1. QUANTI SECOLI SONO PASSATI DAL 13 FEBBRAIO 2013, QUANDO GRILLO BERCIAVA: “APRIREMO IL PARLAMENTO COME UNA SCATOLETTA DI TONNO. SCOPRIREMO TUTTI GLI INCIUCI, GLI INCIUCETTI E GLI INCIUCIONI”? OGGI IL M5S, GRAZIE ALL'OPERA INDEFESSA DELL’EX “BIBITARO DEL SAN PAOLO”, È DIVENTATO UN “POLTRONIFICIO” CHE ALLUNGA I TENTACOLI IN OGNI DOVE:
2. BANCHE (MPS), SOCIETÀ STATALI (DALL’ENI A LEONARDO, DA FINCANTIERI A TERNA, DA CDP ALL’INPS), COMPAGNI DI SCUOLA DI POMIGLIANO, VERTICI MINISTERIALI E SERVIZI SEGRETI (ORA STA BRIGANDO PER METTERE IL GENERALE AGOVINO AL POSTO DI PARENTE A CAPO DELL'AISI)
3. UN’ABBUFFATA DI NOMINE E INCARICHI NELLE STANZE DEI BOTTONI CHE NON RISPONDONO NÉ AL MOVIMENTO, NÉ A GRILLO NÉ A CASALEGGIO. MA DIRETTAMENTE A LUI, GIGGINO PIO TUTTO...

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DI MAIO NON SCORDA GLI AMICI: ASSUNTI 5 COMPAGNI DI SCUOLA

Paolo Bracalini per “il Giornale”

 

luigi di maio vota al seggio di pomigliano d'arco 2 luigi di maio vota al seggio di pomigliano d'arco 2

Negli Stati Uniti hanno Harvard, il Mit di Boston, Yale. In Francia c' è l' École nationale d' administration (da dove è uscito Macron) e SciencesPo a Parigi (dove ha studiato Chirac). In Italia invece abbiamo il liceo Imbriani di Pomigliano d' Arco, che a prima vista potrebbe apparire una scuola più modesta, e invece sforna pure lei alti dirigenti pubblici con una frequenza portentosa.

 

Beppe Grillo Beppe Grillo

Altro che college americani con rette altissime, i figli conviene mandarli a studiare lì, nella ridente Pomigliano, almeno finché c' è Di Maio al governo, lui una poltrona pubblica per i diplomati al suo ex liceo di paese la trova sempre, tanto la pagano gli altri. Ieri ci siamo occupati di Carmine America, appunto un ex scolaro del suddetto liceo proprio negli anni in cui lo frequentava il più illustre suo ex alunno, il tre volte ministro e già vicepresidente della Camera Luigi Di Maio.

luigi di maio con profumo e de gennaro alla leonardo di pomigliano luigi di maio con profumo e de gennaro alla leonardo di pomigliano

 

L' amico America la sua America l' ha trovata nei palazzi del potere romano, grazie a Luigino, prima con una sontuosa collaborazione al Mise, poi con un prestigioso incarico agli Esteri sempre al seguito di Di Maio, ed ora addirittura nel cda di Leonardo Finmeccanica, roba grossa, come lo stipendio pubblico che incasserà (180mila euro tra tutto).

carmine america carmine america

 

Ma non è che il diploma del liceo Imbriani assicuri carriera e prestigio soltanto a loro due, nossignore, altri fior di cervelli forgiati sui banchi di Pomigliano hanno avuto il loro giusto riconoscimento pubblico.

 

In queste ore ha fatto il suo ingresso a Fincantieri, ovviamente su indicazione del Movimento Cinque Stelle, un altro compaesano pomiglianese ed ex studente del liceo Imbriani, tale Pasquale De Falco, sconosciuto commercialista ovviamente di Pomigliano d' Arco, titolare di studio sito a soli 800 metri dalla casa dei Di Maio.

