sergio mattarella mario draghi

QUI RADIO COLLE – MARZIO BREDA SPIEGA LA DIFFERENZA TRA L’INCARICO A DRAGHI E MONTI: “QUELLO ERA STATO PROGETTATO DA TEMPO, PER RIANIMARE UN PALAZZO CHIGI IN PANNE E ARGINARE LA RINCORSA DELLO SPREAD SCHIZZATO A 560; MENTRE IL GOVERNO DRAGHI È “NECESSITATO” DALLA DERIVA NICHILISTA DEI PARTITI, CHE NON HA LASCIATO MARGINI DI MANOVRA AL CAPO DELLO STATO” – IL CAPO DELLO STATO PREOCCUPATO “DALL’ALTA TENSIONE DEI 5 STELLE”

 

MATTARELLA COME DANAERYS TARGARYEN INVOCA DRAGHI

Marzio Breda per il “Corriere della Sera”

 

Per il programma e i ministri te la devi vedere tu, in libertà. Prenditi il tempo che ti serve. Ma accetta un consiglio: trova la maniera di far capire che il tuo governo non prescinde dalla politica. Fai comprendere che non vai a commissariare il Parlamento. Questo dice Sergio Mattarella a Mario Draghi, quando sta lasciando lo studio del capo dello Stato per presentarsi nel Salone delle Feste, dove annuncerà di aver accettato l'incarico.

 

MARIO DRAGHI ARRIVA AL QUIRINALE

È un'indicazione utile a segnare una differenza con altri esecutivi tecnici o istituzionali del passato anche recente, che furono spesso percepiti come troppo estranei alla sfera parlamentare. Cioè imposti dall'alto e, in quanto tali, dopo un po' rinnegabili da chi li sosteneva. L'ex presidente della Banca centrale europea accoglie la raccomandazione e la trasferisce a suo modo nel breve discorso davanti alle telecamere: «Con grande rispetto mi rivolgerò al Parlamento, espressione della sovranità popolare Sono fiducioso che dal confronto con i partiti, con i gruppi parlamentari e le forze sociali emerga unità e capacità di dare risposte».

 

il presidente dell eurogruppo juncker a destra in una rara foto con mario draghi e mario monti aspx

Due frasi rassicuranti, di deferenza, come si sarebbe detto una volta. Indispensabili a Draghi, per spianare la strada e trovare un sostegno al suo governo, che porterà il sigillo del Quirinale, essendo stato immaginato e promosso lassù senza neppure una consultazione. Molti, in queste ore, si esercitano a fare raffronti tra questo nascituro esecutivo e quello di Mario Monti, del 2011, ma tra i due ci sono differenze notevoli.

 

giuseppe conte mario monti

Per esempio, il governo Monti era stato «progettato» da tempo, per rianimare un Palazzo Chigi in panne e arginare la rincorsa dello spread schizzato a 560; mentre il governo Draghi è «necessitato» dalla deriva nichilista dei partiti, che non ha lasciato margini di manovra al capo dello Stato (e non era facile, per lui, bypassare il livello politico).

 

MARIO DRAGHI E SERGIO MATTARELLA

E poi, quando Napolitano affidò il mandato a Monti, poteva già contare su una maggioranza di centrodestra, destinata peraltro ad allargarsi. In questo caso invece Mattarella ha dovuto decidere tutto in fretta, favorendo certo la propria soluzione, ma sapendo che il punto di caduta è ignoto e Draghi se lo dovrà conquistare in Aula.

 

Non sono questioni marginali, per il Colle, dove il tentativo dell'ex banchiere è seguito con apprensione, anche perché è senza alternative. Così, preoccupa l'alta tensione dei 5 Stelle, fra i quali serpeggiano idee bizzarre, come quella di scatenare una crociata contro Draghi per farlo fallire, nella speranza che possa esser rimesso in pista l'ormai formalmente dimesso Conte: ipotesi in ogni senso irreale, per Mattarella, quella di un governo di minoranza per fare fronte alle emergenze che ci pressano.

