licenziamento

PREPARIAMOCI ALLA MACELLERIA SOCIALE: IL BLOCCO DEI LICENZIAMENTI IN SCADENZA IL 31 DICEMBRE NON VERRÀ PROROGATO - LA CGIL LANCIA L'ALLARME E CHIEDE LA CONFERMA DI TUTTE LE MISURE D'EMERGENZA TEMENDO “UNA MASSA DI DISOCCUPATI” - IL GOVERNO VUOLE POTENZIARE GLI AMMORTIZZATORI SOCIALI NELLA LEGGE DI BILANCIO E INSERIRE ALTRE 18 SETTIMANE DI CIG COVID DAL 1° GENNAIO…

Luca Monticelli per “la Stampa”

 

LICENZIAMENTO

Il governo ha deciso: il blocco dei licenziamenti in scadenza il 31 dicembre non verrà prorogato. In vista della manovra, attesa venerdì in Consiglio dei ministri e preceduta ieri sera da un lungo vertice tra Conte e Gualtieri, la Cgil lancia l'allarme e chiede la conferma di tutte le misure d'emergenza temendo «una massa di disoccupati». Tania Scacchetti della segretaria nazionale ricorda che le stime considerano «fino a un milione di posti di lavoro a rischio». Il divieto di licenziare è in vigore dal 17 marzo ed è stato rinnovato già una volta, prorogando il termine del 17 agosto.

 

Peraltro, con le regole attuali, alcune imprese potrebbero finire la cassa integrazione a novembre e procedere con il taglio dei dipendenti. Il decreto Agosto aveva già allargato le maglie: se nei mesi della prima ondata della pandemia il blocco era generalizzato, una lunga e complicata intesa tra Pd e Movimento 5 stelle lo ha poi reso «flessibile».

 

ROBERTO GUALTIERI GIUSEPPE CONTE

È stata introdotta la possibilità di licenziare per cessazione dell'attività, in presenza di un accordo collettivo di incentivo all'esodo e in caso di fallimento. Oltre che dopo aver esaurito la cassa integrazione. Operazione da 5 miliardi Perciò l'esecutivo giallorosso conta di potenziare gli ammortizzatori sociali nella legge di bilancio e di inserire altre 18 settimane di cig covid dal 1° gennaio, da utilizzare anche retroattivamente per chi rimane scoperto tra novembre e dicembre: un'operazione da 5 miliardi di euro destinata ai settori più colpiti dalla crisi come la ristorazione, il turismo, le fiere e la moda.

 

Il capitolo sul lavoro sarà uno dei più corposi, tanto che il menu della manovra prevede la conferma del bonus 100 euro per i redditi fino a 40 mila; il rinnovo della decontribuzione del 30% nel Mezzogiorno e gli incentivi triennali per l'assunzione dei giovani. La posizione dell'Ocse Lo stop al blocco dei licenziamenti preoccupa i sindacati, il segretario generale dei metalmeccanici della Cisl, Roberto Benaglia, dice: «Lo temiamo fortemente, dobbiamo arrivare preparati con la riforma degli ammortizzatori».

licenziamento

 

Andrea Garnero, economista dell'Ocse, spiega: «Se la cassa integrazione viene mantenuta, togliere il divieto di licenziamento non avrà effetti drammatici immediati. Con la cassa a costo zero per tutti, il blocco era già una norma ridondante: se le imprese hanno accesso alla cig non licenziano perché questo ha un costo sia in termini di procedure che di indennità, senza considerare i possibili ricorsi dei lavoratori. Le aziende tendenzialmente preferiscono scaricare il costo del lavoro sullo Stato, al di là di quelle che falliscono, ma che possono licenziare già adesso».

 

Intanto, dopo aver incontrato Cgil, Cisl e Uil, la ministra del Lavoro Nunzia Catalfo ha annunciato proprio la proroga della cassa covid e delle misure di sostegno al reddito per stagionali, intermittenti e lavoratori del turismo e dello spettacolo. Catalfo vuole proporre in manovra un meccanismo di staffetta generazionale con «uno sgravio contributivo per l'assunzione dei giovani, allargando la platea del contratto di espansione per le imprese con 500 dipendenti rispetto ai mille di oggi».

 

corteo cgil a roma

Verrà rinnovata «l'Ape sociale anche a chi non ha percepito la Naspi e prorogata Opzione donna». Ci sarà anche «il pieno riconoscimento della copertura previdenziale ai lavoratori in part-time verticale», aggiunge la ministra. Il governo è pronto a sterilizzare l'effetto coronavirus sulle pensioni, cioè l'impatto del calo del pil sul montante contributivo, in modo che non diminuisca l'importo dei futuri assegni.

 

Si lavora all'estensione di Quota 41 già prevista per i lavoratori "precoci" anche ai soggetti fragili, chiesta a gran voce dai sindacati, norma sulla quale va però chiarita la platea. Mentre premier Giuseppe Conte, parlando da Capri a una iniziativa di Terna, apre al Mes: «Abbiamo un progetto e degli obiettivi, ma se dovessero mancare delle risorse ovviamente ce le procureremo. Non c'è posizione ideologica che tenga, se c'è bisogno di salvare la comunità lo faremo».

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