marine le pen matteo salvini - meme by edoardo baraldi

"CHE C’AZZECCA LA LEGA CON I FASCISTI? VADANO A PREDAPPIO” - LA BASE DELLA LEGA RANDELLA SALVINI PER LA SCELTA DI PORTARE LE PEN SUL SACRO PRATO DI PONTIDA: “È COME BESTEMMIARE IN CHIESA” – IL SILURO DI ZAIA AL "CAPITONE": “IO CI SONO, MA PER QUELLI DEL PRATO, NON PER CHI È SUL PALCO” – E “LA REPUBBLICA” RIVELA I PRESUNTI LEGAMI CON LA ‘NDRANGHETA DEL PROPRIETARIO DEL LOCALE DOVE SALVINI HA FESTEGGIATO I SUOI 50 ANNI...

 

1-LA RIVOLTA DEL POPOLO DI PONTIDA CONTRO IL ‘MATRIMONIO’ SALVINI-LE PEN: “DOVEVANO ANDARE A PREDAPPIO”

Estratto dell’articolo di Giampaolo Visetti per “La Repubblica”

 

matteo salvini e marine le pen

Il sacro prato dei lumbard accoglie il suo popolo con una scritta: “Veneto libero”. L’erba non è tagliata di fresco. Il palco leghista del raduno più xenofobo delle sue trentatré edizioni, viene montato da un gruppo di immigrati africani con la maglietta “Crew”. 

 

Sui camper i manifesti invocano “Bossi”. La coreografia rimanda alle origini: “Salvini premier”, “Padania repubblica indipendente federale”, “Autonomia subito”. Sulle bandiere sventolano leoni di San Marco e guerrieri anti-Barbarossa. Da Alberto da Giussano e Marine Le Pen lo spettacolo attuale è però opposto.

 

STRACHE SALVINI LE PEN

Il gelo della base, sotto le attese i giovani presenti ieri, ora agita il Capitano. “Ha sbagliato indirizzo – sintetizza Luigi Dossena, tessera numero 69 del partito – con Le Pen non doveva invitarci a Pontida, ma andare a Predappio”. Ammettere che “la base ha mal di pancia” è un eufemismo. “Siamo nati per la secessione del Nord – dice un gruppo di ragazzi della Brianza – ci ritroviamo con il ponte sullo Stretto e l’icona francese del centralismo statale europeo”.

 

Nel luogo-simbolo del Carroccio il lancio della campagna per le Europee, superando a destra Meloni e FdI, rischia di fallire ancora prima di cominciare. A temere la trappola è Salvini, ma anche la Le Pen. […] 

 

Salvini Rocco

Un pasticcio: l’ex popolo del Nord ancora pretende di “difendere la libertà delle genti padane dal potere romano”, ma il suo leader lo consegna all’ultradestra anti-Europa sovranista. “Ovvio che Bossi non possa più venire qui – dice Giovanni Bruseghin, attivista di Vicenza – lui resta un profeta: vederlo a braccetto con Le Pen sarebbe la demolizione plastica dei suoi ideali”. 

 

Ancora più netto Marzio Favero, il “filosofo” del partito: “Le Pen a Pontida – dice – ricorda il ferro ligneo. Come una bestemmia in chiesa”. Sulla stessa linea l’ex pasdaran vicentina Manuela Dal Lago: “Che c’azzecca la Lega – domanda - con i fascisti? Così tradiamo la nostra missione autonomista e diventiamo una semplice forza di estrema destra”.

 

SALVINI LE PEN

In allarme non è solo il sacro prato. Da Milano a Venezia il malessere contagia partite Iva e imprenditori campioni dell’export: spaventati dalla prospettiva di un’Italia sempre più spostata a destra, isolata su posizioni nazionaliste e xenofobe. Di qui anche i mugugni in vista del congresso in Lombardia e gli strascichi dello scontro in Veneto. A Pontida la luce rossa, nella base, si accende anche sul caso-Zaia. Dice il governatore veneto: “Io ci sono, ma per quelli del prato, non per chi qui è sul palco”. Dietro il gelo con il Salvini a braccetto con Le Pen, il futuro suo e del partito.

matteo salvini luca zaia pontida 2022

 

Il Veneto tornerà alle urne per le regionali nel 2025 e Zaia, senza un cambio della legge elettorale, non può fare il quarto mandato. Il Capitano in queste ore, con l’incubo del sorpasso di Meloni e FdI, lo pressa per averlo capolista del Nordest alle Europee. Le cariche sono però incompatibili. […]

 

L’antipasto già al raduno dei giovani, presto abbandonato da Salvini per il derby di Milano. Un mare di bandiere venetiste, poche quelle ufficiali del partito. Oggi la protesta interna si annuncia pure silenziosa: i dirigenti disobbedienti promettono di disertare il palco e di restare muti sul prato, per marcare la loro “estraneità ai valori lepenisti”. 

matteo salvini pontida 2022

 

“Siamo incompatibili – dicono – e se veniamo qui è solo per ricordare che la Lega di Bossi è il contrario del neofascismo”. A prevalere, il pressing degli ultimi giorni. Gli eletti assenti a Pontida saranno chiamati a giustificarsi personalmente con Salvini. Chi non verserà 30 mila euro per finanziare la campagna delle Europee, rischia la poltrona […]

 

 

 

 

 

 

 

2-I 50 ANNI DEL “CAPITANO” OMBRE DI ‘NDRANGHETA SUL RESORT DELLA FESTA

Estratto dell'articolo di Paolo Berizzi per “La Repubblica”

 

matteo salvini canta con giorgia meloni alla festa di compleanno

Matteo Salvini, vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha festeggiato il suo 50° compleanno - insieme a mezzo governo - , nel relais di un imprenditore che si è rivolto alla ‘ndrangheta per recuperare dei crediti. 

 

Precisamente: a un capo e a un affiliato arrestati insieme ad altre 36 persone in un’operazione della Dda di Milano eseguita dal Ros dei carabinieri. Un’indagine che, nel 2014, smantellò tre “locali” di ‘ndrangheta tra Como e Lecco. E che accertò 500 episodi di intimidazione. Dall’inchiesta Insubria spuntò anche il nome di Massimo Guffanti.

 

È il 10 marzo 2023: la sera del Salvini- party a sorpresa. Sono passate meno di 48 ore dal Cdm sul naufragio di Cutro. È lo stesso capo della Lega a dare notizia della festa: “Un compleanno speciale! Buona serata da noi, Amici, e grazie di cuore per esserci sempre”, scrive in un post.

 

matteo salvini canta con giorgia meloni alla festa di compleanno.

A fare gli auguri a Salvini ci sono, tra gli altri: la premier Meloni, il presidente della Camera Lorenzo Fontana – dunque la quarta e la terza carica dello Stato - , altri tre ministri e Silvio Berlusconi. Un centinaio gli invitati a “La Tenuta dell’Annunziata”, a Uggiate Trevano, nel comasco. Il relais è a pochi passi dalla Svizzera. Ristorante, 21 camere, bosco bioenergetico, spa.

La bellezza del posto è insindacabile. Ciò che è discutibile è altro. Di quella festa, sei mesi fa, sono emersi alcuni dettagli. Ma non il più rilevante. Riguarda il padrone di casa: Massimo Guffanti. Fonda Tenuta Annunziata nel 2013, la gestisce insieme alle figlie Elisabetta e Arianna.

 

Repubblica ha consultato documenti, visure, atti giudiziari. Viene a galla una storia che può mettere in imbarazzo Salvini e i suoi invitati. Nel 2014 la Dda decapita tre “locali” di ‘ndrangheta: Calolziocorte, Cermenate e Fino Mornasco. 38 arrestati. I reati: associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione, detenzione di armi da fuoco. È l’indagine Insubria diretta da Ilda Boccassini. Guffanti – si legge negli atti di indagine - è uno dei tre imprenditori (gli altri due li arrestano) che “entrano in rapporti con la ‘ndrangheta per riscuotere crediti”. 

 

FESTA DI COMPLEANNO PER I 50 ANNI DI MATTEO SALVINI

Attraverso la mediazione di Bartolomeo Monteleone, Guffanti incarica Michelangelo Chindamo e Alfredo Rullo di recuperare 300mila euro dalla società Augusto Figini snc di Lomazzo (dichiarata fallita nel 2012). Chi sono i due ‘ndranghetisti? Chindamo, nato a Palmi, è capo della “locale” di Fino Mornasco; Rullo, originario di Gifone, è affiliato. Per Guffanti non ci fu imputazione. Il motivo è spiegato nell’ordinanza di Insubria. 

 

L’atto intimidatorio – scrivono i pm - rientra tra gli “atti perfettamente accertati come tali… ma che non assurgono a rilevanza penale perché non superano la soglia del tentativo punibile…”. In sostanza: dopo “alcuni sopralluoghi” a casa del debitore Enrico Figini, la “condotta estorsiva” degli “uomini d’onore” mandati dall’imprenditore “cessò”. Il motivo non è noto. 

matteo salvini canta con giorgia meloni alla festa di compleanno

 

È un fatto, però, che i rapporti di Guffanti con i due criminali sono acclarati. Insubria va a processo. Nella sentenza di Cassazione del 15 giugno 2017 si ricorda che “alcuni imprenditori” - tra cui lui - “entrano in rapporti con la ‘ndrangheta allo scopo di sfruttarne la capacità di intimidazione…”. […]

Ultimi Dagoreport

legge elettorale giorgia meloni roberto zaccaria vannacci

DAGOREPORT – SALVATE IL SOLDATO MELONI DAL PANTANO DELLA LEGGE ELETTORALE! - SE VUOLE DAVVERO ANDARE AL VOTO NELL’APRILE 2027, MELONI HA UN’UNICA OPZIONE: AFFOSSARE IL SUO MELONELLUM – ANCHE SE VENISSE APPROVATO A FINE LUGLIO, CON IL CONSEGUENTE RICORSO ALLA CORTE COSTITUZIONALE,  I TEMPI TECNICI PER ANDARE ALLE URNE IN PRIMAVERA SONO UN SOGNO – IN PIU’ IL FATTORE VANNACCI HA FATTO SALTARE I PIANI DELLA DUCETTA SUL PREMIO DI MAGGIORANZA - CHE FARE? NIENT'ALTRO CHE ASPETTARE I TEMPI BIBLICI DELLA CONSULTA E VOTARE A OTTOBRE - ALTRIMENTI, TENERSI L'ATTUALE SISTEMA ELETTORALE VUOL DIRE PER GIORGIA E CAMERATI RITORNARE A LEGGERE TOLKIEN A COLLE OPPIO.....

antonio marano simona agnes roberto sergio giampaolo rossi rai meloni

DAGOREPORT – RAI, CHE BORDELLO! COME SI E' ARRIVATI ALLE DIMISSIONI IN BLOCCO DEI COMPONENTI DELLA COMMISSIONE VIGILANZA? - È STATO SOLO L’ULTIMO TASSELLO DI UN DOMINO CHE NASCE CON IL PENSIONAMENTO, PREVISTO A NOVEMBRE, DEL DIRETTORE GENERALE ROBERTO SERGIO - LA DESTRA AVEVA CONVINTO LA GIANNILETTA-DIPENDENTE SIMONA AGNES A PRENDERE IL SUO POSTO, DIMETTENDOSI DAL CDA RAI - MOSSA CHE AVREBBE PERMESSO A TELEMELONI DI POTER FARE BINGO PRENDENDO, DOPO L'AD ROSSI, ANCHE IL PRESIDENTE - FIUTATA L’ARIA DI FREGATURA, I PARLAMENTARI DELLA VIGILANZA HANNO RIMESSO IL LORO MANDATO – PALINSESTI THRILLER: DOMANI SARANNO PRESENTATI I PROGRAMMI DELLA NUOVA STAGIONE, MA MOLTI CONTRATTI ANCORA NON SONO STATI NEMMENO FIRMATI…

