gilet gialli notre dame

PROTESTARE COSTA - UN ANNO DOPO L’INIZIO DELLA RIVOLTA, TRA I GILET GIALLI S’AVVERTE LA FATICA: CHI CERCA LAVORO, CHI HA CAMBIATO VITA E CHI È "IN PAUSA" PERCHÉ TROPPO OCCUPATO DAI PROCESSI - OGGI SI TORNA IN PIAZZA PER LA 53ESIMA VOLTA: I 17 MILIARDI TRA AIUTI E SGRAVI FISCALI CONCESSI DA MACRON NON SONO BASTATI A SPEGNERE LA PROTESTA - MA I TAGLI ALLA SANITÀ E LA CRESCITA DEL PRECARIATO POTREBBE RIACCENDERE LA MICCIA…

1 - GILET GIALLI, I LEADER UN ANNO DOPO "LA PROTESTA CI HA ROVINATO LA VITA"

Anais Ginori per “la Repubblica”

 

PARIGI - PROTESTE DEI GILET GIALLI

«I gilet gialli mi hanno rovinato la vita». Jacline Mouraud, ipnoterapeuta bretone, oggi resterà nel suo paesino vicino alla foresta di Brocéliande, lontano dalla capitale dove si festeggia il primo anniversario della nascita del movimento di protesta. Un anno fa, il suo video contro l' aumento della Carbon Tax l' aveva trasformata in una pasionaria della contestazione. Da allora la madre di famiglia con la messa in piega ha ricevuto minacce di morte, accusata di essere una traditrice per aver tentato un dialogo con il governo.

 

PARIGI - PROTESTE DEI GILET GIALLI

Mouraud racconta di aver perso il lavoro e di voler ora fare altro: è diventata portavoce del "Comité Bastille", gruppo di riflessione che propone un' ampia riforma fiscale. Nella capitale salirà invece Christophe Chalençon, il fabbro del Sud noto alle cronache per aver incontrato nel febbraio scorso Luigi Di Maio, provocando la crisi diplomatica tra Francia e Italia. «Sarà un weekend esplosivo», promette Chalençon che, dopo essere stato scaricato dal leader 5Stelle, si è candidato alle europee, raccogliendo poco più di mille voti.

PARIGI - PROTESTE DEI GILET GIALLI

 

Tra defezioni e nuovi slanci, la Francia degli invisibili con le casacche fosforescenti, le classi medie impoverite dalla crisi, si prepara a tornare in piazza. Oggi è annunciato l' Atto 53, secondo il calendario scandito da quel 17 novembre 2018 quando a sorpresa sfilarono oltre 280mila persone in un crescendo di rivendicazioni e cortei che hanno scosso il governo, fino a far capitolare Emmanuel Macron. A metà dicembre, dopo gli scontri sugli Champs-Elysées e la presa simbolica dell' Arco di Trionfo, il presidente aveva dovuto fare un discorso in tv per placare la protesta, sborsando oltre diciassette miliardi di euro in diminuzioni di tasse e aumenti di sussidi.

PARIGI - PROTESTE DEI GILET GIALLI

 

Cosa resta di quella rivolta? Dal marzo scorso, quando i black bloc si sono impadroniti della protesta, sono cominciati i dubbi. Gli appelli a manifestare si sono lentamente esauriti. Qualche sparuto gruppo ha continuato a organizzare azioni nei weekend o nelle rotatorie stradali fuori dalle città. Eric Drouet, l' autotrasportatore che aveva lanciato la pagina Facebook "La France en colère" da cui si organizzavano le azioni, è ufficialmente in "pausa", così dice, perché troppo occupato dai processi. Il governo ha organizzato una repressione inedita contro il movimento, con oltre 3.100 condanne e decine di persone ferite negli scontri con la polizia.

 

gilet gialli il 14 luglio

La rivolta senza leader ha avuto tante voci. Come quella di Priscillia Ludoski, piccola imprenditrice di Versailles. Ha creato una piattaforma per raccogliere proposte da sottoporre a Macron. «Voglio incontrarlo», spiega Ludoski, che sfilerà oggi a Parigi. Assente invece l' infermiera normanna Ingrid Levavasseur, aggredita da altri militanti. Levavasseur ha fondato un' associazione per madri single e vuole presentarsi alla prossime elezioni municipali. «Non rinnego questa esperienza - racconta - è stato un momento di risveglio collettivo».

 

PARIGI - PROTESTE DEI GILET GIALLI

Matieu Blavier, uno degli otto effimeri "portavoce" dei gilet gialli, si è trasferito a lavorare in Irlanda per una società di marketing. «Qui si guadagna bene e ci sono meno tasse che in Francia », dice Blavier. Il disoccupato Jean-François Barnaba, invitato per settimane nei talk show e candidato con una lista sovranista, è sempre alla ricerca di un lavoro. «Il movimento non esiste più», è il suo laconico commento.

