renzi zingaretti di maio conte

IL RE SÒLA È SEMPRE PIÙ SOLO – PD, M5S E ITALIA VIVA SI SONO ROTTI LE PALLE DELL’ACCENTRAMENTO SEMPRE MAGGIORE DI POTERI DI CONTE: DOPO LA PLATEALE DISSOCIAZIONE DEI PARLAMENTARI M5S SUL MES, 55 DEPUTATI E SENATORI DEM HANNO SCRITTO UN DOCUMENTO DI CRITICA ESPLICITA ALLE MISURE SULLA MOBILITÀ COMUNALE. ORMAI AL NAZARENO C’È RIMASTO SOLO “ZINGA” A DIFENDERE “GIUSEPPI” – E RENZI? VUOLE UN RIMPASTO PER ENTRARE PERSONALMENTE NEL GOVERNO…

GIUSEPPE CONTE CON LA MASCHERINA

Fabio Martini per "La Stampa"

 

Una giornata politicamente turbolenta, confusa come mai prima nei precedenti 458 giorni di vita del governo giallo-rosso e così a metà pomeriggio Giuseppe Conte ha pensato che la cosa migliore fosse presentarsi in diretta televisiva "entrando" nel cuore dei Tg nell' ora di massimo ascolto: le 20,15.

 

ZINGARETTI - CONTE - DI MAIO

Entrare nelle case degli italiani per riattivare quella comunicazione diretta che, prove alla mano, è stata la leva principale consenso personale rilevato dai sondaggi nella primavera scorsa, consenso da due mesi nettamente calante. Per Conte un' operazione-simpatia anche per by-passare la montante insofferenza nei suoi confronti che da ieri percorre tutti e tre principali partiti della maggioranza, Cinque stelle, Pd e Italia Viva.

 

matteo renzi foto di bacco (11)

Un' insofferenza mai così personalizzata nei confronti del presidente del Consiglio e il fatto nuovo, assolutamente inedito nella modalità, è l' iniziativa dei 55 parlamentari del Pd (nessuno vicino a Zingaretti) su un totale di 125, che hanno sottoscritto un documento di esplicita critica alle misure anti-Covid sulla mobilità comunale, misure rivendicate da Conte la sera in tv e che invece vengono definite «sbagliate».

 

GIUSEPPE CONTE GRAZIANO DELRIO

E ancora: dalla Italia Viva è stato diffuso un documento secco: «Non c' è accordo sulle riforme istituzionali, non c' è sul Mes e neppure sulla riforma del fisco.Stiamo rischiando di perdere tempo senza arrivare ad alcun risultato».

 

Espressioni che in altri tempi sarebbero state il preludio di una crisi di governo ma poi Renzi conclude così: «Ormai sono molti gli argomenti su cui non si riesce a sbloccare lo stallo e tutto sarà rimesso al confronto dei leader».

giuseppe conte marchese del grillo

 

Attacca anche il Pd "ufficiale" con i due capigruppo parlamentari. Graziano Delrio e Andrea Marcucci, chiamando in causa il "solito" Conte: «Il Pd attende da più di un anno il rispetto delle intese sulle riforme costituzionali e sulla legge elettorale. Siamo stati sempre pazienti ma inutilmente. Ora i nodi vanno sciolti rapidamente. La responsabilità della sintesi spetta a Conte».

 

GIUSEPPE CONTE IN UN MOMENTO DI PAUSA DURANTE LE TRATTATIVE SUL RECOVERY FUND

E quanto ai Cinque stelle, dopo la plateale corposissima dissociazione di decine di parlamentari sulla riforma del "Salva-Stati», una mina sul percorso del governo in vista del voto del 9 dicembre, gli smottamenti sono proseguiti a Strasburgo, dove 4 europarlamentari hanno lasciato il gruppo pentastellato.

 

Una sorta di assedio dei partiti di maggioranza, ognuno col suo problema politico: Renzi vuole entrare personalmente nel governo, un' istanza condivisa dalla parte del Pd che punta al rimpasto, mentre tutti i democratici sono uniti nell' insofferenza per Conte uomo solo al comando, una tentazione tornata evidente nella decisione del presidente del Consiglio di dotarsi di una task force piramidale per la gestione del Recovery Fund.

MATTEO RENZI E GIUSEPPE CONTE COME BUGO E MORGAN

 

E Conte ha risposto a tutti, peraltro senza annunciare novità. Ai fan del rimpasto: «I partiti hanno dichiarato che non sono interessati al rimpasto, questo fa loro onore. È una parola che mi fa rabbrividire, una vecchia liturgia della vecchia politica. Io non mi sottraggo se qualcuno chiede cambi nella squadra, io sono il capitano, ma i miei ministri sono i migliori».

 

conte meme

Sul Recovery Fund: «Non siamo in ritardo, avremo un consiglio straordinario. Sulla governance ci sono differenze ma non su chi deve comandare Conte o Gualtieri». Sul Mes: «Non c' è da decidere se si attiverà o meno il Mes. Condividerò tutti i passaggi con le forze di maggioranza». E nell' assedio al capo dell' esecutivo si è aggiunta Confindustria: il presidente Carlo Bonomi dice che «il governo è indietrissimo su progetti e governance del Recovery Fund e questo è, e resta, un fatto oggettivo e innegabile. Se lo diciamo è per cambiare marcia, nell' interesse del Paese, non per calcoli politici».

MATTEO RENZI GIUSEPPE CONTEconte renzi

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…