zingaretti beppe grillo

PRIMA DELLA POLITICA, VIENE IL PORTAFOGLIO - L'OCULATO GRILLO, PERSA LA TUTELA LEGALE DI ROUSSEAU A FINE DICEMBRE, RISCHIAVA DI DOVER PAGARE DI TASCA SUA 1 MILIONE DI EURO PER DIFFAMAZIONE VERSO IL PD - MA ADESSO HA AVVIATO UNA TRATTATIVA PER SCONGIURARE IL PERICOLO. UN ALTRO BUON MOTIVO PERSONALE PER RAFFORZARE L'IMPROVVISA SVOLTA A SINISTRA, CHE CHIUDEREBBE ANCHE LE PENDENZE DEL MOVIMENTO CON L'ALLEATO POLITICO…

 

 

Giacomo Amadori per “la Verità

 

A fine dicembre i giornali avevano raccontato che tra Beppe Grillo e Davide Casaleggio, il presidente dell' associazione Rousseau, i rapporti erano decisamente peggiorati. A far precipitare la situazione sarebbe stata la decisione presa dall' associazione di non coprire più i costi delle cause a carico di Grillo. Anche perché nel 2018 la voce «spese legali» pesava per 300.000 euro, il 16,6 per cento delle uscite, seconda solo al costo del personale (20,8 per cento).

 

beppe grillo davide casaleggio 5

Nelle vacanze natalizie il comico genovese deve aver riflettuto molto su come evitare il crac finanziario, tanto che nei giorni scorsi avrebbe telefonato personalmente ai legali del Pd per provare a chiudere una controversia milionaria che coinvolge il suo vecchio blog e lo contrappone al partito guidato da Nicola Zingaretti. Il tempo stringe: la prossima udienza presso il tribunale civile di Roma è prevista per il 4 febbraio e il calendario prevede interrogatorio giurato dell'«elevato».

 

Prima di tentare l' accordo in extremis con l' ex odiato nemico, oggi fedele alleato, Grillo ha accompagnato alla porta l' ex capo politico del Movimento, Luigi Di Maio, notoriamente poco entusiasta per l' alleanza con il partito guidato da Nicola Zingaretti. È un caso? Chissà.

 

Certamente il fondatore del Movimento a ottobre aveva dichiarato: «Con il Pd c' è sintonia perfetta». Probabilmente il suo pensiero era rivolto anche alle cause che pendevano sulla sua testa e all' udienza istruttoria del 4 febbraio, dove Grillo è chiamato a rispondere di un post pubblicato nel 2016 sul suo blog. Nell' atto di citazione i dem chiedevano al settantunenne guru pentastellato 1 milione di euro di risarcimento per diffamazione.

BEPPE GRILLO - DI MAIO - DAVIDE CASALEGGIO

 

Un vero colpo basso per chi, come il parsimonioso Grillo, è stato privato della copertura legale da parte del Movimento. Ma a quanto risulta alla Verità, la «sintonia perfetta» potrebbe portare a una soddisfacente transazione. Nelle scorse ore ci risulta che i difensori di Grillo abbiano contattato il senatore Luigi Zanda (che, da buon avvocato, segue passo passo la delicata causa) per trovare un accordo. Chi ha parlato con il tesoriere pd riferisce di trattative in via di definizione. Anche perché il post incriminato prendeva di mira, come vedremo, Matteo Renzi e Maria Elena Boschi, oggi fuoriusciti dal Pd.

 

Ma se l' intesa non verrà formalizzata entro il 4 febbraio, si renderà necessario un rinvio e le parti avrebbero individuato come prossima data d' udienza il 15 dicembre 2020. La lunga posticipazione sarebbe giustificata dal fatto che i legali starebbero lavorando, a quanto ci riferiscono fonti ben informate, a una composizione globale di tutte le controversie in corso tra i due schieramenti, una specie di condono tombale. Insomma non solo Grillo non dovrà aprire il portafogli, ma Pd e 5 stelle proveranno a chiudere tutte le cause avviate in questi anni, comprese quelle nate intorno al caso Bibbiano. Un mega accordo che includerà numerosi procedimenti e necessiterà di tempi lunghi per limare i dettagli.