 

Il Prefetto di Parigi ha vietato le manifestazioni sugli Champs-Elysées ma sono previsti cortei improvvisati e azioni in tutta la Francia. Quel che resta del movimento spera di far poi convergere la lotta con le altre contestazioni in vista dello sciopero generale annunciato da alcuni sindacati per il 5 dicembre.

 

gilet gialli il 14 luglio

2 - GILET GIALLI, UN ANNO DI PROTESTE NELLE PIAZZE MACRON HA GIÀ CONCESSO 17 MILIARDI DI SGRAVI

Francesca Pierantozzi per “il Messaggero”

 

Eric Drouet, il camionista, richiama tutti a raccolta domani, prima sul péripherique, la tangenziale di Parigi, e poi sugli Champs Elysées. Di nuovo, come un anno fa. Quel 17 novembre, diventato poi l'Atto primo della rivolta dei Gilets Jaunes, furono più di 280 mila sulle rotatorie, alle uscite delle autostrade, lungo le strade statali e a Parigi.

 

scontri gilet gialli polizia parigi

Un anno dopo, il movimento si è fermato, ma non è scomparso. «Quello che è incredibile è che esistiamo ancora, non che siamo meno numerosi», dice Priscilia Ludoski, che emerse come una delle portavoce di un movimento senza leader e che tra poco lancerà la sua «lobby dei cittadini», per far pressione sui rappresentanti nazionali e locali. I 17 miliardi tra aiuti e sgravi fiscali concessi da Macron lo scorso dicembre non sono bastati a spegnere la rivolta. Secondo un sondaggio di Elabe per Bfm-Tv, il 55 per cento dei francesi capisce e condivide ancora oggi le cause della protesta ma il 63 per cento si augura che non ricomincino i sabati di fuoco e violenza.

scontri gilet gialli polizia parigi

 

Il bilancio della protesta gialla è pesante: 2400 manifestanti e 1800 poliziotti feriti, 24 persone hanno perso un occhio a causa dei lanciatori di Lbd, le armi non letali in dotazione alle forze dell'ordine, 11 sono stati i morti in incidenti ai margini delle manifestazioni. L'autunno caldo e l'inverno bollente che si annunciano per Macron potrebbero ridare vigore ai gilets (pochi in realtà li indossano ancora): il personale degli ospedali è in stato di agitazione permanente per i tagli alla sanità, nelle università cresce la mobilitazione dopo che un ragazzo di 22 anni si è dato fuoco per denunciare la precarietà degli studenti lavoratori e il 5 dicembre ci sarà lo sciopero generale (che potrebbe diventare a oltranza) dei trasporti contro la riforma delle pensioni.

scontri gilet gialli polizia parigi

 

Per il momento, l'evoluzione politica del movimento non c'è stata. Alle Europee di maggio la lista Alliance Jaune guidata dal cantante Francis Lalanne ha ottenuto lo 0,54 per cento dei voti, mentre Evolution Citoyenne di Christophe Chalençon (scelto da Luigi Di Maio come interlocutore per il famoso incontro a sud di Parigi che provocò la crisi diplomatica tra Francia e Italia) ha totalizzato lo 0,01 per cento.

 

Elettoralmente, i benefici maggiori del movimento sono andati al Rassemblement National, ex Front National, di Marine Le Pen: secondo un'inchiesta Ifop, su cento simpatizzanti dei Gilets Jaunes, 44 hanno votato per l'estrema destra alle Europee. Le Amministrative della prossima primavera potrebbero però segnare il vero debutto dei Gilets.

 

gilet gialli parigi 9

Ingrid Levavasseur e Benjamin Cauchy, che si erano distinti come leader dell'ala più moderata saranno candidati. L'ipnoterapeuta Jacqueline Mouraud, che con i suoi 4 minuti e 38 secondi di video su Facebook contro laumento delle tasse sul carburante diede fuoco alle polveri un anno fa medita adesso di presentarsi alle presidenziali del 2022. Ma ci sono anche quelli che continuano, dodici mesi dopo. A Magny, bacino industriale ormai all'abbandono del nord, resiste un manipolo di irriducibili. «Lo spirito dei gilets jaunes resiste diceva ieri Gérard, davanti al thermos del caffè saremo forse meno numerosi, ma siamo entrati nella storia».

