giorgia meloni

"IL PERICOLO DI GIORGIA MELONI A PALAZZO CHIGI NON È IL FASCISMO MA L'INCOMPETENZA" - IL POLITOLOGO DELLA LUISS ROBERTO D’ALIMONTE: "SONO LE ELEZIONI PIU’ SCONTATE DI SEMPRE. TRA IL CENTRODESTRA E IL CENTROSINISTRA CI SARÀ UNA DISTANZA DI 15 PUNTI, A MENO DI FATTI SCONVOLGENTI, COME AVVENNE CON LA GESTIONE DELL'ATTENTATO IN SPAGNA DA PARTE DI AZNAR, CHE NEL 2004 GLI COSTÒ LA VITTORIA SICURA" - "CONTE VERRÀ VOTATO DA QUELLI DI SINISTRA. ITALEXIT POTREBBE SUPERARE IL..."

Concetto Vecchio per repubblica.it

 

Giorgia Meloni

Roberto D'Alimonte, politologo, docente alla Luiss, quest'onda per Giorgia Meloni come si spiega?

"La gente vuole cambiare. Dice: "Abbiamo provato tutti, ora proviamo anche lei". E' un sentimento".

 

Non è il sentimento di ogni campagna elettorale?

"Sì, e non c'è flat tax o blocco navale che tenga. Prevale un desiderio di novità, come accadde prima di lei per Berlusconi, Renzi, Grillo".

Meloni nuova non è.

"Però è stata all'opposizione".

 

Sta facendo una campagna cauta?

"Ma il vero pericolo di Giorgia Meloni a palazzo Chigi non è rappresentato dal fascismo, ma dall'incompetenza".

Che distanza c'è tra il centrodestra e il centrosinistra?

D'ALIMONTE

"Almeno 15 punti. E tale rimarrà, perché il voto last minuite stavolta non cambierà i rapporti di forza".

 

Non c'è un 40 per cento che deve ancora decidere per chi votare?

"Quel quaranta per cento in realtà è fasullo, perché sappiamo già che almeno il trenta sicuramente non ci andrà a votare".

Allora quanto peserà l'astensionismo?

"Si rischia di scendere per la prima volta sotto il 70 per cento dei votanti. Nel 2018 andò alle urne il 73 per cento, ma l'astensione fu attutita dal voto per l'M5S".

 

I Cinquestelle sono cresciuti. Come spiega l'ascesa di Conte?

"E' il partito del reddito di cittadinanza. E quindi il radicamento è ancora molto forte al Sud. Ho visto dei sondaggi riservati che danno l'M5S sopra il venti per cento in Molise e a Napoli. Del resto quattro anni fa lì presero il cinquanta per cento".

 

Il centrodestra vuole toglierlo, il reddito.

mattarella meloni

"Perché è sensibile alle piccole e medie imprese che non riescono ad assumere perché nessuno vuole perdere il sussidio. Mi trovo in Molise dove gli agricoltori fanno fatica a trovare chi raccoglie l'uva nei campi. Questi operai prendono 60 euro netti al giorno, significa circa 1200 euro nei venti giorni della vendemmia, ma chiedono di lavorare in nero, cosa non più possibile visti i controlli degli ispettori del lavoro nei campi".

 

Lega e Fratelli d'Italia potranno ottenere la maggioranza assoluta?

"Mi sembra difficile, senza Forza Italia".

I giornali della destra già parlano di cappotto, col centrodestra che si prende i due terzi dei seggi.

"Per riuscirvi dovrebbero vincere tutti i collegi uninominali e superare il 50 per cento nel proporzionale"

 

Qual è il dato più realistico?

ABBRACCIO MATTEO SALVINI E GIORGIA MELONI A MESSINA

"Il centrodestra potrà aggiudicarsi il 70 -80 per cento dei seggi uninominali e il 55-60 dei totali. Non avrà problemi di maggioranza né al Senato né alla Camera. Come vede sono le elezioni più scontate di sempre".

Conte chi lo vota a parte il Sud?

"Quelli di sinistra".

 

E Meloni?

"Le cito i dati Ipsos. Per Fratelli d'Italia vota il 25 per cento dei lavoratori autonomi, il 21 per cento degli impiegati, il 22 per cento degli operai, il 19 per cento dei disoccupati".

 

Un mix di autonomi e voto popolare?

"Sì, Fratelli d'Italia è diventata interclassista. Solo studenti, pensionati e i laureati votano più Pd di Fratelli d'Italia".

 

Non cambierà, da qui al 25 settembre?

"No, a meno di fatti sconvolgenti, come avvenne con la gestione dell'attentato in Spagna da parte di Aznar, che nel 2004 gli costò la vittoria sicura".

 

I quattro milioni di under 25 che voteranno per la prima volta al Senato chi sceglieranno?

"Tra i 18 e i 34 anni il 19 per cento sceglie Pd, il 15 Fratelli d'Italia".

Calenda e Renzi supereranno Forza Italia?

"Non credo. Calenda ha fatto troppe giravolte. E' molto difficile da stimare, va bene solo nelle grandi città".

GIORGIA MELONI 1

 

Il Pd perché non cresce mai?

"Perché è vecchio. Non esprime il cambiamento".

Boccia Letta?

"No, ma è stato chiamato per pacificare, dopo che il suo predecessore aveva detto che si vergognava del partito. Che forza propulsiva può avere? Il Pd di Letta non è quello di Veltroni che ottenne un 33 per cento che oggi appare lontanissimo".

Italexit di Gianluigi Paragone può essere la vera sorpresa?

"Potrebbe superare il 3 per cento, ed entrare in Parlamento".

 

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