vladimir putin adolf hitler

PUTIN COME HITLER NEL BUNKER – “MAD VLAD” È IN PARANOIA: NON SI FIDA DI NESSUNO E SE NE STA RINCHIUSO NELLA RESIDENZA ESTIVA DI NOVO-OGAREVO, PROTETTO DA MURA ALTE SEI METRI – HA UN ASSAGGIATORE DEL CIBO E NON ASCOLTA PIÙ I CONSIGLI DI QUELLI CHE PRIMA ERANO FEDELISSIMI: SI SVEGLIA TARDI, NUOTA, FA COLAZIONE E POI RICEVE I RAPPORTI (RIGOROSAMENTE SU CARTA) - QUANDO VUOLE PARLARE CON QUALCUNO PREFERISCE FARLO VIRTUALMENTE. COSÌ PUÒ BUTTARE GIÙ LA COMUNICAZIONE, COME HA FATTO QUALCHE GIORNO FA CON LA GOVERNATRICE DELLA BANCA CENTRALE, NABIULLINA, CHE GLI SPIEGAVA CHE L’ECONOMIA RUSSA STA ANDANDO “GIÙ PER LO SCARICO” - VIDEO

 

 

 

Vittorio Sabadin per “il Messaggero”

 

vladimir putin

Il presidente russo Vladimir Putin non si fida degli elicotteri e preferisce muoversi in auto. Prima della guerra in Ucraina, il suo corteo passava sul Kutuzovsky Prospekt, il lungo rettilineo che conduce al Cremlino.

 

Circa un'ora prima, la strada veniva letteralmente sigillata dalle forze di sicurezza: davanti a ogni edificio c'era una guardia che impediva agli abitanti di uscire. Nessuno poteva avvicinarsi ai 18 veicoli, tra i quali c'erano una decina di limousine dai vetri oscurati e persino un'ambulanza.

 

VLADIMIR PUTIN SERGEI SHOIGU

Putin è sempre stato sospettoso, ma è diventato paranoico con la guerra in Ucraina, dicono gli osservatori del Pentagono e dei servizi di sicurezza britannici. Ora non va quasi mai al Cremlino, sta sempre nella residenza estiva di Novo-Ogarevo a ovest di Mosca, un edificio tranquillo protetto da mura alte sei metri in una zona abitata da oligarchi e cantanti rock. Vive circondato da guardie del corpo e personale di servizio, compreso un assaggiatore del suo cibo.

 

i tremori di vladimir putin 2

Quando desidera parlare con qualcuno lo manda a chiamare, ma lo desidera sempre meno. Già con l'epidemia di Covid aveva scoperto la praticità delle conferenze in video, che non ti obbligano a sentire stupidaggini e a ribattere: quando non ne puoi più, chiudi il collegamento. Accade molto spesso, ormai.

 

La presidente della Banca Centrale, Elvira Nebiullina, gli aveva detto che la guerra stava mandando l'economia russa «giù per lo scarico», e lui ha cliccato sul tasto chiudi conversazione. Il capo negoziatore con l'Ucraina, Dmitri Kozak, gli aveva domandato il permesso di esprimere un parere personale, e lui ha risposto spegnendo il computer.

 

ADOLF HITLER RICEVE FERDINAND NEL BUNKER

Non ascolta più nessuno: il primo ministro Michail Miustin gli stava parlando preoccupato dell'economia, e lui giocava con la penna. Tratta il capo di stato maggiore Valery Gerasimov come un aiutante e non come un consigliere, ed è molto duro con il ministro della Difesa Sergei Shoigu: sopravvissuto a tutti i cambiamenti politici dalla fine dell'Unione Sovietica, Shoigu sarà alla fine un capro espiatorio del pasticcio ucraino.

Putin continua a svegliarsi tardi, nuota in piscina, fa colazione e poi riceve i rapporti. Li vuole su carta, come ai tempi del Kgb. Prima quello del Sfv sulla situazione internazionale, poi quello del Fsb sullo stato delle cose in Russia e infine quello del Fso, dedicato agli oligarchi e ai nemici interni, figure che spesso coincidono.

