grillo di maio taverna patuanelli

"NON MI AVETE DIFESO, QUI COLPISCONO MIO FIGLIO PER PRENDERSELA CON ME" - BEPPE GRILLO S'INCAZZA CON I BIG GRILLINI CHE SI SONO BEN GUARDATI DAL SOSTENERLO DOPO LA SHIT-STORM PER IL VIDEO SUL FIGLIO CIRO - GRILLO E' FURIOSO ANCHE CON ENRICO LETTA CHE A SUO DIRE AVREBBE STRUMENTALIZZATO LA VICENDA - TRA I PARLAMENTARI M5S MONTA L'INSOFFERENZA: "IL SUO SFOGO E' STATO UN ATTENTATO AL NOSTRO CREDO, COSÌ HA BRUCIATO LA CASA CHE HA COSTRUITO…"

GRILLO DI MAIO CASALEGGIO

Emilio Pucci per "il Messaggero"

 

«Mi dovete sostenere, qui colpiscono mio figlio per prendersela con me». C' è tutta la rabbia nelle parole di Beppe Grillo che martedì sera ha sentito al telefono i big M5s. Le distanze prese dai vertici e dai parlamentari le ha interpretate come delle coltellate alle sue spalle. «Non mi avete difeso», l'accusa. L'Elevato non ha intenzione di fare marcia indietro. Ieri avrebbe voluto fare un altro video ma è stato stoppato: «Meglio di no».

In realtà la base parlamentare si sarebbe aspettata un suo intervento ma per scusarsi, non certo per rilanciare. Ed è calato il gelo.

beppe grillo luigi di maio

 

Anche tra il fondatore M5s e Conte. I due si sono parlati ma ognuno è rimasto sulle sue posizioni. In tanti, in realtà, avrebbero preferito che l'ex premier fosse stato più esplicito nel condannare quel j'accuse contro tutti. E il caso rischia seriamente di minare l'asse con il Pd. Grillo è irritato anche con Letta che a suo dire avrebbe strumentalizzato la vicenda, non comprendendone l'intento. «In ballo c'è la vita di mio figlio che è innocente, tutto il resto sono interpretazioni», il suo ragionamento. Nessuna giravolta, quindi. Da qui il malessere tra le fila pentastellate.

beppe grillo giuseppe conte luigi di maio

 

«E' stato un attentato al nostro credo, così ha bruciato la casa che ha costruito», una delle invettive di deputati e senatori. Il dato è che Grillo non è più intoccabile. Quelli che da sempre gli sono vicini non vogliono certo farne a meno. «Resta il nostro punto di riferimento. Non possiamo farne a meno», il refrain. Ma non la pensa così chi non ha condiviso le affermazioni dell' ex comico. «Non possiamo mettere la testa sotto la sabbia», la protesta.

 

stefano patuanelli question time in senato

Andreola, componente del Collegio dei probiviri M5s, ha espresso tutto il suo rammarico. «Devono intervenire i vertici», la sua richiesta. Domani è prevista un' assemblea dei deputati. All' ordine del giorno il bilancio, ma si parlerà ovviamente anche del caso Grillo. Difficile che questa volta si appalesi. E intanto il figlio Ciro è tornato su Instagram dopo un anno e mezzo di assenza, ricevendo pero' una marea di insulti. Ora il passaggio decisivo per M5s è la risoluzione del nodo Rousseau. Ci stanno lavorando lo stesso Conte insieme a Crimi.

DAVIDE CASALEGGIO

 

L'ex premier e i vertici pentastellati hanno paura di non poter fare a meno di Casaleggio. Hanno cercato altre piattaforme E-voting ma la caccia è stata vana. Solo Rousseau assicura garanzie di affidabilità e di riservatezza e non ha problemi di andare in crush. Il termine fissato per un accordo dal figlio di Gianroberto scade oggi. E' in corso l' ultima trattativa ma nei giorni scorsi è arrivata la mano tesa di Casaleggio che ha fornito tutti i dati degli iscritti M5s ma non l' uso del software.

 

giuseppe conte beppe grillo luigi di maio 1

LE TRE STRADE

Tre le strade alle quali si sta lavorando: una è quella di accettare l' ingresso politico' di Casaleggio nel Movimento, ovvero la possibilità che lavori alla scrittura del manifesto e alle regole, anche quelle per le rendicontazioni. Ma deve far votare sulla leadership di Conte sulla piattaforma per sbloccare la partita: Davide vuole prima gli arretrati e non si fida. Da qui l' impasse.

 

davide casaleggio

La seconda comporta un utilizzo di una piattaforma, diluendo il traffico degli iscritti in rete e accettando quindi meccanismi farraginosi. L' ultima ed è quella che potrebbe a questo punto essere la più percorribile è che Conte faccia qualcosa di nuovo, cambiando non solo il simbolo ma nei fatti costruendo un proprio partito e svuotando così M5s. Ora l' ex premier è ad un bivio ma il pressing affinché decida è sempre più forte.

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