ursula von der leyen volodymyr zelensky

PRONTI A ROMPERE IL SALVADANAIO PER ZELENSKY? – L’UCRAINA PRESENTA IL CONTO DEI DANNI DELL’INVASIONE RUSSA: SERVONO 750 MILIARDI DI DOLLARI – L’EUROPA È GIÀ PRONTA PER LANCIARE UNA SPECIE DI PIANO MARSHALL PER RACCOGLIERE DONAZIONI E PROGETTI INSIEME AI PRIVATI, MA IL GOVERNO DI KIEV VUOLE CHE ANCHE PUTIN PAGHI LA SUA PARTE, “CONTRIBUENDO CON I BENI CONFISCATI” – LA PARTITA SI LEGA ALL’INGRESSO DELL’UCRAINA NELL’UE: PRIMA DI ENTRARE, KIEV DEVE FARE LE RIFORME, A CUI SARANNO VINCOLATI ANCHE I FONDI, COME PER IL “NEXT GENERATION EU”

Marco Bresolin per “La Stampa”

 

ursula von der leyen conferenza sul futuro dell europa 3

Servono settecentocinquanta miliardi di dollari. Per rimettere in piedi 800 mila edifici distrutti dalle bombe, per ricostruire le vecchie infrastrutture e crearne di nuove in modo da restituire un Paese migliore ai dodici milioni di cittadini che dall'inizio dell'invasione russa hanno lasciato le loro case per spostarsi in altre città o addirittura all'estero.

 

Con il conflitto ancora in corso, il governo ucraino ha presentato la conta dei danni: in euro fanno circa 720 miliardi e la conversione è d'obbligo visto che l'Unione europea ha deciso di giocare un ruolo centrale, pur non potendo farsi carico dell'intera somma.

 

URSULA VON DER LEYEN VOLODYMYR ZELENSKY

Bruxelles lancerà e coordinerà una piattaforma che servirà per raccogliere le donazioni, elaborare progetti con i privati, definire gli investimenti necessari, ma soprattutto mettere in moto le riforme politico-amministrative che serviranno per avvicinare sempre più il Paese agli standard democratici dell'Ue.

 

Un vero e proprio Piano Marshall per l'Ucraina, o se volete un Recovery Plan, visto il ruolo di primo piano dell'Ue. Di una cosa il governo di Kiev è certo: «Anche la Russia dovrà pagare la sua parte, contribuendo con i beni confiscati».

 

URSULA VON DER LEYEN IN VIAGGIO VERSO KIEV

Il primo passo di questo percorso è stato compiuto ieri a Lugano, dove si è aperta la Conferenza per la ricostruzione dell'Ucraina. «Non è solo un progetto locale di una nazione, ma il compito comune di tutto il mondo democratico», ha sottolineato nel suo messaggio Volodymyr Zelensky. Per questo il presidente ucraino ha chiesto una ricostruzione «su larga scala, con grandi finanziamenti e investimenti».

 

Tra gli 800 mila edifici distrutti, Zelensky ha ricordato che ci sono anche «79 unità ospedaliere», oltre che «scuole, università e asili». Il governo ucraino ha creato una mappa digitale con gli aggiornamenti in tempo reale delle distruzioni causate dalla guerra che servirà per la ricostruzione.

 

MACRON - DRAGHI - SCHOLZ A KIEV

Ursula von der Leyen, presente a Lugano per la Conferenza, vuole che l'Ucraina vinca «non solo la guerra, ma anche la pace». La presidente della Commissione ha ricordato che i fondi saranno vincolati alla realizzazione delle riforme, secondo lo schema già collaudato con il Next Generation Eu per gli Stati membri: «Servono riforme coraggiose - ha avvertito -. Si tratta di sfide enormi, ma non insormontabili. L'Ucraina può emergere da questa guerra con solide istituzioni e un'economia più verde e più resiliente».

 

Zelensky è consapevole che l'Ucraina deve «rafforzare ulteriormente le sue istituzioni e migliorare gli standard di vita», però ha anche rivendicato un contributo indiretto «alla più grande riforma euroatlantica: abbiamo riunito l'Europa e abbiamo rinvigorito la Nato come non si vedeva da anni».

 

ursula von der leyen a davos 2022 2

Secondo Kiev, l'Occidente dovrà far pagare in primis la Russia, confiscando i beni congelati agli oligarchi, ma soprattutto le riserve della Banca centrale attualmente sotto sequestro. L'Unione europea ha già messo in campo la cornice giuridica necessaria, ma in alcuni Paesi ci sono ancora ostacoli legali.

 

Sulle riserve della Banca centrale russa, che globalmente ammonterebbero a circa 300 miliardi di dollari, Bruxelles più che la confisca valuta una sorta di rilascio condizionato all'effettivo contributo russo per la ricostruzione di Kiev. Ma anche questo piano non è ancora definito e restano da sciogliere parecchi nodi di natura legale.

