renzi leopolda 9

RENZIANI CHE CASCANO IN PIEDI - LA SOCIETÀ CHE HA ORGANIZZATO LE CAMPAGNE DI RENZI E LE VARIE LEOPOLDE È STATA MESSA IN LIQUIDAZIONE E POI VENDUTA PER 170.000 EURO NEL SETTEMBRE DEL 2019. L'ACQUIRENTE SI CHIAMA "CHORALLY" ED È UNA SOFTWARE COMPANY, A SUA VOLTA RILEVATA DA UN'AZIENDA HITECH SOSTENITRICE DELLA FONDAZIONE OPEN. CHE SI È POI AGGIUDICATA UN APPALTO CON L'INPS

Camilla Conti per ''la Verità''

 

Renzi alla Leopolda

Dot Media, l'agenzia di comunicazione del Giglio magico, artefice delle campagne renziane e delle varie Leopolde, è stata messa in liquidazione e poi venduta per 170.000 euro nel settembre del 2019. L'acquirente si chiama Chorally ed è una software company con sedi a Roma e Milano che ha realizzato una piattaforma multicanale proprietaria di customer engagement basata su algoritmi di machine learning (tradotto: mette a disposizione delle aziende la tecnologia per rilevare informazioni utilizzabili dai propri dati). La plusvalenza di questa operazione consente a Dot Media di chiudere il bilancio 2019 in utile per 29.875 euro rispetto al rosso di 295.382 euro del 2018.

 

RENZI ALLA LEOPOLDA 10

Ma cosa finisce nelle mani di Chorally? Tra gli asset ceduti da Dot Media, oltre a varie attrezzature e al know how del personale dipendente, ci sono soprattutto il portafoglio clienti e i contratti in essere al 31 agosto 2019 e «non ancora compiutamente eseguiti», si legge negli atti depositati nella banca dati della Camera di commercio. Dove vengono allegati anche i due elenchi: in quello relativo al portafoglio composto da una quarantina di clienti dell'agenzia di comunicazione spunta il nome di Matteo Renzi e quello della Fondazione Open.

 

Ci sono poi il Comitato Leopolda 9, la sede milanese del Comitato renziano di Azione Ritorno al Futuro, il consorzio Il Borro di residenze per anziani fondato dall'ex assessore comunale di Firenze alla mobilità Massimo Mattei (Pd) e la Arteventi di Matteo Spanò che era anche socio della Dot Media (presidente della Bcc di Pontassieve e amico fraterno di Renzi).

 

renzi alla leopolda 9

Nella lista ci sono altre società basate in Toscana e clienti rilevanti come la casa farmaceutica Menarini, la Strada dei parchi controllata dal gruppo Toto, ma anche movimenti politici come +Europa, il Comune di Sesto Fiorentino, l'Agenzia del demanio e associazioni come Fino a prova contraria, presieduta da Annalisa Chirico.

 

Ci sono, inoltre, due politici come Nicola Danti (Italia viva) subentrato al posto di Roberto Gualtieri al Parlamento europeo e l'ex ministro delle Politiche agricole Paolo De Castro. I nomi di Renzi, della Menarini, della Strada dei parchi e di altri compaiono anche nell'elenco dei contratti in essere al 31 agosto 2019 e «non ancora compiutamente eseguiti». Attorno a Dot Media, ricordiamolo, operava un plotone di renziani doc presenti anche nell'azionariato.

 

Come Davide Bacarella (nominato anche liquidatore), che qualche tempo dopo entrerà nello staff del ministro della Difesa, Roberta Pinotti, insieme a Patrizio Donnini, fondatore di Dot Media e indagato per appropriazione indebita e autoriciclaggio per i rapporti con il gruppo Toto nell'ultima inchiesta sulla Fondazione Open. Donnini è inoltre l'ex marito di Lilian Mammoliti, promotrice dall'inizio del progetto renziano e anche lei azionista di Dot Media, che è stata coinvolta anche nell'inchiesta cuneese sul fallimento della Direkta srl insieme a Mirko Provenzano e Erika Conterno, due imprenditori in rapporti di affari con i genitori di Renzi.

 

renzi alla leopolda 9

Nella compagine azionaria di Dot Media c'è infine Alessandro Conticini, fratello di Andrea che lavorava come agente di commercio dell'agenzia e che ha sposato la sorella di Renzi. Ma il fil rouge con l'ex sindaco, ex segretario del Pd, ex premier e oggi leader di Italia viva, non si spezza del tutto con la vendita e con il passaggio del portafoglio clienti alla Chorally.

 

Perché poco più di un anno prima della cessione, nel giugno 2018, la quota di maggioranza della stessa Chorally è stata rilevata da una società più grande del settore: la Network Contacts di Molfetta, in provincia di Bari. Che spunta nell'elenco dei finanziatori della Leopolda 2014 con un bonifico di 3.000 euro raccolto, si legge nelle carte dell'inchiesta sulla Fondazione Open, grazie a una cena di fundraising organizzata a Roma da Luca Lotti a cui avrebbe partecipato il presidente della società, Lelio Borgherese.

