giuseppe conte luigi di maio nicola zingaretti

PRIVACY ANCORA, CONTE! - LA MAGGIORANZA CHE NON TROVA L'ACCORDO PROROGA ANCORA I VERTICI DI AGCOM E GARANTE PRIVACY: PER QUESTO CAMBIA PURE LA GOVERNANCE E LA MODALITÀ DI NOMINA, ANCHE PER EVITARE UN BLITZ AL VERTICE DI LA RUSSA - OGGI IL CONSIGLIO DEI MINISTRI SI OCCUPERÀ DEI VERTICI IN SCADENZA DELLE AGENZIE FISCALI (ENTRATE, DOGANE E DEMANIO), OPPURE SI ANDRÀ ALL'INTERIM? - IN PRIMAVERA SCATTERÀ UNA NUOVA INFORNATA: TUTTE LE POLTRONE IN BALLO

 

  1. MANOVRA: RELATORI, CAMBIA GOVERNANCE GARANTE PRIVACY

ANGELO CARDANI

 (ANSA) - Cambia la governance del Garante per la privacy. Un emendamento alla manovra presentato dai relatori prevede che il Collegio salga da 4 a 5 componenti e che il presidente sia "nominato con decreto del Presidente della Repubblica, previa delibera" del Cdm. Nomine che però non possono diventare effettive in assenza di un parere positivo da parte delle commissioni parlamentari a maggioranza dei due terzi dei propri membri. "I componenti - si legge - sono eletti due dalla Camera dei deputati e due dal Senato della Repubblica con voto limitato e sono nominati con decreto del presidente della Repubblica".

 

Per garantire la continuità della governace dell'Autorità "per i soli atti di ordinaria amministrazione e di quelli indifferibili e urgenti", nelle more dell'elezione del nuovo presidente, le funzioni di presidente sono svolte "dal componente del Collegio eletto che abbia ottenuto in percentuale il maggior numero di voti in sede di elezioni da parte del Parlamento e in caso di parità dal componente più anziano".

antonello soro

 

 

  1. MANOVRA: ARRIVA NUOVA PROROGA PER GARANTE PRIVACY E AGCOM

 (ANSA) - Rinviare al 31 gennaio del prossimo anno, il 2020, la scadenza degli attuali vertici del Garante della privacy e dell'Agcom: è quanto prevede un emendamento dei relatori alla manovra presentato in commissione Bilancio al Senato. Con due diversi decreti legge tra agosto e settembre erano state prorogate le funzioni "limitatamente agli atti di ordinaria amministrazione e a quelli indifferibili e urgenti" per entrambe le autorità: il termine ultimo fissato era quello del 31 dicembre 2019.

 

 

  1. LA CARICA GIALLOROSSA PREPARA LA FESTA DI PRIMAVERA

Antonella Baccaro per “l’Economia - Corriere della Sera

 

Procedono a rilento le nomine ai tempi del governo giallo-rosso. Tutta colpa dei dissidi interni alla maggioranza che producono una proroga dietro l' altra. È il caso dei consigli delle Autorità per la Privacy e delle Telecomunicazioni (Agcom), il cui rinnovo era stato fissato entro il 31 dicembre. Sembrava tutto definito: al Senato una seduta è ancora convocata per giovedì 19 dicembre alle 9.30, mentre alla Camera era prevista un' integrazione all' ordine del giorno proprio per inserire le designazioni di competenza. Del resto il collegio del Garante è vacante dal 19 giugno e quello di Agcom dal 28 giugno, con i membri in carica per l' ordinaria amministrazione che hanno ricevuto finora tre proroghe.

roberto speranza nicola zingaretti luigi di maio giuseppe conte 4

 

Ma un granello di sabbia si è inserito nell' ingranaggio e rischia di far slittare tutto al 31 gennaio. Come scrive il Corriere delle Comunicazioni, è spuntato un emendamento alla legge di Bilancio, firmato dal M5S, il cui scopo è modificare i meccanismi di nomina del Garante Privacy, portando i consiglieri da quattro a cinque, e soprattutto eliminare la regola che stabilisce che il ruolo di Garante venga ricoperto dal più anziano dei consiglieri. La novità sarebbe che a votare il presidente sia il Parlamento.

