matteo renzi giuseppe conte

UNA POLTRONA PER DUE - CONTE SI RITROVA DI NUOVO A FARE IL MAGGIORDOMO CHE APPARECCHIA LA TAVOLA A DI MAIO E RENZI. MATTEUCCIO NON HA INTENZIONE DI SMETTERE DI PUNZECCHIARE, PERCHÉ SA CHE IN GIOCO C’È L’EGEMONIA AL CENTRO, CHE SOLO “GIUSEPPI” PUÒ CONTENDERGLI. E INFATTI CON DI MAIO VA D’AMORE E D’ACCORDO

Alberto Gentili per “il Messaggero”

 

renzi conte

Non è un caso che proprio ieri Giuseppe Conte abbia calzato l'elmetto e sia andato alla guerra contro Matteo Renzi. Di buon mattino, dopo aver letto la lettera di Matteo Renzi al Corsera, in cui il leader di Italia viva bocciava la manovra e parlava di «pochi spiccioli» per il taglio del cuneo fiscale, Nicola Zingaretti ha alzato il telefono e ha chiamato il premier.

giuseppe conte nicola zingaretti

 

Il leader del Pd a Conte ha fatto un discorso che è suonato più o meno così: Non si può continuare in questo modo, con Renzi che cannoneggia te e il mio partito tutti i giorni. Se non prendi in mano la situazione qui finisce male.

Nicola Zingaretti Luigi Di Maio Giuseppe Conte

 

Zingaretti ha trovato un ascoltatore attento. E perfino più irritato di lui con il leader di Italia viva, non fosse altro perché ha perfino stretto un patto con Luigi Di Maio contro di lui. «Sono preoccupato», ha rivelato Conte ai suoi, «Renzi con le sue sortite è in una ricerca ossessiva di visibilità. Fa i giochi sporchi alla Salvini. E ciò è allarmante sia nel metodo che nel merito: lancia giudizi contro la manovra, si intesta strumentalmente il no all'aumento dell'Iva e finisce per mettere davvero in difficoltà il governo. Qui è a rischio, non lo nascondo, la tenuta dell'esecutivo. Ma non gli permetterò di destabilizzarlo».

 

matteo renzi al senato

Poi, ad Assisi, Conte ha imbracciato l'artiglieria: «Non abbiamo bisogno di fenomeni in tv. Il taglio del cuneo non è un pannicello caldo, Renzi rispetti i lavoratori». Parole benedette da Dario Franceschini, capo delegazione dem nel governo: «Su Renzi sono d'accordo con Conte». E, per carità di patria, perfino da Di Maio: «Basta litigi, Renzi abbassi i toni. Sul cuneo fiscale mi fido di Conte».

LUIGI DI MAIO AL TELEFONO

 

E' però difficile che, pur se isolato, il leader di Italia viva arresti la sua offensiva. La ragione la spiegano al Nazareno: «Renzi va a testa bassa contro il premier in quanto può essere lui il leader dell'area moderata che si interfaccia con la sinistra. I due arano lo stesso campo elettorale». La confermano a palazzo Chigi: «Renzi vuole intestarsi il ruolo di anti-Salvini che invece ha saldamente in pugno il presidente del Consiglio».

 

luigi di maio giuseppe conte

A sorpresa, questa tesi è condivisa dallo stesso Renzi. Secondo il leader di Italia viva, il «vero motivo dell'alzata di ingegno» di Conte e del «suo scatto d'ira» è il fatto che «il premier è in competizione con me. Vuole farsi un suo partito e Italia viva gli toglie spazio, gli nega il ruolo di anti-Salvini. Non a caso con Di Maio non litighiamo mai, mentre con lui sì... Ma Conte esca allo scoperto, lo dica chiaramente».

LA CRINIERA AL VENTO DI GIUSEPPE CONTE

 

Siccome però, competizione a parte, nessuno si può permettere la crisi, al di là dello scontro Conte ha deciso di provare a disinnescare Renzi spingendolo a sedersi al tavolo della trattativa su ogni dossier. Un modo per legare le mani al capo di Italia viva e di impedirgli di cannoneggiare da fuori l'esecutivo. «Ora si muove come se fosse un corpo estraneo alla maggioranza», sospira il premier.

Un piano che trova d'accordo Franceschini: «Serve lavoro e spirito di squadra».

