conte mattarella

"CONTE RECITA LA PARTE DEL CIRENEO CHE CANTA E PORTA LA CROCE" - MARZIO BREDA, QUIRINALISTA "VENTRILOQUO" DI MATTARELLA, SI DIVERTE A RECENSIRE IL SAGGIO DI PAOLO ARMAROLI, "CONTE E MATTARELLA" IN CUI SI FANNO NOTALE LE DIFFERENZA TRA I DUE PRESIDENTI: "UNO SI PRESENTA CON ISTITUZIONALI ABITI COLOR ANTRACITE. L'ALTRO VESTE COME UN GAGÀ. UNO MISURA LE PAROLE, L'ALTRO PARLA FINO A DILUIRE IL PENSIERO. IL LIBRO GLISSA SU UN CERTO ANIMUS VENDICATIVO DEL PREMIER CHE…"

Marzio Breda per il "Corriere della Sera"

 

PAOLO ARMAROLI - CONTE E MATTARELLA

Uno «misura le parole, le centellina, le usa come un imperativo kantiano e, come De Gasperi, quando ha finito di parlare non ha niente da aggiungere»...L'altro «parla parla parla... e si direbbe che lo fa per diluire il pensiero, ridurlo a coriandoli e disperderlo... il motto che gli si addice è loquor ergo sum». Uno si presenta con istituzionali abiti color antracite. L'altro veste «come un gagà, con pochette al taschino di giacche sciancrate, un Lord Brummel di Volturara Appula».

 

Uno è «fatto con il fil di ferro dentro», ed è di un'immutabile coerenza (vedi Parmenide). L'altro è «disponibile a indossare i panni dei suoi interlocutori, lieto di recitare la parte del Cireneo che canta e porta la croce», pronto al trasformismo, dunque «in eterno divenire» (vedi Eraclito). Il primo è presidente della Repubblica, il secondo presidente del Consiglio. Diversissimi per cultura e modo d' interpretare il ruolo, ma per un aspetto simili essendo entrambi «a sangue ghiaccio», sono i protagonisti dell' anomalo biennio che ha aperto questa legislatura.

 

giuseppe conte sergio mattarella 1

Anomalo soprattutto se si considera il profilo del premier. Il quale, dopo un incarico maturato «a sua insaputa», è riuscito a succedere a se stesso alla guida di due governi fondati su maggioranze (sin dall' inizio fragili e disunite, comunque) di opposto segno ideologico. Una prodezza politica analizzata da Paolo Armaroli, costituzionalista già deputato di An e membro della Bicamerale dalemiana, in un saggio penetrante e dal ritmo brioso: Conte e Mattarella (La Vela).

PAOLO ARMAROLI

 

È, come recita il sottotitolo, «un racconto sulle istituzioni», che già dalle prime pagine dilata oltre il prevedibile la sfera tecnico-giuridica. Infatti, investigando su quanto è andato in scena e quanto è rimasto dietro le quinte, Armaroli tonifica la propria ricerca con l'introspezione psicologica. Il risultato ci consegna l'immagine di un premier «per caso», che supplisce alle incertezze con la furbizia del temporeggiatore, con un'istintiva capacità manovriera e «nervi d'acciaio».

 

giuseppe conte sergio mattarella

Doti insufficienti, però, se non si ha l'esperienza per cogliere la complessità della politica, specie quella di oggi, e se non si possiede il senso della mediazione che è la forza di Mattarella. Come si è constatato nei momenti critici, quando il capo dello Stato ha usato la persuasione morale, sconfiggendo chi puntava alla catastrofe. Un tipo di prova che si ripropone ora. Non occorre essere antipatizzanti di Conte per avere qualche riserva su come concepisce l'azione di governo. Di sicuro ha «il merito» di essersi avvicinato al Quirinale, forse più per imparare che per ingraziarselo, al punto da diventare «più mattarelliano di Mattarella».

 

conte mattarella

Una metafora, questa di Armaroli, che suona da provocazione, se non altro perché glissa su un certo animus vendicativo del premier. Basta ricordare la sua invettiva nel giorno della prima caduta in Parlamento, davanti a un Salvini che solo in quel momento deve aver capito dove sarebbe sfociato il proprio suicidio politico. Nella resurrezione di Conte, appunto.

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...