mario draghi matteo salvini marine le pen viktor orban

QUANTO CI METTERÀ ANCORA SALVINI A DECIDERE TRA IL DUO ORBAN-LE PEN E MARIO DRAGHI? - IERI MARINE È VOLATA A BUDAPEST DAL “VIKTATOR” PER METTERE NERO SU BIANCO IL PROGETTO DI UN GRUPPO UNICO DEI SOVRANISTI IN EUROPA, DOVE DOVREBBE FINIRE ANCHE LA LEGA - LE LODI DI ORBAN A MATTEO: “È UN EROE”

Marco Bresolin per "la Stampa"

 

marine le pen viktor orban

Un'Alleanza europea delle nazioni da contrapporre a un'Unione europea onnipotente. Con alcune parole d'ordine chiare: confini, nazione, identità, sovranità. Dopo la missione a Bruxelles, Marine Le Pen è volata a Budapest da Viktor Orban per continuare a ricamare la tela del suo progetto che punta a unire le forze sovraniste della destra europea. Una strada già tentata alla vigilia delle Europee del 2019 senza grandi risultati concreti, vero.

 

matteo salvini mateusz morawiecki viktor orban

Ma questa volta è diverso: all'epoca il progetto comprendeva quasi esclusivamente partiti di opposizione (l'unica eccezione era la Lega), questa volta invece Le Pen (che punta all'Eliseo) corteggia anche i polacchi del PiS, gli ungheresi di Fidesz e il Partito democratico sloveno di Janez Jansa (che oggi è nel Ppe).

 

La leader del Rassemblement national è in piena campagna per le presidenziali e anche Viktor Orban si sta preparando ad affrontare le elezioni nella primavera del 2022, ma sarebbe sbagliato liquidare queste iniziative come comizi elettorali. Con la messa in discussione del primato del diritto europeo, l'Ue sta attraversando un momento-chiave durante il quale deve trovare risposte esistenziali.

salvini orban

 

Ed è per questo che il blocco sovranista ha deciso di infilare le sue dita nella dolorosa piaga. Sostenendo la Polonia e attaccando Bruxelles che «con la sua minaccia di sanzioni compie un atto di violenza», come dice Le Pen. Si tratta di un tema cruciale, anche se non è facile scaldare le masse sulla preminenza del diritto comunitario. Madame ci prova, promettendo una modifica della Costituzione francese «per sancire la sua superiorità».

 

Ma poi torna sulle battaglie di sempre, a partire dalla questione migratoria. «Il Patto sull'immigrazione è un colpo di Stato giuridico che vuole sancire la sacralità delle Ong, complici dei trafficanti», ha attaccato da Budapest Le Pen. Che poi va sui temi cari al padrone di casa: «Gli esseri umani non sono intercambiabili. Vogliamo regolare la questione demografica con la natalità, non con l'immigrazione».

marine le pen viktor orban

 

Orban ha quindi elogiato «il nostro amico Salvini che deve far fronte alle prevaricazioni giudiziarie». La Lega è certamente parte del progetto che prevede in prima battuta la creazione di un gruppo parlamentare unico a Strasburgo e, in prospettiva, «una forza politica europea per coordinare i nostri partiti nazionali».

VIKTOR ORBAN GIORGIA MELONI

 

Teoricamente anche Fratelli d'Italia è interessata, anche se al momento la formazione guidata da Giorgia Meloni si trova all'opposizione e quella di Matteo Salvini al governo. Ma più che all'Europarlamento i sovranisti sembrano puntare al Consiglio europeo, vero centro decisionale dell'Unione europea.

viktor orban marine le pen

 

Certo il nuovo club nazionalista deve fare i conti con molte contraddizioni, a partire dalle relazioni con la Russia che vedono il Rassemblement National e il PiS polacco su due sponde opposte. Ieri Le Pen e Orban hanno cercato di dribblare le questioni più ambigue: per esempio sui diritti Lgbt, dopo la recente legge ungherese. «Quando difendo la sovranità francese - ha replicato Le Pen - difendo la sovranità di tutte le nazioni europee. Io non cerco dei cloni ma degli alleati e non vengo qui a dare lezioni al popolo ungherese. Perché io sono contro il modello unico Ue».

 

STAY HUNGARY, STAY FOOLISH - SALVINI E ORBAN BY CARLI

Orban ha sorriso, ma quando un giornalista gli ha chiesto se alle presidenziali sosterrà Le Pen o Eric Zemmour, ricevuto un mese fa, è rimasto vago e ha deluso la sua ospite: «Noi ungheresi siamo rispettosi, non decidiamo al posto dei francesi».

giorgia meloni con viktor orban

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