vladimir putin parata della vittoria -

PUTIN HA LE ARMI SPUNTATE - OGGI SULLA PIAZZA ROSSA SONO COMPARSE ARMI POTENTISSIME, CANNONI DI ULTIMA GENERAZIONE E TANK ALL’AVANGUARDIA: MA È TUTTA FUFFA! SONO SOLTANTO DEI PROTOTIPI DA ESIBIRE, QUANDO IN REALTÀ L’ESERCITO RUSSO È EQUIPAGGIATO CON MEZZI RISALENTI ALL’ERA SOVIETICA NON PARAGONABILI A QUELLI DELLA NATO (E INFATTI IN UCRAINA I SOLDATI RUSSI PRENDONO SOLO SCHIAFFONI) - L’INDUSTRIA TECNOLOGICA DI MOSCA È ARRETRATA, E COMPLETAMENTE INCAPACE DI ADEGUARSI ALL’ERA DELL’ELETTRONICA. AL PUNTO CHE NELL’ESERCITO SI PARLA DELL’INUTILITÀ DI MOBILITARE NUOVE RECLUTE…

 

 

Estratto dell'articolo di Gianluca Di Feo per “la Repubblica”

 

vladimir putin 1

[...] Oggi davanti a Vladimir Putin sfileranno soldati sconfitti e una grande domanda: possibile che l'esercito russo si sia rivelato una "tigre di carta"?

 

Molti dei mezzi che si incolonneranno per celebrare la sconfitta del Terzo Reich non si sono mai visti sul fronte ucraino.

 

Sono come le lussuose corazze che i nobili del '500 sfoggiavano nei cortei reali: temibili nell'aspetto ma inutili sul campo di battaglia.

 

 

parata della vittoria a mosca 7

Prendiamo i tank Armata T 14, presentati dal 2015 come "i più potenti del mondo". La loro apparizione ha scosso gli osservatori occidentali: un cannone da 125mm in grado di sparare 10 colpi al minuto; automatizzazione per ridurre l'equipaggio a tre persone; un radar per gestire contromisure a prova di missile.

 

In 7 anni però Mosca non è riuscita ad avviare la produzione: non funzionano. E cresce il sospetto che la fiducia accordata ai costruttori, la fabbrica Uralvagonzavod, nasca solo dalla gratitudine per il sostegno che gli operai diedero a Putin, offrendosi di «sgomberare le strade dai manifestanti» che contestavano il Cremlino.

 

parata della vittoria a mosca 8

Stessa cosa per il suo derivato T 15, un blindato dalle forme futuristiche per portare in combattimento una squadra di otto fanti. La sua torretta telecomandata ha un volume di fuoco insuperabile; il sistema di difesa e le corazze in materiali speciali sulla carta non temono i missili Javelin.

 

Quello di cui i russi avrebbero bisogno nel Donbass ma che resta da 7 anni alla fase di prototipo: serve solo per la parata.

 

Un altro habitué è il cannone semovente 2S35 Koalitsiya- SV: gli è stata attribuita una gittata di 80km, tale da annichilire gli obici forniti dall'Occidente agli ucraini. Ma l'ingresso in servizio viene rinviato di anno in anno.

 

parata della vittoria a mosca 6

Questi progetti incompiuti dimostrano i limiti nell'industria hi-tech russa, incapace di convertire la tradizione meccanica sovietica nell'era dell'elettronica. Un deficit così profondo da essere arrivato persino nei talk show delle tv statali.

 

L'ex colonnello Mikhail Khodaryonok, un esperto sempre allineato con l'entourage putiniano, sabato ha criticato la situazione, sostenendo l'inutilità di mobilitare nuove reclute: «Non dovremmo mandare uomini con equipaggiamenti del passato in una guerra del ventunesimo secolo per affrontare le dotazioni della Nato.

VLADIMIR PUTIN CON I VETERANI ALLA PARATA DELLA VITTORIA

 

[...]

 

vladimir putin 1

 

 

 

missile balistico rs 24 in mostra alla parata della vittoria parata della vittoria a mosca 4parata della vittoria a mosca 2parata della vittoria a mosca 9 maggio 2022 4parata della vittoria a mosca 9 maggio 2022 18parata della vittoria in un asilo di astrakhan, in russia 2discorso di vladimir putin alla parata della vittoria mosca 2parata della vittoria a mosca 9 maggio 2022 11discorso di vladimir putin alla parata della vittoria mosca 3parata della vittoria a mosca 9 maggio 2022 6parata della vittoria a mosca 9 maggio 2022 7parata della vittoria a mosca 9 maggio 2022 5parata della vittoria a mosca 9 maggio 2022 13VLADIMIR PUTIN - DISCORSO ALLA PARATA DELLA VITTORIA parata della vittoria a mosca 3VLADIMIR PUTIN

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…