 

luigi di maio dario de falco luigi di maio dario de falco

Nel suo curriculum - scrive il Foglio - un incarico presso l' Azienda Speciale Multiservizi di Pomigliano d' Arco, e poi nel collegio sindacale della Asl di Salerno, come rappresentante del ministero della Salute quando ministro era la pentastellata Giulia Grillo. Lottizzazione selvaggia, insomma.

 

dario de falco dario de falco

Quindi con tutte le carte in regola per diventare nuovo rappresentante nel collegio dei sindaci di Fincantieri, una delle più importanti aziende pubbliche italiane e mondiali nel settore della cantieristica navale. Anche Pasquale De Falco può esibire il diploma dall' Imbriani, magari da appendere nel nuovo ufficio a Fincantieri.

 

Si è ricordato di lui al momento delle nomine Luigi Di Maio, ma anche un altro ex alunno di successo del medesimo liceo, Dario De Falco (stesso cognome o parentela, non sappiamo).

 

BEPPE GRILLO E VALERIA CIARAMBINO BEPPE GRILLO E VALERIA CIARAMBINO

Quest' ultimo, amico d' infanzia di Luigino, è un altro dei Pomigliano boys che hanno occupato poltrone a Roma grazie all' ascesa miracolosa (o miracolata) di Luigi Di Maio. Che da vicepremier aveva chiamato Dario De Falco, malgrado il curriculum modestissimo, come capo della segreteria politica a Palazzo Chigi, sincerandosi che si sistemasse a dovere anche col nuovo governo, infatti è rimasto a Palazzo Chigi come consigliere del sottosegretario Riccardo Fraccaro.

 

Ebbene, nello scarno curriculum di Dario c' è un triennio come «collaboratore presso lo studio del dottor commercialista Pasquale De Falco presso il quale ho gestito la segreteria oltre che tutta la comunicazione delle attività dello Studio» (cosa mai debba comunicare uno studio tributario resta un mistero).

VALERIA CIARAMBINO VALERIA CIARAMBINO

 

Proprio lui, l' amico Pasquale, piazzato ora dal M5s a Fincantieri. Ma poi c' è un' altra pomiglianese educata nella Harvard con la pummarole n' coppe, il liceo Imbriani. Parliamo di Valeria Ciarambino, fedelissima di Di Maio e in quanto tale diventata capataz locale del M5s e capogruppo del M5s in Regione Campania. La Ciarambino può vantare anche di avere avuto Di Maio come testimone di nozze, mentre suo marito è stato assunto come portaborse da una europarlamentare M5s.

ENRICO ESPOSITO ENRICO ESPOSITO

 

Fortunati anche quelli che hanno incrociato Di Maio non solo al liceo, ma pure all' Università di Napoli, alla facoltà di giurisprudenza, mai finita da Luigino. Il suo ex collega di ateneo, Enrico Esposito, che invece è riuscito a laurearsi, grazie a Di Maio è diventato nientemeno che capo dell' ufficio legislativo al ministero dello Sviluppo Economico quando Luigino era ministro (ma ci è rimasto), pur senza avere il diploma dell' Imbriani.

 

E così è bastata la comune origine pomiglianese per Assia Montanino, premiata da Di Maio con una poltrona d' oro al Mise, capo segreteria del ministro, anche se la Montanino ha ottenuto la maturità non all' Imbriani ma dalla concorrenza, al liceo Salvatore Cantone di Pomigliano d' Arco.

enrico esposito su micaela biancofiore enrico esposito su micaela biancofiore

È tutta una catena di affetti che non si può spezzare, direbbe il professore Sassaroli di Amici miei.

 

MI MANDA DI MAIO

Emiliano Fittipaldi per “l’Espresso”

 

Negli ultimi giorni Luigi Di Maio ha deciso che doveva dare un colpo di reni. Una sterzata. Al governo, al M5S e al suo futuro personale. E così l' ex leader dei Cinque Stelle prima ha redarguito il suo "successore" Vito Crimi, reo di non aver subito stoppato le ipotesi democrat di una «sanatoria erga omnes» dei migranti agricoli.

vito crimi vito crimi

 

Poi ha messo in minoranza l' ala sinistra del movimento, secondo lui pericolosamente appiattita sul Pd su questioni divisive come Mes e immigrati. Infine s' è scontrato (ufficiosamente, s' intende) su quello che considera il più pericoloso dei rivali interni, Giuseppe Conte.

