angela merkel e mario draghi

ALLA PROVA DEL COVID RESISTONO SOLO DRAGHI E MERKEL - IL VOTO DEGLI EUROPEI ALLA CANCELLIERA IN QUESTO ANNO E MEZZO DI PANDEMIA È DI 6,41 SU 10, E I TEDESCHI LE DANNO 6,15; AL SECONDO POSTO SUPER MARIO: 5,73 DI MEDIA IN PAGELLA, CHE PER GLI ITALIANI DIVENTA 6,46 - SOTTO LA SUFFICIENZA TUTTI GLI ALTRI: MACRON, SÁNCHEZ, KURZ, MORAWIECK - BOCCIATA ANCHE LA POLITICA DELL’UE SUI VACCINI...

Irene Soave per il “Corriere della Sera

 

ANGELA MERKEL

L'Europa rimpiangerà Angela Merkel. Se un anno e mezzo di pandemia ha ridisegnato tendenze politiche e popolarità dei leader dell'Unione, a uscirne meglio è la cancelliera: l'unica, con Mario Draghi, che oggi raggiunge la sufficienza in un'ipotetica pagella firmata dai cittadini. Bocciati tutti gli altri.

 

Promossa (col minimo) anche la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, volto delle istituzioni Ue e soprattutto della campagna vaccinale unitaria, banco di prova dei sentimenti europeisti.

 

MARIO DRAGHI CON ANGELA MERKEL

I dati vengono dal primo report della rete Euroskopia: sei centri di ricerca in Italia, Germania, Francia, Spagna e Polonia, i cinque Paesi con il maggior peso demografico, più l'Austria. In Italia il sondaggio è stato sviluppato da Swg.

 

Il voto medio degli europei ad Angela Merkel è di 6,41 su 10, e i tedeschi le danno 6,15. Critici solo austriaci e polacchi. Secondo, Mario Draghi: il voto medio degli europei è di 5,73 e per gli italiani 6,46.

 

MARIO DRAGHI E ANGELA MERKEL

Insufficienze, in patria e fuori, per Emmanuel Macron, Pedro Sánchez, Sebastian Kurz, Mateusz Morawiecki. Il peggiore è il premier spagnolo: l'Europa gli dà 5,27, i concittadini 4,26.

 

Von der Leyen non è profeta in patria: è nella sua Germania che ha il voto più basso, 4,71. La figura dell'«uomo forte» sembra avere perso smalto: gli europei valutano sotto il 5 Boris Johnson, Vladimir Putin, Xi Jinping e Jair Bolsonaro (ultimo con 3,26).

 

vaccino a ursula von der leyen

Joe Biden è l'unico leader extra Ue a superare il 5 (ed è promosso: 6,21). Pesa forse nella lode a Biden anche la gestione della campagna vaccinale, partita negli Usa con uno sprint che l'Europa non ha replicato (recuperando sul lungo periodo).

 

Il 35% degli europei pensa che abbiano fatto meglio di noi. Il più applaudito sul tema è Boris Johnson, che pure ha puntato tutto su AstraZeneca, la formula su cui più spesso le autorità del farmaco e le opinioni pubbliche europee si sono divise.

 

pedro sanchez 3

Ed è proprio sulla campagna vaccinale unitaria - al momento di stipulare i contratti per le prime forniture di vaccino, gli Stati membri hanno accettato di formare un «gruppo d'acquisto» gestito dalla Commissione - che i sentimenti di adesione all'Unione sono messi più alla prova.

 

PEDRO SANCHEZ MARIO DRAGHI

Pensa che sia stata gestita «bene» o «molto bene» il 44,4%; il resto è critico, anche se il 40% circa crede che la Commissione abbia fatto meglio di Cina, Brasile e Russia. Ma una domanda sembra rilevare crepe.

 

Se ciascun Paese avesse gestito l'acquisto dei vaccini per conto proprio - chiedevano i ricercatori - lei pensa che la quantità di dosi disponibili nel suo Paese sarebbe maggiore, minore o la stessa? Rispondono con riconoscenza gli italiani: solo per il 29% avremmo fatto di meglio. E - nonostante il diffuso antieuropeismo del Paese su temi come lo Stato di diritto - i polacchi: il 53,6% crede che la Polonia, da sola, avrebbe comprato meno vaccini, e il 64% che la Ue abbia agito bene o molto bene.

joe biden e il vaccino contro il coronavirus 1

 

Esiti simili li daranno, nella ricerca, le domande sui fondi per la ricostruzione (a cui il Corriere darà spazio prossimamente). Solo 1 spagnolo su 5, e poco di più in Francia, pensano che i loro Paesi avrebbero fatto di meglio.

 

Amara invece la risposta dei tedeschi, il cui governo ha pressoché guidato la compagine europea nelle trattative (finanziando anche la conversione di nuovi stabilimenti Pfizer-BioNTech). Il 56,6% è persuaso che senza l'Europa la Germania avrebbe avuto più vaccini. E il 70,7% crede che la Commissione abbia gestito la campagna acquisti «male» o «molto male».

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…