 

Ultimi Dagoreport

michele mari ciabatti d orrico

DAGOREPORT! MARI IN TEMPESTA! CI VOLEVA LO STREGA-GATE CON I PRESUNTI GIUDIZI, POI SMENTITI, SU MICHELA MURGIA (“ERA INTRANSIGENTE E VIOLENTA, PERCHÉ ERA BRUTTA E SFOGAVA COSÌ LA SUA RABBIA”) PER SCOPRIRE CHE MICHELE MARI HA UN CARATTERE FUMANTINO. NELLA SOCIETÀ LETTERARIA LA SUA IRACONDIA È UN SEGRETO DI PULCINELLA COME LA SUA IMPULSIVITÀ. LO SCRITTORE, CHE RIVENDICA UN CULTO PER GENE HACKMAN E PER GLI UOMINI “ANCHE UN PO’ CANAGLIE”, RESTA NEGLI ANNALI PER LA REAZIONE CHE EBBE DOPO UNA STRONCATURA RICEVUTA DAL CRITICO DI “SETTE”, ANTONIO D’ORRICO. MICHELE MARI ANDÒ NEGLI UFFICI DEL "CORRIERE". E TROVATOSI FACCIA A FACCIA CON IL RECENSORE, LO COLPÌ CON UNO SCHIAFFO. IL CRITICO NON REAGÌ. E MARI SI CONQUISTÒ LE STELLETTE DI VENDICATORE DEI SOPRUSI DEI CRITICI PREPOTENTI E ARROGANTI…

giorgia meloni donald trump

FLASH! – IL LATO POSITIVO DEGLI INSULTI DI TRUMP A "GIGIORGIA"? POTREBBE TRADURSI IN UN AUMENTO DEI CONSENSI, ESSENDO IL TYCOON ODIATO DA 8 ITALIANI SU 10 - NON A CASO, AL RADUNO DEGLI ALPINI A GEMONA, È STATA ACCOLTA TRA APPLAUSI E STRETTE DI MANO - AL DI LA' DI TRUMP, IL VERO PROBLEMA PER LA DUCETTA RESTA LO SFARINAMENTO DELLA LEGA E LO SBANDAMENTO DI FORZA ITALIA IN VISTA DEL VOTO 2027 - E POI C’È IL BOOM DI VANNACCI A SPESE DEI TRE PARTITI DELLA MAGGIORANZA (E M5S), RICICCIANDO TEMI IDENTITARI CARI ALL'UNDERDOG, ABBONDONATI UNA VOLTA A PALAZZO CHIGI… - VIDEO

giorgia meloni trump cairo

FLASH! - A PALAZZO CHIGI, DOPO LE MAZZATE DI TRUMP CONTRO GIORGIA MELONI, E' INIZIATA LA CACCIA ALLE STREGHE (CON QUALCUNO SI DEVONO SFOGARE) - E CON CHI SE LA SONO PRESA? CON URBANO CAIRO! - IL MOTIVO? A PUBBLICARE IL PRIMO AFFONDO DI TRUMP ("SONO SCIOCCATO, MELONI NON CI VUOLE AIUTARE SULLA GUERRA IN IRAN. PENSAVO AVESSE CORAGGIO") FU IL "CORRIERE DELLA SERA" A FIRMA DI VIVIANA MAZZA - IL SECONDO SFOGO DEL TYCOON ("MELONI MI FA PENA") E' STATO RIPORTATO DAL PROGRAMMA "L'ARIA CHE TIRA"  DA DANIELE COMPATANGELO SU LA7 (ANCORA EDITORE CAIRO!) - PER DARE UN SEGNALE DI "BUONA FEDE", IL "CORRIERE" IERI HA PUBBLICATO UN'INTERVISTA A MARY L. TRUMP, NIPOTE DI "THE DONALD", CHE DESCRIVE LO ZIO COME UN DISTURBATO MENTALE FUORI CONTROLLO...

andrea giambruno giorgia meloni renato de angelis

SE GIORGIA MELONI VOLESSE IMBASTIRE UNA VERA OPERAZIONE SIMPATIA, DOVREBBE SCRIVERE UN’AUTOBIOGRAFIA SENTIMENTALE – BARBARA COSTA: “MI SONO SORBITA LA NUOVA EDIZIONE DI ‘IO SONO GIORGIA’ E…CHE DELUSIONE! ZERO RIFERIMENTI ALLO ‘SCANDALO THREESOME’, E ZERO VITA SENTIMENTALE. COME SE A GIAMBRUNO SI FOSSE ARRIVATI INTATTI, SENZA EX, PASSIONI E GELOSIE, MA ANDIAMO, SIGNORA PRESIDENTE! COME È POSSIBILE? E INFATTI NON È VERO. MELONI HA AVUTO I SUOI AMORI, AI QUALI NEL SUO LIBRO NON DESTINA MEZZA RIGA” – CHI È ALESSANDRO GIOMBINI DETTO MANOLO, GIÀ MILITANTE DI CASA POUND? PERCHÉ NON RICORDARE LA RELAZIONE CON RENATO DE ANGELIS, CON AMOREGGIAMENTI IN GOMMONE A PONZA? – L’INCONTRO CON GIAMBRUNO, “BELLO COME IL SOLE”: “È STATA LEI A RIMEDIARE IL NUMERO E A..."

