massimo cacciari giuseppe conte

"SE DRAGHI DURA NON CI RICORDEREMO DI CONTE. E' UNO CHE VIENE DAL NIENTE PUÒ ANCHE FINIRE NEL NIENTE" - MASSIMO CACCIARI: "CASALINO? NON SO CHI SIA. DI MAIO? QUESTI SONO DELLE NIENTITÀ CHE UNA CRISI DI SISTEMA HA PORTATO AL GOVERNO. QUEL CHE È ACCADUTO È LA DIMOSTRAZIONE DELLA CATASTROFE DEL CETO POLITICO. TEMO CHE QUANDO USCIREMO DA QUESTO DISASTRO E DALL'EMERGENZA SANITARIA SI APRIRANNO DELLE PRATERIE PER OGNI INIZIATIVA POPULISTICA IMMAGINABILE…"

massimo cacciari (2)

Andrea Malaguti per "la Stampa"

 

Così, dalla lampada di Aladino di Sergio Mattarella è uscito il genio Mario Draghi. Dire che le aspettative nei suoi confronti siano alte è decisamente riduttivo. Se non lui - divinità che tutti guardano come se volessero conquistarsi una simpatia che non pensano di meritare - chi? Nessuno, certo. Anche se, come spiega Massimo Cacciari in questa intervista a La Stampa, la sua presenza a Palazzo Chigi, accolta con la ola in Europa, certifica in modo definitivo il decesso di un ceto politico incapace di tutto.

MARIO DRAGHI E SERGIO MATTARELLA

 

Professore, è arrivato il Salvatore della Patria?

«La statura internazionale di Draghi non si discute. Il bene che ha fatto alla patria - chiamiamola ancora così - è evidente. Se in questi anni ci siamo salvati è perché Draghi era alla Bce dove è riuscito a resistere agli assalti di tutte le destre del mondo»

 

Sarà più difficile fare lo stesso miracolo da Palazzo Chigi che dall'Eurotower.

«La situazione è complicata, questo è sicuro. Tutti scaricano la colpa della crisi su Renzi, perché è evidente che è stato lui a determinarla. Ma da noi il casino è sistematico.

giuseppe conte e luigi di maio

L'alleanza Pd-Cinque Stelle-Conte ha sempre fatto acqua da tutte le parti e solo loro possono raccontarsi la leggenda che è arrivato Pierino Porcospino Renzi a rompere le palle».

 

Chi le ha rotte, rimanendo alla metafora?

«Se le sono rotte da soli. Il Pd non è riuscito neppure a difendere la non linea di un non governo che si è limitato a gestire zone gialle, rosse o arancioni e a dare qualche ristoro in ritardo. Se sono rimasti in piedi è solo grazie all' emergenza sanitaria. I conflitti tra Pd e Cinque Stelle ci sono sempre stati. Solo che li nascondevano sotto il tappeto. Altro che Renzi. Domando: avevano forse deciso qualcosa sul Recovery Plan?».

mario draghi al meeting di rimini 5

 

Poco.

«Niente. E adesso li voglio vedere. Che cosa fanno? Non accolgono l'appello di Mattarella e votano contro Draghi?».

 

Difficile.

«Improbabile. Il Pd Draghi lo vota di sicuro. Del resto ha votato a favore di qualunque governo. E a favore voteranno anche i responsabili e i costruttori. I Cinque Stelle si lacereranno».

 

Per votare sì o no alla fine?

«Se dovessi scommettere un euro lo punterei sul sì. Ma il conflitto tra di loro ci sarà di sicuro. E ci sarà pure nel centrodestra. Berlusconi e Forza Italia appoggeranno Draghi cercando di non rompere con gli alleati. Il problema grosso l'avrà la Lega».

GIANCARLO GIORGETTI E MATTEO SALVINI

 

Salviniani contro, giorgettiani a favore?

