conte stati generali

UN RAPACISSIMO FRANCESCO MERLO UCCELLA IL REALITY AUTOCELEBRATIVO DI CONTE - “COSA RIMANE DEL GRAN DEBUTTO DEGLI STATI GENERALI? LA PROCESSIONE DI AUTOBLU E DI SCORTE ARMATE. NIENTE GIORNALISTI E L'INFORMAZIONE CHE DIVENTA UN UMILIANTE PISSI PISSI CON UNA GRANDE PRODUZIONE DI PIZZINI DI TA-ROCCO CASALINO. VIDEO PRECONFEZIONATI PER I TG A RETI UNIFICATE. CON CONTE SEMPRE AL CENTRO" -  ''CHISSÀ COME HA FATTO CONTE CHE TRUCCAVA TITOLI E CURRICULUM UNIVERSITARIO A DIVENTARE L'UOMO SOLO AL COMANDO, FASTOSO COME BERLUSCONI, SPAVALDO COME RENZI, SAPIENTE NEL RINVIO COME ANDREOTTI, E "NAZIONALISTA" COME SALVINI NELL'ESIBIZIONE DEI SIMBOLI ITALIANI, DA PADRE PIO AL TRICOLORE NELLA CRAVATTA..." - VIDEO 

 

 

 

VON DER LEYEN - VIDEO

 

Francesco Merlo per la Repubblica

francesco merlo foto di bacco

 

Cosa rimane del gran debutto degli Stati Generali? Il recinto del potere, l' Italia che governa l' Italia nascondendosi all' Italia, la processione di autoblu e di scorte armate, l' informazione ridotta ai pizzini di Casalino, le immagini preconfezionate per i tg a reti unificate.

 

Poi alle 18 una breve conferenza stampa con un' autocelebrazione davvero imbarazzante: «siamo stati d' esempio », «ci è stato riconosciuto di avere indirettamente salvato vite umane in Europa». E via con l' elogio del proprio coraggio, della propria ambizione, «non ci accontenteremo della normalità». 

stati generali conte

 

E mai una sola giornata sarà sottratta al servizio del Paese, che è il più vecchio luogo comune della retorica italiana, di Renzi, di Berlusconi, di Andreotti, di Craxi e, arretrando ancora, di Mussolini: tutti lasciavano la luce sempre accesa.

 

E, manco a dirlo, negli spazi di reality confezionati per noi da Casalino ieri c' era sempre Giuseppe Conte immortalato in mezzo agli ospiti illustri: soddisfatto vip fra i vip, Ursula von der Leyen che sussurra in italiano «l' Europa s'è desta », Christine Lagarde, Sassoli, Gentiloni, Michel, tutti ospiti virtuali. 

 

stati generali

E poi nel pomeriggio il governatore Visco e un bel panel di economisti, incolpevolmente esibiti come la testa d' alce sopra il camino di un club inglese, anche se il modello qui sono i muri delle pizzerie romane dove il pizzaiolo è abbracciato a Bonolis, Totti e Pippo Baudo.

 

stati generali lamorgese

Odiosa, infine, l' evasività di Conte sulla decisione del governo di vendere due navi da guerra all' Egitto offendendo certo Paola e Claudio Regeni e la memoria del loro Giulio, ma soprattutto le enormi questioni di diritto e di libertà che quel nome evoca non solo nel Paese di Al Sisi dove è stato torturato e ucciso. Anche lo slogan "verità per Giulio" è diventato così un pretesto per le solite ritualità italiane.

 

Probabilmente non era il caso di trattare come un colpo di teatro neppure l' accordo con Germania, Francia e Olanda sul vaccino che, studiato a Oxford, sarà prodotto a Pomezia, in Italia. 

 

Il ministro Speranza, accentuando l' espressione dolente che gli è naturale, sembrava persino a disagio in quel lungo tavolone rettangolare con la tovaglia arancione mentre raccontava di aver firmato un contratto con la società AstraZeneca per 400 milioni di dosi «da destinare a tutta la popolazione europea». 

 

PAOLO CIRINO POMICINO GIULIO ANDREOTTI

Nella cultura di Speranza, che è sempre riuscito a tenere se stesso e il ministero della Sanità fuori dal populismo di governo e dalle incompetenze grilline, il vaccino di cui tutti avranno bisogno dovrebbe essere prodotto come «bene comune» e distribuito a tutti, dovunque.

 

Forse dunque l' argomento andava protetto dalla scenografia fru-fru di quel salone e tenuto lontano dalle lunghe trecce d' edera che - tocco berlusconiano - ornavano il Casino del Bel Respiro. 

 

 

STATI GENERALI SPERANZA

La corsa al vaccino (si parla di mille euro a dose) sta infatti accentuando le diseguaglianze, eccitando i nazionalismi e alimentando conflitti tra Stati e tra popoli. Ieri sembrava invece una di quelle pubblicità che fateci caso - stanno caratterizzando la riapertura dell' Italia e coinvolgono lo yogurt, le automobili e persino la carta igienica: "È prodotto in Italia!".

