draghi meloni

DAGOREPORT - LA MELONI SI E' MESSA IN TESTA DI FARE IL VERO GOVERNO DRAGHI, QUELLO CHE IN EFFETTI MARIOPIO NON È RIUSCITO A FARE - CON URSO, RAMPELLI E LOLLOBRIGIDA, NON ARRIVA NEANCHE AL PANETTONE - MA PER BERLUSCONI E SALVINI “SERVONO FIGURE POLITICHE”. IL CAPITONE HA GIÀ UNA LEADERSHIP DIMEZZATA, SE NON PORTA QUALCHE PESO MASSIMO DEL CARROCCIO NELL’ESECUTIVO, FRA POCO NON CI SARÀ PIÙ NESSUNO CHE LO DIFENDE. PER IL BANANA INVECE È L’ULTIMO GIRO DI BOA, PERCHÉ MAI DOVREBBE LASCIARE GLI ESTERI ALLA BELLONI INVECE CHE A TAJANI? PIUTTOSTO L’EX INFERMIERA LICIA RONZULLI, SE NON DIVENTA MINISTRO SI FA SALTARE IN ARIA A MONTECITORIO - QUESTA PANTOMIMA PRIMA O POI FINIRÀ, QUANDO ALLA MELONI SARÀ CHIESTO DI VERIFICARE LA SUA MAGGIORANZA. A QUEL PUNTO, CI SARÀ DA RIDERE…

giorgia meloni mario draghi

DAGOREPORT

A quanto pare sembra che la Meloni si sia messa in testa di fare il vero governo Draghi, insomma quello che in effetti Mariopio non è riuscito a fare. Quando è arrivato nelle vesti di Salvatore della Patria tutti si aspettavano scegliesse una lista di ministri tecnici di altissimo livello.

 

E invece, per tenere insieme forze disparate e disperate, Lega e M5S, Pd e Italia Viva, LeU e Forza Italia, fu giocoforza circondarsi di personalità politiche, quindi piuttosto deboli, e discutibili. Ma in fondo anche questo era nelle sue corde: vista la situazione pandemica ed economica, basto e avanzo io e i miei ministri tecnici: Franco, Cingolani, Colao, Giovannini.

GIORGIA MELONI MARIO DRAGHI BY DE MARCO

 

Giorgia ha un approccio più cauto e umile, se vogliamo: sa bene che con i suoi, tra Urso, Rampelli e Lollobrigida, non arriva neanche al panettone; e sa bene che per tirare la carretta e prendersi il mandato da Mattarella deve dimostrare di essere cresciuta; in caso contrario è ben consapevole che è altissimo il rischio di finire stritolata tra i burocrati di Bruxelles e della Bce. Questa volta a fatti, non parole.

 

SALVINI - MELONI - BERLUSCONI BY GIANNELLI

Il punto è che sta scrivendo da sola la sceneggiatura di un film irrealizzabile. La politica è sangue e merda, quando vinci le elezioni (con questi risultati, peraltro), il primo impulso è riunirsi attorno a un tavolo e dividersi nomine e poltrone. Ognuno ha un credito o un debito da sanare. E che Berlusconi e Salvini debbano ingoiare dei nomi tecnici in alcuni dicasteri chiave è tutto da vedere. E in ogni intervista sottolineano: “servono figure politiche”.

 

Il primo riscontro interno nel proprio partito sarebbe devastante: il Capitone ha già una leadership dimezzata, messo in soffitta il ritorno al Viminale, se non porta qualche peso massimo del Carroccio nell’esecutivo fra poco non ci sarà più nessuno che lo difende.

MURALE SALVINI MELONI BERLUSCONI CENTRO DI ROMA

 

Per il Banana invece è l’ultimo giro di boa, perché mai dovrebbe lasciare gli Esteri alla Belloni invece che a Tajani? Sarebbe un’altra vittoria silenziosa di Gianni Letta. Piuttosto la vispa ex infermiera Licia Ronzulli, se non diventa ministro (Istruzione o Sanità) si fa saltare in aria a Montecitorio. Tutta questa pantomima prima o poi finirà, quando alla Meloni sarà chiesto di verificare la sua maggioranza. A quel punto, ci sarà da ridere…

 

TAJANI (FORZA ITALIA): “I TECNICI SIANO DEI CASI, NON LA REGOLA”

Da La Stampa.it

 

«Siamo per un governo politico, poi se c'è qualche personaggio che ha raccolto un'esperienza tale da essere al governo senza essere parlamentare può accadere, ma devono essere dei casi non la regola», ha detto Antonio Tajani, coordinatore di Forza Italia, parlando a Skytg24 dei dubbi del suo partito circa la presenza di tecnici nei dicasteri del prossimo governo.

licia ronzulli antonio tajani

 

I tecnici poi, se ci saranno, dovrebbero avere «un coinvolgimento politico, non partitico, condividendo le scelte del governo. Gli italiani hanno scelto, si farà il governo dei migliori. Meloni, Berlusconi e Salvini sono al lavoro e faranno scelte giuste».

 

Tajani respinge lo schema di definire quali ministeri possa essere occupati da tecnici: «E' una questione di qualità delle persone, non è una questione legata ai ministeri». In generale per il coordinatore di Forza Italia «è prematuro fare i nomi dei ministri, ognuno farà ciò che verrà deciso, ora sono importanti i contenuti, i criteri e i profili necessari».

 

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