gas europa gasdotto

"L'EMBARGO SUL GAS RUSSO SARÀ DIFFICILE PERCHÉ È BLOCCATO DA MOLTI GOVERNI" - LO DICE IL COMMISSARIO UE AL BILANCIO, JOHANNES HAHN: “IN EUROPA DOBBIAMO GESTIRE LA CRISI LEGATA AL COVID, QUELLA ENERGETICA, L'ACCOGLIENZA DEI RIFUGIATI, LA CRISI DEI PRODOTTI ALIMENTARI, SOPRATTUTTO PER I PAESI VICINI. E ANCORA NON SAPPIAMO QUANTI SOLDI SERVIRANNO PER LA RICOSTRUZIONE DELL'UCRAINA. IL BILANCIO DELL'UNIONE EUROPEA NON PUÒ SODDISFARE TUTTE LE NECESSITÀ DI QUESTA CRISI. PER ESSERE EFFICACI SERVONO NUOVE INIZIATIVE COMUNI - UN NUOVO RECOVERY? PRIMA BISOGNA PRIMA FOCALIZZARSI SULL'IMPLEMENTAZIONE DEL PIANO CORRENTE”

Marco Bresolin per “la Stampa”

 

JOHANNES HAHN

«Sembra che la Russia non sia in grado di pagare il suo debito in dollari, ma sia costretta a farlo in rubli. E questo porta quasi a un default. È la dimostrazione concreta che le nostre sanzioni sono vere ed efficaci». Johannes Hahn difende le misure restrittive adottate dall'Unione europea per colpire Mosca e apre alla possibilità di estenderle al petrolio, anche se vede difficile un embargo sul gas. Il commissario al Bilancio - parlando con un gruppo di media europei, tra cui La Stampa - lancia inoltre l'idea di un «Piano Marshall del Ventunesimo secolo» per ricostruire l'Ucraina, ma frena sulla proposta di un Recovery Fund bis perché «prima bisogna spendere bene i soldi di questo».

VLADIMIR PUTIN

 

L'Ue sta per approvare il quinto pacchetto di sanzioni: c'è l'embargo sul carbone, ma non su petrolio e gas. Crede che prima o poi sarà inevitabile andare in quella direzione?

«L'importante è mantenere l'unità tra gli Stati membri. Abbiamo questo pacchetto che sta per essere finalizzato e al momento io non vedo la possibilità di includere il gas perché è bloccata da molti governi. Credo invece che il petrolio sia possibile semplicemente perché viene consegnato in un modo diverso rispetto al gas, il che rende più flessibili le forniture: il petrolio arriva principalmente via nave, mentre il gas tramite gasdotti».

 

GASDOTTI RUSSI

Così però i Paesi europei continuano a finanziare la Russia: le sanzioni sono un'arma spuntata?

«Sembra che la Russia non sia in grado di pagare il suo debito in dollari, ma sia costretta a farlo in rubli. E questo porta quasi a un default. È la dimostrazione concreta che le nostre sanzioni sono vere ed efficaci. Faccio un po' fatica a usare questa parola perché è sempre importante distinguere tra il signor Putin e i cittadini russi, che probabilmente non si rendono nemmeno conto di quello che sta succedendo perché disinformati. Ma se ne accorgeranno. Le sanzioni colpiscono anche la gente comune, però sono necessarie e inevitabili per trovare una soluzione al più presto e fermare la guerra».

 

Anche l'Europa sta pagando le conseguenze economiche del conflitto: è in grado di sopportarle?

VON DER LEYEN

«Dobbiamo gestire la crisi legata al Covid, quella energetica, l'accoglienza dei rifugiati, la crisi dei prodotti alimentari, soprattutto per i Paesi vicini. E ancora non sappiamo quanti soldi serviranno per la ricostruzione dell'Ucraina. Il bilancio dell'Unione europea non può soddisfare tutte le necessità di questa crisi, vale poco più dell'1% del Pil. Per essere efficaci servono nuove iniziative comuni, bisogna mettere insieme qualcosa di nuovo. Anche se è ancora difficile quantificare le reali necessità».

