enrico letta matteo salvini matteo renzi

IN POLITICA CHI NON CERCA MEDIAZIONE, NON VUOLE SOLUZIONE - PD, M5S E LEU PRETENDONO CHE IL DDL ZAN PASSI SENZA RITOCCHI - I DEM ACCUSANO ITALIA VIVA DI TRADIMENTO PER AVER PROPOSTO UN COMPROMESSO - RENZI: "STO RICEVENDO INSULTI, MINACCE, AUGURI DI MORTE. QUESTO IN NOME DELLA TOLLERANZA" - SALVINI: "QUELLO CHE NON VA NEL DDL ZAN È LA PARTE IDEOLOGICA. CHE È CONTESTATA DA ASSOCIAZIONI FEMMINISTE, GAY E LESBICHE, COSTITUZIONALISTI"

Francesco Grignetti per "la Stampa"

 

salvini renzi

Due soltanto sono i punti fermi. Primo, oggi il presidente della commissione Giustizia, il leghista Andrea Ostellari, presenterà una sua riscrittura del ddl Zan sulla base degli emendamenti di Italia viva, Forza Italia e Lega; proporrà di ripartire da lì, per verificare se questa nuova versione (sostanzialmente ha cassato il riferimento all' identità di genere, tanto contestata; cancellata ogni ipotesi di reato d' opinione; e smussato l' obbligo per le scuole, statali o parificate, di organizzare iniziative contro la cultura dell' odio omofobo e transfobo) può avere una più larga maggioranza.

 

matteo salvini e giorgia meloni

In teoria potrebbe votarlo pure Giorgia Meloni. Da parte del Pd, M5S e Leu però gli verrà risposto che il testo non si tocca e che secondo loro bisogna andare avanti con il ddl Zan come approvato già alla Camera. Secondo punto, concatenato al primo: subito dopo la questione Ostellari, la maggioranza sarà chiamata a votare in Aula il calendario delle prossime sedute, e i partiti di cui sopra insisteranno che il 13 luglio si deve iniziare l' esame del ddl Zan; questo calendario sarà votato anche da Iv, non dalla Lega, e di conseguenza martedì prossimo al Senato si parte. Tutto il resto è puro caos.

 

letta salvini

Matteo Renzi e i renziani insistono che nel muro contro muro sarà impossibile approvare alcunché. Per questo motivo si sono fatti protagonisti di una mediazione. Ma i toni si sono infiammati. E a sinistra si grida al tradimento. Peggio, alla collusione con Salvini. «Sulla vicenda Zan - replica Renzi - sta accadendo la stessa cosa di sei mesi fa sul Conte-Draghi: i social ci massacrano senza sapere di che cosa stanno parlando.

ddl zan

 

Chi va ControCorrente (citando il suo libro in uscita, ndr) fa politica e ottiene risultati. A distanza di mesi, ci stanno dando ragione su Draghi. Ma anche su molto altro». E comunque il clima si è fatto pesante. «Sto ricevendo - dice ancora Renzi - insulti, minacce, auguri di morte. Questo in nome della tolleranza. La tolleranza degli intolleranti, per recuperare un concetto di Pasolini. Io ho firmato la legge sulle Unioni Civili, mettendo la fiducia dopo che gli altri avevano solo fatto convegni e progetti a vuoto.

Non prendo lezioni da chi usa i diritti come bandierine, senza ottenere risultati: io i diritti li allargo, davvero. Ma servono le riforme, non i tweet».

 

ENRICO LETTA E MATTEO SALVINI

Gli «altri» a cui accenna, sono forse Enrico Letta e i dirigenti attuali del Pd? Il rapporto tra i due è tornato ai minimi. Dice Letta, ospite di Concita De Gregorio e David Parenzo su La 7: «Si dice che queste battaglie identitarie non portano consenso? Ma se facessi le cose perché voglio lo 0,2% nei sondaggi del pomeriggio, farei uno sbaglio. Gli italiani daranno un giudizio alla fine, quando si voterà, sulla serietà.

 

Per esempio, sul fare dell' Italia un Paese completamente europeo quanto al rispetto e tolleranza, che punisce severamente i reati d' odio. Ripeto: il giudizio si vedrà alla fine, e la coerenza sarà molto importante».

 

ddl zan

Matteo Salvini a questo punto fiuta ormai il successo: «Spero che non si ostinino a andare fino in fondo. Se la legge viene affossata, il signor Letta se ne prende la responsablità». E insiste: «Quello che non va nel ddl Zan - dice il leghista, intervistato a Radio Radio - è la parte ideologica. Che è contestata non solo da Salvini, ma dal Santo Padre, da associazioni di femministe, di gay e lesbiche, da costituzionalisti. Un' ideologia che prevede reati di opinione e carcere per chi ha una certa idea di famiglia, che non pretendo sia quella giusta, ma che deve avere la libertà di confrontarsi con altri».

 

matteo salvini mateusz morawiecki viktor orban

Ripete invece Letta: «Salvini non vuole questa legge; l' ha sempre detto. Il suo alleato principale in Europa è Orban, e lo stanno sanzionando per i passi indietro su questo tema. Ma la Lega è stata coerente. Non capisco la posizione di Italia viva: alla Camera hanno fatto un lavoro importantissimo, e poi improvvisamente hanno cambiato posizione. Nel momento in cui Renzi si sfila e si copre dietro il problema del voto segreto, io dico: il Pd non chiederà mai il voto segreto».

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…