MATTEO RENZI E MARIA ELENA BOSCHI

 

Una pax che consoliderebbe l' alleanza giallorossa, rendendo più profondo il solco con la linea che fu di Di Maio e di Casaleggio junior.

L' avvocato Massimo Zaccheo, uno dei legali del Pd, non si sbilancia: «Mediazioni in corso? Le ignoro del tutto. Ho contezza di un' udienza fissata il 4 febbraio. Non posso escludere che ci siano rinvii, soprattutto se le notifiche a comparire non fossero state inviate nei termini». La lista dei testimoni che dovrebbero (o forse avrebbero dovuto) raccontare al giudice il funzionamento del blog e il ruolo di Grillo nella gestione dello stesso è lunga: gli avvocati del Pd erano pronti a convocare in tribunale, tra gli altri, Casaleggio junior, Di Maio e Alessandro Di Battista. Ma forse ora gli esami salteranno, così come l' interrogatorio del convenuto Grillo.

 

Va ricordato che a casa del comico si vivono ore d' ansia anche per un altro procedimento, quello in cui è indagato Ciro Grillo, l' ultimogenito del garante dei 5 stelle e della seconda moglie, l' iraniana Parvin Tadjik. Il diciannovenne e tre suoi coetanei sono accusati di violenza di gruppo nei confronti di una studentessa italo-norvegese. Lo stupro si sarebbe consumato nell' appartamento dei Grillo in Costa Smeralda, nel luglio scorso.

 

federica guidi

La notizia dell' inchiesta uscì sui giornali il giorno successivo alla formazione del nuovo governo 5 stelle-Pd e alla conferma al ministero della Giustizia di Alfonso Bonafede, esponente grillino. Il procuratore di Tempio Pausania Gregorio Capasso fu attento a non influenzare l' agenda politica dando pubblicità alle attività d' indagine. Anche perché tra fine agosto e inizio settembre Grillo era molto attivo sui media nel sostenere la nascita del nuovo governo in tempi rapidi, proprio nelle ore in cui i carabinieri bussavano a casa sua per sequestrare al figlio il cellulare.

 

Le ministre Federica Guidi e Maria Elena Boschi alla Camera

Al momento il procedimento è in una fase di stallo, in attesa del deposito della consulenza tecnica sugli apparati elettronici degli indagati. Il procuratore ha concesso la seconda proroga, il cui termine ultimo e inderogabile è fissato per il prossimo 27 gennaio.

Anche la scelta di questa data potrebbe essere stata dettata dalla già citata sensibilità istituzionale degli inquirenti: si discuterà dei contenuti dei telefonini, certamente poco commendevoli, dopo le decisive elezioni regionali in Emilia Romagna e Calabria.

Ma torniamo alla causa civile. Lo scontro inizia nel marzo 2016, quando Matteo Renzi è premier e segretario del Pd.

 

Il casus belli sono le dimissioni dell' allora ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi. Sul blog di Grillo compare un post intitolato «Matteo Renzi e Maria Elena Boschi a casa». L' attacco non è firmato, ma ha un contenuto abrasivo.

Subito dopo la pubblicazione il Pd decide di presentare un atto di citazione per diffamazione nei confronti di Grillo, supposto dominus del sito e dei profili Twitter e Facebook collegati.

 

Quasi contemporaneamente Davide Casaleggio annuncia che la comunicazione dei 5 stelle verrà veicolata non più dal blog Beppegrillo.it, ma dal Blog delle stelle.

Un anno dopo, nella primavera del 2017, i legali del comico, nella loro memoria difensiva, sostengono che il loro cliente «non è responsabile, quindi non è autore, né gestore, né moderatore, né direttore né titolare del dominio, del blog, né degli account Twitter, né dei tweet e Facebook, non ha alcun potere di direzione e controllo sul blog, né sugli account Twitter e su ciò che viene postato».

DAVIDE CASALEGGIO

 

Adesso Grillo offre il calumet della pace ai suoi vecchi nemici del Pd. Agli altri, anche interni al Movimento, penserà dopo.

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