 

stefano buffagni giuseppe conte

Il grillino Stefano Buffagni: «Bisogna lavorare assieme per costruire le cose al meglio», salvo paragonare subito dopo Renzi a Salvini («non mi fido né dell'uno, né dell'altro»). E perfino Enrico Letta: «Renzi, è evidente, ha disotterrato l'ascia di guerra. A Conte e Zingaretti do un consiglio: non fate come me, avete il coltello dalla parte del manico e stringete un patto con Renzi. Se poi non lo rispetterà, si vada al voto. Se si va avanti con questo Vietnam, il governo non mangia il panettone».

luigi marattin maria elena boschi

 

IN REALTÀ SI TRATTA

In realtà a riprova che l'assalto mediatico di Renzi nasconde una competizione con Conte, c'è il fatto che il governo giallorosé vive su due piani. Su uno c'è lo scontro, visibile e feroce. Sull'altro c'è la trattativa sulla legge di bilancio affidata da Renzi a Luigi Marattin. E l'economista di Italia viva garantisce: «Stiamo lavorando con la massima collaborazione possibile, il 20 ottobre presenteremo una manovra economica conterrà soluzioni condivise e sarà di tutti. Senza bandierine e distinguo». «Perché», assicura il coordinatore renziano Ettore Rosato, «a noi lo scontro non serve e non lo vogliamo. Se abbiamo dovuto alzare la voce è perché ci hanno esclusi dalla trattativa e l'ossatura della legge di bilancio l'abbiamo scoperta a cose fatte. Se cambia il metodo, tutto si risolve». Si vedrà

Ultimi Dagoreport

aska simionato

FLASH! - SCONTRI PER ASKATASUNA: QUANDO MELONI S’INDIGNA CONTRO I MAGISTRATI CHE NON HANNO ACCUSATO DI TENTATO OMICIDIO IL 22ENNE INCENSURATO GROSSETANO FRANCESCO SIMIONATO, FA SOLO BIECA PROPAGANDA ELETTORALE PER IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA – È BEN VISIBILE DALL’ESAME DELLE FOTO CHE NON È LUI IL CRIMINALE CHE HA PRESO A MARTELLATE IL POLIZIOTTO – UNA VOLTA IDENTIFICATO, GRAZIE AL FATTO CHE ERA L’UNICO A VOLTO SCOPERTO NEL GRUPPO CHE HA AGGREDITO IL POLIZIOTTO, I MAGISTRATI NON POTEVANO FARE ALTRO CHE ACCUSARLO PER CONCORSO IN LESIONI A PUBBLICO UFFICIALE…

ecce homo di antonello da messina

DAGOREPORT - IN ATTESA DEL PONTE DI MESSINA (O, FORSE, CONFONDENDOSI) LO STATO SI SAREBBE ASSICURATO UN ASSAI BRUTTINO ANTONELLO DA MESSINA, GRANDE POCO PIÙ UN FRANCOBOLLO, MA VALUTATO TRA 10 E 15 MILIONI DI DOLLARI - PER UN MINISTERO CHE NON HA I SOLDI PER METTERE LA BENZINA NELLE AUTO DEI FUNZIONARI C’È DA AUGURARSI CHE IL QUADRO POSSA ESSERE UN MUNIFICO REGALO DI UN IMPRENDITORE IN CERCA DI AGEVOLAZIONI – QUESTO PICCOLO ANTONELLO NON ERA NECESSARIO PER LE PATRIE COLLEZIONI: DI QUADRI NE ABBIAMO MA NON ABBIAMO I SOLDI NEMMENO PER SPOLVERARE LE CORNICI. E SPERIAMO CHE SIA ANTONELLO, PERCHÉ…

giorgia meloni polizia agenti

DAGOREPORT – IL NUOVO STROMBAZZATO DECRETO SICUREZZA È SOLO FUMO NEGLI OCCHI DEGLI ALLOCCHI: SE IL GOVERNO MELONI AVESSE DAVVERO A CUORE IL TEMA, INVECE DI FANTOMATICI “FERMI PREVENTIVI” E “SCUDI PENALI”, SI OCCUPEREBBE DI ASSUNZIONI E STIPENDI DELLA POLIZIA – A DISPETTO DEGLI ANNUNCI, INFATTI, LE FORZE DELL’ORDINE DA ANNI SONO SOTTO ORGANICO, E GLI AUMENTI DI SALARIO PREVISTI DAL CONTRATTO NAZIONALE TRA 2022 E 2024 (+5,67) SONO STATI ANNULLATI DALL’INFLAZIONE, CHE CUMULATA HA RAGGIUNTO QUASI IL 15%...