frocinema carocci rocca gualtieri

DAGOREPORT - MASSÌ, NEL PAESE CHE SI È INVENTATO IL “COMPROMESSO STORICO” E LE “CONVERGENZE PARALLELE” E IL “GOVERNO DELLA NON SFIDUCIA”, PRIMA O POI, DOVEVA CAPITARE DI TROVARSI DAVANTI A NUOVA MACHIAVELLICA DIAVOLERIA: BENVENUTI AL CINEMA “FASCIO E MARTELLO” - IL COMUNE DI ROMA GUIDATO DA ROBERTO GUALTIERI (PD) E LA REGIONE LAZIO CAPITANATA DA FRANCESCO ROCCA (FDI) SI SONO INASPETTATAMENTE ALLACCIATI IN UN TANGO CHE LI HA TRASCINATI ALL’ORGASMO DI STANZIARE UN DOVIZIOSO FINANZIAMENTO DI 250.000 EURO (IL CAMPIDOGLIO) E 300.000 EURO (LA REGIONE), AMBEDUE EROGATI SENZA UNO STRACCIO DI GARA E DESTINATI – FIATE ALLE TROMBETTE! RULLO DI TAMBURI! - AL PROGETTO ‘’FROCINEMA” DELLA ‘’FONDAZIONE PICCOLO AMERICA’’, CAPITANATA DAL MITOLOGICO ‘’PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, VALERIO CAROCCI – E' SUCCESSO CHE QUANDO IL COMUNE E LA REGIONE HANNO APPROVATO LA RICONVERSIONE DEL METROPOLITAN, L'EX CINEMA DI VIA DEL CORSO CHIUSO DAL 2010, IN UN MEGA-STORE, IL DIABOLICO CAROCCI HA CAPITO CHE CON UNA FAVA POTEVA PRENDERE DUE PICCIONI: OLTRE AL COMUNE DE SINISTRA ANCHE LA REGIONE DE DESTRA CHE, UNA VOLTA IN MANO A FDI AVEVA CHIUSO IL RUBINETTO DEI FINANZIAMENTI - AL GRIDO: “SALVARE IL METROPOLITAN! FERMARE QUESTO NUOVO SACCO DI ROMA!’’ IL COCCO DI ZINGARETTI HA MONTATO UN PANDEMONIO MEDIATICO, ACCOMPAGNATO DA UNA BATTAGLIA LEGALE, FINO A QUANDO ROCCA HA SMOLLATO ED ORA I CAMERATI D’ITALIA POTRANNO GODERSI “FROCINEMA”…

maurizio maddaloni pd campania maurizio de giovanni luigi riello

“TRA NANI, BALLERINE, FROCETTI E LESBICHINE, DE GIOVANNI SARÀ A SUO AGIO” – COSÌ PARLÒ SU FACEBOOK MAURIZIO MADDALONI, DAL 2023 PRESIDENZA DELLA FONDAZIONE REAL SITO DI CARDITELLO A CASERTA (SCELTO DALL’EX MINISTRO SANGIULIANO). IL RIFERIMENTO È ALLA NOMINA DELLO SCRITTORE MAURIZIO DE GIOVANNI NELLA SEGRETERIA REGIONALE DEL PD DELLA CAMPANIA. ALTRETTANTO PESANTI LE PAROLE DI MADDALONI SULL’EX PROCURATORE GENERALE DI NAPOLI, LUIGI RIELLO, ANCHE LUI ENTRATO NELLA SEGRETERIA DEM: “RIELLO DA QUANDO È UN PENSIONATO DA DI MATTO: BEVE, DISTURBA GLI ALTRI COMMENSALI CON INDEGNI SPETTACOLINI” – IL SEGRETARIO REGIONE DEL PD, PIERO DE LUCA, SI DICE INDIGNATO (“LA DESTRA HA UN PROBLEMA CON LA CULTURA E CON LA LEGALITÀ”) E DENUNCIA LA DISASTROSA GESTIONE DELLA FONDAZIONE REAL SITO DI CARDITELLO: “QUESTO ODIO VIENE DA CHI HA PORTATO AL DEFAULT LA FONDAZIONE” – MINISTRO GIULI, NON SARÀ CHE IN CAMPANIA ABBIAMO UN PROBLEMINO?