cardinal zuppi papa bergoglio

"CI ASPETTA UN AUTUNNO CALDO LA CHIESA E DRAGHI DEVONO COLLABORARE" – IL NUOVO CAPO DELLA CEI, MONSIGNOR ZUPPI: “PANDEMIA A GUERRA RILEVANO LE FRAGILITÀ DI TANTI EQUILIBRI CHE DAVAMO PER ASSODATI. IN ITALIA CI SONO SEI MILIONI DI PERSONE IN POVERTÀ, UNA SU DIECI, ANCHE A CAUSA DELLA SOLITUDINE - DESTRA E SINISTRA, CONSERVATORI E PROGRESSISTI? MI SEMBRANO CATEGORIE SUPERATE SENZA PIÙ RIFERIMENTI IDEOLOGICI – LA GUERRA IN UCRAINA? INVECE DELLA ARMI DOBBIAMO PENSARE COSA PUÒ SIGNIFICARE UN IMPEGNO VERO PER IL NEGOZIATO E IL DISARMO…”

Paolo Rodari per “la Repubblica”

 

CARDINALE MATTEO ZUPPI BERGOGLIO

Spiega che la Cei vuole un'interlocuzione col governo di Mario Draghi, «in vista di un ottobre caldo e con un Paese alle prese con tre gravi problemi, corruzione, evasione e burocrazia». Ma dice che l'auspicio è che il prossimo anno «non sia solo di campagna elettorale». E se Giorgia Meloni diventasse presidente? «La Chiesa non ha preclusioni. La volontà del popolo è sovrana.

 

Chiunque sarà l'interlocutore istituzionale la Chiesa sarà attenta a difendere le persone e il bene comune». E ancora, in generale, osserva con amarezza che «la divisione fra destra e sinistra», anche dentro le Sacre Stanze, è una «toponomastica mentale ormai obsoleta, eppure ancora molto presente».

 

CARDINAL ZUPPI PAPA BERGOGLIO

Il cardinale Matteo Zuppi riceve a Bologna i principali giornali italiani per una prima intervista a tutto campo dopo l'elezione alla presidenza della Cei. Nel suo ufficio al terzo piano dell'arcivescovado - «Questa era la casa del cardinale Giacomo Lercaro, ristrutturata dal cardinale Giacomo Biffi» - offre del caffé e dei biscotti e dice senza mezzi termini qual è la priorità della Chiesa italiana: «Ricostruire la comunità e cioè imparare a vivere fra diversi».

 

Eminenza il Paese è spaccato. Ed anche la tenuta del governo è a rischio. La pandemia e la guerra alimentano una crisi che in autunno rischia di essere durissima. Ha potuto parlare di queste cose con Draghi?

«Non ne ho avuto modo. Ma con la presidenza della Cei cercheremo una interlocuzione.

È un momento decisivo per tutti, per l'Italia e per l'Europa. Pandemia a guerra rilevano le fragilità di tanti equilibri che davamo per assodati. Le situazioni di crisi tornano a essere pericolose. C'è bisogno di compattezza e che le istituzioni funzionino. Abbiamo corruzione, evasione e burocrazia. Le dobbiamo combattere con uno sforzo trasversale per il bene comune».

MATTEO ZUPPI E PAPA BERGOGLIO

 

Il prossimo anno ci saranno le elezioni. Cosa pensa?

«Speriamo non sia solo un anno di campagna elettorale. E speriamo che le differenti visioni tengano conto della necessità di un impegno unitario per andare oltre il contingente. In Italia ci sono sei milioni di persone in povertà, una su dieci, anche a causa della solitudine. L'Italia deve guardare all'Europa. E l'Europa deve mostrare la bellezza della sua tradizione umanistica a un mondo che qualche volta non riesce più a capirla. La bellezza della democrazia non è scontata».

 

Giorgia Meloni potrebbe essere eletta premier.

«Non abbiamo fatto un'analisi. Ma la Chiesa non ha preclusioni verso nessuno. La volontà del popolo è sovrana. Con chiunque sarà l'interlocutore istituzionale, la Chiesa sarà pronta a dialogare, e anche attenta a difendere i più fragili e i temi che le stanno a cuore, che poi sono sempre quelli per il bene di tutte le persone».

 

matteo maria zuppi 2

Il Paese, ed anche la Chiesa, è ancora diviso fra destra e sinistra, conservatori e progressisti?

«Mi sembrano categorie superate. Figuratevi che io quando vado in visita nei Paesi scopro alla fine della visita che il sindaco è di una parte o dell'altra. Anche a me hanno chiesto se sono progressista. Ho risposto: spero di essere cristiano. Se il problema è difendere la persona siamo tutti insieme. Tutti dobbiamo difendere la nostra storia e la nostra tradizione. Mentre certe toponomastiche sono obsolete. Sono categorie vecchie ormai di cinquanta, sessant' anni, senza più riferimenti ideologici. Così anche nella Chiesa. La sfida è superare queste categorie e lavorare insieme. Fra le due parti ci sono spesso intolleranze ingiustificate mentre il punto è trovare risposte per tutti sennò tutto sfocia in un ambiente elettrico».

 

POVERTA' IN ITALIA

Sulla guerra in Ucraina il Vaticano mantiene un posizione di equilibrio, anche se la differenza fra aggressore ed aggredito è chiara a tutti. Perché?

«Il Papa non confonde aggressore ed aggredito. È stato fra i primi a dire che è una guerra atroce, però c'è anche la consapevolezza che le guerre finiscono in un negoziato. Tenere tutti i fili significa provare a trovare una conciliazione. Anche se vince qualcuno c'è sempre un negoziato che serve ad evitare il perverso meccanismo della rivincita. Il Papa fa di tutto per interrompere un massacro che ci porta a una prima guerra mondiale combattuta con tecnologia ultramoderna. Siamo in una guerra di trincea con il massimo della capacità offensiva».

 

La politica è spaccata sull'invio delle armi.

matteo zuppi

«Occorre fare di tutto per arrivare al disarmo. Invece della armi dobbiamo pensare cosa può significare un impegno vero per il negoziato e il disarmo. Certo, c'è la necessità della legittima difesa ma anche la necessità di investire tutto nella ricerca della pace non attraverso le armi».

 

Cosa pensa di Roma, una città che rischia di restare indietro dal resto d'Europa?

«Roma rischia di essere un museo bellissimo ma senza entrare nel futuro. Speriamo che il prossimo Giubileo sia un'occasione di rilancio».

 

coronavirus e poverta' 7

Perché la Cei farà una ricerca sugli abusi solo dal 2000? Cosa non vi convince delle indagini francesi o tedesche e cosa significa una ricerca «anche qualitativa»?

«Dal 2000 abbiamo dati sicuri, quelli della Dottrina della Fede. Sulla ricerca in Francia mi hanno mandato tre inchieste di docenti universitari che la demoliscono. "Qualitativo" significa distinguere i numeri grezzi, capire le differenze».

 

E il "Report" sugli ultimi due anni in base ai dati dei centri di ascolto diocesani? Perché non indipendenti?

«Ma sono indipendenti. A Bologna sono tutte donne, professioniste, guidate da una psichiatra».

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...

donald trump peter thiel mark zuckerberg sam altman ice minneapolis

DAGOREPORT – IL NERVOSISMO È ALLE STELLE TRA I CAPOCCIONI E I PAPERONI DI BIG TECH: MENTRE ASSISTONO INERMI ALLE VIOLENZE DI MINNEAPOLIS (SOLO SAM ALTMAN E POCHI ALTRI HANNO AVUTO LE PALLE DI PRENDERE POSIZIONE), SONO MOLTO PREOCCUPATI. A TEDIARE LE LORO GIORNATE NON È IL DESTINO DELL'AMERICA, MA QUELLO DEL LORO PORTAFOGLI. A IMPENSIERIRLI PIÙ DI TUTTO È LO SCAZZO TRA USA E UE E IL PROGRESSIVO ALLONTANAMENTO DELL'EUROPA, CHE ORMAI GUARDA ALLA CINA COME NUOVO "PADRONE" – CHE SUCCEDEREBBE SE L’UE DECIDESSE DI FAR PAGARE FINALMENTE LE TASSE AI VARI ZUCKERBERG, BEZOS, GOOGLE, IMPONENDO ALL’IRLANDA DI ADEGUARE LA PROPRIA POLITICA FISCALE A QUELLA DEGLI ALTRI PAESI UE? – COME AVRÀ PRESO DONALD TRUMP IL VIAGGIO DI PETER THIEL NELLA FRANCIA DEL “NEMICO” EMMANUEL MACRON? SPOILER: MALISSIMO…

viktor orban giorgia meloni santiago abascal matteo salvini

FLASH – GIORGIA MELONI SI SAREBBE MOLTO PENTITA DELLA SUA PARTECIPAZIONE ALL’IMBARAZZANTE SPOTTONE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE DI VIKTOR ORBAN, INSIEME A UN’ALLEGRA BRIGATA DI POST-NAZISTI E PUZZONI DI TUTTA EUROPA – OLTRE AD ESSERSI BRUCIATA IN UN MINUTO MESI DI SFORZI PER SEMBRARE AFFIDABILE ED EUROPEISTA, LA SORA GIORGIA POTREBBE AVER FATTO MALE I CONTI: PER LA PRIMA VOLTA DA ANNI, I SONDAGGI PER IL “VIKTATOR” UNGHERESE NON SONO BUONI - IL PARTITO DEL SUO EX DELFINO, PETER MAGYAR, È IN VANTAGGIO (I GIOVANI UNGHERESI NON TOLLERANO PIÙ IL PUTINISMO DEL PREMIER, SEMPRE PIÙ IN MODALITÀ RAGAZZO PON-PON DEL CREMLINO)

zelensky beltrame meloni putin

FLASH – CHI E PERCHÉ HA FATTO USCIRE IL DISPACCIO DELL’AMBASCIATORE “LEGHISTA” A MOSCA, STEFANO BELTRAME, RISERVATO AI DIPLOMATICI, IN CUI SI ESPRIMEVANO LE PERPLESSITÀ ITALIANE SULLE NUOVE SANZIONI ALLA RUSSIA, CON TANTO DI STAFFILATA ALL’ALTO RAPPRESENTANTE UE, KAJA KALLAS (“IL CREMLINO NON LA RICONOSCE COME INTERLOCUTRICE”)? NON SONO STATI I RUSSI, MA QUALCUNO DALL'ITALIA. EBBENE: CHI HA VOLUTO FARE UN DISPETTUCCIO A GIORGIA MELONI, CHE CI TIENE TANTO A MOSTRARSI TRA LE PIÙ STRENUE ALLEATE DI KIEV? -  PICCOLO REMINDER: BELTRAME, EX CONSIGLIERE DIPLOMATICO DI SALVINI AI TEMPI DEL VIMINALE, NELL’OTTOBRE DEL 2018 ORGANIZZÒ IL VIAGGIO DI SALVINI A MOSCA, AI TEMPI DELL’HOTEL METROPOL…

 donald trump ursula von der leyen xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP SCHIFA L'EUROPA? E QUEL VOLPONE DI XI JINPING VUOLE USARLA PER FAR ZOMPARE L'ECONOMIA AMERICANA - IL PRESIDENTE CINESE HA FATTO UNA PROPOSTA “INDECENTE” ALLA COMMISSIONE EUROPEA DI URSULA VON DER LEYEN: “COMINCIAMO AD AVERE RAPPORTI ECONOMICI IN EURO”. TRADOTTO: LASCIATE PERDERE IL VECCHIO DOLLARO COME VALUTA DI RISERVA MONDIALE – XI SOFFIA SUL FUOCO: L’UE È IL PRIMO DETENTORE DEL DEBITO AMERICANO, PERTANTO HA IN MANO LE SORTI DELLA VALUTA USA (E QUINDI DELLA SUA ECONOMIA)

grande fratello vip pier silvio berlusconi alfonso signorini fabrizio corona ilary blasi

FERMI TUTTI: IL “GRANDE FRATELLO VIP” 2026 SÌ FARÀ - PIER SILVIO BERLUSCONI NON HA ALCUNA INTENZIONE DI DARLA VINTA A FABRIZIO CORONA NÉ TANTOMENO DI SCENDERE A COMPROMESSI: IL REALITY TORNERÀ IN ONDA, CON OGNI PROBABILITÀ, CON LA CONDUZIONE DI ILARY BLASI. IN RISERVA, RESTA IL NOME DI VERONICA GENTILI CHE, NELLA PASSATA STAGIONE, HA CONDOTTO CON MEDIOCRE FORTUNA L’“ISOLA DEI FAMOSI” – IN ENDEMOL, CASA DI PRODUZIONE DEL REALITY, C’È STATO UN AUDIT INTERNO PER FARE CHIAREZZA SUL TANTO VAGHEGGIATO "CASO SIGNORINI", E SUI METODI DI SELEZIONE DEI VARI CAST DELLE PASSATE EDIZIONI, NON RILEVANDO ALCUNA "CRITICITÀ" - RESTA IN PIEDI IL PIANO GIUDIZIARIO: LO STOP IMPOSTO ALLA PUNTATA DI OGGI DI “FALSISSIMO” SUL CASO SIGNORINI È UNA SBERLA PER CORONA CHE…