giancarlo giorgetti matteo salvini claudio borghi alberto bagnai

"BASTA CON I RIVOLUZIONARI DA SCUOLA RADIO ELETTRA, SALVINI NON ASCOLTI CHI VUOLE USCIRE DAL GOVERNO" - GIORGETTI DIFENDE DRAGHI E CHIEDE AL “CAPITONE” DI NON FARE CAZZATE, ASCOLTANDO BORGHI, BAGNAI E GLI ALTRI “ESTREMISTI” DEL CARROCCIO: “È UN MOMENTO MOLTO PARTICOLARE, DI INCERTEZZA, CHE TRAVAGLIA IMPRESE E FAMIGLIE. OCCORRE SAPER COGLIERE IL SENSO STORICO DEL MOMENTO” - DUE GIORNI FA LO SCONTRO ALLA DIREZIONE DEL PARTITO: “VOI PENSATE CHE IO SIA PARTE DEL PROBLEMA. ALLE MIE SPALLE MI ACCUSATE DI ESSERE UNA SORTA DI INCROCIO FRA RASPUTIN E ANDREOTTI. BENISSIMO, BASTA CHE LO DICIATE…”

Francesco Bei per “la Repbublica”

 

giancarlo giorgetti e matteo salvini 2

Il giorno dopo lo show down a via Bellerio - il primo vero confronto interno alla Lega dopo la sconfitta alle amministrative - Giancarlo Giorgetti è volato ad Ankara con Mario Draghi per il vertice con Erdogan e mezzo governo turco. Aerei diversi, poi chissà se c'è stato il tempo di approfondire con il premier la situazione di "pre-crisi" che nel frattempo stava deflagrando a Roma. Eppure Giorgetti, il leghista più vicino a Draghi, prima di partire aveva lanciato un avviso chiaro a tutti i naviganti, a partire da quei «rivoluzionari della scuola Radio Elettra» (in privato ha preso a chiamarli così) che spingono Salvini a rompere con il governo.

 

goofy 7 alberto bagnai claudio borghi

Nell'intervento a braccio fatto ieri mattina davanti agli assicuratori di Ania, il ministro aveva mandato il suo warning: «È un momento molto particolare, di incertezza, che travaglia imprese e famiglie. A queste bisogna restituire un minimo di garanzie». E ancora, parlando a nuora perché suocera intenda: «Occorre saper cogliere il senso storico del momento. Ed essere all'altezza». Esattamente il contrario cioè di quella rotta sfascia-tutto verso cui il "cerchio magico" salviniano - l'irrefrenabile Claudio Borghi insieme a tanti altri - sta indirizzando la corazzata leghista.

 

giancarlo giorgetti e matteo salvini 1

Giorgetti non ce l'ha con il segretario, anzi tende a separarlo da coloro che lo consigliano per il tanto peggio tanto meglio. «Matteo - dice in queste ore a chi lo raggiunge per saggiarne l'umore - è decisamente avanti rispetto a tanti altri che lo circondano». Sa tuttavia che la politica ha le sue regole e ha paura che Salvini possa cedere al richiamo della foresta.

 

Se una volta la regola del Pci era pas d'ennemis à gauche , per una parte della Lega in questi anni la norma è stata la continua rincorsa del populismo, fosse quello a cinque stelle oppure quello sovranista di Fratelli d'Italia. Mai farsi scavalcare.

 

borghi salvini bagnai

Così il salire dello scontro tra Giuseppe Conte e Mario Draghi ha provocato una speculare tensione tra la Lega e il governo, come testimoniato dalla giornata di ieri. Mentre l'ala barricadera della Lega spinge per rompere subito, mettendosi in scia con i grillini, la tesi di Giorgetti è opposta. Dovrebbe essere proprio il Carroccio il più coerente nel puntellare il governo dell'ex presidente della Bce, per raccogliere finalmente i frutti di questa «scelta di responsabilità».

