marinella soldi matteo renzi lucio presta maria elena boschi

RENZI VUOLE ALLA VIGILANZA RAI LA BOSCHI. E “IL FATTO QUOTIDIANO” LO UCCELLA ‘’PER I RAPPORTI DI AFFARI CON LUCIO PRESTA. OSSIA L'AGENTE DEI VIP ACCREDITATO DI FARE IL BELLO E IL CATTIVO TEMPO IN RAI (E PERSINO I PALINSESTI) E INDAGATO ASSIEME A RENZI PER "RAPPORTI CONTRATTUALI FITTIZI" DIETRO I QUALI SI NASCONDEREBBE UN PRESUNTO FINANZIAMENTO ALLA POLITICA. TRA I CONTRATTI FIRMATI CON RENZI, QUELLO PER LA REALIZZAZIONE DEL DOCUMENTARIO "FIRENZE SECONDO ME" PER IL QUALE RENZI HA INCASSATO CIRCA 450 MILA EURO, ANDATO IN ONDA SU DISCOVERY LE CUI RIPRESE ERANO INIZIATE QUANDO ANCORA IL NETWORK ERA DIRETTO DA MARINELLA SOLDI, ORA PRESIDENTE DELLA RAI…

matteo renzi lucio presta

Ilaria Proietti per “il Fatto quotidiano”

 

Lui, preso com' è dal lavoro di conferenziere, che l'ha portato prima a Bangkok e poi ad Atene, ostenta un certo superiore distacco. Ma gli fischiano le orecchie: il nome di Matteo Renzi vola di bocca in bocca ora che, complici i litigi nel centrodestra, il M5S è riuscito a stoppare l'elezione del presidente del Copasir (reclamata dal Pd per Lorenzo Guerini), in attesa di garanzie sulla Vigilanza Rai.

 

Un altolà che in soldoni serve da ammonimento per scongiurare che l'altro presidio riservato all'opposizione, quello sull'informazione di Stato, finisca nelle mani di Italia Viva, il partito dell'ex premier in rapporti di amicizia e pure di affari con Lucio Presta. Ossia l'agente dei vip accreditato, con la sua formidabile scuderia di artisti, di fare il bello e il cattivo tempo in Rai (e persino i palinsesti) e - particolare che fa il sugo - indagato assieme a Renzi per finanziamento illecito.

 

MARIA ELENA BOSCHI E MATTEO RENZI

E così, sul sudoku per le commissioni di Palazzo San Macuto, aleggia pure l'ombra del conflitto di interessi. In un clima di sospetti rispetto all'idea di eleggere un renziano di stretta osservanza, magari la stessa Maria Elena Boschi, al vertice della commissione di Vigilanza.

 

E di veleni trasversali rispetto ai futuri assetti della governance Rai, ancora farina del sacco di Mario Draghi che ha insediato, in ossequio al Pd, l'ad Carlo Fuortes. Ma pure, come presidente, Marinella Soldi graditissima a Renzi, con una nomina finita nel tritacarne proprio per via dell'affaire tra l'ex Rottamatore e Presta oggetto delle attenzioni della magistratura.

marinella soldi foto di bacco (3)

 

A luglio 2021 il procuratore aggiunto Paolo Ielo e i sostituti Alessandro di Taranto e Gennaro Varone avevano messo nel mirino i rapporti economici tra Renzi e l'agente dei vip Lucio Presta, entrambi poi indagati per finanziamento illecito. Per gli inquirenti romani quelli che li legavano erano "rapporti contrattuali fittizi" dietro i quali si nasconderebbe un presunto finanziamento alla politica.

 

Tra i contratti firmati con Renzi, quello per la realizzazione del documentario "Firenze secondo me" per il quale il leader Iv ha incassato circa 450 mila euro, andato in onda per Discovery le cui riprese erano iniziate quando ancora il network era diretto da Marinella Soldi.

 

RENZI E IL DOCUMENTARIO FIRENZE

Il senatore aveva anche ideato un programma in cui si sarebbe trasformato in intervistatore e poi le pillole di storia in 5 minuti, due format rimasti invenduti. L'inchiesta era deflagrata proprio nei giorni in cui il governo aveva indicato per la presidenza della Rai Soldi dando la stura alle polemiche dei 5 Stelle.

 

Ma anche Matteo Salvini, che aveva criticato Draghi per aver pensato per quella casella la stessa persona "che ha acquistato il documentario di Renzi prodotto proprio da Presta". Da allora sembra passato un secolo (politico), ma le polemiche restano in agguato ora che in ballo c'è la doppia partita da ridefinire, ossia la governance Rai dopo l'insediamento del nuovo governo e il suo ideale contrappeso, ossia la guida della commissione di controllo sull'azienda.

 

LUCIO PRESTA E MATTEO RENZI

Che ha anche poteri di indirizzo ma può mettere becco in ogni anfratto che riguardi la concessionaria, nel contratto di servizio, ma pure sulla qualità dei programmi e persino sugli ospiti. Core business di quel deus ex machina di mamma Rai chiamato Presta. Amico di Matteo, aspirante dominus della Vigilanza.

MEME SULLA TRASMISSIONE DI RENZI SU FIRENZEMATTEO RENZI LUCIO PRESTARENZI E IL DOCUMENTARIO FIRENZE MATTEO RENZI SINDACO DI FIRENZERENZI E IL DOCUMENTARIO FIRENZERENZI E IL DOCUMENTARIO FIRENZE RENZI E IL DOCUMENTARIO FIRENZE renzi briatore presta

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…