moratti fontana

POVERO FONTANA! HA GOVERNATO LA LOMBARDIA DURANTE IL COVID, E' STATO INDAGATO E PROSCIOLTO, E ORA SI VEDE "ROTTAMATO" DALL'AUTOCANDIDATURA DI LETIZIA MORATTI (CHE HA GIA' RICEVUTO L'ENDORSEMENT DI CALENDA) - IL GOVERNATORE LEGHISTA SPARGE VELENO: "BISOGNA CAPIRE DOVE INTENDE CANDIDARSI, NEL CENTRODESTRA, NEL CENTROSINISTRA...SE SI SENTE A DISAGIO CI SONO TANTE OPPORTUNITA'" - MA PER “MESTIZIA”, COME DAGO-ANTICIPATO, SI POTREBBERO APRIRE ANCHE LE PORTE DI PALAZZO CHIGI IN CASO DI TILT POST-ELETTORALE NEL CENTRODESTRA…

Maurizio Giannattasio e Stefania Chiale Per Il Corriere della Sera

 

LETIZIA MORATTI E ATTILIO FONTANA

«Sono concentrata sulla mia Regione. Aspetto un chiarimento dopodiché mi riterrò libera e indipendente di fare le mie scelte, come sempre». È un vero aut aut quello che Letizia Moratti lancia al centrodestra. Se non riceverà in tempi brevi una risposta chiara alla sua disponibilità a candidarsi come presidente della Lombardia, è pronta a salpare per altri lidi.

 

Quale sia il porto dove attraccare, Moratti non lo dice e lascia aperte tutte le strade, sia quelle che portano a confermare la sua candidatura al di fuori del perimetro del centrodestra, sia quelle che portano in direzione della Capitale. A conferma della sua determinazione sottolinea che non crede agli «steccati ideologici» e a chi, su La7, le chiede se sente il centrodestra come la sua casa, risponde: «Mi sono sempre considerata al servizio dei cittadini, l'ho fatto sempre in maniera civica.Quindi il mio è un impegno civico».

 

Impegno che da mesi è diventato un vero tour de force. Moratti sta lavorando alla sua lista civica senza pause. Incontri, cene, sondaggi. Quello commissionato a fine marzo e tenuto sottotraccia mette a confronto la sua candidatura con quella del suo «capo», il governatore leghista Attilio Fontana che a oggi ha ricevuto la benedizione di Salvini ma è in attesa di essere confermato da tutto il centrodestra come successore di se stesso.

LETIZIA moratti ATTILIO fontana GUIDO bertolaso

 

 Il risultato, ma va considerato che Fontana non era ancora stato prosciolto dall'inchiesta sui camici «perché il fatto non sussiste» e che ancora non c'è il candidato del centrosinistra, vedeva Moratti con la sua lista civica e il centrodestra al 59,2 per cento, mentre Fontana si sarebbe dovuto «accontentare» del 51,2.

 

Tutti indicatori che hanno portato Moratti a spingere sull'acceleratore e a intensificare la sua marcia di avvicinamento. Lunedì sera ha incontrato a cena l'ex sindaco di Milano, Gabriele Albertini, e gli ha chiesto di far parte della sua lista civica. «Mi sono riservato del tempo per riflettere - ha detto Albertini - sono convinto che la Moratti in prima istanza punta a essere il candidato del centrodestra, non l'antagonista. Serve che chi deve decidere lo faccia in fretta».

 

Il clima da elezioni anticipate contagia anche la Lombardia. Pochi minuti prima, al Pirellone, era toccato al governatore Attilio Fontana dare fuoco alle polveri. «Sulla candidatura di Moratti bisogna cercare di capire un po' di cose. Intanto dove eventualmente intende candidarsi: ho letto nel centrodestra, nel centrosinistra, è intervenuto anche Letta per smentire una candidatura nel centro». In coda il veleno: «Se si sente a disagio, ci sono tante opportunità». Ogni riferimento all'endorsement di Carlo Calenda è puramente voluto. «Letizia Moratti sarebbe un'ottima candidata a fare il presidente della Regione», aveva detto il leader di Azione poche settimane fa.

GUIDO BERTOLASO CON ATTILIO FONTANA E LETIZIA MORATTI

 

Fatto sta che le parole dell'ex sindaco di Milano hanno creato non poche fibrillazioni all'interno del mondo leghista che ieri, in una riunione fiume in presenza del governatore e del coordinatore regionale del partito Fabrizio Cecchetti, ha riconfermato con forza che il loro candidato è Fontana e, qualora arrivasse il via libera di tutto il centrodestra e Moratti dovesse confermare la sua candidatura, «qualche riflessione andrà fatta».

 

Traduzione: dimissioni da vicepresidente della Regione. Sempre ieri ha ripreso a circolare la voce delle dimissioni anticipate di Fontana per accorpare le elezioni regionali con le politiche. Un'ipotesi già smentita giorni fa sia da Fontana sia dai vertici del Carroccio perché, se è vero che metterebbe in difficoltà il centrosinistra ancora alla ricerca del candidato, dall'altra risulterebbe un'operazione quanto mai complessa e pericolosa, in primis perché tra le dimissione e la ricandidatura di Fontana si aprirebbe un varco dove potrebbero infilarsi altre candidature, a partire da quella di Letizia Moratti.

attilio fontana e letizia morattiLETIZIA MORATTI E ATTILIO FONTANA

 

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...