 

Il tema del contendere, stavolta, è stato il ritorno di Silvia Romano. «Dal 2012 a oggi su 20 casi una sola volta, ai tempi di Renzi, il rilascio di un nostro connazionale rapito era stato annunciato dal presidente del Consiglio», ha protestato con i suoi. «Prassi e logica vogliono che sia sempre la Farnesina a farlo. Serve rispetto istituzionale».

 

luigi di maio vito crimi luigi di maio vito crimi

La scaramuccia è solo l' ultima del match per la leadership. Partita destinata a concludersi in autunno, quando sono previsti, Covid permettendo, gli Stati generali dei grillini per la nomina del nuovo capo politico. Il ministro, ad ora, ha deciso di non ricandidarsi. Ma sa che chiunque vorrà avere speranze di succedergli, dovrà bussare alla sua porta.

 

È infatti vero che l' ex «bibitaro del San Paolo», «inabile al modo congiuntivo», Di Maio è ancora irriso e dileggiato dagli antipatizzanti. Ma dietro l' ombra del gaffeur, gli avversari interni e gli amici in cerca di riscatto (in primis Alessandro Di Battista) sanno che è cresciuto un altro Di Maio. Un politico scaltro e calcolatore, con una rete di potere di tutto rispetto, che sarà comunque decisivo per il futuro del Movimento.

CARLA RUOCCO ALESSANDRO DI BATTISTSA VIRGINIA RAGGI LUIGI DI MAIO CARLA RUOCCO ALESSANDRO DI BATTISTSA VIRGINIA RAGGI LUIGI DI MAIO

 

A due anni dal trionfo dei grillini alle elezioni del 2018, giostrandosi tra due governi, tre ministeri e una vicepresidenza a Palazzo Chigi, il ragazzo di Pomigliano ha dimostrato che il potere lo sa maneggiare. Nei palazzi ha imparato a muoversi con cinismo e imperio, e una capacità di lottizzazione seriale che nessuno gli accreditava.

 

Nell' ultimo anno, soprattutto, il ministro si è infatti dedicato anima e corpo alla costruzione di una galassia relazionale dentro gli apparati statali. Mettendo in piedi, ben oltre il suo storico cerchio magico targato Pomigliano, un gruppo di burocrati, amministratori delegati, vertici ministeriali e commis di società pubbliche che non rispondono né al movimento, né a Beppe Grillo né a Casaleggio. Ma direttamente a lui.

Luigi Di Maio e Ettore Sequi incontrano l'alto rappresentante Ue Josep Borrell Luigi Di Maio e Ettore Sequi incontrano l'alto rappresentante Ue Josep Borrell

 

Partiamo dai dicasteri. Di Maio ne controlla, direttamente o indirettamente, almeno tre. Alla Farnesina, poco influente ai tempi di Enzo Moavero Milanesi, ha accentrato nelle mani sue e dei suoi centurioni (tra cui s' annovera il portavoce Augusto Rubei e l' ambasciatore Ettore Sequi, ex feluca a Pechino e oggi capo di gabinetto) non solo la diplomazia, ma pure la gestione del Commercio estero dell' Ice.

 

L' istituto che cura il Made in Italy da sempre era ente vigilato dal Mise. Ma Stefano Patuanelli, messo lì a fare il ministro anche grazie ai rapporti stretti con Di Maio, è stato costretto ad accettare il ratto.

LUIGI DI MAIO STEFANO PATUANELLI LUIGI DI MAIO STEFANO PATUANELLI

 

Anche la Simest, società di Cassa depositi e prestiti votata allo sviluppo all' estero delle nostre imprese, è finita sotto il controllo del Mae a inizio 2020: come presidente Di Maio ha voluto Pasquale Salzano, ex ambasciatore italiano in Qatar oggi pure a capo degli Affari internazionali in Cdp (guidata da un manager che a Di Maio deve più di qualcosa, Fabrizio Palermo).