 

La motivazione di questo cambiamento è tutta politica. Quando le candidature per la Privacy sono state riaperte, a ottobre, dopo la prima infornata di curricula a giugno, tra i candidati si è presentato Ignazio La Russa che, forte del sostegno del centrodestra, allo stato, in virtù della maggiore anzianità, avrebbe le carte per diventare il garante della Privacy.

 

Ora, per avere modo di modificare la legge che regola le nomine, queste verrebbero fatte slittare al 31 gennaio. Insieme con quelle dell' Agcom, per la cui presidenza si è parlato di Emilio Carelli, Marco Giovannelli, Pier Carlo Padoan e Claudio De Vincenti.

 

Il rinvio va incontro alle difficoltà della maggioranza di trovare intese sui vertici da nominare. Difficoltà che hanno prolungato l' attesa per quello che sembrava un rinnovo scontato: la conferma a Invitalia di Domenico Arcuri, sostenuta dal premier Giuseppe Conte, e giunta fuori tempo massimo, visto che a gestire l' Agenzia era rimasto il collegio sindacale. La quadra è stata trovata anche sulla presidenza, che è andata a Andrea Viero, su indicazione del Pd.

 

conte di maio

In entrambi i casi le resistenze venivano dal M5S.

Si vedrà se oggi il Consiglio dei ministri si occuperà dei vertici delle Agenzie fiscali (Entrate, Dogane e Demanio) che scadono proprio ora, oppure se si andrà all' interim. La battaglia infuria soprattutto sulle Entrate, per le quali il M5S propende per la conferma di Antonino Maggiore, mentre Italia Viva si è molto spesa per il ritorno di Ernesto Maria Ruffini. Più probabile la conferma di Riccardo Carpino al Demanio, mentre alle Dogane se la giocherebbero l' attuale direttore Benedetto Mineo e Maurizio Montemagno, che oggi dirige l' Antifrode.

 

A fine dicembre scade anche il mandato del direttore generale dell' Istituto di credito sportivo, Paolo D' Alessio, che verrà confermato per un anno: il tempo di avviare una selezione per il suo successore che entrerà in carica nel 2020 dopo aver assunto le funzioni di cfo.

 

Questa settimana potrebbe essere quella decisiva per il nuovo assetto dirigenziale della Rai se davvero domani se ne occuperà il consiglio di amministrazione, finora bloccato dai veti incrociati. In ballo ci sono le nuove direzioni generali disegnate dal piano dell' ad Fabrizio Salini, oltre che le direzioni di rete che però il piano ridimensiona. Ma il nodo che finora ha tenuto tutto in sospeso è quello dei telegiornali, su cui grava una costante fibrillazione da imminenti elezioni regionali.

giuseppe bono

 

Finora nell' infornata di nomine più cospicua, varata a fine novembre, quella della galassia di Cassa Depositi e Prestiti (Sace, Simest e Fintecna), le scelte sono state prevalentemente orientate dal Pd, oltre che dal Mef e dalle Fondazioni bancarie. Da notare che tra i 15, tra presidenti e amministratori delegati nominati, c' è solo una donna.

 

Ma è a primavera che, se il governo attuale resterà in carica, si combatterà la madre di tutte le battaglie. In gioco, tra partecipate quotate e non, ci sono circa 150 poltrone. A dormire sonni tranquilli tra i boiardi c' è solo Giuseppe Bono, già confermato a Fincantieri, ma pronto a allargare ulteriormente la propria sfera d' influenza. Con l' approvazione dei bilanci 2019 andranno in scadenza i vertici delle big: Eni, Enel, Poste, Leonardo, Enav e Terna.

Al momento solidamente piazzato per una riconferma o comunque una poltrona importante c' è l' ad di Enel, Francesco Starace, che gode di un sostegno pressoché generalizzato.

 

Consensi per i buoni risultati raggiunti anche per Claudio Descalzi in Eni, che però potrebbe soffrire per le ripercussioni delle inchieste giudiziarie. A Leonardo, Alessandro Profumo sembra intenzionato a restare: il cambio di governo gli ha giovato, visto che gli si attribuiscono sempre buoni rapporti con il Pd.

