valdis dombrovskis

"È ESSENZIALE RIDURRE L'ALTO DEBITO PUBBLICO MA DOBBIAMO FARLO IN UN MODO GRADUALE E SOSTENIBILE" - IL VICEPRESIDENTE DELLA COMMISSIONE UE, DOMBROVSKIS, TORNA A PORRE LA QUESTIONE CARA AGLI EURO-FALCHI: "I PAESI CON UN ALTO DEBITO PUBBLICO DEVONO AVERE UN APPROCCIO PIÙ PRUDENTE MA CONTINUARE A SOSTENERE L'ECONOMIA E NON COMPROMETTERE LA RIPRESA. LA DOMANDA È SE AI LIVELLI ATTUALI DI DEBITO PUBBLICO SIA POSSIBILE CHE UN PAESE RIENTRI DI UN VENTESIMO ALL'ANNO DELLA QUOTA ECCEDENTE IL 60%..."

Francesca Basso per il "Corriere della Sera"

 

paolo gentiloni valdis dombrovskis

«Il Patto di stabilità, in base alla nostra valutazione, ha funzionato bene, ha abbastanza flessibilità come la crisi ha dimostrato: siamo stati capaci di attivare la clausola di salvaguardia e di fornire uno stimolo fiscale molto considerevole all'economia ma ci sono alcuni elementi che vanno affrontati. Bisogna assicurare una riduzione del debito graduale e credibile, serve una semplificazione delle regole, si devono soddisfare i bisogni di investimento».

 

von der leyen

Il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis, ieri ha rilanciato a Strasburgo insieme al commissario Ue all'Economia, Paolo Gentiloni, la consultazione sulla riforma del Patto di stabilità e crescita. Un primo tentativo risale al febbraio 2020 poi bloccato dalla crisi scatenata dalla pandemia. Dombrovskis in un'intervista a un ristretto gruppo di giornali europei ha spiegato cosa accadrà nei prossimi mesi.

 

ursula von der leyen consegna a mario draghi la pagella di bruxelles al recovery plan italiano 1

La premessa è che «è essenziale ridurre l'alto debito pubblico perché questo determina come potremo rispondere a futuri choc ma dobbiamo farlo in un modo graduale e sostenibile; servono finanze pubbliche di qualità per promuovere investimenti pubblici, inclusi quelli per la transizione verde e digitale.

 

In questo contesto la Recovery and Resilience Facility (lo strumento dal quale dipendono i fondi dei Pnrr, ndr ) è un'opportunità unica per coprire i bisogni addizionali di investimento. Un altro aspetto importante è la semplificazione: le regole sono diventate troppo complesse, le vogliamo semplificare e basarle su variabili misurabili. È poi importante costruire un consensus».

 

GENTILONI DOMBROVSKIS

L'Italia ha un debito pubblico molto alto: come fa a ridurre il debito e insieme a garantire gli investimenti necessari alla doppia transizione? Bastano i fondi del Recovery Plan?

«La regola del debito richiede una riflessione su come rendere il percorso di riduzione più realistico e più favorevole alla crescita: questo è uno dei temi della consultazione pubblica che stiamo lanciando. La Recovery and Resilience Facility non copre l'intero divario degli investimenti, perché il bilancio dell'Ue con l'RRF vale il 2% del Pil, mentre i bilanci nazionali sono circa il 50% del Pil. L'Italia è il maggior beneficiario dela RRF, ma certamente anche la composizione delle finanze pubbliche degli Stati membri sarà importante».

 

ursula von der leyen mario draghi

È possibile semplificare le regole fiscali e adottare parametri diversi senza cambiare i trattati e senza una procedura legislativa?

«Lo scopo della Comunicazione di oggi (ieri, ndr ) non è stabilire opzioni concrete di riforma: non presenteremo la proposta o gli orientamenti della Commissione prima della fine della consultazione. Vogliamo ascoltare prima gli Stati membri e gli stakeholder e quindi decidere. È importante essere pragmatici e realisti, soprattutto se voliamo costruire un consensus durante il prossimo anno. Dal mio punto di vista non c'è bisogno di cambiare i Trattati per introdurre importanti cambiamenti al quadro regolatorio fiscale europeo.

 

valdis dombrovskis paolo gentiloni

Quanto alla proposta legislativa, dipende da cosa emerge dalla consultazione pubblica, potrebbe essere anche non legislativa, una comunicazione interpretativa. Sulla semplificazione ci sono discussioni sui parametri come l'out-put gap e l'equilibrio strutturale di bilancio, sui benchmark di spesa, sui differenti tipi di golden rule. Siamo aperti a discutere tutte queste idee. Nella Comunicazione ci sono le sfide che le regole fiscali devono affrontare: da una parte la riduzione del debito in modo graduale e realistico e dall'altra investire».

 

Quando il Patto di Stabilità fu disegnato, il costo del servizio del debito era molto più alto di adesso. Cosa intende per riduzione del debito sostenibile e graduale?

«È vero che allora il costo del servizio del debito era più alto di quanto non lo sia ora, ma non dobbiamo aspettarci che questa situazione rimanga per sempre. Vediamo già dei movimenti a livello di inflazione anche se le attuali previsioni della Commissione e della Bce vedono questo come un picco temporaneo, che si calmerà gradualmente nel corso del prossimo anno. La domanda è se ai livelli attuali di debito pubblico sia possibile che un Paese rientri di un ventesimo all'anno della quota eccedente il 60%».

debito pubblico

 

È realistico questo ritmo di rientro del debito?

«È uno degli elementi del dibattito. Non stiamo presentando adesso le proposte o le conclusioni».

 

Quali sono le debolezze che la pandemia ha lasciato nell'economia Ue?

«Usciamo dalla crisi con livelli alti di deficit e debito pubblico, questa è una preoccupazione che va affrontata. Ci sono poi elementi strutturali come l'invecchiamento della popolazione nell'Ue e la bassa produttività, e la necessità di maggiori investimenti per le due transizioni».

debito pubblico in percentuale del pil

 

Che segnale volete mandare agli Stati membri per la legge di Bilancio 2023. Il Patto di stabilità sarà riattivato da gennaio 2023.

«Ora abbiamo a che fare con le leggi di Bilancio 2022 e la clausola di salvaguardia del Patto di stabilità è ancora attiva. Le linee guida che abbiamo dato è di continuare con politiche fiscali differenziate a seconda del rischio di sostenibilità negli Stati membri, cioè i Paesi con un alto debito pubblico devono avere un approccio più prudente ma continuare a sostenere l'economia e non compromettere la ripresa. Per il 2023 daremo agli Stati membri le linee guida per la preparazione delle leggi di bilancio nel primo trimestre del prossimo anno e più dettagliate nel pacchetto di primavera del semestre europeo».

 

Cosa accadrà se non ci sarà l'accordo sulla revisione del Patto entro la fine del prossimo anno?

«Se la proposta sarà legislativa, il completamento dell'iter per l'adozione entro la fine del prossimo anno sembra piuttosto sfidante. Ma se non si dovesse raggiungere l'accordo, presenteremo una comunicazione interpretativa, come abbiamo fatto nel 2015 sulla flessibilità del Patto, con la quale spiegheremo come la Commissione applicherà le regole tenendo conto del nuovo contesto post pandemia. Ma al momento nessuna decisione è stata presa».

Ultimi Dagoreport

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…

borsa italiana dario scannapieco fabrizio testa cdp cassa depositi e prestiti

DAGOREPORT - PERCHE' ALLA BORSA ITALIANA COMANDANO I FRANCESI? – INFURIA LA BATTAGLIA SULLA CONFERMA DI FABRIZIO TESTA ALLA GUIDA DI BORSA ITALIA, IMPOSTA DALLA FRANCESE EURONEXT E CONTESTATA DA CDP (ENTRAMBI AZIONISTI ALL’’8,08%). SECONDO LA CASSA, NON SAREBBE STATO RISPETTATO IL PATTO PARASOCIALE – EPPURE LA CONSOB, NEL SUO “ACCERTAMENTO” SU BORSA ITALIANA DELLO SCORSO NOVEMBRE, ERA STATA CHIARA: HA RILEVATO UNA “RIPETUTA VIOLAZIONE DELLE REGOLE DEL GOVERNO SOCIETARIO”, HA ACCERTATO CHE “TESTA NON HA DATO LA NECESSARIA INFORMATIVA AL CDA DI BORSA ITALIANA SUI PROGETTI O LE MODIFICHE ALLA STRUTTURA COMMISSIONALE”, “MORTIFICANDO IL RUOLO DEL CDA” – L’ASSEMBLEA DEI SOCI DI BORSA ITALIANA È CONVOCATA PER IL 29 APRILE PER RINNOVARE CDA E VERTICI MA LA GUERRA LEGALE POTREBBE ESSERE MOLTO PIU’ LUNGA...

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...

giorgia meloni trump viviana mazza netanyahu

DAGOREPORT – PERCHÈ È PIÙ FACILE PARLARE CON L’UOMO PIÙ POTENTE (E DEMENTE) DEL MONDO CHE CON GIORGIA MELONI? - PORRE UNA DOMANDINA ALLA "PONTIERA IMMAGINARIA" DEI DUE MONDI È PRATICAMENTE IMPOSSIBILE, MENTRE CON TRUMP BASTA UNO SQUILLO O UN WHATSAPP E QUELLO…RISPONDE – L'INTERVISTA-SCOOP AL DEMENTE-IN-CAPO, CHE LIQUIDA COME UNA SGUATTERA DEL GUATEMALA LA PREMIER DELLA GARBATELLA, REA DI AVER RESPINTO L'INAUDITO ATTACCO A PAPA LEONE, NON E' FRUTTO DI CHISSA' QUALE STRATEGIA DI COMUNICAZIONE DELLA CASA BIANCA, MA SOLO DELLA DETERMINAZIONE GIORNALISTICA DELL'INVIATA DEL "CORRIERE", VIVIANA MAZZA, CHE L'HA TAMPINATO E SOLLECITATO AD APRIRE LE VALVOLE – E' PASSATO INVECE QUASI INOSSERVATO IL SILENZIO SPREZZANTE DI NETANYAHU VERSO MELONI CHE HA FINALMENTE TROVATO IL CORAGGIO DI SOSPENDERE IL PATTO DI DIFESA ITALIA-ISRAELE - TRA UN BOMBARDAMENTO E L'ALTRO DEL LIBANO, IL GOVERNO DI TEL AVIV HA DELEGATO UN FUNZIONARIO DI TERZO LIVELLO PER AVVERTIRE CHE “L’ITALIA HA MOLTO PIÙ BISOGNO DI NOI DI QUANTO NOI ABBIAMO BISOGNO DI LORO''...

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni pier silvio nicola porro paolo del debbio tommaso cerno

DAGOREPORT - MARINA BERLUSCONI NON È MICA SODDISFATTA: AVREBBE VOLUTO I SUOI FEDELISSIMI BERGAMINI E ROSSELLO COME CAPOGRUPPO, MA HA DOVUTO ACCETTARE UNA MEDIAZIONE CON IL LEADER DI FORZA ITALIA, NONCHE' MINISTRO DEGLI ESTERI E VICE PREMIER, ANTONIO TAJANI - LA CACCIATA DEL CONSUOCERO BARELLI, L'AMEBA CIOCIARO NON L'HA PRESA PER NIENTE BENE: AVREBBE INFATTI MINACCIATO ADDIRITTURA LE DIMISSIONI E CONSEGUENTE CADUTA DEL GOVERNO MELONI – AL CENTRO DELLA PARTITA TRA LA FAMIGLIA BERLUSCONI E QUELLO CHE RESTA DI TAJANI, C’È IL SACRO POTERE DI METTERE MANO ALLE LISTE DEI CANDIDATI ALLE POLITICHE 2027 – PIER SILVIO SUPPORTA LA SORELLA E CERCA DI “BONIFICARE” LA RETE(4) DEI MELONIANI DI MEDIASET GUIDATA DA MAURO CRIPPA (IN VIA DI USCITA), CHE HA IN PRIMA FILA PAOLO DEL DEBBIO E SOPRATTUTTO NICOLA PORRO (SALLUSTI SI E' INVECE RIAVVICINATO ALLA "FAMIGLIA") – RACCONTANO CHE IL VOLUBILE TOMMASINO CERNO-BYL SI E' COSI' BEN ACCLIMATATO A MILANO, ALLA DIREZIONE DE "IL GIORNALE", CHE PREFERISCA PIU' INTRATTENERSI CON I “DIAVOLETTI” DELLA BOLLENTE NIGHTLIFE ''A MISURA DUOMO'' CHE CON GLI EDITORI ANGELUCCI…

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI" NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO - DI PIU': IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI - L'ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN'ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L'ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA "PORTA DELLE LACRIME"…