salvini toninelli

RICICCIA UN GRANDE CLASSICO: SALVINI CONTRO TONINELLI - IL LEGHISTA ATTACCA SUL PALCO DI “ATREJU”: “AVEVO CHIESTO DI TOGLIERLO, NON ERA CAPACE. MI HANNO DETTO NON SI TOCCA, E’ UN GENIO. ERA COSI’ GENIO CHE LO HANNO TROMBATO I GRILLINI” - LA REPLICA DELL’EX MINISTRO: “SONO FINITI I TEMPI DI QUANDO CERCAVI DI PRENDERTI I MERITI DEL MIO LAVORO. UN PAIO DI MOJITI TE LI LASCIO PAGATI”

Luca Sablone per www.ilgiornale.it

 

salvini toninelli

Che tra Danilo Toninelli e Matteo Salvini non scorra buon sangue non è certamente una novità. Dopo una breve pausa di litigi, tra gli appellativi di "ministro dei balocchi" e di "nano sulle spalle dei giganti che lavorano", i due ex ministri sono tornati a battibeccarsi. Questa volta a lanciare la frecciatina è il leader della Lega che, dal palco di Atreju, ha così commentato la crisi di governo: "Avevo chiesto di cambiare ministri, di cambiare squadra, di cambiare programma per riparlarne. Ad esempio avevo chiesto di togliere Toninelli... non è un ministro, non è capace".

 

Il segretario federale del Carroccio ha confermato poi i diversi rifiuti arrivati dai grillini: "Mi hanno detto: 'No, Toninelli non si tocca, è un genio, è un Dio, è la nostra spina dorsale'. Era così un genio che l'hanno trombato loro stessi". Cenno anche al neoministro delle Infrastrutture: "Passare da Toninelli all'esperta in conserve di pomodoro De Micheli non so che passo avanti rappresenti per il Paese".

 

La replica

salvini toninelli

Via Facebook è arrivata la risposta da parte del pentastellato che, allegando uno screenshot delle dichiarazioni di Salvini, ha commentato gli attacchi ricevuti: "Grazie Matte’, ma qui il vero genio che ha fatto cadere il governo dal Papeete sei stato proprio tu". Toninelli poi ha fatto riferimento a "quando cercavi di prenderti i meriti del mio lavoro. Sono finiti quei tempi". L'ex titolare del Mit infine si è proposto di aiutare ironicamente l'ex ministro dell'Interno: "Se però hai bisogno di una mano, ci sono; un paio di mojiti te li lascio pagati".

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?