 

Invece il ministro ha la sgradevole sensazione che il suo partito si vergogni dell'appartenenza al gabinetto Draghi e non rivendichi mai con orgoglio i provvedimenti conquistati. Cose concrete, come gli incentivi alla filiera dell'automotive, la cabina per gli investimenti che permette il re-shoring, ovvero il ritorno delle produzioni in Italia, il potenziamento dei contratti di sviluppo che, saltando mille pastoie burocratiche, adesso permettono di realizzare progetti innovativi con aziende importanti. Tutto questo e tanto altro (le mille cose fatte passare in Consiglio dei ministri) non è mai finito nella comunicazione leghista.

matteo salvini e giancarlo giorgetti 7

 

Nasce anche da qui il malessere di Giorgetti, che due giorni fa è sfociato nel redde rationem a porte chiuse con l'ala dei Borghi&Bagnai. Toni accesi, sguardi duri. Un clima molto diverso dalla parte recitata di fronte alle telecamere dallo stesso Giorgetti all'uscita da via Bellerio. «La politica non è filosofia, è l'arte del possibile. Se volete fare la rivoluzione, auguri».

 

E ancora, rispondendo alle critiche sull'eccesso di pragmatismo: «Io parlo in un certo modo. Se vi fa schifo, se non serve e pensate non sia utile, amen. Tolgo il disturbo ». A quel punto, di fronte a una platea ammutolita e spaventata dalla possibilità che la riunione potesse concludersi con le dimissioni del ministro più prestigioso della Lega, Giorgetti ha piazzato l'ultima mina: «Voi pensate che io sia parte del problema. Alle mie spalle mi accusate di essere una sorta di incrocio fra Rasputin e Andreotti. Benissimo, basta che lo diciate.

claudio borghi matteo salvini alberto bagnai

 

Mi è già successo in passato con Umberto Bossi di non essere considerato "in linea": sono stato a casa qualche mese e mi sono riposato. Che problema c'è?». Un fiume in piena, Giorgetti: «E gli alleati del centrodestra? Forza Italia e centristi, ci avete pensato? Sono tutte merde? Ma che dite? Come pensate di avere la maggioranza dopo le elezioni, con Conte e Letta?». La reazione a queste parole è stata di gelo assoluto, occhi persi, sguardi in alto per non incrociare quelli del ministro, mentre Salvini, a centro del tavolo, increspava le labbra in un impercettibile sorriso.

 

Che a Giorgetti è parso nascondere un moto di soddisfazione del segretario per la sfuriata contro «i rivoluzionari della scuola Radio Elettra», quasi fosse sollevato dal fatto che finalmente qualcuno li obbligasse a un confronto brutale con la realtà. E la "realtà", nel mondo del ministro, è fatta di una situazione di crisi impressionante, a cui la politica è chiamata a far fronte. I cittadini, «vanno rassicurati, non spaventati, agitando paure e pericoli inesistenti».

 

matteo salvini e giancarlo giorgetti 6

Ci sono invece situazioni reali a cui dare risposte: l'inflazione, i salari al palo, i mercati impazziti. Ce n'è abbastanza per far sbandare Paesi molto più solidi del nostro, figuriamoci l'Italia. Per questo, ora, l'ultima cosa da fare è aggiungere l'instabilità politica all'instabilità economica e finanziaria che stiamo subendo.

 

E se i Cinque Stelle andranno avanti nella loro strategia di sganciamento, per Giorgetti la Lega dovrebbe comportarsi in maniera opposta: essere l'ultimo baluardo a difesa del premier e del governo. Contro i grillini, ma anche contro il Pd che «prova a piantare le sue bandiere come lo ius scholae e la cannabis, sapendo benissimo che non andranno da nessuna parte». Chissà se nella Lega gli daranno ascolto. Giorgetti tuttavia è convinto che, stavolta, nessuno potrà dire di non aver capito.