olimpiadi milano cortina

A PROPOSITO DI…MILANO-OLIMPICA - CHISSÀ SE NEI LORO VOLI OLIMPICI LE ALI DEGLI EDITORIALISTI DEL “CORRIERE DELLA SERA” SI SIANO SPEZZATE PER LA SALIVA ACCUMULATA NEL MAGNIFICARE I VANTAGGI (CON FALSI RICAVI INDOTTI) DI UNA MANIFESTAZIONE DA OLTRE SETTE MILIARDI DI EURO, CHE DA GIORNI HA FATTO DI MILANO UNA CITTÀ FANTASMA – BLOCCATI, O RITARDATI, TUTTI I RIFORNIMENTI PER NEGOZI, SUPERMERCATI, FARMACIE. SI SEGNALANO CHIUSURE SERALI DI RISTORANTI E BAR: “NON ABBIAMO PRENOTAZIONI”. UFFICI E STUDI PRIVATI HANNO LASCIATO LIBERTÀ AI PROPRI DIPENDENTI. GLI ALBERGHI LAMENTANO SOLO DISDETTE. ALTRO CHE TUTTO ESAURITO…

matteo salvini giorgia meloni roberto vannacci vladimir putin mario draghi

DAGOREPORT – A COLORO CHE SI DOMANDANO ANCORA SE C’È LO ZAMPONE DELL’ORSO RUSSO DIETRO LE MOSSE DI VANNACCI, RICORDIAMO CIO' CHE DISSE MARIO DRAGHI AI PARTITI CHE AVEVANO SFANCULATO IL SUO GOVERNO: “LA DEMOCRAZIA ITALIANA NON SI FA BATTERE DAI NEMICI ESTERNI E DAI LORO PUPAZZI PREZZOLATI. È CHIARO CHE NEGLI ULTIMI ANNI LA RUSSIA HA EFFETTUATO UN'OPERA SISTEMATICA DI CORRUZIONE IN TANTI SETTORI, DALLA POLITICA ALLA STAMPA, IN EUROPA E NEGLI STATI UNITI” - VANNACCI DEVE RIUSCIRE NEL COMPITO IN CUI HA FALLITO SALVINI: DIVENTARE UN COLLETTORE DI FORZE FILO-RUSSE DEL MONDO FASCIO-GRILLINO - MOSCA GIA' GODE NEL VEDERE IL GOVERNO FILO-UCRAINO DI MELONI SBANDARE PER NON PERDERE LO ZOCCOLO DURO DI VECCHI FASCI INCAZZATI PER LA SUA DERIVA DEMOCRISTIANA, COME DIMOSTRA LA DERIVA SECURITARIA DEI GIORNI SCORSI – VIDEO: QUANDO DRAGHI PARLÒ DI “PUPAZZI PREZZOLATI” DEL CREMLINO...

il dito medio di laura pausini

LAURA PAUSINI VUOLE ESSERE L'UNICA DIVA DI SANREMO - DIETRO LE QUINTE DELL’ARISTON, SI RINCORRONO LE VOCI DELLE BIZZE DELLA CANTANTE CHE NON VUOLE CHE CI SIANO SUL PALCO ALTRE BELLEZZE CHE POSSANO OFFUSCARLA - VORRÀ AVERE IL CONTROLLO SU TUTTO, FORSE ANCHE SULLA REGIA? INTANTO LA CANONICA FOTO DEL CAST DEL FESTIVAL NON È STATA ANCORA FATTA. COME MAI? LAURETTANON VUOLE FARSI FOTOGRAFARE? E LA RAI CHE NE PENSA? - LE POLEMICHE QUANDO LA PAUSINI SI RIFIUTÒ DI CANTARE “BELLA CIAO” PERCHÉ “DIVISIVA”, LA SUA USCITA SULL’EUROVISION “A CUI PARTECIPEREBBE ANCHE SE C’È ISRAELE” E LA MAREA DI CRITICHE SUI SOCIAL - VIDEO