giordano bruno guerri vannacci casapound

"VANNACCI È PEGGIO DI CASAPOUND. HO PAURA DI UNA MAGGIORANZA REAZIONARIA CHE LA PENSI COME IL GENERALE PIUTTOSTO CHE DI 4 ESTREMISTI SGANGHERATI” – GIORDANO BRUNO GUERRI TROVA "TREMENDA" L’AGGRESSIONE AL GIORNALISTA ANDREA JOLY: "NON SCIOGLIEREI 'CASAPOUND' MA AVREI SGOMBERATO LA SEDE OCCUPATA DI ROMA GIÀ 20 ANNI FA. SI SENTONO PIÙ IMPUNITI COL GOVERNO MELONI? NON CREDO, MA L'ATTUALE ESECUTIVO STIMOLA CERTE IMPUDICIZIE, COME QUELLA DEI GIOVANI DI FDI CHE URLANO FRASI ANTISEMITE”

Francesco Rigatelli per "La Stampa" - Estratti

 

Giordano Bruno Guerri

«Dirò le stesse cose che ha detto ieri Gianrico Carofiglio, perché contro la violenza siamo tutti d'accordo e non ci devono essere destra e sinistra, ammesso che io sia di destra».

 

Giordano Bruno Guerri, 73 anni, storico, saggista e presidente del Vittoriale, trova «tremendo quando un giornalista come Andrea Joly viene picchiato mentre fa il suo lavoro. Per di più è stato pestato solo perché raccoglieva immagini e informazioni, senza neanche sapere chi fosse, e questo è ancora più grave perché non si trattano così i cittadini curiosi. È segno di una violenza indiscriminata, quando i picchiatori non dovevano temere nulla».

l aggressione al giornalista della stampa andrea joly 1

 

Ora ha senso lasciare aperti circoli come quello di Torino?

«Ha senso fino a che non violano le leggi. Non entriamo nelle questioni sul braccio alzato o sulla ricostituzione del partito fascista, perché non credo siano il problema. Se certi posti ospitano regolarmente abusi, non pagano le bollette e sono occupati illegalmente vanno penalizzati. Anche perché la politica è l'arte della conciliazione e non della violenza».

 

Si riferisce anche alla sede di Casa Pound a Roma, occupata da vent'anni?

«Personalmente l'avrei sgomberata vent'anni fa e andrebbe fatto subito».

 

Anche il movimento politico andrebbe sciolto?

giordano bruno guerri

«Finché non manifesta atteggiamenti aggressivi o di ricostituzione del partito fascista direi di no. Fa anche, tra virgolette, delle cose buone come attività sociali o culturali.

Non credo che vada temuto dal punto di vista ideologico perché manifesta un pensiero debole. Povero Ezra Pound, così tirato per la camicia: non sarebbe contento di avere simili adepti».

ROBERTO VANNACCI AL PARLAMENTO EUROPEO

 

Gli estremisti di destra avvertono un senso di impunità con questo governo?

«Non credo che Casa Pound si senta più impunita ora, perché è durata con qualsiasi governo. Certamente l'attuale esecutivo stimola certe impudicizie, come quella dei giovani di FdI che tranquillamente urlano frasi antisemite. CasaPound però è ben oltre il governo Meloni».

 

Forse la premier non convince veramente i suoi quando lancia certi appelli?

«No, credo che proceda per gradi come ogni buon politico: prende le distanze, fa qualche provvedimento disciplinare, senza mollare una base che la segue da vent'anni prima ancora che i ragazzi di oggi nascessero».

 

Com'è possibile che proprio i giovani, che dovrebbero essere conservatori europei più che neofascisti, la tradiscano?

giordano bruno guerri

«In questi giorni sto finendo un libro su Mussolini e neanche durante il ventennio c'erano tanti fascisti. Il fascismo è un'ideologia politica precisa che erano pronti ad applicare forse in cento persone tra cui Gentile e Bottai. L'individuo veniva considerato solo come funzionale allo Stato, guerra compresa. I ragazzi di oggi non credono a questi valori. E all'epoca neppure Mussolini era fascista, ma se mai mussoliniano.

roberto vannacci al parlamento europeo

 

Così pure i ragazzi di oggi: adorano la mascella quadrata, la frase clamorosa, l'apparenza e l'apparato, ma non sono pronti a pagare con gioia le imposte. Poi questi giovani estremisti a parole sono una minoranza come gli ultras allo stadio, per fortuna non rappresentano la maggioranza della destra».

 

Eppure leader come Salvini e Vannacci sembrano solleticare gli estremisti.

«Sì, ma mi sembra una rincorsa di pura strategia politica. Salvini ha deciso di occupare uno spazio lasciato libero da Meloni, proprio perché lei è andata verso il centro. Poteva andare lui verso Forza Italia, ma non l'ha fatto. Spero che la sua manovra non abbia successo, perché se i Vannacci sono tanti altroché CasaPound. Ho più paura di un'eventuale maggioranza reazionaria come lui che di quattro estremisti sgangherata, perché quella potrebbe pesare sul paese, sulle leggi, sulla vita quotidiana».

