giuseppe conte

LA RESA DEL CONTE – MARCELLO SORGI SUONA IL REQUIEM PER LA MAGGIORANZA GIALLO-ROSÉ: “LA PROMESSA DI DARE AL GOVERNO LE SEMBIANZE DI UNA VERA COMPAGINE POLITICA ERA SOLO UN’ILLUSIONE. MA PARADOSSALMENTE QUESTA NUOVA SITUAZIONE RAFFORZA LA POSIZIONE DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO” - IL PIANO DI RENZI E DI MAIO PER FAR FUORI LA POCHETTE CON LE UNGHIE ENTRO LA PRIMAVERA E…

 

Marcello Sorgi per “la Stampa”

 

ALTOFORNO CREMATORIO - LA CRISI DELL'ILVA BY MANNELLImarcello sorgi

Sebbene Conte ostenti sicurezza e faccia il duro con i Mittal, padre e figlio, che gli hanno scaricato sul tavolo la più grave crisi industriale degli ultimi anni, non è affatto un buon momento per il suo governo. E non solo per il caso Ilva, con quasi 15 mila posti a rischio e un punto e mezzo di Pil appeso a Taranto e alla possibile chiusura della seconda acciaieria europea, ma per l' evidente indebolimento della maggioranza giallo-rossa, emerso anche prima.

 

giuseppe conte luigi di maio

A essere sinceri si può dire che non è mai riuscito a decollare l' esecutivo nato dall' incredibile crisi di agosto - e dal ribaltone nelle alleanze che ha portato i 5 stelle a stringere l' intesa con il Pd, il partito che più di tutti avevano combattuto. Le polemiche sono cominciate dal giorno dopo l' insediamento, e si sono aggravate, fino ad arrivare al livello di guardia, dopo l' uscita di Renzi dal Pd e la fondazione del nuovo partito «Italia viva».

 

I MEME SULLE REGIONALI IN UMBRIA - SPERANZA - ZINGARETTI - BIANCONI - DI MAIO - CONTE

Da quel momento - stiamo parlando sì e no di un mese dalla nascita del governo - si è capito che era solo un' illusione la promessa di dare al Conte 2 le sembianze di una vera compagine «politica». Un' unione fondata cioè sulla condivisione di un programma comune e sull' impegno di realizzarlo, e non solo su un «contratto» come appunto il Conte 1. Inoltre, man mano che crescevano le difficoltà, prendeva corpo un piano, neppure tanto nascosto, di Renzi e Di Maio, per far fuori il premier entro la prossima primavera e sostituirlo con un personaggio più scolorito e meno adatto a contrastare le ambizioni personali dei due leader.

renzi di maio

 

Un progetto esplicitato domenica scorsa dallo stesso Renzi, quando, in un' intervista a «Il Messaggero», ha detto: «Si va avanti con o senza Conte». Immaginarsi quanto, su un quadro già così precario, possa aver influito l' Ilva e l' intransigente atteggiamento dei Mittal, a cui la cancellazione dello «scudo penale» - già garantito dal precedente governo e ritirato da Di Maio solo per accontentare i senatori ribelli capitanati dall' ex-ministra per il Sud Lezzi -, ha offerto l' occasione di buttare per aria il tavolo del faticoso salvataggio dell' acciaieria di Taranto.

conte di maio

 

Si sono così allineati i presupposti di una nuova crisi, a soli due mesi da quella imprevedibilmente risolta alla fine di agosto. In questi giorni ne ha parlato apertamente, non solo Zingaretti, ma i membri del gruppo di comando del Pd, compreso il prudentissimo, in passato, ministro della Cultura Franceschini. Renzi e Di Maio la temono, ma sanno di avere poche leve da muovere, dato che sono loro stessi ad aver portato il logoramento al punto limite.

GIUSEPPE CONTE GIOCA CON I CANI

 

LUIGI DI MAIO MATTEO RENZI

Ma paradossalmente è questa nuova situazione che - solo da un punto di vista politico, sia chiaro - rafforza la posizione del presidente del Consiglio. Da premier sostituibile e sostanzialmente preavvisato di licenziamento - grazie al nuovo atteggiamento del Pd, pronto a mettere in conto la sua caduta, ma non il rimpiazzo, né la nascita di un nuovo esecutivo, e deciso piuttosto ad andare a elezioni anticipate - Conte si è inopinatamente trasformato nel capo dell' ultimo governo di questa legislatura. Se cade, si va al voto, costi quel che costi. Zingaretti è pronto a farsi carico della rottura che porterebbe allo scioglimento anticipato. Il Quirinale è avvertito, e Mattarella la pensa come il segretario del Pd. Anche se le urne, si sa, sono l' ultima cosa a cui Renzi e Di Maio vorrebbero andare incontro.