 

meme putin shoigu

Non ha pietà per i traditori. Pensa che in politica e in guerra combatti il nemico, ma poi ci fai la pace. Con i traditori la pace non puoi invece farla, devi solo spazzarli via. Gli ucraini sono traditori e vanno spazzati via, per creare la nuova Russia con la Bielorussia e passare alla storia per averlo fatto. Nel 2024 ci saranno le elezioni e Putin non vuole annoiarsi parlando di pensioni e costo della vita, vuole arrivarci da ri-conquistatore di una terra che apparteneva alla Russia.

 

Il professor Mark Galeotti, docente di studi sull'Est Europa all'University College London, ha scritto un approfondito articolo per il Daily Mail sulle paranoie di Putin e lo ha paragonato a Hitler chiuso nel bunker di Berlino, impegnato a dare ancora ordini ai suoi generali.

 

MARK GALEOTTI

Alcuni storici inglesi si sono domandati se sarebbe stato meglio cercare di uccidere Hitler nei primi mesi della Seconda guerra mondiale, ma hanno concluso che se il paranoico Führer fosse stato ucciso, il comando militare sarebbe passato a qualcuno più competente, che forse avrebbe vinto la guerra.

 

Da questo punto di vista Putin potrebbe rivelarsi il miglior alleato degli ucraini, ma c'è sempre il pericolo che, messo alle strette dall'andamento del conflitto, decida di allargarlo alla Nato. In ottobre compirà 70 anni, è malato, e potrebbe diventare ancora più pericoloso. Ma Galeotti conta sul fatto che allora qualcuno a Mosca lo fermerà. Hitler era circondato da nazisti che lo adoravano: nessuno dei collaboratori di Putin sembra invece disposto a prendersi una pallottola per lui, e nessuno di loro piangerà quando uscirà di scena.

il bunker di hitler 8Bunker di Hitler

Ultimi Dagoreport

rocco eleonora andreatta fabrizio corona

FLASH! – COME SI CAMBIA, PER FATTURARE! - ELEONORA "TINNY" ANDREATTA, FIGLIA DEL DEMOCRISTIANO BENIAMINO, ERA CONSIDERATA UNA BIGOTTONA D’ALTRI TEMPI QUANDO ERA IN RAI - ALL'EPOCA, DA DIRETTRICE DI RAI FICTION, PROMUOVEVA SOLO SCENEGGIATI SU PRETI, SUORE E FORZE DELL'ORDINE, PER NON TURBARE IL SONNO DEGLI ANZIANI TELESPETTATORI - UNA VOLTA PASSATA A NETFLIX, HA ROTTO GLI INDUGI: È DIVENTATA AUDACE! SOLO SESSO, DROGA E STORIE “MALEDETTE”, COME LE SERIE SU ROCCO SIFFREDI, I FESTINI DI “TERRAZZA SENTIMENTO” E ORA IL DOCUMENTARIO SUL PREGIUDICATO FABRIZIO CORONA...

luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone mps mediobanca

FLASH! - E SE SU MPS STESSE ANDANDO IN SCENA UN BEL TEATRINO? NON SARA' CHE LE LITI TRA LOVAGLIO E CALTAGIRONE, RACCONTATE IN QUESTI GIORNI DAI QUOTIDIANI, FANNO PARTE DI UNA "NARRAZIONE" UTILE A DIMOSTRARE CHE TRA L'AD DI MONTEPASCHI E IL COSTRUTTORE NON CI FU ALCUN "CONCERTO" PER L'ACQUISTO DI MEDIOBANCA? - A TAL PROPOSITO, VALE SEMPRE LA PENA RICORDARE LE GUSTOSE INTERCETTAZIONI TRA I DUE, IL 18 APRILE, ALL’INDOMANI DELL’ASSEMBLEA MPS CON CUI VENNERO SUPERATE LE RESISTENZE ALL’AUMENTO DI CAPITALE DELLA BANCA AL SERVIZIO DELLA SCALATA DI MEDIOBANCA: “MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE? COME STA?”; “MOLTO BENE! ABBIAMO FATTO UNA BELLA OPERAZIONE. IL VERO INGEGNERE È STATO LEI, IO HO ESEGUITO SOLO L’INCARICO”

leonardis enrico marchi elkann la stampa marco gilli

FLASH! - LA TORINO CON I DANE' SI MOBILITA PER SALVARE "LA STAMPA": LE DUE CORDATE INTERESSATE AL QUOTIDIANO (GRUPPO SAE DI ALBERTO LEONARDIS E GRUPPO NEM DI ENRICO MARCHI), HANNO BISOGNO DEL SUPPORTO DELLE FONDAZIONI CRT E SANPAOLO - NELLA CORSA A "LA STAMPA", AL MOMENTO E' IN VANTAGGIO ENRICO MARCHI, CHE HA GIA' RILEVATO DA GEDI I QUOTIDIANI DEL NORD-EST: "NEM" HA OTTENUTO LA BENEDIZIONE DI CRT E POTREBBE PRESTO AVERE ANCHE QUELLA DI SANPAOLO, GUIDATA DA MARCO GILLI, VICINISSIMO AL SINDACO LORUSSO...

