politiche».

letta conte di maio

 

Anche con Draghi?

«Certo. Ho sempre rispettato il suo ruolo e confidato sul fatto che il suo prestigio potesse essere utile al Paese in questo momento drammatico».

 

Quel "prestigio" se n'è andato.

«Stavo aggiungendo che il prestigio non basta. Che servono risposte concrete. […]».

 

[…] Davvero il reddito di cittadinanza le piace così com' è?

«Qualsiasi riforma va calibrata nel corso del tempo, però bisogna intendersi: un conto è renderla più efficace, un altro cercare di smantellarla come vogliono fare Italia Viva e Fratelli d'Italia che continuano a comportarsi come se la povertà non esistesse».

GIUSEPPE CONTE LUIGI DI MAIO

 

Il ministro Di Maio ha detto a La Stampa: con Conte il Movimento ha perso 11 milioni di voti e regalato il potere alla destra.

«Ma davvero vuole che risponda a battute di questo livello?»

 

Mi piacerebbe.

«Di Maio forse dimentica che è stato lui a dimezzare in pochi mesi il consenso ottenuto nel 2018. Da lui mi sarei aspettato un maggiore senso di responsabilità, visto il delicatissimo ruolo istituzionale che ricopre. Invece non ha mai perso occasione per fomentare e contribuire a destabilizzare la maggioranza».

 

VLADIMIR PUTIN E GIUSEPPE CONTE

Alla caduta di Draghi, a Mosca hanno brindato.

«Hanno poco da festeggiare. Le elezioni sono la forza delle democrazie. Nei sistemi autocratici come il loro le crepe sono meno visibili, ma quando appaiono fanno crollare quei sistemi di botto».

 

Lei Putin non l'aveva capito?

«Non è questione di capire. Putin ha una sua agenda e degli interessi strategici chiari da tempo. Ora ha commesso un gravissimo errore storico che mette a rischio il suo stesso sistema».

 

GIUSEPPE CONTE

Presidente, nessuna deroga al doppio mandato, lo dice Grillo. Come fa con Fico o Taverna?

«Quella del doppio mandato è stata una intuizione straordinaria. La politica non deve pensare all'autoconservazione altrimenti si rischia di trovare un ministro degli Esteri che invece di pensare alla guerra si dedica anima e corpo a garantirsi una carriera politica».

 

Così ha parlato di Di Maio ma non di Fico.

«Le persone che sono rimaste nel Movimento mi hanno assicurato anche in queste ore che sono pronte a lavorare con noi comunque vada».

 

[…] Alessandro Di Battista lo riprende a bordo?

«È un po' che non lo sento. Avremo occasione di confrontarci».

DI BATTISTA

Ultimi Dagoreport

giuseppe del deo andrea pignataro spionaggio dossier

DAGOREPORT - IL MISTERO PIGNATARO S’INGROSSA - LO ZAR DEL GRUPPO ION, COLOSSO GLOBALE NEL SETTORE DEI SOFTWARE, DEI DATI FINANZIARI E DEL FINTECH, HA DATO L’ENNESIMA PROVA DI MANTENERE FEDE ALLA SUA OSSESSIONE PER LA RISERVATEZZA - RULLO DI TAMBURI, FIATO ALLE TROMBE: IL 30 APRILE SCORSO “IL MILIARDARIO OSCURO” HA LIQUIDATO L’EX SPIONE DI STATO, GIUSEPPE DEL DEO, DALLA CARICA DI PRESIDENTE ESECUTIVO DI CERVED SPA, CON UNA LETTERINA INVIATA AI “CLIENTI” (CHE PUBBLICHIAMO) - CERTO, LA SOCIETÀ NON È QUOTATA IN BORSA, COME DEL RESTO TUTTE LE AZIENDE DELL’INTRICATISSIMA RETE GLOBALE DI PIGNATARO, E QUINDI NON HA NESSUN OBBLIGO DI ‘’TRASPARENZA’’ - MA LE POLEMICHE POLITICHE E MEDIATICHE SEGUITE ALLO SBARCO DI DEL DEO ALLA CERVED, IL CUI CORE-BUSINESS È LA RACCOLTA, ELABORAZIONE E DISTRIBUZIONE DI INFORMAZIONI ECONOMICO-FINANZIARIE, UTILIZZATE DA BANCHE, AZIENDE E ISTITUZIONI, BEH, RIENTRAVA PER LO MENO NELLA SFERA DELL’OPPORTUNITÀ DARNE COMUNICAZIONE…

francesco gaetano caltagirone giorgia meloni fabrizio palermo elly schlein roma roberto gualtieri

