cossiga renzi mattarella

"PER IL QUIRINALE FIGURE MAI TROPPO INGOMBRANTI. LA NOSTRA È UNA REPUBBLICA PRETERINTENZIONALE!" – MARCO FOLLINI E LA SCELTA DI COSSIGA: "IL SUO NOME VENNE FATTO DURANTE UNA CENA A CASA AGNES ALLA QUALE ERANO PRESENTI IL SEGRETARIO DELLA DC DE MITA E IL SEGRETARIO DEL PCI NATTA, DUE FORZE POLITICHE CHE ALLA FINE DEL SETTENNATO CAMBIARONO IDEA SUL PICCONATORE. ALCUNI GRANDI ELETTORI SI SONO PENTITI DEL CANDIDATO SUL QUALE AVEVANO SCOMMESSO. PROBABILMENTE È STATO COSI' ANCHE PER RENZI CON MATTARELLA" - E SU DRAGHI...

Fabio Martini per “La Stampa”

marco follini foto di bacco

 

Marco Follini, che da vicepresidente del Consiglio è stato protagonista (assai critico) della fase più acuta del "berlusconismo", è chiaro nel descrivere il rischio col quale il Paese si sta avvicinando all'appuntamento del Quirinale: «C'è un'attenzione spasmodica in queste settimane e si capisce perché: siamo dentro una crisi di sistema e la postazione del Quirinale è diventata cruciale. O si capisce che per il Paese è un'occasione per risalire la china o non resta che incrociare le dita».

 

Eppure, Mario Draghi si ostina a non scoprirsi: troppo coperto? «Ma non si può pensare che lui sia il banditore di se stesso e della sua campagna presidenziale! La scelta spetta ai partiti».

CIRIACO DE MITA E FRANCESCO COSSIGA

 

Classe 1954, parlamentare per quattro legislature, componente per diversi anni dell'"onnipotente" Direzione della Dc, Marco Follini è stato segretario dell'Udc e vice di Berlusconi a palazzo Chigi tra il 2004 e il 2005, prima di dimettersi per le difficoltà di rinnovare la coalizione di centro-destra.

 

Una costante delle scalate al Quirinale: mai nessun cavallo di razza, Fanfani, Moro, Andreotti, ma neppure D'Alema, Prodi e Berlusconi, è mai diventato Presidente. Perché?

«La storia della Repubblica è fondata sulla diffidenza verso un'eccessiva concentrazione di potere. Questo ha fatto sì che per il Quirinale venissero scelte figure non troppo ingombranti. Da questo punto di vista la nostra è una Repubblica preterintenzionale! » .

 

cossiga

Cioè i Presidenti finiscono per fare cose diverse da quelle per le quali sono stati eletti? Anche le chiacchiere di questi giorni sul profilo del prossimo presidente rischiano di finire in fumo?

«Nel 1985 il nome di Francesco Cossiga come possibile, futuro presidente della Repubblica venne fatto durante una cena a casa Agnes alla quale erano presenti il segretario della Dc Ciriaco De Mita e il segretario del Pci Alessandro Natta.

 

Due forze politiche che nella fase finale della presidenza Cossiga avevano maturato un'altra opinione sul capo dello Stato. La maggior parte dei presidenti, eletti sulla base del loro basso profilo, ne hanno acquisito uno molto più marcato.

 

E alcuni grandi elettori si sono poi pentiti del candidato sul quale avevano scommesso. Fu così anche per Craxi con Scalfaro, così probabilmente è stato per Renzi con Mattarella. Il Quirinale si anima e vive di vita propria: non è la conseguenza delle manovre del giorno prima».

Alessandro Natta

 

Stavolta partiti deboli e un solo cavallo di razza: rischia di non farcela neppure Draghi?

«Jorge Luis Borges diceva che avrebbe voluto essere cittadino svizzero perché lì non si conosceva il nome del Presidente. Se dessimo retta a Borges, si potrebbe eleggere chiunque, ma il Quirinale non è la Svizzera: dobbiamo avere la cura di scegliere la personalità che riverbera il maggior credito sul Paese. Dal mio punto di vista, Mario Draghi».

 

Berlusconi è stato determinante solo nel 1999: contribuendo ad eleggere Ciampi, non esitò a dividersi dalla Lega. Bis in vista?

«Ricordo che nel maggio 1999 Berlusconi convocò i capigruppo del centrodestra e si disse convinto che Ciampi fosse la scelta giusta, rammaricandosi che la Lega non l'avesse condivisa. Ma allora Bossi era ancora sulla trincea delle elezioni del 1996: contro gli uni e contro gli altri».

giulio andreotti francesco cossiga

 

Quel precedente dice qualcosa all'oggi?

«Il grande dilemma politico che abbiamo davanti è questo: se i partiti della maggioranza di governo vanno in ordine sparso all'appuntamento del Quirinale, è difficile che la loro unità si ricomponga il giorno dopo. Allora Berlusconi e Bossi si divisero, ma stavano entrambi all'opposizione. Oggi per Forza Italia e Lega dividersi, stando nello stesso Consiglio dei ministri, è più complicato che allora».

 

Mattarella, a dispetto delle standing ovation, è fermo nel no al bis, ma diversi Presidenti hanno brigato per restare. Ricordi personali?

«Premesso che i pensieri di Cossiga non erano chiodi fissi, quando venne eletto, riunì a palazzo Giustiniani la Direzione Dc e lesse una dichiarazione commossa con la quale restituiva la tessera.

 

craxi

Ai margini della riunione mi disse: "Ho pensato che quando finirò di fare il presidente della Repubblica avrò 63 anni. . " . Come a dire che in lui c'era un'ansia che aveva cominciato a divorarlo già da prima. Forse il picconatore era nascosto tra le pieghe della sua compostezza istituzionale».

 

Nel 1970 uno sciopero generale accelerò la caduta del governo Rumor: Draghi coglierà il segnale per orientare le sue scelte verso il Quirinale?

scalfaro

«Per la verità gli storici non sono concordi nell'attribuire le dimissioni del governo Rumor allo sciopero generale e tuttavia se ogni fattore di instabilità lo vogliamo filtrare alla luce della contesa per il Quinale, non ne usciamo più. La saggezza di una classe dirigente sta nel concentrarsi sull'ordine del giorno».

 

De Nicola, Cossiga, Ciampi, Napolitano 2: tutti eletti al primo scrutinio: non serve un "pacchetto" che tenga assieme Quirinale, palazzo Chigi e durata della legislatura?

«Io non metterei troppe cose assieme. Si tratta di scegliere il capo dello Stato, non di ipotecare il prossimo governo né la data del voto. Si fa un passo alla volta. Se si decide tutto assieme, sa cosa accade? Si amplia lo spettro delle differenze».

 

Lei vede Draghi al Quirinale come riscatto per partiti in crisi di identità?

«Una presidenza Draghi non sarebbe l'espressione della marginalità dei partiti. Potrebbero interpretarla come la possibilità della loro risalita».

marco follini foto di baccomarco follini foto di bacco (2)

Ultimi Dagoreport

peter thiel donald trump papa leone xiv thomas joseph white

DAGOREPORT – PREVOST, CUOR DI LEONE: “NON ME NE FREGA NULLA DEI SOLDI CHE ARRIVANO DAGLI STATI UNITI. CANCELLATE LE CONFERENZE ALL'ANGELICUM DI PETER THIEL” - LA RISPOSTA TOSTA DEL SANTOPADRE AL RETTORE DELL'ANGELICUM, IL TRUMPIANO THOMAS JOHN WHITE, CHE GLI AVREBBE FATTO PRESENTE DI CORRERE COSI' UN SERIO RISCHIO: FAR SVANIRE L'OBOLO DEGLI STATI UNITI, PRIMO FINANZIATORE DEL VATICANO (13,7 MILIONI) – COLPO DI SCENA AL TERZO GIORNO DI PISTOLOTTI ROMANI, THIEL HA SVELATO IL NOME DI CHI AVREBBE AVVERTITO IL MONDO DELL’ARRIVO DELL’ANTICRISTO: RATZINGER, DEFINITO “IL PIÙ  GRANDE PENSATORE CRISTIANO DEGLI ULTIMI 100 ANNI” (NON A CASO FU BENEDETTO XVI CHE TOLSE LA SCOMUNICA AI SEGUACI ANTI-CONCILIARI DI MONS. LEFEVBRE) - IL NOME DI RATZINGER   SERVE SOLO A RINFOCOLARE LA SPACCATURA TRA LA CHIESA CONSERVATRICE USA E QUELLA PROGRESSISTA DI LEONE XIV…

donald trump e mark rutte a palm beach

DAGOREPORT – PEGGIO DI TRUMP CI SONO SOLO I CAMERIERI PAVIDI COME MARK RUTTE CHE, PER ACCONTENTARE IL "PADRONCINO" DI TURNO, SONO DISPOSTI A TUTTO – IL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO HA RICEVUTO UN “VAFFA” DAI PAESI EUROPEI, STUFI DEI SUOI APPECORONAMENTI DI FRONTE AL TYCOON – RUTTE, DOPO LO SCOPPIO DELLA GUERRA IN IRAN, HA GARANTITO A TRUMP IL MASSIMO SUPPORTO DELLA NATO, CIANCIANDO DI UN “AMPIO SOSTEGNO” DA PARTE DEI LEADER DELL’ALLEANZA. SOSTEGNO CHE NON C’È MAI STATO, TANTOMENO ADESSO CHE IL TYCOON MINACCIA GLI ALLEATI DI UN “FUTURO TERRIBILE”, E METTE IN DISCUSSIONE L’ESISTENZA STESSA DELLA NATO…

donald trump stretto di hormuz

DAGOREPORT – COME GODE XI JINPING! QUANDO TRUMP HA MINACCIATO DI RINVIARE IL SUO VIAGGIO IN CINA, LA RISPOSTA È STATA, PER USARE UN CINESISMO, UN SONORO “ESTICAZZI!” – IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO HA LA FACCIA COME IL CULO A CHIEDERE L’INTERVENTO DELLA NATO, LA STESSA CHE PER ANNI HA DEFINITO INUTILE, MINACCIANDO L’USCITA DEGLI USA: “VOI AVETE BISOGNO DELLA NATO, NOI NO” - ORA IL DEMENTE IN CHIEF FRIGNA PERCHÉ GLI STATI EUROPEI SI RIFIUTANO DI PARTECIPARE ALLA GUERRA IN IRAN – L’EFFETTO TRUMP SULLE ELEZIONI IN EUROPA (IN FRANCIA E SPAGNA, I PARTITI FILO-MAGA DELUDONO LE ASPETTATIVE) E IL PARADOSSO CHE OSSERVA IL “FINANCIAL TIMES”: “TEHERAN, DIMOSTRANDO AL MONDO CHE LA CHIUSURA DELLO STRETTO DI HORMUZ È UNA MINACCIA REALE E PRATICABILE, HA SCOPERTO UN POTENTE STRUMENTO DI DETERRENZA FUTURA. SE IL REGIME SOPRAVVIVERÀ A QUESTA GUERRA, POTREBBE PERSINO EMERGERE IN UNA POSIZIONE INTERNAZIONALE PIÙ FORTE” (BOMBA ATOMICA COMPRESA)

andrea orcel friedrich merz giorgia meloni

DAGOREPORT – IERI ANDREA ORCEL HA FATTO VENIRE UN COCCOLONE A PALAZZO CHIGI - MA COME, PROPRIO ORA CHE  GIORGIA MELONI HA PERSO TRUMP E S’È ATTACCATA ALLA GIACCHETTA DEL CANCELLIERE TEDESCO MERZ, 'STO ORCEL CHE FA? L'UNICREDIT LANCIA L’OPS SUL 30% DI COMMERZBANK FACENDO INCAZZARE LA GERMANIA TUTTA!?! – IL MANAGER ROMANO HA CHIUSO LA "GUERRA" PRECISANDO CHE L'OPS NON IMPLICA LA GOVERNANCE DELLA SECONDA BANCA TEDESCA - IL PARADOSSO DELLA LEGA: IL PARTITO CHE SI È OPPOSTO A TUTTA GOLDEN POWER ALL’OPERAZIONE BANCO BPM, ORA DIFENDE UNICREDIT, PUR DI METTERLA IN QUEL POSTO ALLA DUCETTA…

alessandro giuli pietrangelo buttafuoco giorgia meloni

FLASH! – BUTTAFUOCO E FIAMME! PALAZZO CHIGI VOLEVA "SOPIRE, TRONCARE" LA FAIDA SULLA BIENNALE MA IL CORO DELLE PENNE DI SINISTRA IN DIFESA DI "JAFAR AL SIQILLI" ORA COSTRINGE GIORGIA MELONI A PRENDERE POSIZIONE SULLA DECISIONE DI RIAPRIRE IL PADIGLIONE RUSSO DEL SUO AMICO PIETRANGELO. E, IN MEZZO A 'STA CACIARA, TOVARISH SALVINI GODE – QUALCUNO RICORDI AI VARI MATTIA FELTRI E FILIPPO CECCARELLI, CHE CELEBRANO IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE COME UN GRANDE LIBERALE, CHE BUTTAFUOCO PUBBLICO' NEL 2003 UN LIBRO, "FOGLI CONSANGUINEI", EDITO DA "ARISTOCRAZIA ARIANA" DI FRANCO FREDA, CAMERATA DI "ORDINE NUOVO"…

peter thiel anticristo

DAGOREPORT - ARRIVA A ROMA IL MARZIANO PETER THIEL, CAVALIERE NERO DELLA TECNODESTRA? ESTICAZZI! - NELLA CITTA' DEI PAPI, DI GIULIO CESARE E DI NERONE, LA STORIA SE NE FOTTE DELLA CRONACA DEI THIEL E DEI MUSK - IN GIRO PER IL MONDO, IL GURU DI "PALANTIR" È STATO ACCOLTO DA PREMIER, MINISTRI, ALTI FUNZIONARI. SBARCA A ROMA E SI RITROVA QUATTRO SCAPPATI DI CASA - AL SECONDO GIORNO DI CONFERENZE, LA PLATEA S'È SVUOTATA IN PESO E QUANTITÀ: I POCHI "PINGUINI" ROMANI SUPERSTITI SONO USCITI FRASTRONATI DALLA NOIA – CERTO, TANTA SORPRESA...SORPRENDE: BASTAVA LEGGERE UN QUALUNQUE INTERVENTO DI THIEL PER CAPIRE CHE IL PIPPONE SULL’ANTICRISTO NON E' LETTERALE, DUNQUE RELIGIOSA O BIBLICA, MA E' UNO STRUMENTO DI MARKETING, UNA PARACULATA PER DARE DIGNITÀ FILOSOFICA ALLA SFIDA USA VS CINA E ALLA SOPRAVVIVENZA DELL'OCCIDENTE (E DEI SUOI BUSINESS) – SE IL MARZIANO DI FLAIANO VIENE SFANCULATO DAI ROMANI DOPO UNA SETTIMANA, PER L’ALGIDO E ARROGANTE TECH-PARAGURU DEL MONDO MAGA DI JD VANCE IL "VAFFANCULO" E' ARRIVATO DOPO 24 ORE....