trump biden afghanistan

"GLI ASSALTI A KABUL SONO FIGLI DEL DILETTANTISMO DI TRUMP. ORA PUÒ ACCADERE DI TUTTO" - FERDINANDO NELLI FEROCI, PRESIDENTE DELL’ISTITUTO AFFARI INTERNAZIONALI: "GLI ACCORDI DI DOHA SONO SCRITTI SULLA SABBIA. VI SPIEGO IL MOTIVO" - "QUELLO CHE È SUCCESSO A KABUL DIMOSTRA CHE NON SARÀ COSÌ FACILE DEBELLARE IL TERRORISMO IN AFGHANISTAN, AMMESSO CHE I TALEBANI LO VOGLIANO. CRESCE ENORMEMENTE IL RISCHIO CHE..."

Francesca Musacchio per liberoquotidiano.it

donald trump

 

«Qualcuno ha sbagliato in maniera pesantissima. Mi sono preso la briga di andare a rileggere quelle parti che sono pubbliche degli accordi di Doha e sono la testimonianza di un dilettantismo impressionante da parte dell’amministrazione americana, all’epoca guidata da Donald Trump». Ferdinando Nelli Feroci, presidente dell’Istituto Affari Internazionali, non ha dubbi: «È un accordo scritto sulla sabbia».

 

 

 

Cosa intende quando parla di accordi scritti sulla sabbia?

biden trump

«Non ci sono le minime garanzie di rispetto da parte dei talebani. Capisco le forti pressioni interne su Trump e altrettanto forti su Biden, però si poteva gestire meglio l’operazione di "sganciamento" dall’Afghanistan. Invece è stata fatta nel peggiore dei modi possibili e si stanno pagando le conseguenze, soprattutto gli afghani. Ma c’è anche una drammatica crisi di credibilità che colpisce in primis gli Stati Uniti e tutto il mondo occidentale. Tutti noi alleati della Nato li abbiamo seguiti in questa avventura e forse avremmo dovuto chiederci un po’ prima se e perché stare in Afghanistan, con tutto quello che ci è costato, per poi vedere questo esito».

talebani 2

 

 

 

Se al posto di Biden ci fosse stato Trump il ritiro sarebbe finito allo stesso modo?

«Sicuramente. Gli accordi sono di febbraio 2020. L’attuazione è stata dilazionata per una serie di motivi, tra cui probabilmente anche il Covid. Però quegli accordi erano di una fragilità spaventosa e hanno legittimato di fatto i talebani. Si è riconosciuto che in Afghanistan si sarebbe instaurato un Emirato islamico. Ma non solo.

JOE BIDEN DONALD TRUMP BY PAT LUDO

 

Non è stato coinvolto il governo in carica, quello legittimo che gli Usa hanno aiutato ad insediarsi. Uno degli impegni principali, che riguarda la formazione di un santuario jihadista, non contempla alcuna possibilità di monitorare che venga rispettato, per lo meno secondo quanto riportato nella parte degli accordi resa pubblica.

 

Immagino che negli Usa si scatenerà una polemica feroce nei confronti di questa amministrazione e della precedente per capire come è stato possibile gestire questa cosa con tanta leggerezza, pur nella legittima volontà di volersene andare dopo 20 anni. Ma si poteva e si doveva gestire in maniera più decente».

 

A questo punto diventa uno scontro tra talebani e Isis?

afgani in fuga da kabul 2

«Se si tratta di un attentato compiuto dall’Isis Khorasan, vuol dire che i talebani, come prevedibile, non sono in grado di controllare il territorio, soprattutto in un punto nevralgico come le vie di accesso all’aeroporto. La seconda considerazione riguarda gli impegni che i talebani si erano assunti nei famosi e scellerati accordi di Doha: impegnarsi a far sì che l’Afghanistan non diventasse il santuario delle formazioni jihadiste. Quello che è successo dimostra che non sarà così facile debellare il terrorismo in Afghanistan, ammesso che i talebani lo vogliano. Quindi c’è preoccupazione per quello che potrà svilupparsi nei prossimi giorni se questi episodi dovessero ripetersi».

 

 

Ci saranno altri attentati?

persone in fila per scappare da kabul attentato all aeroporto di kabul 12

«Cresce enormemente il rischio che questo tipo di attentati terroristici possano ripetersi nei prossimi giorni, settimane e mesi. Questo è un problema enorme per gli afghani che stanno pagando sulla loro pelle questa situazione. In una prospettiva di medio termine potrebbe diventare un problema enorme anche per il resto del mondo se in Afghanistan si riproducessero le condizioni che hanno consentito a suo tempo ad al Qaeda di insediarsi e di operare.

 

Che questo sia un episodio che riguarda uno scontro tra due componenti della galassia dei talebani, oppure da ricondurre ad una rivalità con l’Isis o il rischio di ritorno di al Qaeda, sono tutte ipotesi plausibili su cui non mi sento di fare previsioni. Ma quello che è successo oggi (ieri, ndr), aggrava una situazione già molto complicata e drammatica».

attentato all aeroporto di kabul joe biden piange dopo l attentato all aeroporto di kabul attentato all aeroporto di kabul 13attentato all aeroporto di kabul 3attentato all aeroporto di kabul 10attentato all aeroporto di kabul 11attentato all aeroporto di kabul 9

Ultimi Dagoreport

vannacci meloni la russa crosetto alleanza nazionale movimento sociale fratelli d italia

DAGOREPORT - PER NON DIMENTICARE LA…MEMORIA - VANNACCI FA MALE A SALVINI MA ANCHE A GIORGIA MELONI. E NON SOLO PER RAGIONI ELETTORALI, CIOE’ PER I VOTI CHE PUO’ PORTARLE VIA, MA SOPRATTUTTO PER QUESTIONI IDEOLOGICHE - IL GENERALE, CHE RIVENDICA DI RAPPRESENTARE “LA VERA DESTRA”, HA BUON GIOCO A SPUTTANARE I CAMALEONTISMI E I PARACULISMI DELLA DUCETTA (BASTA ASCOLTARE GLI INTERVENTI DI QUANDO FDI ERA ALL'OPPOSIZIONE) - DAL COLLE OPPIO A PALAZZO CHIGI, LA DESTRA MELONIANA HA INIZIATO UN SUBDOLO SPOSTAMENTO VERSO IL CENTRO. E COSI' IL GIUSTIZIALISMO PRO-MAGISTRATI E' FINITO IN SOFFITTA; DA FILO-PALESTINESE E ANTI-SIONISTA E' DIVENTATA FILO-ISRAELIANA; DA ANTI-AMERICANA E ANTI-NATO, SI E' RITROVATA A FARE DA SCENDILETTO PRIMA A BIDEN ED OGGI A TRUMP - CERTO, LA VERA MISURA DELL’INTELLIGENZA POLITICA È LA CAPACITÀ DI ADATTARSI AL CAMBIAMENTO, QUANDO E' NECESSARIO. E LA “SALAMANDRA DELLA GARBATELLA” LO SA BENISSIMO. MA DEVE ANCHE TENER PRESENTE CHE CI SONO PRINCIPI E VALORI CHE NON VANNO TRADITI PERCHE' RAPPRESENTANO L'IDENTITA' DI UN PARTITO...

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?