«Giorgetti, giorgettiani e governatori a favore di sicuro. Ma alla fine penso anche Salvini. In genere la Lega prende decisioni compatte. I Cinque Stelle no, si potrebbero sfasciare e tornare all' opposizione dei vaffanculo».

 

Ricapitolando: Draghi incassa la fiducia.

«Prenderà una larghissima maggioranza. Poi cominceranno gli equilibrismi e i posizionamenti per arrivare all'elezione del Presidente della Repubblica».

 

CONTE CASALINO

Conte non sarà neppure in Parlamento, è politicamente finito?

«Forse no. Ma di sicuro non avrà più la grande visibilità che ha un capo del governo e quindi dovrà decidere se mettersi alla guida dei Cinque Stelle o se fare un suo Movimento alla Macron».

 

Tra due anni ce lo ricorderemo ancora?

«Se Draghi dura magari no. E sarà un destino meritato. Uno che viene dal niente può anche finire nel niente».

 

Le mancherà Casalino?

«Non so neanche chi sia».

 

E Di Maio?

«Esattamente come il nome che mi ha fatto prima. Sono delle nientità che una crisi di sistema ha portato al governo».

Bettini e Zingaretti

 

Altre pagelle: Zingaretti?

«Ha gestito il Pd in una fase drammatica senza nessuna iniziativa. Se non quella encomiabile di tenere in equilibrio la baracca. Ma è andato a rimorchio e il suo voto non può essere positivo».

 

Renzi l'iniziativa invece l'ha presa.

«Renzi è diverso, ambiziosissimo, spregiudicato. Ha fatto quello che ha fatto sapendo benissimo che le elezioni non ci sarebbero mai state, per le ragioni che il Presidente Mattarella ha spiegato perfettamente. Ora voterà a favore di Draghi continuando a sparare contro il nulla della politica».

 

E a che cosa gli servirà?

«Lui crede a molto, io penso a niente. I suoi calcoli sono sbagliati. L' idea che possa guidare una formazione politica minimamente rappresentativa è fantapolitica».

 

renzi mattarella

Chi rivedremo di questa maggioranza alle prossime elezioni?

«Mi auguro nessuno. Mi dispiacerebbe solo per Zingaretti, che si è trovato a guidare un partito non suo e ha navigato in mezzo a un mare di sfighe».

 

Le è piaciuto il discorso del presidente Mattarella?

«Molto. Un discorso, netto, chiaro, che ha spiegato bene perché non è ricorso al voto e ha cercato la strada di un governo prestigioso».

 

Un governo di soli tecnici?

«Penso proprio di sì. Di altissimo profilo. E senza nessuna interferenza politica. Naturalmente, essendo intelligente, Draghi terrà conto delle diverse sensibilità, affidandosi però unicamente a dei supercompetenti. Posso fargli io una lista se crede».

cottarelli

 

C'è anche lei in quella lista?

«Figuriamoci. In politica mi detestano dal primo all'ultimo. Io stesso sconsiglierei la mia presenza. Ma consiglierei quella di Cottarelli per la spending review e cercherei di trattenere il ministro Lamorgese a tutti i costi».

 

Non è che alla fine questa crisi si sia rivelata la cosa migliore che ci potesse capitare?

«No. Non è la cosa migliore. Anzi, direi la cosa meno augurabile».

 

Perché?

«Perché è la dimostrazione dell'impotenza e della incapacità di chi ci dovrebbe guidare. E temo che quando usciremo da questo disastro e dall' emergenza sanitaria si apriranno delle praterie per ogni iniziativa populistica immaginabile. Draghi in questo momento è perfetto, ma in prospettiva è la testimonianza notarile della catastrofe del ceto politico».

luciana lamorgese

 

Professore, chi sarà il prossimo Presidente della Repubblica?

«Magari proprio Draghi. Se affronta con determinazione la crisi, spende bene i soldi del Recovery, crea le condizioni per una ripresa del pil e impedisce che l' occupazione vada a picco, diventa il candidato naturale al Colle. O per tornare alla sua prima domanda, il Salvatore della Patria a cui la patria si affiderà».