 

GIUSEPPE CONTE MARIO MONTI

Preoccupa anche che, attraverso certe predicazioni interessate, si faccia passare quello di Draghi come un governo dell'austerità e dei sacrifici, sull'esempio di qualche suo predecessore, quando stavolta ci sono semmai soprattutto denari sonanti da spendere (il «debito buono»). E preoccupa, infine, che alcuni giochino con il calendario, vagheggiando già un termine vicino per l'esecutivo «del presidente», nella poco responsabile illusione di lucrare vantaggi da un rapido ritorno alle urne. Adesso sta al premier incaricato fare chiarezza. Non gli sarà facile, data l'aria generale di cupio dissolvi. Il capo dello Stato, comunque, non gli ha messo né fretta né condizioni.

lagarde draghi mattarella

 

Deciderà tutto lui, secondo un criterio più induttivo che deduttivo, costruendo una soluzione per volta rispetto a quanto gli chiederanno i partiti. E questo vale sia per la squadra dei ministri, che ancora non si sa se saranno tecnici o politici o un mix delle due possibilità, sia per il programma, centrato sul Recovery plan.

 

ROMANO PRODI E MARIO MONTI

Anche in questo assomiglia parecchio a Mattarella, al quale è legato da una solida amicizia. I due si danno del tu, una forma di familiarità che il presidente della Repubblica concede a pochi e soltanto quando avverte una vera affinità elettiva. Quando un paio d'anni fa Draghi lasciò la Bce, andò a Francoforte per rendergli omaggio assieme a Emmanuel Macron, Angela Merkel e Christine Lagarde, e cominciò il suo saluto così: «Caro presidente della Banca Centrale, caro Mario».

Mattarella Draghi

             

 

 

SERGIO MATTARELLA MARIO DRAGHI

Ultimi Dagoreport

legge elettorale giorgia meloni roberto zaccaria vannacci

DAGOREPORT – SALVATE IL SOLDATO MELONI DAL PANTANO DELLA LEGGE ELETTORALE! - SE VUOLE DAVVERO ANDARE AL VOTO NELL’APRILE 2027, MELONI HA UN’UNICA OPZIONE: AFFOSSARE IL SUO MELONELLUM – ANCHE SE VENISSE APPROVATO A FINE LUGLIO, CON IL CONSEGUENTE RICORSO ALLA CORTE COSTITUZIONALE,  I TEMPI TECNICI PER ANDARE ALLE URNE IN PRIMAVERA SONO UN SOGNO – IN PIU’ IL FATTORE VANNACCI HA FATTO SALTARE I PIANI DELLA DUCETTA SUL PREMIO DI MAGGIORANZA - CHE FARE? NIENT'ALTRO CHE ASPETTARE I TEMPI BIBLICI DELLA CONSULTA E VOTARE A OTTOBRE - ALTRIMENTI, TENERSI L'ATTUALE SISTEMA ELETTORALE VUOL DIRE PER GIORGIA E CAMERATI RITORNARE A LEGGERE TOLKIEN A COLLE OPPIO.....

antonio marano simona agnes roberto sergio giampaolo rossi rai meloni

DAGOREPORT – RAI, CHE BORDELLO! COME SI E' ARRIVATI ALLE DIMISSIONI IN BLOCCO DEI COMPONENTI DELLA COMMISSIONE VIGILANZA? - È STATO SOLO L’ULTIMO TASSELLO DI UN DOMINO CHE NASCE CON IL PENSIONAMENTO, PREVISTO A NOVEMBRE, DEL DIRETTORE GENERALE ROBERTO SERGIO - LA DESTRA AVEVA CONVINTO LA GIANNILETTA-DIPENDENTE SIMONA AGNES A PRENDERE IL SUO POSTO, DIMETTENDOSI DAL CDA RAI - MOSSA CHE AVREBBE PERMESSO A TELEMELONI DI POTER FARE BINGO PRENDENDO, DOPO L'AD ROSSI, ANCHE IL PRESIDENTE - FIUTATA L’ARIA DI FREGATURA, I PARLAMENTARI DELLA VIGILANZA HANNO RIMESSO IL LORO MANDATO – PALINSESTI THRILLER: DOMANI SARANNO PRESENTATI I PROGRAMMI DELLA NUOVA STAGIONE, MA MOLTI CONTRATTI ANCORA NON SONO STATI NEMMENO FIRMATI…