 

Mai come ieri mattina, sfilando sull' invisibile red carpet dell' Aurelia antica, stretta e senza marciapiedi, e subito nascondendosi dentro il casino del Bel Respiro, il nuovo potere italiano aveva mostrato la sua verità di nomenklatura e chissà se lo è diventato a poco a poco o a scatti. 

conte renzi

 

Oppure forse c' è stato, nei due lunghi anni di governi dominati dai grillini, un momento fatale che ha cambiato il "contediprima" nel "contedipoi", e non nel senso del banale trasformismo politico, ma in quello antropologico.

 

Chissà come ha fatto il professore che dilatava i suoi titoli e truccava il suo curriculum universitario a diventare l' uomo solo al comando, fastoso come Berlusconi, spavaldo come Renzi, sapiente nelle promesse e nel Rinvio come Andreotti, e "nazionalista" come Salvini nell' esibizione dei simboli italiani, da padre Pio al tricolore nella cravatta, dalle dichiarazioni d' amore per la Patria identificata con se stesso, sino «alla bellezza ci salverà» di ieri mattina: «abbiamo scelto questa location perché crediamo nella bellezza italiana» dove la password è "location". 

ROCCO CASALINO GIUSEPPE CONTE

 

Villa Pamphili per lui non è bene comune, opera d' arte, luogo della memoria, parco, ma "location", una parola che individua il fondale per le cerimonie, il set cinematografico, le scene da matrimonio, la scenografia di questo nuovo potere, il rococò del populismo italiano. 

stati generali gualtieri

 

Rimane vero che nel parco di Villa Pamphili è stata tagliata l' erba e, per terra, tra gli alberi bellissimi ieri non c' erano più i soliti sacchetti vuoti, le siringhe,le bottiglie di plastica e le cartacce, nonostante siano rimasti rarissimi i cestini dei rifiuti. 

 

A Villa Pamphili, che è grandissima, gli habitués si sono accorti solo di questo: «non c' è più la spazzatura» mi dice la signora che raccoglie le foglioline d' edera, «solo le più tenere si possono ripiantare nei vasi». Cani e padroni si riconoscono tra loro, Argo e Medea sono bellissimi, il più disobbediente è Jack: «Er segreto è dargliele sur sedere ». Eh? «Colle mani, dico, mai col bastone».

L' anno scorso qualcuno qui uccise una volpe.

 

VIRGINIA RAGGI REGINA DELLA MONNEZZA

Villa Pamphili, si sa, è un posto dell' anima, un florilegio di capricci edilizi in mezzo al bosco. Ora Conte, come l' Adriano della Yourcenar, dice: «Io sono il custode della bellezza». Ma forse andrebbe incoraggiato l' uso statale delle ville e dei parchi di Roma, Colle Oppio e Villa Ada, la Caffarella e Villa Sciarra, Monte Mario e l' Appia Antica Sarebbe un modo per rimediare, ogni tanto, ai disastri della sindaca Raggi. 

 

L' esempio storico virtuoso è quello di Luigi Einaudi che per far restaurare Caprarola, che oggi è una meraviglia dell' umanità, decise di andarci in vacanza. Conte direbbe: la scelse come "location".

 

conte casalino

Dunque i giornalisti, gli operatori e i fotografi sono stati tenuti fuori dalla bella "location", come in un campo profughi, come i baraccati che sulla via Vitellia anche ieri si arrangiavano sotto le mura di villa Pamphili. 

 

E infatti sono state diffusi solo video e foto ufficiali, tutte uguali, tutte agiografiche, e l' informazione è diventata un umiliante pissi pissi, un passaparola, con una grande produzione di pizzini. 

Già al mattino leggo che «il presidente Conte ha detto che". Ma come «ha detto» se sono solo le 9.45 e il benvenuto è previsto alla 10.30? 

 

Finito il tempo degli arrivi a piedi, in taxi o persino in bici, adesso hanno tutti la macchinona di Stato, l' autista e pure due auto di scorta e quando riconosciamo il faccino di Conte in mascherina «presidente!» gli gridiamo perché anche noi non abbiamo occhi che per lui.

REGENI FAMIGLIA

 

Ci guarda, scruta i nostri visi, forse cerca amici che non trova: le porte chiuse, che per l' Italia in quarantena sono state l' odiosa reclusione, ciascuno nel proprio appartamento, qui diventano grottesche autopromozioni, una gran voglia di autocertificarsi come una specie di "gruppo Bilderberg". 

 

Ma ci credono solo i simpatici compagni di Potere al popolo, di Rifondazione comunista, dei Cobas, un centinaio di militanti che ordinatamente sventolano le bandiere rosse già alle nove del mattino: «Mentre ci rubate il futuro fate festa. Saremo noi a farvi perdere la testa». 