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte matteo renzi alessandro onorato silvia salis

DAGOREPORT – CON L'ARMATA BRANCA-MELONI TRAVOLTA DAL BOMBASTICO VANNACCI E DA MILLE PROBLEMI IRRISOLTI, CONTINUA L'IRRESPONSABILE TAFAZZISMO DELL'OPPOSIZIONE - LA DISFIDA TRA SCHLEIN E CONTE PER CHI SARÀ IL CANDIDATO PREMIER ALLE POLITICHE 2027: CHE FARE? PRIMARIE ''SECCHE'' O CON BALLOTTAGGIO? - RIPIENA COME UN BIGNÉ DI AMBIZIONE, ELLY SA BENISSIMO CHE SOLO VINCENDO LE PRIMARIE HA LA GARANZIA DI POTER UN DÌ TRASLOCARE A PALAZZO CHIGI. ALTRIMENTI, UNA VOLTA APERTO IL TAVOLO CON I LEADER DEL CAMPOLARGO, FINIREBBE SUBITO MESSA DA PARTE COME PREMIER, A FAVORE DI UNA PERSONALITÀ CON CAPACITÀ DI GOVERNO - RINGALLUZZITA DA FRANCESCO BOCCIA E DAL SUO CIRCOLETTO DEL NAZARENO (I VARI BONAFONI, TARUFFI, BRAGA, FURFARO), ELLY NON SI RENDE CONTO DI POTER VANTARE, COME SUA UNICA ESPERIENZA POLITICA, IL RUOLO DI ‘’ASSESSORE CON DELEGHE AL WELFARE E AL COORDINAMENTO DI UN NUOVO PATTO PER IL CLIMA’’ DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA: UN PO' POCO PER OCCUPARSI DELLA GOVERNANCE DI UN PAESE ALLA FRUTTA - A FAVORE DI ELLY: L'ALLEANZA CON M5S E LA NECESSITA' DI DAR VITA ALLA ''TERZA GAMBA'' CENTRISTA - IL CASO SALIS - RENZI, "IL MALE NECESSARIO" PER MANDARE A CASA I MELONI MARCI...

legge elettorale giorgia meloni roberto zaccaria vannacci

DAGOREPORT – SALVATE IL SOLDATO MELONI DAL PANTANO DELLA LEGGE ELETTORALE! - SE VUOLE DAVVERO ANDARE AL VOTO NELL’APRILE 2027, MELONI HA UN’UNICA OPZIONE: AFFOSSARE IL SUO MELONELLUM – ANCHE SE VENISSE APPROVATO A FINE LUGLIO, CON IL CONSEGUENTE RICORSO ALLA CORTE COSTITUZIONALE,  I TEMPI TECNICI PER ANDARE ALLE URNE IN PRIMAVERA SONO UN SOGNO – IN PIU’ IL FATTORE VANNACCI HA FATTO SALTARE I PIANI DELLA DUCETTA SUL PREMIO DI MAGGIORANZA - CHE FARE? NIENT'ALTRO CHE ASPETTARE I TEMPI BIBLICI DELLA CONSULTA E VOTARE A OTTOBRE - ALTRIMENTI, TENERSI L'ATTUALE SISTEMA ELETTORALE VUOL DIRE PER GIORGIA E CAMERATI RITORNARE A LEGGERE TOLKIEN A COLLE OPPIO.....