 

La Network Contacts è uno dei principali player nazionali nel settore dei cosiddetti servizi di Bpo (Business process outsourcing) con sedi anche a Roma, in Brianza e in Romania. Si tratta della seconda impresa in Puglia - dopo la ex Ilva - per dipendenti (vi lavorano 4.500 persone per un fatturato di circa 95 milioni). A guidarla è appunto Borgherese, 47enne imprenditore salernitano, che quindici anni fa ne ha rilevato con il suo gruppo Activa la maggioranza delle quote dalla cooperativa finanziaria Cattolica Popolare di Molfetta.

 

RENZI E PADOAN ALLA LEOPOLDA

A marzo 2019 la Network Contacts ha pure vinto, come capofila di un raggruppamento temporaneo d'impresa, la gara per la fornitura e la gestione dei servizi di contact center multicanale dell'Inps per i prossimi due anni, con possibilità di proroga per altri dodici mesi. E a settembre 2020 il quartier generale di Molfetta ha pure ricevuto la visita del ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri. Dopo aver contribuito con una donazione volontaria all'ascesa di Renzi nel 2014, la Network Contacts - attraverso Chorally - si è dunque presa i clienti «gigliati» di Dot Media. Renzi compreso.

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni ignazio la russa antonio tajani fabio rampelli roberto occhiuto marina berlusconi cirielli

DAGOREPORT – IN QUELLA POLVERIERA CHE E' DIVENTATA L'ARMATA BRANCA-MELONI, LA MICCIA E' COLLEGATA A DUE EVENTI: L’ELEZIONE SUPPLETTIVA IN CALABRIA E IL VOTO A SCRUTINIO SEGRETO ALLA CAMERA SULLA LEGGE ELETTORALE (SPUNTERANNO FRANCO-TIRATORI TRA COLORO CHE SANNO DI NON ESSERE RICANDIDATI NEL 2027? CHE DECIDERANNO LE DONNE DI FORZA ITALIA INVEPERITE PER LA MANCATA ALTERNANZA DI GENERE?) – IL CASO CALABRESE, CON IL CANDIDATO DI VANNACCI CHE RUBA VOTI A FORZA ITALIA E RISCHIA DI FAR VINCERE IL PD, PUO’ ESSERE L’OCCASIONE CHE TAJANI ASPETTAVA DA TEMPO: REGOLARE I CONTI CON IL GOVERNATORE OCCHIUTO, SUO NEMICO INTERNO, SU CUI RICADREBBE LA COLPA DELLA SCONFITTA DI FABIO ROSCIOLI, TESORIERE DI LADY BERLUSCONI – SE LA FAIDA TRA GLI AZZURRI È PALESE, IN FDI DEVONO GESTIRE I MALUMORI DEI “RAS” LOCALI. A MILANO LA RUSSA NON DIGERISCE LA PROPOSTA DI CANDIDARE A SINDACO L’AZZURRO PEREGO, NOME NON SGRADITO A VIA DELLA SCROFA - IN CAMPANIA C’È LA ROGNA DEL VISPO CIRIELLI, L'EX COLONNELLO DI GIORGIA CHE INVOCA DI IMBARCARE VANNACCI NELLA COALIZIONE - NEL LAZIO IL MENTORE DELLE SORELLE MELONI, FABIO RAMPELLI, NON SOLO SI E' AUTOCANDIDATO A SINDACO DI ROMA IN BARBA AL PARTITO, MA SCALPITA PER PIAZZARE I SUOI "GABBIANI" NELLE PROSSIME LISTE ELETTORALI - STENDIAMO UN "PELO PIETOSO" SUL'ALTRO ALLEATO, LA LEGA SPROFONDATA AL 4,5% CON SALVINI APPESO A CIO' CHE POTRA' SUCCEDERE DOMENICA PROSSIMA SUL PRATONE DI PONTIDA...

roberto vannacci elly schlein giorgia meloni legge elettorale ballottaggio

DAGOREPORT! LA NUOVA LEGGE ELETTORALE È INCOSTITUZIONALE? MONTA IL DIBATTITO CON 160 COSTITUZIONALISTI CHE ANDRANNO AVANTI CON I RICORSI ALLA CORTE COSTITUZIONALE - LA SCOMMESSA DELLA MELONI: UNA VOLTA APPROVATA LA LEGGE, ANDARE AL VOTO A MAGGIO PER EVITARE IL GIUDIZIO DI INCOSTITUZIONALITA' DELLA CONSULTA – LA PROTESTA DEL CIVICO ONORATO SULLE FIRME RICHIESTE PER PRESENTARE LE LISTE (6MILA PER OGNI COLLEGIO): UNA NORMA CHE IN REALTA’ FA COMODO A FORZA ITALIA E NOI MODERATI IN FUNZIONE ANTI-ONORATO MA ANCHE ALLA SINISTRA, CHE SI METTEREBBE AL RIPARO DALLE NUOVE CREATURE POLITICHE (TIPO GRILLO) – VANNACCI AL 99% NON DOVREBBE AVER BISOGNO DI RACCOGLIERE LE 6MILA FIRME - L’ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA PER CHI ARRIVA AL 42%: NON NE PARLA NESSUNO NEL PD PERCHE’ FA COMODO ANCHE A SCHLEIN…