GIUSEPPE CONTE

 

I MEME SULLE REGIONALI IN UMBRIA - DI MAIO - CONTE - SALVINI

Se politicamente Conte si è dunque rafforzato grazie ai suoi guai e al continuo sabotaggio del suo lavoro portato avanti in tandem dai cosiddetti alleati Matteo e Luigi, non è detto che il governo riesca a proseguire solo per non far morire la legislatura. Per vivere o per sopravvivere, infatti, un governo deve governare. E a parte la legge di stabilità che, in un modo o nell' altro, Conte dovrebbe portare a casa, per non regalare a Salvini, dall' Emilia in poi, una serie di vittorie perfino più grandi di quelle che i sondaggi gli preconizzano, non si capisce come possa affrontare i problemi che assillano, non solo lui, ma un Paese disgraziato come l' Italia.

JOKER INFILTRATO NELLA FOTO DI NARNINicola Zingaretti Luigi Di Maio Giuseppe Contegiuseppe conte luigi di maio alfonso bonafede

Ultimi Dagoreport

sallusti cerno

FLASH! - ALLA NOTIZIA DELLA NOMINA DI ALESSANDRO SALLUSTI A DIRETTORE DI “LIBERO”, TOMMASO CERNO HA INIZIATO A SMANIARE: E’ ANDATO IN CRISI DI ATTENZIONI – PER OSCURARE IL RITORNO DI SALLUSTI, E RIMETTERE SE STESSO AL CENTRO DEL VILLAGGIO, QUELLA REGINA PAZZA DI CERNO HA DATO DISPOSIZIONI ALLA REDAZIONE DI "SCHIERARE" DOMANI IN PRIMA PAGINA TUTTE LE FIRME PIU’ IMPORTANTI DE "IL GIORNALE" – STRANO, PER UN DIRETTORE CHE IN REDAZIONE SI VEDE POCO E HA VIA VIA OSCURATO GLI EDITORIALI ALTRUI LASCIANDO SPAZIO SOLO A SE STESSO…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…

manfredi lefebvre d'ovidio dovidio aponte, palenzona bisignani porro scaroni cimbri costamagna brachetti peretti, caltagirone nagel jes staley nicole junkerman stella li mara carfagna

ALTA SOCIETÀ, BASSA MAREA - NON AVENDO UN CAZZO DA FARE (O MOLTI AFFARI DA CONCLUDERE), 700 PERSONAGGI ILLUSTRI SONO SALITI A BORDO DELLA "CRYSTAL SYMPHONY" PER LA ZUPPA DI NOZZE DELL’ARMATORE ITALO-MONEGASCO MANFREDI LEFEBVRE D'OVIDIO – 5-GIORNI-5 DI UN’INDICIBILE CROCIERA DA CIVITAVECCHIA A MALTA CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI APONTE, PALENZONA, BISIGNANI, NICOLA PORRO, SCARONI, CIMBRI, COSTAMAGNA, BRACHETTI PERETTI, BERNABÈ, PASSERA, DOMPÉ, MARA CARFAGNA, MARCO CARRAI; CILIEGINA SULLA TORTA: LA GLACIALE STRETTA DI MANO TRA CALTAGIRONE E NAGEL - PIÙ PICCANTE LA PRESENZA A BORDO DI DUE PERSONAGGI CHE HANNO AVUTO A CHE FARE CON JEFFREY EPSTEIN: L'EX CEO DEL COLOSSO BANCARIO BRITANNICO "BARCLAYS", JAMES STALEY, CHE GESTIVA PERSONALMENTE IL PATRIMONIO MULTIMILIONARIO DEL FINANZIERE PORCONE. E LA SPLENDIDA NICOLE JUNKERMAN, NONCHÉ CONTESSA BRACHETTI PERETTI, CHE PER 20 LUNGHI ANNI E' STATA AMICA DEL DEFUNTO DEPRAVATO...

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”