antonio marano simona agnes roberto sergio giampaolo rossi rai meloni

DAGOREPORT – RAI, CHE BORDELLO! COME SI E' ARRIVATI ALLE DIMISSIONI IN BLOCCO DEI COMPONENTI DELLA COMMISSIONE VIGILANZA? - È STATO SOLO L’ULTIMO TASSELLO DI UN DOMINO CHE NASCE CON IL PENSIONAMENTO, PREVISTO A NOVEMBRE, DEL DIRETTORE GENERALE ROBERTO SERGIO - LA DESTRA AVEVA CONVINTO LA GIANNILETTA-DIPENDENTE SIMONA AGNES A PRENDERE IL SUO POSTO, DIMETTENDOSI DAL CDA RAI - MOSSA CHE AVREBBE PERMESSO A TELEMELONI DI POTER FARE BINGO PRENDENDO, DOPO L'AD ROSSI, ANCHE IL PRESIDENTE - FIUTATA L’ARIA DI FREGATURA, I PARLAMENTARI DELLA VIGILANZA HANNO RIMESSO IL LORO MANDATO – PALINSESTI THRILLER: DOMANI SARANNO PRESENTATI I PROGRAMMI DELLA NUOVA STAGIONE, MA MOLTI CONTRATTI ANCORA NON SONO STATI NEMMENO FIRMATI…

giorgia meloni carabinieri

FLASH – I MARANZA SCATENANO IL PANICO NELLE STRADE DI ROMA, GLI APPARTAMENTI VENGONO SVALIGIATI E LE STAZIONI SONO UN SUK DOVE NON SI PUÒ GIRARE DA SOLI. E IL GOVERNO TUTTO LEGGE E SICUREZZA CHE FA? A FEBBRAIO IL COMANDANTE GENERALE DEI CARABINIERI, SALVATORE LUONGO, LANCIÒ L’ALLARME: “C’È UNA CARENZA DI QUASI 10.200 UNITÀ, CORRISPONDENTE ALL'8,5% DELLA FORZA PREVISTA DALLA LEGGE”. SONO PASSATI 5 MESI: COSA HA FATTO GIORGIA MELONI? AVRÀ ASSUNTO I MILITARI CHE SERVONO A CONTRASTARE L’EMERGENZA SICUREZZA? L’HA CAPITO CHE LE PROSSIME ELEZIONI SI GIOCANO SU QUESTO TEMA?

friedrich merz afd cdu

FLASH – COSA SUCCEDERÀ IN GERMANIA, ORA CHE LA LOCOMITIVA TEDESCA È DERAGLIATA? CI SONO I 100MILA LICENZIAMENTI DI VOLKSWAGEN, SIEMENS TAGLIERÀ ALMENO 6MILA POSTI DI LAVORO E IL GOVERNO DI QUELLO STOCCAFISSO DI FRIEDRICH MERZ È IN BAMBOLA. LA POPOLARITÀ DEL CANCELLIERE È IN CADUTA LIBERA E I POST-NAZISTI DI AFD SONO ORMAI IL PRIMO PARTITO – AD ANGOSCIARE IL GOVERNO DI BERLINO C’È ANCHE IL DOSSIER COMMERZBANK: VISTA L’ARIA CHE TIRA, SI TEME CHE LO SFORBICIATORE ANDREA ORCEL, ORA CHE UNICREDIT HA IL CONTROLLO DELLA BANCA TEDESCA, MANDI A CASA MIGLIAIA DI PERSONE…

donald trump benjamin netanyahu

FLASH – LA STRATEGIA ELETTORALE DI NETANYAHU? BOMBARDARE! “BIBI” CONTINUA A MARTELLARE IL LIBANO PER RISALIRE NEI SONDAGGI, IN VISTA DELLE ELEZIONI DI OTTOBRE, MA ORMAI IL SUO DESTINO SEMBRA SEGNATO – ANCHE DONALD TRUMP GLI HA CONSEGNATO UN BEL “VAFFA”: IL TYCOON HA CAPITO CHE DEVE PUNTARE LE SUE FICHES SU UN GOVERNO DI CENTRODESTRA CHE ABBIA UN PREMIER MENO COMPROMESSO DI “BIBI”. LO SPARTIACQUE CHE HA PORTATO TRUMP A SCARICARE NETANYAHU È STATO IL NO ALLA GRAZIA DA PARTE DEL PRESIDENTE ISAAC HERZOG…