 

luigi di maio pasquale tridico

Intanto aspettano una semplice ratifica le nomine dei consigli di amministrazione di Inps e Inail. Il vice di Pasquale Tridico all' Istituto di previdenza sarà Maria Luisa Gnecchi (in quota Pd). Al fianco di Franco Bettoni all' Inail, arriva Paolo Lazzara (in quota M5S), e tra i consiglieri si segnala Cesare Damiano, già ministro del Lavoro del Pd nel governo Prodi.

Ultimi Dagoreport

dagospia 25 anni

DAGOSPIA, 25 ANNI A FIL DI RETE - “UNA MATTINA DEL 22 MAGGIO 2000, ALL’ALBA DEL NUOVO SECOLO, SI È AFFACCIATO SUI COMPUTER QUESTO SITO SANTO E DANNATO - FINALMENTE LIBERO DA PADRONI E PADRINI, TRA MASSACRO E PROFANO, SENZA OGNI CONFORMISMO, HAI POTUTO RAGGIUNGERE IL NIRVANA DIGITALE CON LA TITOLAZIONE, BEFFARDA, IRRIDENTE A VOLTE SFACCIATA AL LIMITE DELLA TRASH. ADDIO AL “POLITICHESE”, ALLA RETORICA DEL PALAZZO VOLUTAMENTE INCOMPRENSIBILE MA ANCORA DI MODA NEGLI EX GIORNALONI - “ET VOILÀ”, OSSERVAVA IL VENERATO MAESTRO, EDMONDO BERSELLI: “IL SITO SI TRASFORMA IN UN NETWORK DOVE NEL GIOCO DURO FINISCONO MANAGER, BANCHIERI, DIRETTORI DI GIORNALI. SBOCCIANO I POTERI MARCI. D’INCANTO TUTTI I PROTAGONISTI DELLA NOSTRA SOCIETÀ CONTEMPORANEA ESISTONO IN QUANTO FIGURINE DI DAGOSPIA. UN GIOCO DI PRESTIGIO…”

nando pagnoncelli elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - SE GIORGIA MELONI  HA UN GRADIMENTO COSÌ STABILE, DOPO TRE ANNI DI GOVERNO, NONOSTANTE L'INFLAZIONE E LE MOLTE PROMESSE NON MANTENUTE, È TUTTO MERITO DELLO SCARSISSIMO APPEAL DI ELLY SCHLEIN - IL SONDAGGIONE DI PAGNONCELLI CERTIFICA: MENTRE FRATELLI D'ITALIA TIENE, IL PD, PRINCIPALE PARTITO DI OPPOSIZIONE, CALA AL 21,3% - CON I SUOI BALLI SUL CARRO DEL GAYPRIDE E GLI SCIOPERI A TRAINO DELLA CGIL PER LA PALESTINA, LA MIRACOLATA CON TRE PASSAPORTI E UNA FIDANZATA FA SCAPPARE L'ELETTORATO MODERATO (IL 28,4% DI ITALIANI CHE VOTA FRATELLI D'ITALIA NON È FATTO SOLO DI NOSTALGICI DELLA FIAMMA COME LA RUSSA) - IN UN MONDO DOMINATO DALLA COMUNICAZIONE, "IO SO' GIORGIA", CHE CITA IL MERCANTE IN FIERA E INDOSSA MAGLIONI SIMPATICI PER NATALE, SEMBRA UNA "DER POPOLO", MENTRE ELLY RISULTA INDIGESTA COME UNA PEPERONATA - A PROPOSITO DI POPOLO: IL 41,8% DI CITTADINI CHE NON VA A VOTARE, COME SI COMPORTEREBBE CON UN LEADER DIVERSO ALL'OPPOSIZIONE?