Ultimi Dagoreport

matteo piantedosi claudia conte

TUTTE LE DOMANDE SUL CASO CONTE-PIANTEDOSI – PERCHÉ CLAUDIA CONTE, CHE SOSTIENE DI ESSERE UNA “PERSONA MOLTO RISERVATA”, HA DECISO DI ROMPERE GLI INDUGI E DICHIARARE AL MONDO LA SUA RELAZIONE CON IL MINISTRO DELL’INTERNO PROPRIO ADESSO? LA GIORNALISTA E “PRODUCER” DEI SUOI AFFARI SI È RESA CONTO DI AVER MESSO IN DIFFICOLTÀ IL PREFETTO IRPINO, E PURE SE STESSA (I SUOI INCARICHI PASSATI E FUTURI SARANNO PASSATI AL SETACCIO) – CON TUTTI I GIORNALISTI CHE CONOSCE, PERCHÉ CLAUDIA CONTE SI È FATTA INTERVISTARE DAL “FRATELLINO D’ITALIA” MARCO GAETANI, CONCORDANDO PRIMA LA DOMANDA SU PIANTEDOSI? IL BOCCOLUTO CONDUTTORE DI RADIO ATREJU SI È ACCORTO CHE LA NOTIZIA SAREBBE STATA UNA BOMBA SU PALAZZO CHIGI? – INFINE, LA DOMANDA DELLE DOMANDE: QUAL È L’OBIETTIVO DEL “COMING OUT”? C’È UN INTERESSE SINGOLO O MULTIPLO? E DI CHI? È DI CONTE E PIANTEDOSI INSIEME? DELLA SOLA EX "RAGAZZA CINEMA OK"? OPPURE LA NOTIZIA INTERESSA ANCHE QUALCUN ALTRO, CON CONSEGUENZE POTENZIALMENTE FATALI PER IL GOVERNO?

parolin papa leone xiv prevost pena parra barbara jatta franceaca francesca immacolata chaouqui

DAGOREPORT - GRRRRR! LA ZAMPATA DI PAPA LEONE: IN SOFFITTA L’ERA BERGOGLIO, PIENI POTERI A PAROLIN - PREVOST HA RESTITUITO IL FAVORE DELLA SUA ELEZIONE AL TRONO DI PIETRO CONCEDENDO, FINALMENTE IL GOVERNO DELLA CHIESA A PIETRO PAROLIN - PER 13 ANNI IL SEGRETARIO DI STATO E' STATO INFATTI IGNORATO E UMILIATO, PREFERENDO IL PAPA ARGENTINO FARSI RIMBAMBIRE DAL DISCUSSO EDGAR PEÑA PARRA, UNA SORTA DI RASPUTIN NELLE STANZE DI SANTA MARTA - COME NUOVO SOSTITUTO AGLI AFFARI GENERALI DELLA SEGRETERIA DI STATO ARRIVA PAOLO RUDELLI, MENTRE PEÑA PARRA VIENE ACCANTONATO COME NUNZIO IN ITALIA MA PARE CHE DURERÀ POCO: IL SUO NOME È DESTINATO A RIENTRARE NELLE CARTE DEL PROCESSO BECCIU - CON PAROLIN LA CURIA TORNA AD ESSERE UN'ISTITUZIONE CATTOLICA. E FORSE PER QUESTO C’È GRANDE AGITAZIONE TRA “LE CARDINALESSE” DELL'ERA BERGOGLIO, PRIVE DELLO SCUDO  DELLO SCUDO DI PEÑA PARRA: SUOR RAFFAELLA PETRINI, PRESIDENTE DEL GOVERNATORATO VATICANO; BARBARA JATTA, DIRETTRICE DEI MUSEI VATICANI; L’AVVOCATO CANONICO LAURA SGRÒ, PALADINA DI CAUSE MOLTO MEDIATIZZATE E FRANCESCA IMMACOLATA (SI FA PER DIRE) CHAOUQUI...