 

stati generali conte

 

 

 

 

Ecco, gli antagonisti, i ribelli, i rivoluzionari non lo sanno, ma spacciano la medesima allucinazione di Casalino, e cioè che a Villa Pamphili stia nascendo l' imbattibile Contepensiero: i pensieri di Conte come i pensieri di Mao.

 

 

stati generali conte viscostati generali de micheli

STATI GENERALI FRANCESCHINIstati generali visco contestati generali contestati generali di maiostati generali gualtieristati generali amendolastati generali 4stati generali 3STATI GENERALI 5

stati generali lamorgesestati generali

stati generali villa pamphilj

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena mps francesco gaetano caltagirone luigi lovaglio cesare bisoni gaetano caputi vittorio grilli

SALUTAME A “CALTA” – IL CDA DI MPS RIFILA UN ALTRO “VAFFA” ALL’83ENNE COSTRUTTORE: CESARE BISONI È STATO NOMINATO COME PRESIDENTE DEL “MONTE” CON I SOLI VOTI DELLA LISTA DI “PLT” – SI VOCIFERA CHE “CALTA-RICCONE” ABBIA LA DENTIERA AVVELENATA, IN PARTICOLARE, CON DUE PERSONE: IL PRESIDENTE DI MEDIOBANCA, VITTORIO GRILLI (CHE DOPO LA FUSIONE PRENDERÀ IL POSTO DI BISONI) E IL CAPO DI GABINETTO DI PALAZZO CHIGI, GAETANO CAPUTI. NON È SFUGGITO ALL’OTTUAGENARIO EDITORE DEL “MESSAGGERO” CHE ENASARCO, LA CASSA PREVIDENZIALE DEGLI AGENTI DI COMMERCIO IN OTTIMI RAPPORTI CON CAPUTI, ABBIA VOTATO A FAVORE DI LOVAGLIO COME AD…

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…

giuseppina di foggia giorgia meloni arianna claudio descalzi terna eni

CHE FIGURA DI TERNA PER GIORGIA! – NELL’APRILE 2023 MELONI SI VANTAVA DELLA NOMINA DI GIUSEPPINA DI FOGGIA ALLA GUIDA DI TERNA: “È LA PRIMA DONNA AD DI UNA GRANADE PARTECIPATA PUBBLICA” – CHISSA COME SI SARÀ PENTITA DI QUELLA SCELTA, SPONSORIZZATA DALLA SORELLA ARIANNA, ORA CHE LA MANAGER HA DECISO DI INCASSARE FINO ALL’ULTIMO EURO DELLA SUA BUONUSCITA DA 7,3 MILIONI, ALLA FACCIA DELLA CRISI ENERGETICA, ED È PRONTA A RINUNCIARE ALLA PRESIDENZA DI ENI CHE LE È STATA OFFERTA COME “PARACADUTE”, PUR DI TENERE IL PUNTO – DI FOGGIA PRETENDEVA DI ESSERE CONFERMATA IN TERNA O DI AVERE COMUNQUE UN RUOLO OPERATIVO IN UN ALTRO COLOSSO STATALE: SA BENE CHE LA POLTRONA DA PRESIDENTE DEL CANE A SEI ZAMPE È DI RAPPRESENTANZA, DAL MOMENTO CHE IN CASA ENI TUTTO PASSA PER L’AD CLAUDIO DESCALZI – IL VERBALE DI TERNA CHE INGUAIA PALAZZO CHIGI

borsa italiana dario scannapieco fabrizio testa cdp cassa depositi e prestiti

DAGOREPORT - PERCHE' ALLA BORSA ITALIANA COMANDANO I FRANCESI? – INFURIA LA BATTAGLIA SULLA CONFERMA DI FABRIZIO TESTA ALLA GUIDA DI BORSA ITALIA, IMPOSTA DALLA FRANCESE EURONEXT E CONTESTATA DA CDP (ENTRAMBI AZIONISTI ALL’’8,08%). SECONDO LA CASSA, NON SAREBBE STATO RISPETTATO IL PATTO PARASOCIALE – EPPURE LA CONSOB, NEL SUO “ACCERTAMENTO” SU BORSA ITALIANA DELLO SCORSO NOVEMBRE, ERA STATA CHIARA: HA RILEVATO UNA “RIPETUTA VIOLAZIONE DELLE REGOLE DEL GOVERNO SOCIETARIO”, HA ACCERTATO CHE “TESTA NON HA DATO LA NECESSARIA INFORMATIVA AL CDA DI BORSA ITALIANA SUI PROGETTI O LE MODIFICHE ALLA STRUTTURA COMMISSIONALE”, “MORTIFICANDO IL RUOLO DEL CDA” – L’ASSEMBLEA DEI SOCI DI BORSA ITALIANA È CONVOCATA PER IL 29 APRILE PER RINNOVARE CDA E VERTICI MA LA GUERRA LEGALE POTREBBE ESSERE MOLTO PIU’ LUNGA...