 

Pensa a un nuovo piano sulla scia del Next Generation EU?

johannes hahn

«No, non sto parlando di questo. Bisogna distinguere tra ciò che serve agli Stati membri e quello di cui ha bisogno l'Ucraina. Per Kiev penso a un nuovo Piano Marshall. Quello del secondo dopoguerra era composto essenzialmente da prestiti, legati a anche al ristabilimento della democrazia in Europa. Noi dobbiamo aiutare l'Ucraina a riprendersi velocemente, non in 10-15 anni, e questo potrebbe portare a un più rapido avvicinamento all'Unione europea. Ma serve uno sforzo globale, non solo nostro».

 

Per aiutare gli Stati membri, dunque, bastano gli strumenti attuali?

«Per le sfide economiche l'attuale Next Generation EU è ancora sufficiente. Guardiamo ai prestiti: su 380 miliardi, solo 170 sono stati richiesti. Le risorse non mancano».

 

ZELENSKY PARLA AL PARLAMENTO EUROPEO

L'Italia, però, ha esaurito l'intera fetta di prestiti: è possibile una redistribuzione delle quote?

«In principio ogni Stato ha il diritto di chiedere prestiti fino al 6,8% del proprio Pil. Se tutti lo facessero servirebbero mille miliardi, mentre noi ne abbiamo a disposizione solo 380. Credo comunque che saranno sufficienti perché molti Paesi, come la Germania, hanno detto che non li chiederanno. Però sono certo che entro il 2023 altri lo faranno perché le nostre condizioni di mercato sono molto favorevoli».

 

Ma la crisi energetica e quella dei rifugiati colpiscono i Paesi in modo diverso: davvero si può gestire con prestiti e non con sovvenzioni?

mario draghi ursula von der leyen

«Gli Stati possono riprogrammare i fondi di coesione, per esempio per l'accoglienza dei rifugiati. Per quanto riguarda il Next Generation EU, ricordo che per ora abbiamo raccolto 100 miliardi su 800 visto che gli Stati stanno iniziando ora a chiedere i pagamenti. A chi ha già iniziato a chiedere un Next Generation EU 2.0 dico: bisogna prima focalizzarsi sull'implementazione del piano corrente.

 

Molti non ameranno ciò che sto dicendo, ma per il momento ci sono abbastanza soldi e bisogna pensare ad assorbire quelli che sono già sul tavolo. Ogni nuova idea deve essere accettata all'unanimità e per arrivarci è necessario vedere gli effetti del suo valore aggiunto per ogni Stato membro. Alcuni Paesi erano riluttanti sul Next Generation, poi sono stati convinti, ma ora non sono pronti ad accettarne un altro. Per arrivarci bisogna dimostrare i benefici, che devono essere visibili. Non solo in termini di ripresa, ma anche in termini di resilienza».

VOLODYMYR ZELENSKY FA IL PUGNO CHIUSO IN VIDEO CONFERENZA AL PARLAMENTO EUROPEO

 

Lei si occupa del dossier sullo Stato di diritto: taglierete i fondi all'Ungheria per i problemi relativi alla corruzione?

«La notifica ufficiale verrà data nell'ultima settimana di aprile. Dopodiché inizierà una procedura che può richiedere tra sei e nove mesi. Se le risposte non saranno soddisfacenti potremo proporre misure al Consiglio che deve adottarle a maggioranza qualificata».

 

Perché all'Ungheria sì e alla Polonia no?

«Per Varsavia abbiamo evidenziato problemi legati all'indipendenza della giustizia, ma per ora non abbiamo prove di un legame tra questo e l'uso dei fondi del bilancio Ue».

