vladimir putin donald trump xi jinping

PUTIN IN BILICO TRA XI E TRUMP – IL SEGRETARIO DEL CONSIGLIO DI SICUREZZA NAZIONALE RUSSO, SERGHEI SHOIGU, VOLA A PECHINO E LANCIA UN MESSAGGIO ALLO ZIO SAM: “DOBBIAMO CONTRASTARE LA POLITICA DI ‘DOPPIO CONTENIMENTO’ DI RUSSIA E CINA PERSEGUITA DAGLI USA” – IL “WASHINGTON POST”, DOPO LA SMENTITA DI MOSCA DELLA TELEFONATA CON TRUMP: “PUTIN NEGA PER L’IMBARAZZO, E PER NON CONFERMARE CHE IL TYCOON GLI HA SCONSIGLIATO DI ACCELERARE LE OPERAZIONI IN UCRAINA…”

1 - SHOIGU A WANG, 'CONTRASTARE GLI SFORZI USA PER CONTENERCI'

Serghei Shoigu

(ANSA) - Il compito più importante di Russia e Cina è il contrasto di qualsiasi tentativo degli Stati Uniti di contenimento. E' quanto ha detto il segretario del Consiglio di sicurezza nazionale russo Serghei Shoigu, incontrando a Pechino il ministro degli Esteri cinese Wang Yi. "Considero il compito più importante quello di contrastare la politica di 'doppio contenimento' di Russia e Cina perseguita dagli Usa e dai loro satelliti", ha affermato Shoigu, secondo i media russi. Il presidente eletto americano Donald Trump ha minacciato di imporre tariffe elevate alla Cina. La Russia, invece, è accusata di crescenti ingerenze negli Stati Uniti.

 

2 - IL MISTERO DELLA TELEFONATA CON TRUMP “PUTIN LA NEGA PERCHÉ È IN IMBARAZZO”

Estratto dell’articolo di Paolo Mastrolilli per “la Repubblica”

 

DONALD TRUMP VLADIMIR PUTIN

Il Cremlino smentisce la telefonata fra Putin e Trump, ma il portavoce del presidente eletto si limita a rispondere che «non commentiamo le sue conversazioni private». Il figlio del prossimo capo della Casa Bianca, Don junior, avverte che fra una trentina di giorni il leader ucraino Zelensky «perderà la sua paghetta», però fonti con una conoscenza diretta del dossier confermano che il padre sta attivamente lavorando alla fine della guerra, con una soluzione accettabile per Kiev, e punta ad avere entro il giuramento del 20 gennaio un quadro di riferimento per arrivare quanto meno ad aprire il negoziato.

 

XI JINPING VLADIMIR PUTIN DONALD TRUMP - ILLUSTRAZIONE THE NEW YORK TIMES

Domenica il Washington Post ha rivelato che Vladimir e Donald si sono parlati giovedì scorso, quando il leader russo ha fatto le congratulazioni per la vittoria elettorale. Il collega americano gli ha detto di non provocare un’escalation in Ucraina, i due hanno parlato brevemente dei territori contesi, e Trump ha manifestato il suo interesse a risentirsi a breve per scendere nei dettagli. Ieri il portavoce del Cremlino, Peskov, ha dichiarato che queste informazioni sono «pura fiction».

 

Secondo lui «non c’è stata alcuna conversazione. La notizia è completamente falsa». Steven Cheung, portavoce del prossimo capo della Casa Bianca, ha risposto così: «Noi non commentiamo sulle chiamate private tra il presidente Trump e altri leader mondiali ». Come a dire che il colloquio c’è stato, ma non era pubblico, come peraltro era già accaduto in varie occasioni negli ultimi anni tra Putin e Trump.

 

VLADIMIR PUTIN DONALD TRUMP XI JINPING - MATRIOSKE

Quindi la notizia non doveva uscire e non serve commentarla oltre. L’agenzia Reuters però ha scritto di aver sentito fonti che l’hanno confermata, mentre il Washington Post ha spiegato la smentita di Mosca con l’imbarazzo di ammetterla, e soprattutto con l’intenzione di non confermare che il futuro presidente americano ha sconsigliato al collega russo di accelerare le operazioni militari in Ucraina.

 

[...]

 

I dettagli sono in via di definizione, ma gli americani pensano che in realtà Putin sia interessato ad una via d’uscita. È vero che negli ultimi mesi ha fatto delle conquiste incrementali, ma non è sull’orlo di vincere la guerra. Lo dimostra ad esempio il fatto che ha dovuto chiedere aiuto alla Corea del Nord, per cercare di riprendere i territori presi dagli ucraini nella regione di Kursk, perché non può permettersi di spostare le sue truppe impegnate nel Donbass e le altre regioni occupate.

 

La sua economia fatica a tenere il passo, nonostante l’aumento del pil che in realtà è frutto del surriscaldamento provocato dalle enormi spese militari, e quindi non è detto che sia pronto a proseguire l’invasione «fino al raggiungimento di tutti gli obiettivi», come ripete Peskov.

 

donald trump vladimir putin

La scommessa di Trump è che applicando insieme la necessaria pressione, e offrendo soluzioni sul terreno che gli consentano di salvare la faccia, Putin non sia poi così lontano dall’accettare una soluzione. [...]

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