 

PASQUALE SALZANO PASQUALE SALZANO

Il numero uno di Ice è invece Carlo Ferro, che fu indicato al ministro direttamente da Assolombarda: il rapporto tra i due è ottimo, e Luigi spera che possa ora fare anche da "sherpa" con il nuovo leader di Confindustria Carlo Bonomi, che ha iniziato il mandato accusando Palazzo Chigi di essere "unfit" ad affrontare lo tsunami economico del Dopo Covid.

 

Nell' Ice anche il direttore generale Roberto Luongo è considerato vicinissimo a Di Maio: spostato da Carlo Calenda ad altri incarichi nel 2016, è stato richiamato dal grillino e rimesso sulla sua vecchia poltrona.

 

PAOLA GIANNETAKIS DI MAIO PAOLA GIANNETAKIS DI MAIO

Al ministero, oltre i Casaleggio Boys Cristiana Belotti e Pietro Dettori, nell' esercito di Luigi militava fino a qualche giorno fa anche Carmine America: l' ex compagno di scuola a Pomigliano d' Arco per 80 mila euro l' anno era «consulente per la sicurezza e difesa». Adesso è stato promosso (inopinatamente secondo i più) nel cda di Leonardo, il nostro colosso degli armamenti. A Piazza Monte Grappa il ministro a piazzato anche la professoressa del Link Campus Paola Giannetakis.

 

luigi di maio elisabetta belloni luigi di maio elisabetta belloni

Alla Farnesina Di Maio e Sequi, ovviamente, comandano a braccetto con Elisabetta Belloni. Il segretario generale della Farnesina, stimata dall' intero arco costituzionale e dal Quirinale, è il perno di tutta la macchina da quattro anni, e non ha mai rischiato il posto.

 

Anzi: nelle ultime settimane l' ipotesi accarezzata da Giuseppe Conte di sistemare sulla sua poltrona il fidato consigliere Pietro Benassi (con spostamento della Belloni ad altro incarico di rilievo, come i servizi di intelligence esterni che finiranno a Gianni Caravelli) s' è infranta sul niet di Di Maio.

ASSIA MONTANINO ASSIA MONTANINO

 

Il grillino, ça va sans dire, ha poi lasciato allo Sviluppo economico una parte delle sue truppe. Patuanelli è circondato dalla segretaria Assia Montanino, assunta da Di Maio nel 2018, dal capo della segreteria tecnica Daniel De Vito, dal numero uno dell' ufficio legislativo Enrico Esposito, ex collega di università di Gigi scoperto dall' Espresso a twittare spazzatura omofoba.

 

E se il fidato Salvatore Barca, figura centrale del Mise, è rimasto segretario generale con pieni poteri, l' ex capo di gabinetto del Mise Vito Cozzoli è stato invece spostato in una posizione di peso e prestigio: oggi è presidente di Sport e Salute, spa in house del ministero dell' Economia.

 

SALVATORE BARCA SALVATORE BARCA

Anche Girgis "Giorgio" Sorial, dimaiano di ferro al centro di polemiche feroci per la mancanza di un' esperienza adeguata a gestire le difficili crisi aziendali che planano sui tavoli degli uffici di via Molise, sarà sostituito con un classico promoveatur ut amoveatur: per lui pare sia pronta una sedia da presidente della società Traforo del Monte Bianco (gli azionisti di maggioranza sono Autostrade e Anas), in sostituzione dell' ex senatore forzista Aldo Scarabosio in scadenza.

 

luigi di maio pasquale tridico luigi di maio pasquale tridico

Al ministero del Lavoro i fedelissimi riferibili strettamente a Di Maio, oltre alla stessa ministra Nunzia Catalfo, non sono tantissimi: tra loro, c' è di sicuro il portavoce Luigi Falco. Ma quasi tutti i vertici delle agenzie chiave del settore sono ancora appannaggio della corrente di Gigi: all' Inps siede il presidente Pasquale Tridico e, nel cda, Rosario De Luca (Di Maio l' ha conosciuto ai tempi della vicepresidenza della Camera, e fu colpito da alcune sue proposte sul microcredito).

 

giovanni nistri giovanni nistri

All' Inail siede il vicepresidente Paolo Lazzara, professore che scrisse per Di Maio il decreto per i rider e che, ancora oggi, si interfaccia spesso e volentieri con il ministro per consigli e suggerimenti.

 

Anche il capo dell' Ispettorato nazionale del lavoro, il generale dei carabinieri Leonardo Alestra, è stato chiamato direttamente da Luigi per vegliare sui possibili furbetti del reddito di cittadinanza: il nome gli fu fatto dal comandante Giovanni Nistri, con cui Di Maio mantiene da sempre un ottimo rapporto.

 

ANTONIO AGOSTINI ANTONIO AGOSTINI

«Non c' è bisogno di fischiare: da oggi lo Stato siamo noi», aizzava Luigi Di Maio da un palco davanti alla Bocca della Verità a inizio giugno 2018, un giorno dopo aver festeggiato la festa della Repubblica e giurato come ministro del Mise. Giustificò l' infelice uscita spiegando di star solo citando un libro del giurista Piero Calamandrei («uno dei più belli che ho letto», disse).

 

davide casaleggio luigi di maio marcello minenna davide casaleggio luigi di maio marcello minenna

Ma - visto l' abbuffata di nomine e incarichi nelle stanze dei bottoni - sembra che il ministro abbia studiato, più che il grande giurista, soprattutto i meccanismi del manuale Cencelli.

 

Negli ultimi mesi ha affondato gli artigli nel deep state chiamando all' Agenzia del Demanio (come direttore) Antonio Agostini, un funzionario in forze a Palazzo Chigi diventato amico di Luigi anni fa. Poi è stato il turno di Marcello Minenna al Demanio.

 

Mimmo Parisi Mimmo Parisi

Tra i due si contano alti e bassi: l' economista, considerato vicino a Roberta Lombardi, si dimise dalla giunta Raggi per via degli scontri con l' allora vicecapo di gabinetto Raffaele Marra. Una mossa che lo allontanò dal cuore dei vertici pentastellati.

 

Di Maio racconta oggi che è stato lui a recuperare il rapporto chiamandolo alle Dogane: ultimamente i due si sentono spesso, anche perché hanno lavorato insieme all' approvigionamento all' estero dei dispositivi sanitari anti-Covid.

 

PAOLO SIMIONI PAOLO SIMIONI

Totalmente "dimaizzata" appare anche l' Anpal, l' Agenzia per le politiche del lavoro. Qui Luigi ha prima ha chiamato dal Missisipi, come presidente, Mimmo Parisi, l' uomo che con un app avrebbe dovuto mettere in contatto "navigator" e i beneficiari del reddito di cittadinanza, e che - fallito l' obiettivo - si deve difendere per i rimborsi spese per voli in business class. Poi, ha infilato nel cda dell' agenzia pure Giovanni Capizzuto, il suo ex segretario tecnico del ministero del Lavoro.

 

«La rete di Giggino è gigantesca: voi parlate solo le nomine più discutibili, dei protegè più implausibili. Ma lui in pochi mesi ha allungato i tentacoli dappertutto», ragionano i nemici interni, tuttora orfani dei clichè delle origini in cui uno valeva uno e ogni scelta veniva ponderata e votata da tutti.

LUCIA CALVOSA LUCIA CALVOSA

 

All' Enav Di Maio, senza chiedere il permesso a nessuno, nell' ultimo giro nelle partecipate ha invece piazzato Paolo Simioni, che fu ad di Atac dietro cooptazione diretta di Luigi (e dell' allora assessore casaleggiano Massimo Colomban); di seguito ha miracolato alla presidenza dell' Eni Lucia Calvosa (già nel cda del Fatto Quotidiano) in una partita difficilissima, vista la concorrenza di pezzi da novanta come Franco Bernabé (per Di Maio troppo vicino a Davide Casaleggio) e Gianni De Gennaro.

Michele Crisostomo Michele Crisostomo

 

Ancora, ha incoronato come presidente di Enel Michele Crisostomo, poi Elisabetta Lunati nel cda di Poste. «È in quota Stefano Buffagni», dicono i più preparati, «ma Di Maio ha dato il via libera».

 

il ministro alberto bonisoli al suo arrivo al teatro brancaccio il ministro alberto bonisoli al suo arrivo al teatro brancaccio

Anche Stefano Donnarumma, nuovo ad Terna, è considerato uomo dell' entourage di Buffagni, ma Alessandra Faella, cooptata nel cda dell' azienda che gestisce la rete elettrica nazionale, ha stretto rapporti solidi con Di Maio da anni. «Da quando l' ha conosciuta in Avio Aero, spa di General Electric che ha uno stabilimento a Pomigliano», spiega una fonte al Mise.

 

fabrizio palermo luigi di maio fabrizio palermo luigi di maio

Se negli enti pubblici i dimaiani nelle posizioni di vertice sono una ventina (ci sono pure l' ex ministro Alberto Bonisoli riciclato alla presidenza del Formez, Giuseppe Morsillo al Centro italiano ricerche aerospaziali, Domenico De Maio - campano e grande amico anche di Vincenzo Spadafora - all' Agenzia nazionale per i giovani), il ministro degli Esteri ha voluto una trentina di accoliti nelle partecipate.

fabrizio palermo con luigi di maio fabrizio palermo con luigi di maio

 

Nella cruciale Cassa depositi e prestiti, che gestisce i 300 miliardi dei risparmi postali degli italiani, non c' è solo Palermo, ma Di Maio può contare anche sull' amicizia di Francesco Floro Flores (imprenditore napoletano che risulta all' Espresso essere gestore dell' Arena Flegrea, dove si svolse "Italia a Cinque Stelle" nel 2019) e Fabiana Massa, napoletana e professoressa di diritto commerciale considerata una volta in quota Tria, oggi stimata dal pomiglianese.

Marco Bellezza Marco Bellezza

 

Il sodale Emanuele Piccinno è finito all' Eni (è stato in passato consulente al Mise), mentre Marco Bellezza (suo ex consigliere all' innovazione allo Sviluppo economico) a gennaio è diventato amministratore delegato di Infratel, società in house del Mise che si occupa di banda larga. Non solo: Bellezza siede anche nel cda di Cdp Venture Capital, a cui fa capo il Fondo nazionale innovazione. Anche il presidente del fondo, Enrico Resmini, con Di Maio ha un eccellente rapporto.

guido Bastianini guido Bastianini

 

La lista è sterminata. Comprende pedine importanti nelle banche, al Monte dei Paschi il nuovo ad Guido Bastianini è stato chiamato da lui e Riccardo Fraccaro. In Anas: l' ad Massimo Simonini è targato Cinque Stelle, e da poco ha assunto Massimiliano Gattoni, ex capo della segreteria di Danilo Toninelli ai Trasporti, come direttore di un dipartimento dedicato all' Innovazione.

 

Nelle Ferrovie, nell' Ilva di Taranto, (qui Di Maio rimosse un anno fa i tre commissari Piero Gnudi, Corrado Carrubba e Enrico Laghi sostituendoli con Francesco Ardito, Antonio Cattaneo e Antonio Lupo).

 

massimo simonini massimo simonini

Pure nel cda di Invitalia il grillino ha chiamato qualche settimana fa fa una sodale di ferro: Paola Ciannavei, sorella dello storico avvocato dei grillini Andrea.

Gli Stati generali del Movimento sono alle porte. Chiunque voglia succedere a Di Maio, dovrà fare i conti con lui e la sua rete.

 

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