DAGOREPORT – CALTA QUI, CALTA LÀ! -  DALLE PARTI DI VIA DELLA SCROFA E DI PALAZZO CHIGI CAPITA DI CHIEDERSI: “AHÒ, MA CON 'STO CALTAGIRONE CHE CI ABBIAMO GUADAGNATO? BANCHE? ZERO! ASSICURAZIONI GENERALI? ZERO! CONSENSI? LASCIAMO PERDERE: A PARTE LE PRIME TRE PAGINE DE “IL MESSAGGERO”, TUTTO IL RESTO DEL GIORNALE SUONA LA GRANCASSA PER IL SINDACO DI ROMA, IL PIDDINO ROBERTO GUALTIERI, CHE LASCIA CHE SIA CALTARICCONE, CON IL 5,45% DELLE AZIONI, AD ESPRIMERE LA GUIDA DELLA MUNICIPALIZZATA ACEA (L'AD FABRIZIO PALERMO) - UN FATTO CHE FA ARRICCIARE ANCHE IL NASO AD APRISCATOLE ANCHE DI ELLY SCHLEIN, CUI FA SEGUITO LO SCAZZO ALL'INTERNO DEL PD SULLA REALIZZAZIONE DELL'INCENERITORE ANTI-MONNEZZA DELL'ACEA - I “CONSIGLI” DI GUALTIERI A PALERMO DI USCIRE DAL CDA DI MPS (FATTO) E DA QUELLO DI ASSICURAZIONI GENERALI (LETTERA MORTA) - APPUNTAMENTO ALL'ASSEMBLEA DI ACEA DEL 3 GIUGNO...

andrea martella simone venturini venezia sondaggi

DAGOREPORT - LE PREVISIONI FLOP SU VENEZIA SCOPERCHIANO, PER L'ENNESIMA VOLTA, LA FALLA DEL SISTEMA SONDAGGI – I PICCOLI ISTITUTI CHE HANNO EFFETTUATO RILEVAZIONI LOCALI (I GRANDI COSTANO TROPPO PER ELEZIONI COMUNALI), DAVANO PER VITTORIOSO IL DEMOCRATICO ANDREA MARTELLA, CHE INVECE È STATO SCONFITTO AL PRIMO TURNO DAL DESTRORSO SIMONE VENTURINI – COLPA DEL CAMPIONE TROPPO PICCOLO DI INTERVISTATI, UNITO ALL’ALTA VOLATILITÀ DEL VOTO D'OPINIONE E ALLA GRANDE PERCENTUALE DI INDECISI - PESA MOLTO LA DISTANZA ORMAI SIDERALE TRA POLITICA E TERRITORIO (PRIMA I PARTITI AVEVANO IL “POLSO” DELLA COMUNITÀ GRAZIE ALLE SEZIONI LOCALI E ALLE FESTE A SUON DI SBRACIATE, ORA AL MASSIMO SI ACCONTENTANO DEI LIKE E DI QUALCHE COMMENTO SU INSTAGRAM)

venezia elezioni sindaco simone venturini andrea martella elly schlein

DAGOREPORT - LA TRAGEDIA VENEZIANA È L’ENNESIMA CONFERMA DELL'INADEGUATEZZA (PIETOSO EUFEMISMO) DI ELLY SCHLEIN A GOVERNARE LA POLITICA – LA MINCHIATA, LA PIU' MADORNALE, E' STATA LA SCELTA DEL CANDIDATO ANDREA MARTELLA: A VENEZIA SI DIVIDONO TRA CHI NON LO CONOSCE E CHI NON L’HA MAI VISTO; IN QUANTO SENATORE, STA INFATTI PIÙ A ROMA CHE A MESTRE E DINTORNI – AL RESIDUATO BELLICO DEGLI APPARATI DEL NAZARENO, IL CENTRODESTRA HA OPPOSTO SIMONE VENTURINI: UN ASSESSORE, BRACCIO DESTRO DI BRUGNARO, CHE I VENEZIANI DEI CETI MEDI E BASSI, COSÌ COME LA PARTE PRODUTTIVA, CONOSCONO, E BENE - I CASI VENEZI E BIENNALE NON HANNO SPOSTATO VOTI: SE LA “BACCHETTA NERA” FA GIRARE LE GONDOLE AI 50MILA ABITANTI DI VENEZIA, I RESTANTI 150MILA ELETTORI SONO TRA MARGHERA, MESTRE E FAVERO, NON PROPRIO GENTE CHE VA ALLA FENICE - MENTRE DELLA RUSSIFICAZIONE DEL PADIGLIONE DELLA BIENNALE DA PARTE DI BUTTAFUOCO, AL DI LÀ DELLE ÈLITES, GLI ELETTORI SE NE FOTTONO, AVENDO PROBABILMENTE ALTRI PROBLEMI DA FAR QUADRARE NELLA LORO VITA QUOTIDIANA...

giorgia meloni sergio mattarella

FLASH - GIORGIA MELONI VORREBBE ANTICIPARE AD APRILE IL VOTO PER LE POLITICHE 2027 SGANCIANDOLO DALLE ELEZIONI AMMINISTRATIVE (SI VOTERA' ANCHE PER I SINDACI DI ROMA, MILANO, TORINO, NAPOLI E BOLOGNA): NON VUOLE CHE UN'EVENTUALE ONDA DI CONSENSO PER IL CENTROSINISTRA ALLE COMUNALI NON RICADA ANCHE SULLE POLITICHE - IL QUIRINALE PERO' NON LA PENSA ALLO STESSO MODO: ELEZIONI POLITICHE ANTICIPATE AD APRILE 2027 SOLO SE IN "ELECTION DAY" CON LE AMMINISTRATIVE ALTRIMENTI SI VOTA A OTTOBRE, DOPO LA NATURALE CONCLUSIONE DELLA LEGISLATURA...