matteo piantedosi claudia conte

FLASH – FERMI TUTTI: MATTEO PIANTEDOSI E CLAUDIA CONTE SI CONOSCEVANO GIÀ PRIMA CHE IL PREFETTO IRPINO DIVENTASSE MINISTRO! IL 16 DICEMBRE 2021, PIANTEDOSI PARTECIPÒ ALLA PRESENTAZIONE DEL ROMANZO DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, “LA LEGGE DEL CUORE”. UN EVENTO PATROCINATO DAL MINISTERO DELLA CULTURA, ALLORA GUIDATO DA “SU-DARIO” FRANCESCHINI – GLI “ADDETTI AI LIVORI” “DATANO” L’INIZIO DELLA RELAZIONE TRA I DUE AL 2023, QUANDO CLAUDIA CONTE MODERÒ UN CONVEGNO SULL'EREDITÀ DI ALDO MORO AL SENATO, A CUI PARTECIPAVA IL MINISTRO DELL'INTERNO. AVEVANO INIZIATO A FREQUENTARSI PRIMA?

claudia conte

DAGOREPORT - COME MAI I CAMERATI VIA DELLA SCROFA HANNO MESSO SU UNA SCENEGGIATA PER SPUTTANARE LA LIASON TRA IL MINISTRO DEGLI INTERNI MATTEO PIANTEDOSI E LA CURVACEA CLAUDIA CONTE? - SAPETE CHI E' STATO AD INTERVISTARLA? NIENTEMENO CHE IL SOCIAL MEDIA STRATEGIST DI FRATELLI D’ITALIA ALLA CAMERA, MARCO GAETANI, UN BOCCOLUTO DONZELLIANO TENDENZA ARIANNA - BENE: SE TUTTO È STATO CUCINATO IN VIA DELLA SCROFA, PERCHÉ STENDERE IL TAPPETO ROSSO ALLA DICHIARAZIONE D'AMORE DELLA "PREZZEMOLONA" DEI PALAZZI ROMANI, METTENDO IN MUTANDE IL NUMERO UNO DEL VIMINALE? - PERCHE' LA SUA POLTRONA È DA ANNI RICHIESTA VIGOROSAMENTE INDIETRO DA MATTEO SALVINI, DI CUI PIANTEDOSI ERA ALL'EPOCA IL SUO FIDO CAPO DI GABINETTO, POI PASSATO SOTTO L'ALA DELLA MELONA ACCHIAPPATTUTTO? - VISTO CHE È IN VENA DI RIVELAZIONI, PERCHÉ CLAUDIA CONTE NON CI DICE DA QUANTO TEMPO VA AVANTI LA SUA AFFETTUOSA AMICIZIA CON IL MINISTRO DELL'INTERNO? ''TRE ANNI DI PIANTEDOSI'', COME QUALCHE "ADDETTO AI LIVORI" SUSSURRA? PERCHÉ - MA GUARDA TU IL CASO! - È PROPRIO DA TRE ANNI CHE LA STELLA DI CLAUDIA HA INIZIATO A SBRILLUCCICARE NEI CIELI TRICOLORI - VIDEO

donald trump roberto cingolani

FLASH! – L’INCAZZATURA DI MELONI CON ROBERTO CINGOLANI? FOLLOW THE MONEY! L’IRRITAZIONE DELLA PREMIER CON L’AD DI LEONARDO NON SI DEVE A QUESTIONI POLITICHE O AL SOLO DESIDERIO DI FARE PIAZZA PULITA DOPO LA BATOSTA REFERENDARIA. LA “COLPA” DI CINGOLANI È DI AVER PROGETTATO IL SOFISTICATISSIMO SCUDO ANTI-MISSILE “MICHELANGELO DOME”. DAGLI STATI UNITI SI ASPETTAVANO CHE L’ITALIA, COME LA GERMANIA, RICORRESSE AL COLLAUDATO SISTEMA ISRAELO-AMERICANO “IRON DOME”, A CUI IL PROGETTO ITALIANO FAREBBE UNA BELLA CONCORRENZA…