calenda meloni

"AL GOVERNO, LA MELONI DURERÀ SEI MESI" - PARLA CALENDA: “PORTEREBBE L'ITALIA NON TANTO ALL'EPOCA TRUCE DEL VENTENNIO, MA IN ZONA VENEZUELA. IL PROGRAMMA ECONOMICO DELLA DESTRA SOVRANISTA È LA RICETTA PERFETTA PER IL DEFAULT. LA MELONI SI PORTA DIETRO QUESTO SUO NON AVERE ALTRA CULTURA POLITICA PERSONALE SE NON QUELLA DELL'EPICA DEI FASCI DI COLLE OPPIO" - "LA CREDIBILITÀ INTERNAZIONALE? NESSUN LEADER EUROPEO VORRÀ STRINGERLE LA MANO"

 

Estratto dell’articolo di Valerio Valentini per “il Foglio”

 

[…] Dice, Carlo Calenda, che "in quanto ad agenda economica, Nicola Fratoianni e Giorgia Meloni sono in perfetta sintonia: professano lo stesso statalismo improvvisato". E però dei due, è una sola quella che ha legittime ambizioni di applicarle al governo, quelle ricette.

 

CARLO CALENDA

"E così porterebbe l'Italia non tanto all'epoca truce del Ventennio, ma in zona Venezuela". Donna Giorgia come Maduro? "Il programma economico della destra sovranista è la ricetta perfetta per il default. E poi le continue, surreali dichiarazioni di voler modificare il Pnrr negoziato con Bruxelles da Draghi. Magari realizzerebbe un decimo di quello che promette, ma con il solo uso scriteriato della propaganda Meloni sta producendo una fuga degli investitori internazionali dal nostro mercato del debito. In questo, la sua ascesa è analoga a quella di Salvini".

 

GIORGIA MELONI 1

E allora anche i sospetti di nostalgie che la Meloni si porta dietro, questo suo "non avere altra cultura politica personale se non quella dell'epica dei fasci di Colle Oppio", è preoccupante in quest' ottica: "Sul piano, cioè, della credibilità internazionale, perché nessun leader europeo vorrà stringerle la mano". E dunque la previsione del leader del Terzo polo, è netta: "Al governo, la Meloni durerà sei mesi".

 

Sei mesi? Lo si diceva anche del M5s: e invece. "Ma l'agenda della Meloni è semplicemente irrealizzabile", insiste Calenda. "Duecento miliardi di nuove spese: questo è il programma della destra. Una sintesi di anarcosfascismo che acuirà le tensioni sociali.

 

CARLO CALENDA MARA CARFAGNA - BY CARLI

Anche perché il primo atto che la destra dovrebbe fare sarebbe una delle leggi di Bilancio più severe degli ultimi anni. Altro che flat tax e quota 41. E poi la crisi energetica: Meloni, sull'opposizione all'indispensabile rigassificatore di Piombino, è alleata proprio di Fratoianni e Bonelli. Ed è convinta di nazionalizzare tutto.

 

Pur di compiacere i sindacati organizzati della ex Alitalia, considera tutto sommato un effetto collaterale marginale il dover accollare ancora una volta i conti di Ita sui contribuenti. Questo suo protezionismo pecoreccio tradisce in realtà una grossa sfiducia verso la nazione di cui si professa patriota: l'idea, cioè, che solo rinunciando alla competizione con gli altri, alle sfide che l'Europa ci pone, possiamo restare in piedi".

GIORGIA MELONI.

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