giorgia meloni carabinieri

FLASH – I MARANZA SCATENANO IL PANICO NELLE STRADE DI ROMA, GLI APPARTAMENTI VENGONO SVALIGIATI E LE STAZIONI SONO UN SUK DOVE NON SI PUÒ GIRARE DA SOLI. E IL GOVERNO TUTTO LEGGE E SICUREZZA CHE FA? A FEBBRAIO IL COMANDANTE GENERALE DEI CARABINIERI, SALVATORE LUONGO, LANCIÒ L’ALLARME: “C’È UNA CARENZA DI QUASI 10.200 UNITÀ, CORRISPONDENTE ALL'8,5% DELLA FORZA PREVISTA DALLA LEGGE”. SONO PASSATI 5 MESI: COSA HA FATTO GIORGIA MELONI? AVRÀ ASSUNTO I MILITARI CHE SERVONO A CONTRASTARE L’EMERGENZA SICUREZZA? L’HA CAPITO CHE LE PROSSIME ELEZIONI SI GIOCANO SU QUESTO TEMA?

friedrich merz afd cdu

FLASH – COSA SUCCEDERÀ IN GERMANIA, ORA CHE LA LOCOMITIVA TEDESCA È DERAGLIATA? CI SONO I 100MILA LICENZIAMENTI DI VOLKSWAGEN, SIEMENS TAGLIERÀ ALMENO 6MILA POSTI DI LAVORO E IL GOVERNO DI QUELLO STOCCAFISSO DI FRIEDRICH MERZ È IN BAMBOLA. LA POPOLARITÀ DEL CANCELLIERE È IN CADUTA LIBERA E I POST-NAZISTI DI AFD SONO ORMAI IL PRIMO PARTITO – AD ANGOSCIARE IL GOVERNO DI BERLINO C’È ANCHE IL DOSSIER COMMERZBANK: VISTA L’ARIA CHE TIRA, SI TEME CHE LO SFORBICIATORE ANDREA ORCEL, ORA CHE UNICREDIT HA IL CONTROLLO DELLA BANCA TEDESCA, MANDI A CASA MIGLIAIA DI PERSONE…

donald trump benjamin netanyahu

FLASH – LA STRATEGIA ELETTORALE DI NETANYAHU? BOMBARDARE! “BIBI” CONTINUA A MARTELLARE IL LIBANO PER RISALIRE NEI SONDAGGI, IN VISTA DELLE ELEZIONI DI OTTOBRE, MA ORMAI IL SUO DESTINO SEMBRA SEGNATO – ANCHE DONALD TRUMP GLI HA CONSEGNATO UN BEL “VAFFA”: IL TYCOON HA CAPITO CHE DEVE PUNTARE LE SUE FICHES SU UN GOVERNO DI CENTRODESTRA CHE ABBIA UN PREMIER MENO COMPROMESSO DI “BIBI”. LO SPARTIACQUE CHE HA PORTATO TRUMP A SCARICARE NETANYAHU È STATO IL NO ALLA GRAZIA DA PARTE DEL PRESIDENTE ISAAC HERZOG…

calamucci del deo striano

FLASH! – DURANTE L’ERA MELONI SONO ACCADUTI TRE SCANDALI POLITICI GRAVISSIMI DI CYBER-SPIONAGGIO E DOSSIERAGGIO ILLECITO: IL "CASO STRIANO", CHE HA TRAVOLTO LA DIREZIONE NAZIONALE ANTIMAFIA (DNA); IL "CASO EQUALIZE", SOCIETÀ CHE RACCOGLIEVA INFORMAZIONI RISERVATE E SENSIBILI PER CONTO DI AZIENDE, MANAGER E PRIVATI; IL CASO "SQUADRA FIORE", COMPOSTA DA EX 007, HACKER E IMPRENDITORI, CHE HA COINVOLTO GIUSEPPE DEL DEO, EX NUMERO DUE DEI SERVIZI SEGRETI – COME MAI, DOPO LA FIAMMATA INIZIALE, I GIORNALONI NON NE PARLANO PIÙ? CHE FINE HANNO FATTO LE TRE INCHIESTE?