giorgia meloni ignazio la russa

DAGOREPORT - LA RISSA CONTINUA DI LA RUSSA - L’ORGOGLIOSA  CELEBRAZIONE DELL’ANNIVERSARIO DELLA FONDAZIONE DEL MOVIMENTO SOCIALE, NUME TUTELARE DEI DELLE RADICI POST-FASCISTE DEI FRATELLINI D'ITALIA, DI SICURO NON AVRÀ FATTO UN GRANCHÉ PIACERE A SUA ALTEZZA, LA REGINA GIORGIA, CHE SI SBATTE COME UN MOULINEX IN EUROPA PER ENTRARE UN SANTO GIORNO NELLE GRAZIE DEMOCRISTIANE DI MERZ E URSULA VON DER LEYEN - DA MESI 'GNAZIO INTIGNA A FAR DISPETTI ALLE SORELLE MELONI CHE NON VOGLIONO METTERSI IN TESTA CHE A MILANO NON COMANDANO I FRATELLI D'ITALIA BENSI' I FRATELLI ROMANO E IGNAZIO LA RUSSA – DALLA SCALATA A MEDIOBANCA ALLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA, DAL CASO GAROFANI-QUIRINALE ALLO SVUOTA-CARCERI NATALIZIO, FINO A PROPORSI COME INTERMEDIARIO TRA I GIORNALISTI DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ E IL MAGNATE GRECO IN NOME DELLA LIBERTÀ D’INFORMAZIONE – L’ULTIMO DISPETTUCCIO DI ‘GNAZIO-STRAZIO ALLA LADY MACBETH DEL COLLE OPPIO… - VIDEO

brunello cucinelli giorgia meloni giuseppe tornatore

A PROPOSITO DI…. TORNATORE – CRISI DEL CINEMA? MA QUALE CRISI! E DA REGISTA TAUMATURGO, NOBILITATO DA UN PREMIO OSCAR, CIAK!, È PASSATO A PETTINARE IL CASHMERE DELLE PECORE DEL SARTO-CESAREO CUCINELLI - MICA UN CAROSELLO DA QUATTRO SOLDI IL SUO “BRUNELLO IL VISIONARIO GARBATO”. NO, MEGA PRODUZIONE CON UN BUDGET DI 10 MILIONI, DISTRIBUITO NELLE SALE DA RAI CINEMA, ALLIETATO DAL MINISTERO DELLA CULTURA CON TAX CREDIT DI 4 MILIONCINI (ALLA FINE PAGA SEMPRE PURE PANTALONE) E DA UN PARTY A CINECITTA' BENEDETTO DALLA PRESENZA DI GIORGIA MELONI E MARIO DRAGHI - ET VOILÀ, ECCO A VOI SUI GRANDI SCHERMI IL “QUO VADIS” DELLA PUBBLICITÀ (OCCULTA) SPACCIATO PER FILM D’AUTORE - DAL CINEPANETTONE AL CINESPOTTONE, NASCE UN NUOVO GENERE, E LA CRISI DELLA SETTIMA ARTE NON C’È PIÙ. PER PEPPUCCIO TORNATORE, VECCHIO O NUOVO, È SEMPRE CINEMA PARADISO…

theodore kyriakou la repubblica mario orfeo gedi

FLASH! – PROCEDE A PASSO SPEDITO L’OPERA DEI DUE EMISSARI DEL GRUPPO ANTENNA SPEDITI IN ITALIA A SPULCIARE I BILANCI DEI GIORNALI E RADIO DEL GRUPPO GEDI (IL CLOSING È PREVISTO PER FINE GENNAIO 2026) - INTANTO, CON UN PO’ DI RITARDO, IL MAGNATE GRECO KYRIAKOU HA COMMISSIONATO A UN ISTITUTO DEMOSCOPICO DI CONDURRE UN’INDAGINE SUL BUSINESS DELLA PUBBLICITÀ TRICOLORE E SULLO SPAZIO POLITICO LASCIATO ANCORA PRIVO DI COPERTURA DAI MEDIA ITALIANI – SONO ALTE LE PREVISIONI CHE DANNO, COME SEGNO DI CONTINUITÀ EDITORIALE, MARIO ORFEO SALDO SUL POSTO DI COMANDO DI ‘’REPUBBLICA’’. DEL RESTO, ALTRA VIA NON C’È PER CONTENERE IL MONTANTE ‘’NERVOSISMO’’ DEI GIORNALISTI…