elly schlein giuseppe conte dario franceschini

DAGOREPORT - CONTRORDINE, COMPAGNI, LE PRIMARIE SI FARANNO INDIPENDENTEMENTE DALLA LEGGE ELETTORALE! CONTE HA DATO UN AUT AUT AGLI ALLEATI DEL CAMPO LARGO METTENDO I GAZEBO COME “CONDICIO SINE QUA NON” PER ESSERE NELL'ALLEANZA CON IL PD – MA LE PRIMARIE, OLTRE A ESSERE DIVISIVE, SONO UN GRAN CASINO SUL FRONTE REGOLAMENTARE: SARANNO APERTE O CHIUSE? CI SARA’ IL VOTO ONLINE? E PREVEDERANNO UN BALLOTTAGGIO? - PER ELLY, CHE TREMA PERCHÉ CONTE CON LA POSIZIONE SULL’UCRAINA DRENA VOTI AL PD SCESO AL 20%, I GAZEBO SONO DIVENTATI UN PROBLEMA ANCHE ALL’INTERNO DEL PARTITO (AL PUNTO CHE NON HA POTUTO CONCEDERE L’ENDORSEMENT A MARIO CALABRESI, CANDIDATOSI A SINDACO DI MILANO, PERCHÉ HA PAURA DI PERDERE I VOTI DI PIERFRANCESCO MAJORINO). COSI’ PER BLINDARSI E’ COSTRETTA A STRINGERE ACCORDI CON RENZI, FRANCESCHINI E ALTRI CAPATAZ DEM. MA NON ERA LEI CHE DICEVA “NON VOGLIAMO PIÙ CAPIBASTONE E CACICCHI?”

giorgia meloni tommaso longobardi giovanbattista fazzolari gian marco chiocci filini

DAGOREPORT - COME MAI GIORGIA MELONI HA FATTO “ROTOLARE LA TESTA” DEL SUO STRATEGA SOCIAL, TOMMASO LONGOBARDI? A POCHI MESI DALLE ELEZIONI, CON I SONDAGGI CHE DANNO IL CAMPO LARGO IN VANTAGGIO E VANNACCI CHE SCIPPA CONSENSI A DESTRA, LA DUCETTA SI È ACCORTA CHE LA PROPAGANDA DI PALAZZO CHIGI NON FUNZIONA PIÙ – LONGOBARDI ERA GIÀ FINITO NEL MIRINO DEL “CERCHIO TRAGICO” DELLA SORA GIORGIA DOPO LA DISFATTA AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, DOVE ERANO STATI DECISIVI I VOTI DEGLI ELETTORI PIÙ GIOVANI PER IL “NO” – ORA LA DUCETTA VUOLE UNA SVOLTA NELLA COMUNICAZIONE DEL GOVERNO E RICICCIA L’IDEA DI ASSOLDARE COME PORTAVOCE IL DIRETTORE DEL TG1, GIAN MARCO CHIOCCI. PICCOLO PARTICOLARE: CHIOCCI, FIN TROPPO AUTONOMO ED ESPERTO, SAREBBE UN “ACQUISTO” INDIGESTO PER FAZZOLARI E FILINI, IL DUO CHE GESTISCE LA MACCHINA COMUNICATIVA DI FDI – SI VOCIFERA CHE PALAZZO CHIGI PENSI A GINO ZAVALANI, VOLTO DI ESPERIA, PER RILANCIARE I SOCIAL – LA PRECISAZIONE DI ZAVALANI

giorgia meloni antonio tajani maurizio lupi alessandro onorato giuseppe conte matteo renzi roberto vannacci ignazio la russa

DAGOREPORT! - GIORGIA MELONI HA PAURA DI TORNARE ALLE URNE E VUOLE UNA NUOVA LEGGE ELETTORALE CHE AZZOPPI GLI AVVERSARI, A PARTIRE DALL’EMENDAMENTO “AMMAZZA-CESPUGLI” SULLA RACCOLTA DELLE FIRME - IL BLITZ E' UTILE A TAJANI, CESA E LUPI PER FERMARE ONORATO CHE POTREBBE ROSICCHIARE VOTI A FORZA ITALIA, UDC E NOI MODERATI - L'APPOGGIO DI CONTE ALL'ASSESSORE DI ROMA SEMBRA UN "BACIO DELLA MORTE": "PROGETTO CIVICO" STA DIVENTANDO "PROGETTO PEPPINIELLO"? - GLI OCCHI DEGLI ADDETTI AI LAVORI SULLE ELEZIONI SUPPLETIVE DI REGGIO CALABRIA PER IL SEGGIO ALLA CAMERA: VUOI VEDERE CHE IL CANDIDATO DI VANNACCI TOGLIERA' VOTI AL CENTRODESTRA E FARA' VINCERE IL PD?

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO…