responsabili

"RESPONSABILI" PER UN WEEKEND - DOVEVANO SALVARE CONTE E ORA CHE FANNO, VANNO A GUARDARE I CANTIERI? MARIO DRAGHI HA SEPPELLITO UN INTERO MANIPOLO DI VOLTAGABBANA - PER LELLO CIAMPOLILLO, MARIA ROSARIA ROSSI, LUIGI VITALI, ANDREA CAUSIN, RICCARDO NENCINI E L'EX CAMERATA RENATA POLVERINI, FINITE LE INTERVISTE E LE COMPARSATE TV, RESTA UNA RICCA CONSOLAZIONE: I 350MILA EURO DI STIPENDIO ANCORA DA INTASCARE DA QUI A FINE LEGISLATURA (SE CI ARRIVANO...)

Alessandro Giuli per “Libero quotidiano

 

ciampolillo

I Responsabili? Ma chi se li ricorda più? Tempo una settimana e il paesaggio della politica italiana, ribaltato dall'irruzione di Mario Draghi con il suo incarico presidenziale, ha seppellito nel retrobottega dell'inutilità l'intero manipolo di voltagabbana dal quale aveva cercato di attingere Giuseppe Conte per tenere in piedi il simulacro della sua maggioranza allo sbando.

 

Effigiati come una figura retorica dall'ex grillino Lello Ciampolillo, il senatore che sconfiggerebbe il Covid con la dieta vegana, hanno vissuto i loro giorni di celebrità autoproclamandosi "Costruttori" e immaginando per sé un ruolo salvifico da ricompensare con le più alte onorificenze.

 

bruno tabacci

Guidati idealmente dal centrista Bruno Tabacci, il più sveglio della banda e non per caso l'unico destinato a sopravvivere all' impresa squinternata, i Responsabili si erano raggrumati da diverse latitudini con la medesima volontà di trasformare lo spettro delle elezioni anticipate nell' occasione di una carriera fulminea. E qui non ci riferiamo tanto all'ex berlusconiana Sandra Lonardo, dama di mondo e moglie dell'intramontabile Clemente Mastella, la quale ha compreso prima di altri la mala parata e si è dissolta con tempismo.

 

maria rosaria rossi

Guardiamo piuttosto alle figure di Maria Rosaria Rossi o Luigi Vitali, Andrea Causin o Riccardo Nencini, all'ex camerata Renata Polverini e ovviamente all'ineffabile Ciampolillo.

 

maria rosaria rossi renata polverini

Ciascuno di loro ha immaginato di regolare conti pregressi con il proprio passato (la Rossi con il suo "ex badato" Silvio Berlusconi); di sfangare la legislatura ritagliandosi un percorso nomadico sempre premiante (Causin passato dal Pd a Forza Italia e infine ai centristi per Conte); di tornare al vecchio ovile senza abbandonare del tutto il nuovo (il socialista Nencini che ha votato la fiducia a Conte accanto al Pd senza rompere con Italia Viva di cui è socio contraente con tanto di simbolo).

 

SILVIO BERLUSCONI E LUIGI VITALI

Il comune denominatore di queste scelte è ovviamente l'agiata sopravvivenza dei protagonisti che si sono allineati alla ragione sociale governista espressa subito dal Movimento Associativo Italiani all'Estero (Maie) e dai rappresentanti delle minoranze linguistiche, ovvero gli eterni sostenitori di una maggioranza purchessia.

 

Andrea Causin

Nel caso di Vitali, traditore per una notte recuperato in extremis da una telefonata del Cavaliere, s'indovinava la caratteristica compresenza dello stato confusionale e di un tariffario (metafora) disponibile alla migliore offerta fino all'ultimo istante.

 

riccardo nencini

Non che mancassero aspirazioni più alte dello status quo: è verosimile che più d'un responsabile conservi ancora ben riposto nell'armadio l' abito buono per un giuramento da sottosegretario nell'abortito Conte ter.

 

Dopotutto l'operazione, nelle premesse dell' ex premier e di Tabacci e dei Mastella, oltre a neutralizzare il ribellismo di Matteo Renzi doveva preludere a un ambizioso progetto di lunga gittata: la cosiddetta "lista Conte", punto d'arrivo del raggruppamento parlamentare trasformista. Ma ecco che, a distanza di così pochi giorni, il nucleo di questo nuovo partito personale incoraggiato da sondaggi benevoli si è rivelato l'ennesimo soggetto smarrito della politica italiana.

 

Poteva forse essere la polizza d'assicurazione sul futuro dell'avvocato di Volturara Appula nelle trattative con i Cinque Stelle e il Pd, ma alla fine lui ha preferito obbedire al richiamo all'ordine di Beppe Grillo e si è riunito al gregge di Luigi Di Maio.

 

CLEMENTE MASTELLA

E adesso? Sparite le telecamere, usciti dal cono di luce mediatico che ne illuminava i sorrisi enigmatici e ne scandagliava più o meno improbabili curricula, dei Responsabili non resta che il rarefatto ricordo, come il bagliore di un sogno interrotto nel dormiveglia.

 

Mancò la fortuna, non il disonore. Ma a ben vedere, sia pure loro malgrado, nel piccolo pascolo trasformista resta intatta una non trascurabile greppia consolatoria: quei circa 350mila euro di stipendio ancora da intascare da qui a fine legislatura. Non tutte le sfortune riescono col buco.

Ultimi Dagoreport

vannacci meloni la russa crosetto alleanza nazionale movimento sociale fratelli d italia

DAGOREPORT - PER NON DIMENTICARE LA…MEMORIA - VANNACCI FA MALE A SALVINI MA ANCHE A GIORGIA MELONI. E NON SOLO PER RAGIONI ELETTORALI, CIOE’ PER I VOTI CHE PUO’ PORTARLE VIA, MA SOPRATTUTTO PER QUESTIONI IDEOLOGICHE - IL GENERALE, CHE RIVENDICA DI RAPPRESENTARE “LA VERA DESTRA”, HA BUON GIOCO A SPUTTANARE I CAMALEONTISMI E I PARACULISMI DELLA DUCETTA (BASTA ASCOLTARE GLI INTERVENTI DI QUANDO FDI ERA ALL'OPPOSIZIONE) - DAL COLLE OPPIO A PALAZZO CHIGI, LA DESTRA MELONIANA HA INIZIATO UN SUBDOLO SPOSTAMENTO VERSO IL CENTRO. E COSI' IL GIUSTIZIALISMO PRO-MAGISTRATI E' FINITO IN SOFFITTA; DA FILO-PALESTINESE E ANTI-SIONISTA E' DIVENTATA FILO-ISRAELIANA; DA ANTI-AMERICANA E ANTI-NATO, SI E' RITROVATA A FARE DA SCENDILETTO PRIMA A BIDEN ED OGGI A TRUMP - CERTO, LA VERA MISURA DELL’INTELLIGENZA POLITICA È LA CAPACITÀ DI ADATTARSI AL CAMBIAMENTO, QUANDO E' NECESSARIO. E LA “SALAMANDRA DELLA GARBATELLA” LO SA BENISSIMO. MA DEVE ANCHE TENER PRESENTE CHE CI SONO PRINCIPI E VALORI CHE NON VANNO TRADITI PERCHE' RAPPRESENTANO L'IDENTITA' DI UN PARTITO...

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?