fabrizio corona bloom media house

FLASH – COME HA FATTO UNA SCONOSCIUTA CASA DI PRODUZIONE MILANESE COME “BLOOM MEDIA HOUSE” A PRODURRE “IO SONO NOTIZIA”, LA DOCU-SERIE SU FABRIZIO CORONA? 800MILA EURO SONO ARRIVATI DAL MINISTERO DELLA CULTURA DI ALESSANDRO GIULI VIA TAX CREDIT, MA L'ALTRO MILIONE E 700MILA? GUIDATA DA MARCO CHIAPPA E ALESSANDRO CASATI, “BLOOM” MEDIA FINORA AVEVA PRODOTTO SOLO SPOT E UNA MANCIATA DI DOCUMENTARI “SOCIALI” IMPEGNATI TRA DROGA, FOTOGRAFIA E DISAGIO PSICHICO. COME HA OTTENUTO IL CONTRATTONE PER LA SERIE SUL PREGIUDICATO EX “RE DEI PAPARAZZI”? A PROPOSITO, DOVE SONO LE NUOVE SCOTTANTI “VERITÀ” CHE “FURBIZIO” AVEVA MINACCIATO DI RIVELARE? IL 29 DICEMBRE AVEVA PROMESSO: "CI VEDIAMO A GENNAIO". QUALCUNO HA SUE NOTIZIE?

roberto vannacci matteo salvini

FLASH – ROBERTO VANNACCI FINIRA' COME GIANFRANCO FINI, CON IL SUO “CHE FAI MI CACCI"? SEMBRA CHE IL GENERALE PUNTI A FORZARE LA MANO A SALVINI FINO A FARSI ESPELLERE - IL VICESEGRETARIO DELLA LEGA, IN QUOTA X MAS, NEI PROSSIMI GIORNI (FORSE GIÀ DOMANI) INCONTRERÀ IL SUO SEGRETARIO PER UN CHIARIMENTO DOPO GLI SCAZZI DELLE ULTIME SETTIMANE. CHE FARÀ L'EX TRUCE DEL PAPEETE? CACCERÀ IL MILITARE SCRIBA DEL “MONDO AL CONTRARIO”? SICURAMENTE CI SARÀ UNA "RESA DEI CONTI" - IL BAROMETRO DEL "VAFFA" DA' AL 50% L'IPOTESI DI UN ADDIO...

giovambattista fazzolari francesco filini gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT – FREGATO UNA VOLTA DAL CERCHIO MAGICO DI “PA-FAZZO CHIGI”, ORA CHIOCCI E’ PRONTO PER DIVENTARE PORTAVOCE DI GIORGIA MELONI – A FINE AGOSTO, LA SUA PROMOZIONE FU BRUCIATA DA UNO SCOOP DEL “FOGLIO” SU MANDATO DEI CAMERATI INSOFFERENTI PER IL SUO CARATTERINO, POCO INCLINE ALL’OBBEDIENZA - ORA PERO’ ALLA DUCETTA, CON UN 2026 IN SALITA, SERVE UN MASTINO PER GESTIRE IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, LA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE, LE NOMINE DELLE PARTECIPATE, CON LO SGUARDO ALLE POLITICHE DEL 2027 E AGLI SCAZZI QUOTIDIANI CON LEGA E FORZA ITALIA – SENZA CONTARE LA MINA VAGANTE VANNACCI – CHIOCCI, CHE DOVREBBE LASCIARE LA RAI A MARZO, ASPETTA DA PALAZZO CHIGI UNA PROPOSTA DI CONTRATTO BLINDATA (VUOLE CHIAREZZA SULLA RIPARTIZIONE DELLE DELEGHE PER EVITARE INVASIONI DI CAMPO DI FAZZOLARI E FILINI) – AL SUO POSTO, ALLA GUIDA DEL TG1, IN POLE C’E’…