Ultimi Dagoreport

tajani meloni salvini

DAGOREPORT – CHE SUCCEDERA' ALLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE QUANDO VERRA' RIPRESENTATA ALLA CAMERA, CON IL TERRIBILE VOTO SEGRETO, ALL'INIZIO DI SETTEMBRE? - SE LA LEGA E' SCOPPIATA, FORZA ITALIA E' ALLO SBANDO, CON SALVINI E TAJANI CHE NON CONTROLLANO PIÙ I LORO PARLAMENTARI, ANCHE GIORGIA MELONI HA QUALCHE PROBLEMUCCIO: ALL'INTERNO DEL SUO PARTITO UN COACERVO DI SERPI E' PRONTA A MORDERLA SE NON SARANNO RICANDIDATI ALLE POLITICHE DEL 2027 – IL BOOM DI FDI DEL 2022 FU TALMENTE INASPETTATO CHE ARRIVARONO IN PARLAMENTO TANTI TIZI E TROPPI CAIETTI UN PO’ IMPROVVISATI O INADEGUATI O SEMPLICEMENTE FANCAZZISTI, CHE SANNO BENISSIMO CHE SARANNO SPAZZATI VIA DALLA RAMAZZA DELLA DUCETTA. E NON VEDONO L’ORA DI CONSUMARE LA VENDETTA…

francesco guccini con angela signorini e la figlia teresa

DAGOREPORT - E’ ACCADUTO RARAMENTE CHE FRANCESCO GUCCINI ABBIA CANTATO LA SUA VITA SENTIMENTALE MA QUANDO È ACCADUTO, HA DATO VITA A UNA DEI BRANI PIÙ INTENSI E STRAZIANTI DELLA STORIA DELLA CANZONE ITALIANA - ACCADDE NEL 1996, CON “QUATTRO STRACCI”, IN CUI IL RISERVATISSIMO GUCCINI DI COLPO LASCIA TUTTI BASITI METTENDO DAVVERO IN PIAZZA GLI STRACCI DELLA SUA LUNGA STORIA CON ANGELA SIGNORINI, DA CUI EBBE NEL 1978 L'UNICA FIGLIA, TERESA - DOPO AVERLA INCHIODATA COME UNA SIGNORA "CASTA CHE SOGNA D'ESSER PUTTANA / QUANDO SEI DENTRO VUOI ESSER FUORI / CERCANDO SEMPRE I PASSATI AMORI / ED HAI ANNULLATO TUTTI FUORI CHE TE”, IL DOLORE DI GUCCINI PER L'ABBANDONO DEFLAGRA IN RABBIA SPREZZANTE: "OGNUNO VADA DOVE VUOL ANDARE, OGNUNO INVECCHI COME GLI PARE, MA NON RACCONTARE A ME COS'È LA LIBERTÀ. LA LIBERTÀ DELLE TUE POSIZIONI YOGA, DI ERBE, DI PSICHE E DI OMEOPATIA; DI MANUALI CONTRO LE FRUSTRAZIONI, LE INIBIZIONI CHE PROVAVI QUI A CASA MIA…’’ - VIDEO

giuseppe conte vladimir putin marco travaglio elly schlein beppe grillo

DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO CRESCE UNA FRONDA SOTTERRANEA DI CHI VUOLE MOLLARE PEPPINIELLO AL SUO DESTINO DI “RAS-PUTIN” – AL NAZARENO, NONOSTANTE LA LINEA “TESTARDAMENTE UNITARIA” (SENZA M5S NON SI VINCE) DI ELLY SCHLEIN, MOLTI VORREBBERO ANDARE A VEDERE IL BLUFF DELL’EX PREMIER: SE VUOLE INTESTARDIRSI SU POSIZIONI FILO-RUSSE E ANTI-EUROPEE (NO AL FONDO SAFE PER LA DIFESA), FACCIA PURE, MA SAPPIA CHE ANDARE DA SOLO AL VOTO NON CONVIENE AL M5S NE' ALLA SUA OSSESSIONE DI TORNARE A PALAZZO CHIGI (CONTE METTERÀ SEMPRE IL VETO A CHIUNQUE NON SI CHIAMI CONTE) - A CONDIZIONARE IL LEADER M5S NON È DI DI BATTISTA, MA LA LINEA INTRANSIGENTE DI TRAVAGLIO, VERO IDEOLOGO DELLA GALASSIA PENTASTELLATA - LE CHIAMATE DI BEPPE GRILLO AI PIDDINI PER SABOTARE IL "CAMALEONTE CON LA POCHETTE'' - AMORALE DELLA FAVA: ORA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI È PRONTA A PERDERE, IL CENTROSINISTRA NON È PRONTO A VINCERE. 'STO "CAMPO LARGO" A PALAZZO CHIGI DIVENTA CAMPO SANTO IN SEI MESI... - VIDEO

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO