zanda

"PER I CITTADINI È PIÙ FACILE SOPPORTARE I SACRIFICI SE IL GOVERNO FA CAPIRE BENE QUAL È LA DIREZIONE DI MARCIA" - FARE POLITICA IN ZANDA PACE: “L'ESECUTIVO DRAGHI PARTE CON UNA GRANDE FORZA CHE SI SOMMA ALLE GRANDI ASPETTATIVE. IN ITALIA SERVE UNA POLITICA PIÙ MATURA, CON DUE GRANDI PARTITI CHE SI CONFRONTANO. L'ALLEANZA TRA PD E M5S SI RAFFORZERÀ. SÌ AL CONGRESSO DEL PARTITO DEMOCRATICO DOPO L'EMERGENZA COVID, L’IMPORTANTE È CHE SIA SERIO, CHE METTA A FUOCO LA VERA NATURA DEL PARTITO…”

zanda

Maria Teresa Meli per il “Corriere della Sera”

 

Senatore Luigi Zanda, nel Partito democratico c'è un certo imbarazzo per la convivenza con la Lega.

«Siamo giunti a questo governo attraverso la verifica che maggioranze politiche tradizionali non erano possibili, né era possibile andare al voto. Però è la prima volta che l'articolo 92 della Costituzione viene applicato integralmente: il presidente del Consiglio incaricato propone i ministri e il presidente della Repubblica li nomina.

 

MARIO DRAGHI E SERGIO MATTARELLA

E poi, sempre come prevede la Costituzione, il Parlamento ascolta il presidente del Consiglio e vota la fiducia. Quindi in qualche modo è nuova anche la forma del governo. E penso che per questo motivo l'esecutivo parta con una grande forza che si somma alle grandi aspettative che Draghi ha suscitato nel Paese.

 

Draghi infatti si è caricato sulle spalle una responsabilità molto pesante. Da lui l'Italia non si aspetta solo un buon governo ma gli chiede anche di dare una visione del futuro del Paese. Per i cittadini è più facile sopportare i sacrifici se il governo fa capire bene qual è la direzione di marcia».

 

Senatore, sta eludendo la domanda sulla Lega «Io ho riguardo per l'evoluzione della Lega. La cosa importante è che la partenza del nuovo governo sia chiara sui principi e che la Lega li riconosca». E quali sarebbero questi principi a cui si riferisce?

Bettini e Zingaretti

«Sono sostanzialmente tre, l'europeismo e l'alleanza occidentale, la politica economica, che comporta scelte sullo sviluppo, l'occupazione, la concorrenza, la chiusura ai finanziamenti a pioggia, i diritti umani, cioè la politica dell'immigrazione e dell'accoglienza. Poi, comunque, Lega o non Lega, tutti i governi di coalizione sono molto difficili.

 

Però un anno e mezzo fa non avremmo mai immaginato che i 5 Stelle sarebbero diventati sostenitori dell'Europa e dell'euro, eppure è successo. Io penso che dobbiamo guardare in prospettiva, chiedendoci che cosa serva all'Italia. Secondo me serve una politica più matura, due schieramenti che si confrontano tra di loro. Meglio ancora, servirebbero due grandi partiti uno di centrosinistra e uno di centrodestra, democratici, europeisti e occidentali. E in questo senso l'originalità del governo Draghi può essere decisiva».

Mattarella Draghi

 

Ma con questo governo l'alleanza Pd-Movimento 5 Stelle non rischia di saltare o, quanto meno, di indebolirsi?

«No, io penso che possa rafforzarsi. In politica le alleanze si consolidano o si rompono solo lavorando insieme e nell'ultimo anno e mezzo il rapporto tra Pd e 5 stelle è andato sempre migliorando».

 

Nel Partito democratico c'è chi chiede al segretario Nicola Zingaretti di anticipare il congresso...

«Io penso che appena sarà passato l'allarme rosso per il Covid il Partito democratico potrà fissare la data del nuovo congresso. L'importante è che sia un congresso serio, che metta a fuoco la vera natura del Pd. Per dirla tutta, servirebbe un congresso come quelli che si facevano una volta, con mozioni, grandi dibattiti, coinvolgimento anche degli elettori, delle forze esterne, degli intellettuali. Insomma, un congresso che parli al Paese».

zingaretti di maio

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?