PUTIN ZELENSKY

 

Qualche risposta potrebbe arrivare tra settembre e ottobre, quando la Commissione europea e il governo tedesco organizzeranno un'altra conferenza internazionale per mettere in piedi la ricostruzione dell'Ucraina. Al momento, però, le risorse messe sul piatto dall'Ue sono scarse: von der Leyen ha rivendicato di aver «mobilitato circa 6,2 miliardi di sostegno finanziario» dall'inizio dell'invasione.

 

URSULA VON DER LEYEN VOLODYMYR ZELENSKY

L'ultimo miliardo (in prestito) è stato annunciato la scorsa settimana, mentre non decolla ancora il prestito da 9 miliardi che dovrebbe servire per assicurare a Kiev la liquidità nell'immediato: per raccogliere le risorse sui mercati, Bruxelles ha bisogno delle garanzie statali degli Stati membri. Ma il progetto è stato sin qui bloccato dalla Germania. La Banca europea per gli investimenti, però, ha preparato un piano per mobilitare fino a 100 miliardi di euro attraverso uno schema simile a quello utilizzato per aiutare le imprese Ue a rialzarsi dopo la prima ondata del Covid.

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…

manfredi lefebvre d'ovidio dovidio aponte, palenzona bisignani porro scaroni cimbri costamagna brachetti peretti, caltagirone nagel jes staley nicole junkerman stella li mara carfagna

ALTA SOCIETÀ, BASSA MAREA - NON AVENDO UN CAZZO DA FARE (O MOLTI AFFARI DA CONCLUDERE), 700 PERSONAGGI ILLUSTRI SONO SALITI A BORDO DELLA "CRYSTAL SYMPHONY" PER LA ZUPPA DI NOZZE DELL’ARMATORE ITALO-MONEGASCO MANFREDI LEFEBVRE D'OVIDIO – 5-GIORNI-5 DI UN’INDICIBILE CROCIERA DA CIVITAVECCHIA A MALTA CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI APONTE, PALENZONA, BISIGNANI, NICOLA PORRO, SCARONI, CIMBRI, COSTAMAGNA, BRACHETTI PERETTI, BERNABÈ, PASSERA, DOMPÉ, MARA CARFAGNA, MARCO CARRAI; CILIEGINA SULLA TORTA: LA GLACIALE STRETTA DI MANO TRA CALTAGIRONE E NAGEL - PIÙ PICCANTE LA PRESENZA A BORDO DI DUE PERSONAGGI CHE HANNO AVUTO A CHE FARE CON JEFFREY EPSTEIN: L'EX CEO DEL COLOSSO BANCARIO BRITANNICO "BARCLAYS", JAMES STALEY, CHE GESTIVA PERSONALMENTE IL PATRIMONIO MULTIMILIONARIO DEL FINANZIERE PORCONE. E LA SPLENDIDA NICOLE JUNKERMAN, NONCHÉ CONTESSA BRACHETTI PERETTI, CHE PER 20 LUNGHI ANNI E' STATA AMICA DEL DEFUNTO DEPRAVATO...

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”

giuseppe del deo andrea pignataro spionaggio dossier

DAGOREPORT - IL MISTERO PIGNATARO S’INGROSSA - LO ZAR DEL GRUPPO ION, COLOSSO GLOBALE NEL SETTORE DEI SOFTWARE, DEI DATI FINANZIARI E DEL FINTECH, HA DATO L’ENNESIMA PROVA DI MANTENERE FEDE ALLA SUA OSSESSIONE PER LA RISERVATEZZA - RULLO DI TAMBURI, FIATO ALLE TROMBE: IL 30 APRILE SCORSO “IL MILIARDARIO OSCURO” HA LIQUIDATO L’EX SPIONE DI STATO, GIUSEPPE DEL DEO, DALLA CARICA DI PRESIDENTE ESECUTIVO DI CERVED SPA, CON UNA LETTERINA INVIATA AI “CLIENTI” (CHE PUBBLICHIAMO) - CERTO, LA SOCIETÀ NON È QUOTATA IN BORSA, COME DEL RESTO TUTTE LE AZIENDE DELL’INTRICATISSIMA RETE GLOBALE DI PIGNATARO, E QUINDI NON HA NESSUN OBBLIGO DI ‘’TRASPARENZA’’ - MA LE POLEMICHE POLITICHE E MEDIATICHE SEGUITE ALLO SBARCO DI DEL DEO ALLA CERVED, IL CUI CORE-BUSINESS È LA RACCOLTA, ELABORAZIONE E DISTRIBUZIONE DI INFORMAZIONI ECONOMICO-FINANZIARIE, UTILIZZATE DA BANCHE, AZIENDE E ISTITUZIONI, BEH, RIENTRAVA PER LO MENO NELLA SFERA DELL’OPPORTUNITÀ DARNE COMUNICAZIONE…