PUTIN VIETA ALLE SOCIETÀ DEI PAESI “OSTILI”, TRA I QUALI L'ITALIA, LA VENDITA DI QUOTE NELLE BANCHE E NEI SETTORI STRATEGICI, IN PARTICOLARE QUELLI DELL'ENERGIA E DELLE MATERIE PRIME - IL DIVIETO RESTERÀ IN VIGORE FINO ALLA FINE DELL'ANNO: L'UNICA POSSIBILE SCAPPATOIA E’ IL VIA LIBERA DI PUTIN TRAMITE UN PERMESSO SPECIALE - IL DECRETO SEMBRA VOLER COLPIRE L'AMERICANA EXXON MOBIL, CHE HA ANNUNCIATO L'INTENZIONE DI CEDERE LA SUA QUOTA DEL 30% NEL PROGETTO ENERGETICO SAKHALIN-2 - MA TRA LE SOCIETÀ FINITE NEL MIRINO C'È ANCHE L'ENEL VICINA A VENDERE LA SUA QUOTA DEL 56,43% IN ENEL RUSSIA ALLA LUKOIL

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Giovanni Pigni per “la Stampa”

 

vladimir putin vladimir putin

Putin blocca gli asset delle società straniere in fuga dal mercato russo. Mosca ha vietato alle società dei Paesi considerati «ostili», tra i quali l'Italia, la vendita di quote nelle banche e nei settori ritenuti strategici, in particolare quelli dell'energia e delle materie prime. Il divieto resterà in vigore fino alla fine dell'anno, con possibilità di prolungamento. L'unica possibile scappatoia per le società interessate: il via libera di Putin tramite un permesso speciale. Si tratta di una contromisura volta a punire le società dei Paesi che hanno aderito alle sanzioni imposte alla Russia in seguito all'invasione dell'Ucraina.

 

LOGO EXXON LOGO EXXON

Il decreto, firmato qualche giorno fa dal presidente russo, sembra mirare a colpire in primo luogo l'americana Exxon Mobil, che ha annunciato l'intenzione di cedere la sua quota del 30% nel progetto energetico Sakhalin-2. La settimana scorsa, il gigante del petrolio russo Rosneft ha accusato la società Usa di aver causato un crollo nella produzione dell'impianto.

 

Ma tra le società finite nel mirino di Putin c'è anche l'Enel. Il gigante italiano dell'energia si apprestava a vendere la sua quota del 56,43% in Enel Russia alla Lukoil e al fondo Gazprombank-Frezia. Gli asset oggetto della trattativa includono tre centrali elettriche da 5,6 GW e due parchi eolici.

enel enel

 

Gli accordi di vendita, firmati separatamente con le due società russe il 16 giugno, prevedevano l'intera cessione di partecipazione nel capitale di Pjsc Enel Russia per un totale di 135 milioni di dollari. Enel era in attesa del via libera delle autorità locali per finalizzare l'operazione.

 

Secondo il quotidiano russo Kommersant, la vendita è ora sospesa a tempo indeterminato ma la decisione diventerà ufficiale solo nei prossimi giorni, quando Putin approverà una lista delle società soggette alle restrizioni. A quel punto il closing dell'operazione, previsto per il terzo trimestre del 2022, potrebbe saltare.

 

importazioni di gas russo in europa importazioni di gas russo in europa

E il blocco della transazione non avrà conseguenze solo in termini di incassi. Come fa notare Kommersant, le società occidentali dovranno continuare a gestire gli impianti senza le tecnologie necessarie alla loro manutenzione, difficilmente reperibili in Russia a causa delle sanzioni. Insomma, un grattacapo di non facile soluzione.

 

Ma il decreto non riguarda solo il settore energetico: anche le banche occidentali che figureranno nella lista si vedranno bloccare l'uscita dal mercato russo. Tra le italiane interessate ci sono Unicredit e Intesa Sanpaolo, che nei mesi precedenti hanno attuato un approccio cauto all'exit strategy dalla Russia.

 

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