giorgia meloni carabinieri

FLASH – I MARANZA SCATENANO IL PANICO NELLE STRADE DI ROMA, GLI APPARTAMENTI VENGONO SVALIGIATI E LE STAZIONI SONO UN SUK DOVE NON SI PUÒ GIRARE DA SOLI. E IL GOVERNO TUTTO LEGGE E SICUREZZA CHE FA? A FEBBRAIO IL COMANDANTE GENERALE DEI CARABINIERI, SALVATORE LUONGO, LANCIÒ L’ALLARME: “C’È UNA CARENZA DI QUASI 10.200 UNITÀ, CORRISPONDENTE ALL'8,5% DELLA FORZA PREVISTA DALLA LEGGE”. SONO PASSATI 5 MESI: COSA HA FATTO GIORGIA MELONI? AVRÀ ASSUNTO I MILITARI CHE SERVONO A CONTRASTARE L’EMERGENZA SICUREZZA? L’HA CAPITO CHE LE PROSSIME ELEZIONI SI GIOCANO SU QUESTO TEMA?

friedrich merz afd cdu

FLASH – COSA SUCCEDERÀ IN GERMANIA, ORA CHE LA LOCOMITIVA TEDESCA È DERAGLIATA? CI SONO I 100MILA LICENZIAMENTI DI VOLKSWAGEN, SIEMENS TAGLIERÀ ALMENO 6MILA POSTI DI LAVORO E IL GOVERNO DI QUELLO STOCCAFISSO DI FRIEDRICH MERZ È IN BAMBOLA. LA POPOLARITÀ DEL CANCELLIERE È IN CADUTA LIBERA E I POST-NAZISTI DI AFD SONO ORMAI IL PRIMO PARTITO – AD ANGOSCIARE IL GOVERNO DI BERLINO C’È ANCHE IL DOSSIER COMMERZBANK: VISTA L’ARIA CHE TIRA, SI TEME CHE LO SFORBICIATORE ANDREA ORCEL, ORA CHE UNICREDIT HA IL CONTROLLO DELLA BANCA TEDESCA, MANDI A CASA MIGLIAIA DI PERSONE…

donald trump benjamin netanyahu

FLASH – LA STRATEGIA ELETTORALE DI NETANYAHU? BOMBARDARE! “BIBI” CONTINUA A MARTELLARE IL LIBANO PER RISALIRE NEI SONDAGGI, IN VISTA DELLE ELEZIONI DI OTTOBRE, MA ORMAI IL SUO DESTINO SEMBRA SEGNATO – ANCHE DONALD TRUMP GLI HA CONSEGNATO UN BEL “VAFFA”: IL TYCOON HA CAPITO CHE DEVE PUNTARE LE SUE FICHES SU UN GOVERNO DI CENTRODESTRA CHE ABBIA UN PREMIER MENO COMPROMESSO DI “BIBI”. LO SPARTIACQUE CHE HA PORTATO TRUMP A SCARICARE NETANYAHU È STATO IL NO ALLA GRAZIA DA PARTE DEL PRESIDENTE ISAAC HERZOG…

calamucci del deo striano

FLASH! – DURANTE L’ERA MELONI SONO ACCADUTI TRE SCANDALI POLITICI GRAVISSIMI DI CYBER-SPIONAGGIO E DOSSIERAGGIO ILLECITO: IL "CASO STRIANO", CHE HA TRAVOLTO LA DIREZIONE NAZIONALE ANTIMAFIA (DNA); IL "CASO EQUALIZE", SOCIETÀ CHE RACCOGLIEVA INFORMAZIONI RISERVATE E SENSIBILI PER CONTO DI AZIENDE, MANAGER E PRIVATI; IL CASO "SQUADRA FIORE", COMPOSTA DA EX 007, HACKER E IMPRENDITORI, CHE HA COINVOLTO GIUSEPPE DEL DEO, EX NUMERO DUE DEI SERVIZI SEGRETI – COME MAI, DOPO LA FIAMMATA INIZIALE, I GIORNALONI NON NE PARLANO PIÙ? CHE FINE HANNO FATTO LE TRE INCHIESTE?