conte renzi

IL "FUND" PER NON ANDARE A FOND - LA MOSSA DELLA DISPERAZIONE DI CONTE: ACCELERARE SUL RECOVERY FUND, COSÌ DA BLOCCARE LA SFIDUCIA DI RENZI - SOLO ORA CHE SENTE LA POLTRONA TRABALLARE, "GIUSEPPI" E' DISPOSTO A DISCUTERE CON GLI ALLEATI LA GOVERNANCE E I PROGRAMMI DI SPESA DEI SOLDI CHE ARRIVERANNO DA BRUXELLES - LA CABINA DI REGIA CI SARÀ, MA AVRÀ POTERI RIDOTTI. IL CONTROLLO DEL PARLAMENTO SARÀ PIÙ CAPILLARE, FORSE CAMBIERÀ ANCHE LO SCHEMA DEI SEI TOP MANAGER…

GIUSEPPE CONTE MATTEO RENZI - BY GIANBOY

Annalisa Cuzzocrea e Emanuele Lauria per "la Repubblica"

 

La mossa di Giuseppe Conte per uscire dall' angolo viene comunicata alle otto di sera di una domenica segnata da nuovi attacchi di Italia Viva e da non robustissime difese dagli alleati. Il premier decide di accelerare sul Recovery plan e convoca le forze di maggioranza: oggi M5S e Pd, domani i riottosi renziani e Leu. L'avvocato è pronto a definire con gli alleati la governance e i saldi del programma da 209 miliardi, dopo lo scontro che ha originato questa sorta di pre-crisi che accompagna la fase calda dell' emergenza Covid.

 

ETTORE ROSATO

Giornata nata sotto cattivi auspici, per il primo ministro, con le dichiarazioni su Sky del coordinatore di Iv, Ettore Rosato, che afferma che il governo - in attesa del chiarimento richiesto - in questo momento non ha la fiducia dei renziani ma neppure della maggioranza. E poi, con Repubblica , rincara la dose allontanando l' ipotesi di elezioni in caso di crisi.

 

Sono accuse che seguono altre, da parte di Iv, e che fanno irritare una volta di più il presidente del Consiglio. Che invoca una presa di distanza da parte degli altri partiti della maggioranza. Le reazioni arrivano alla spicciolata e, almeno per quanto riguarda il Pd, non giungono dai vertici: c' è Michele Bordo, vicecapogruppo alla Camera, che ricorda come Italia Viva abbia il 2 per cento e abbia fallito l' obiettivo di "distruggere i dem": per questo motivo invita Rosato a parlare solo a nome del proprio partito.

ANDREA ORLANDO

 

Ma quando interviene il vicesegretario Andrea Orlando, lo fa solo per invitare Conte a sbloccare l' impasse sulla spesa dei fondi europei e sulla stessa posizione stanno i ministri Gualtieri e Amendola. Solo a tarda ora le repliche a Rosato, più dure, da parte del M5S, che con il capodelegazione Alfonso Bonafede definisce "irresponsabili" i renziani. Mentre Luigi Di Maio, dagli schermi di Che tempo che fa , scaccia le voci di un interesse personale a un turn over a Palazzo Chigi: «Il mio nome è stato spesso associato al ruolo di "premier", ma io voglio andare avanti con questo governo, continuare a fare il ministro degli Esteri. Una follia mettere in discussione Conte».

 

GIUSEPPE CONTE - MATTEO RENZI

Fatto sta che il presidente, in serata, si convince a offrire alla sua coalizione una revisione "concordata" del Recovery. Quindi convoca per oggi e domani i maggiori azionisti giallorossi. Al suo fianco, fa sapere, ci saranno i ministri pd Gualtieri e Amendola e sul tavolo «i lavori di preparazione» - così li chiama - del piano. Conte, sui saldi e sulla task force sembra pronto ad aprire in maniera sostanziale.

 

La cabina di regia ci sarà, ma i suoi poteri saranno ridotti. Il controllo previsto per il Parlamento sarà più capillare, forse cambierà anche lo schema dei sei top manager. Ci sarebbero anche da aumentare i fondi per la Sanità, quei nove miliardi considerati una cifra esigua dai big dello schieramento.

giuseppe conte vincenzo amendola

 

La strategia è chiara: mostrare maggiore disponibilità al dialogo e sciogliere il nodo del Recovery prima della verifica di maggioranza e, soprattutto, di un Consiglio dei ministri a rischio altissimo. Non è che Renzi accolga la scelta con grande entusiasmo: «Se il cambio di metodo che chiedevamo - dice ai suoi - è che dobbiamo apprendere di convocazioni a Palazzo Chigi dalle agenzie o dalle veline di Palazzo Chigi non hanno capito cosa stanno rischiando».

 

MATTEO RENZI TERESA BELLANOVA

L' ex premier conviene sul fatto che Conte stia cercando di aprire, ma non deflette: attende risposte su tutte le questioni poste, non solo sul Recovery. Non vuole però fornire alibi al premier né agli alleati. E quindi la delegazione di Italia Viva risponderà all' appello. In un clima, comunque, sempre più teso. E con tutti gli scenari aperti sul futuro dell' esecutivo e della stessa maggioranza.

Ultimi Dagoreport

donald trump benjamin netanyahu

FLASH – LA STRATEGIA ELETTORALE DI NETANYAHU? BOMBARDARE! “BIBI” CONTINUA A MARTELLARE IL LIBANO PER RISALIRE NEI SONDAGGI, IN VISTA DELLE ELEZIONI DI OTTOBRE, MA ORMAI IL SUO DESTINO SEMBRA SEGNATO – ANCHE DONALD TRUMP GLI HA CONSEGNATO UN BEL “VAFFA”: IL TYCOON HA CAPITO CHE DEVE PUNTARE LE SUE FICHES SU UN GOVERNO DI CENTRODESTRA CHE ABBIA UN PREMIER MENO COMPROMESSO DI “BIBI”. LO SPARTIACQUE CHE HA PORTATO TRUMP A SCARICARE NETANYAHU È STATO IL NO ALLA GRAZIA DA PARTE DEL PRESIDENTE ISAAC HERZOG…

calamucci del deo striano

FLASH! – DURANTE L’ERA MELONI SONO ACCADUTI TRE SCANDALI POLITICI GRAVISSIMI DI CYBER-SPIONAGGIO E DOSSIERAGGIO ILLECITO: IL "CASO STRIANO", CHE HA TRAVOLTO LA DIREZIONE NAZIONALE ANTIMAFIA (DNA); IL "CASO EQUALIZE", SOCIETÀ CHE RACCOGLIEVA INFORMAZIONI RISERVATE E SENSIBILI PER CONTO DI AZIENDE, MANAGER E PRIVATI; IL CASO "SQUADRA FIORE", COMPOSTA DA EX 007, HACKER E IMPRENDITORI, CHE HA COINVOLTO GIUSEPPE DEL DEO, EX NUMERO DUE DEI SERVIZI SEGRETI – COME MAI, DOPO LA FIAMMATA INIZIALE, I GIORNALONI NON NE PARLANO PIÙ? CHE FINE HANNO FATTO LE TRE INCHIESTE?

monte dei paschi di siena mps banco bpm luigi lovaglio giuseppe castagna hugues brasseur

DAGOREPORT - LA FUSIONE MPS-BPM È DAVVERO FINITA NEL CESTINO? PER SALVARSI DALL’OPAS DI INTESA, LOVAGLIO E CASTAGNA POTREBBERO AGGRAPPARSI A DUE SALVAGENTI: ANTI-TRUST E CREDIT AGRICOLE - INCORPORANDO IL 13% DI GENERALI, IL DESTINO CINICO E BARO VUOLE CHE IL PRIMO COMPETITOR DEL LEONE DI TRIESTE NEL MERCATO ASSICURATIVO, SIA PROPRIO INTESA - CON UNA QUOTA COSÌ IMPORTANTE IN GENERALI, L’ANTI-TRUST POTREBBE CONSIDERARE INTESA IN GRADO DI CONDIZIONARE ASSEMBLEE, INFLUENZARE NOMINE E SCELTE STRATEGICHE - IL FUTURO DI CASTAGNA È NELLE MANINE DEI FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE, CHE DETIENE IL 29,9% DI BPM - VISTO L’OTTIMO RAPPORTO DI GIORGETTI E CASTAGNA CON LA “BANQUE VERTE”, C’È CHI IPOTIZZA CHE IL GOVERNO MELONI POTREBBE DARE L’OK A UNA FUSIONE DI BPM CON CRÉDIT AGRICOLE ITALIA, SETTIMO GRUPPO BANCARIO ITALIANO - MA C’È CHI VA OLTRE: NULLA VIETEREBBE A CREDIT AGRICOLE DI LANCIARE UN'OPAS SU SIENA CONTRO L'OPAS DI INTESA…

fertitta meloni

"BENVENUTA A BORDO, GIORGIA!", COSÌ E STATA ACCOLTA LA PREMIER DELLA SGARBATELLA DALL’AMBASCIATORE USA A ROMA, TILMAN FERTITTA, CHE NELL’ULTIMO WEEKEND L'HA OSPITATA SUL SUO MEGA-YACHT "BOARDALK" DI 117 METRI, CHE HA GETTATO L'ANCORA ALL’ARGENTARIO DAVANTI ALL’''HOTEL PELLICANO", IMPEGNATO A COSTEGGIARE IL BELPAESE ("COASTAL DIPLOMACY", LA CHIAMA) - DOPO IL RENDEZ-VOUS, UNA VOLTA SBARCATA A PORTO ERCOLE, LA EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" NON HA DOVUTO "IMPLORARE" PER UN SELFIE, COME AD EVIAN CON IL TRUMPONE, METTENDOSI IN SORRIDENTE POSA CON I VILLEGGIANTI - DOPO ESSERE STATA SPUTTANATA E INSULTATA VIA SOCIAL DAL SUO EX AMICO COL CIUFFO, LA CAMALEONTICA "GIGIORGIA" FORSE SPERA ANCORA DI RIALLACCIARE UN RAPPORTO COL DEMENTE DELLA CASA BIANCA AL CONVEGNO NATO DI ANKARA DEL PROSSIMO 7 LUGLIO - NEL DUBBIO DI QUALE SARA' LA REAZIONE DI TRUMP VERSO DI LEI (BUFFETTO O SCHIAFFETTO?), LA DUCETTA AZZOPPATA È STATA BEN ATTENTA A NON FAR SAPERE ALLE GAZZETTE DEL SUO INCONTRO CON FERTITTA - LA SMENTITA DI PALAZZO CHIGI: "MELONI NON È STATA SULLO YACHT DI FERTITTA. NOTIZIA INVENTATA"