 

(...)

giordano bruno guerri foto di bacco (2)andrea joly andrea joly aggredito da militanti di estrema destra a torino 1andrea joly aggredito da militanti di estrema destra a torino 4andrea joly aggredito da militanti di estrema destra a torino 5giordano bruno guerri foto di baccoandrea joly 2l aggressione al giornalista della stampa andrea joly 2

 

l aggressione al giornalista della stampa andrea joly 3

Ultimi Dagoreport

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...

claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – MENTRE IL MINISTRO PIANTEDOSI È INDAFFARATO A QUERELARE DAGOSPIA, LA SUA (EX?) AMANTE, CLAUDIA CONTE, CONTINUA A TORTURARE GLI ASCOLTATORI DI RADIO1 CON LA SUA TRASMISSIONE, “LA MEZZ’ORA LEGALE”. IERI, OSPITE AI MICROFONI DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, IL SOTTOSEGRETARIO AI TRASPORTI, IN QUOTA FDI, ANTONIO IANNONE, SUL TEMA DELLA SICUREZZA STRADALE - IL PROGRAMMA, DEDICATO ALLA GRANDE PASSIONE DI CLAUDIA (LA “LEGALITÀ”), INCLUDE UNA RUBRICA FISSA DEDICATA ALLA POLIZIA DI STATO, FORZA DELL’ORDINE DI CUI PIANTEDOSI È IL CAPO...

DAGOREPORT! UNA BIENNALE FUORI DI TETTA! – FLASH, IMPRESSIONI E IMMAGINI DALLA BIENNALE CHE NON RUSSA DEL SICULO-MUSULMANO BUTTAFUOCO. NEL PADIGLIONE AUSTRIACO C’È UNA POVERA PERFORMER NUDA A TESTA IN GIÙ DENTRO UNA CAMPANA: MANCO A TERRAZZA SENTIMENTO O ALLA GINTONERIA DI LACERENZA SI È VISTA UNA COSA SIMILE - IL PADIGLIONE RUSSO È STATO TRASFORMATO IN UN FRACASSONE DJ SET PIENO DI FIORI. QUELLO AMERICANO SEMBRA UN INTERNO PER RICCHI ARABI CON DELLE SCULTURE DORATE DA SCEICCO (IN PIENO STILE TRUMP) - LA MOSTRA "IN MINOR KEYS" DEGLI ASSISTENTI DELLA FU KOYO KOUOH È UN SUK ’NDO COJO COJO. E’ UNA VIVACE LAMENTELA ANTICOLONIALISTA CHE INVITA GLI EUROPEI A CONFESSARE I LORO CRIMINI (MA QUALI?)

andrea orcel luigi lovaglio castagna giancarlo giorgetti matteo salvini francesco gaetano caltagirone leonardo del vecchio milleri marcello sala

DAGOREPORT - CON IL RIBALTONE SENESE, CON LOVAGLIO DI NUOVO AL COMANDO DI MPS, IL FUTURO DELLA FINANZA ITALICA È TUTTO DA SCRIVERE - NATURALMENTE ALL’ITALIANA, TRA TACITI ACCORDI SOTTOBANCO E OSCURE OPERAZIONI. SE NON CI FOSSE STATO IL VOTO A FAVORE DEL BANCO BPM, GUIDATO DA CASTAGNA, NON SAREBBE RICICCIATO IL "BAFFO LUCANO" IN MPS. E SE NON CI FOSSE STATO L’APPOGGIO DEL CREDIT AGRICOLE, PRIMO AZIONISTA DI BPM, CASTAGNA NON SAREBBE STATO RICONFERMATO ALLA GUIDA DELL’EX POPOLARE DI MILANO, CARA ALLA LEGA DI SALVINI E GIORGETTI - PERCHÉ CASTAGNA  UNA MANO A LOVAGLIO E AGRICOLE DÀ DUE MANI A CASTAGNA? LA RISPOSTA FORSE SI PUÒ RINTRACCIARE SBIRCIANDO LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA, CON MINISTRI E SOTTOSEGRETARI – IL SUCCESSO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO POTREBBE ANCHE RIVELARSI UNA VITTORIA DI PIRRO: COME FARÀ A RESTITUIRE 11 MILIARDI DI EURO A UNICREDIT, BNP PARIBAS E CRÉDIT AGRICOLE PER  L’ACQUISIZIONE DELLE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA? SE POI AGLI ALTRI EREDI VIEN VOGLIA DI VENDERE IL LORO 12,5% DI DELFIN? A QUEL PUNTO, NON RESTEREBBE CHE LA CESSIONE DELLE PARTECIPAZIONI FINANZIARE NEL MONTE DEI PASCHI (17,5%), IN GENERALI (10,15%) E IN UNICREDIT (2,7%) - VROOM! IL RISIKO BANCARIO SI E' RIMESSO IN MOTO...

xi jinping donald trump iran stretto di hormuz

FLASH – DONALD TRUMP STREPITA E MINACCIA DI “RADERE AL SUOLO” L’IRAN, MA HA IL PISTOLINO SCARICO: TRA DIECI GIORNI VOLERÀ A PECHINO PER UN INCONTRO CON IL PRESIDENTE CINESE, XI JINPING. QUANDO L’AUTOCRATE COMUNISTA, GRANDE SPONSOR DEL REGIME DI TEHERAN, METTERÀ SUL PIATTO DELLA TRATTATIVA LA PACE IN IRAN, CHE FARÀ IL TYCOON? CONTINUERÀ A FARE IL MATTO O FARÀ PIPPA? IL DRAGONE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, MENTRE IL DEMENTE DELLA CASA BIANCA CONTINUA A CIURLARE: SE TORNA A CASA SENZA NIENTE IN MANO, SAREBBE UNA SCONFITTA PESANTISSIMA, SOPRATTUTTO IN VISTA DELLE ELEZIONI DI MIDTERM DI NOVEMBRE (CHE GIÀ SI PREANNUNCIANO UNA DEBACLE)